• 2013,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Trebbiano d’Abruzzo,  Valentini

    2013 Trebbiano d’Abruzzo, Valentini

    Devo essere fortunato con Valentini: mai riscontrata l’eccessiva variabilità da bottiglia a bottiglia di cui alcuni si lamentano. Non sono tutte bevute uguali, ovvio (e per fortuna), ma il mio spettro di assaggi rimane sempre dall’ottimo al clamoroso. Come il mio stupore per l’unicità della storia aziendale, capace di vette impressionanti in una zona ben lontana dalle mappe dello stordimento internazionale. Ribadisco l’aggettivo unico e ci aggiungo inconfondibile per raccontare il Trebbiano 2013, pescato dal mazzo di una degustazione ad alto tasso di enobullismo e trovato in assoluto stato di grazia. Il bianco abruzzese ha infatti gentilmente scodato, messo la freccia e salutato cortesemente inseguitori di strombazzato blasone. Visivamente giovanissimo,…

  • 2018,  BIANCHI,  Dievole,  IGT,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Campinovi, Dievole

    Può un trebbiano toscano smarcarsi dal ruolo di vino da tavola e indossare i gli abiti buoni della festa?Sì, e questo Campinovi lo dimostra. Trebbiano toscano al 100%, matura in botti grandi e poi affina in bottiglia. Il risultato è un vino dalla grande intensità olfattiva e gustativa e dal buon bilanciamento tra ciò che sprigiona il calice e la rispondenza nel sorso. Un vino profumato e intrigante, carico di fiori di acacia e frutta a polpa gialla; carezze iodate si alternano a una freschezza che invita e il vino acquista un aspetto quasi seducente. Per me, abituata a bere trebbiano toscano più crudo e grezzo, si è rivelata una…

  • 2018,  Cascina delle Rose,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Langhe Nebbiolo, Cascina delle Rose

    Poi ci sono i vini che ti spingono al viaggio. Questo per esempio. Già alla prima snasata m’ero vista catapultata a Barbaresco per andare a conoscere chi lo fa, vedere la cantina, passeggiare le vigne. Quando un vino riesce a far scattare quella molla lì, beh, per me ha svolto il suo compito primario di traghettatore di sogni. Poi magari, una volta a destino, mi renderò conto di aver preso una cantonata ma a me qui pare che ci sia proprio del bello. Al naso è un profumo. Di quelli da spruzzarsi addosso per davvero! Viola su tutto, rose e fiori d’arancio, fragoline di bosco; anche un soffio di menta.…

  • 2019,  Balbiano,  Collina Torinese,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Collina Torinese Cari, Balbiano

    In tutti questi anni ho visto categorizzare vini in maniera semplificativa (e l’ho fatto pur io, non mi tiro indietro): vino maschio, vino femmina, vino per palati maschili, vini per femmine. Come se il ridurre un vino a categorie di genere potesse semplificare la questione per identificarne in qualche modo il carattere e la natura. E se, come già fatto in passato, volessimo ridurre (o meglio: categorizzare) un vino come da comodino?Ossia un vino che unisce, come il miglior amplesso, i generi? Quando si fa all’amore non esiste (=non dovrebbe esistere) una tale categorizzazione: l’unione delle parti diventa il tutto, è la sommità del piacere, le due parti di mele…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Pierre Deville

    Champagne Copin, Pierre Deville

    Uno champagne che riconcilia con l’algida rappresentazione di certi chardonnay e che al contempo mette altri elementi a supporto del mistero del terroir di Champagne. Nasce infatti in uno dei villaggi più famosi della regione per il pinot nero questo blanc de blancs dal naso fitto, fragrante e dolce di agrumi, nocciole e mandorla fresca, susine, lamponi, senape e vetiver. In bocca ha passo spedito deciso di eleganza misurata, citrina e con una spolverata di cannella e pepe bianco per gradire. Ideale su linguine ai ricci di mare dove il gioco dell’umami e dei rimandi carnosi e languidi si alternano al gesso e alla spezia del vino. Da uve 100%…

