• 2016,  Alois Lageder,  Alto Adige,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2016 Alto Adige Doc Cor Römigberg, Alois Lageder

    Etichetta iconica dell’azienda altoatesina, spicca in gusto, eleganza e carattere in questa annata 2016 sempre più acclamata e celebrata. Prodotto nello storico maso Römigberg di proprietà dell’azienda, dove la produzione è legata meticolosamente al regime biodinamico, questo cabernet sauvignon con una piccola partecipazione del petit verdot, si presenta marcato e intenso nel colore rosso rubino tendente al violaceo. Al naso note di frutti rossi, ciliegia, marasca, mora, ribes nero e rabarbaro seguite da note più marcate di tabacco da pipa, liquirizia, pepe e un lieve richiamo dolce di vaniglia. Al palato è ricco, succoso, con tannini presenti ma non aggressivi; nobili. Struttura piena, d’impatto. Una beva d’occasione, ancora una volta…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Olivier Horiot

    Champagne Solera Les Riceys, Olivier Horiot

    Dal 1999 Olivier Horiot conduce in biodinamica 7 ettari nell’incantevole villaggio di Les Riceys nella Cote des Bar.Nome poco conosciuto ai media in quanto parte del raccolto viene venduto a cantine sociali o négoce. Dal 2010 produce questa résérve perpetuelle da 7 vitigni (arbanne, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio, meunier, pinot noir) Brut Nature, sboccatura 11/2018. Eleganza austera e nobiliare, un filo ancora vanigliato, ma è tutto così cristallino e minimalista. Nulla di sparato in faccia; colpisce l’armonia e l’integrità tra le parti. Punge di zenzero, poi lenisce con amido di riso. Composto, femminile e di equilibrio magico.Bocca carezzevole per raffinatezza tattile. Fitto, malico e linfatico. Bolla impercettibile e sferzata…

  • 2015,  Colle Picchioni,  IGT,  LAZIO,  Lazio

    2015 Il Vassallo, Colle Picchioni

    Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace (e se vogliamo ci mettiamo anche “l’Italia è bella tutta”, che male non fa). E a Paola Di Mauro il vino che faceva il contadino con le sue uve non piaceva proprio. Il casale che avevano nel territorio di Marino, lungo le pendici del Vulcano Laziale che guardano verso il Tirreno, possedeva una vigna piantata a merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc. Purtroppo il vino che si faceva era ai limiti della bevibilità. Paola Di Mauro pensò “ci sarà pure un modo di fare un vino buono partendo da queste uve. Ci riescono i francesi e io…

  • 2017,  AOC,  BOURGOGNE,  Céline & Laurent Tripoz,  FRANCIA,  MÂCON,  ROSSI

    2017 Mâcon Rouge Les Perrieres, Céline & Laurent Tripoz

    Sopravvissuto alla battaglia di Poitiers e alla Guerra dei Cent’Anni, probabilmente Filippo l’Ardito avrà rischiato di strozzarsi bevendo un calice di vino ottenuto da gamay al suo matrimonio combinato con Marguerite di Male. Altrimenti non ci si spiega come il Duca di Borgogna sia arrivato al punto da far espiantare nel 1395 tutte le vigne di gamay dalla regione per favorire il più elegante pinot noir. La trasgressione di qualcuno ha consentito al gamay di sopravvivere nonostante nei secoli in troppi abbiano provato a costruirgli attorno una pessima fama (Beaujolais Nouveau). Certo è stato costretto a rintanarsi in zone meno nobili e meno vocate della regione, ma nonostante tutto ce…

  • 2015,  Carema,  DOC,  PIEMONTE,  Produttori di Carema,  ROSSI

    2015 Carema Selezione 60° Anniversario, Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

    È la seconda etichetta che recensisco per Intralcio riguardo quest’azienda, e per evitare di ripetermi ho deciso di tirar fuori un asso nella manica, un vino da collezione: Carema Selezione“60°anniversario” della Cantina Produttori. L’etichetta è nata per celebrare i sessant’anni dell’attività vitivinicola di una delle Cooperative a mio avviso più dinamiche d’Italia, fondata nel 1960 da un gruppo di 10 viticoltori residenti, oggigiorno i soci sono ben 101. Avere a che fare con la viticoltura da queste parti significa fare trekking all’ultimo stato di difficoltà, dunque, questi veri e propri eroi della vigna, con amore e passione allevano la vite con