  • 2019,  ABRUZZO,  Abruzzo,  BIANCHI,  DOC,  Tenuta I Fauri

    2019 Abruzzo Pecorino, Tenuta I Fauri

    Non dimentico l’assaggio di uno dei primissimi imbottigliamenti di Valentina e Luigi Di Camillo. Ce l’ho stampato in fronte: un insolito e divertentissimo profumo di piselli e il suo baccello. Erano i tempi in cui il Pecorino era per tutti ancora solo un formaggio. Insomma se ne sapeva poco o niente e i primi passi di chi aveva iniziato a lavorarci su erano ancora incerti. Qualcuno è riuscito a renderlo un vino non solo buono ma anche indubbiamente cool (!). Questo 2019 chiama un pranzo al mare con i piedi affondati nella sabbia. Scorza di limone, lieve ma carnosa vegetalità (salvia su tutto), margherite e mela verde. Profumi che si…

  • 2015,  Alta Langa,  DOCG,  Ettore Germano,  METODO CLASSICO,  PIEMONTE

    2015 Alta Langa Extra Brut, Ettore Germano

    Con le bolle è buona pure una ciabatta. Questa perifrasi non la trovate nei manuali di sommellerie, è una mia opinione. Quando poi la bolla è questa, siamo a posto, io non vorrei bere altro. Dritto e verticale, secco senza asciuganza, parte già bene col corredo aromatico classico (ebbe’, è un metodo classico) tra il pane e la frutta, ma quella bianca e matura. Poi fiori e agrumi. In bocca sta elegante, troneggia, ha lunghezza senza strafare, cioè quella lunghezza fine, che lo rende un compagno di tavola perfetto, turbo versatile negli abbinamenti. Goloso. Potremmo dire che è pure minerale, ma ‘sta parola è venuta a noia quindi fate conto…

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Riserva Vigneto Rocchette, Lorenzo Accomasso

    La 2006 è un’annata che sta dando parecchie soddisfazioni in Langa, sia per i Barolo che per altre tipologie. Sarà per questo che mi attendevo un filo di più dalla Riserva Rocchette di Accomasso, da tempo entrato nell’olimpo dei vini che richiedono l’investimento di un organo per l’acquisto. Insomma, pensavo fosse amore e non è stato un calesse, per carità, ma una sveltina un po’ sbrigativa sì. Sempre non contando i lunghi preliminari di stappatura, che gli hanno fatto smaltire una piccola riduzione iniziale. Poi spezie, frutta rossa e la parte boschiva si sono fatti sentire. Al Cavaliere e alla sua aria da langhetto consumato, comunque, non si può non…

  • 2005,  Brunello di Montalcino,  Conti Costanti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2005 Brunello di Montalcino, Conti Costanti

    Un produttore di cui amo l’austerità, in un’annata bizzarra e tardiva, come la 2005, è capace di far sfoderare al suo vino una dolcezza varietale strabiliante. Il lavoro del tempo ha cesellato aromi gentili di caramelle alla violetta e di confettura alle fragoline di bosco. Un velo ancora più gourmand è assicurato da profumi di pomodorini confit e caldarroste. Un refolo di erbe aromatiche e radici chiude la sniffata e bussa alla gola. Il passaggio gustativo non cambia tinta, regalando la consueta pienezza strutturale che, in questo assaggio, è resa accessibile dalla freschezza, ancora accesa per illuminare la retta via.

  • 2014,  BIANCHI,  Cascina Bandiera,  PIEMONTE,  VINO

    2014 Sansebastiano, Cascina Bandiera

    I vini di Cascina Bandiera li ho un po’ rincorsi. Prima ne avevo scritto su Intravino interrogandomi su chi fosse il produttore per poi inseguirli con il passare del tempo in questa o in quell’enoteca, in questo o in quel ristorante. Infine, finalmente, una bella serata con in produttori all’Osteria 12 Rondini di Foligno, in Umbria. Un’occasione pressoché perfetta per assaggiare gran parte della produzione, bianchi e rossi a partire da timorasso, chardonnay e pinot nero. Pochi i dubbi: il mio preferito è il Sansebastiano, il bianco di casa, quello che – ok, fa ridere – viene tirato in più esemplari: più di 2.000, meno di 3.000. Tra quelle assaggiate…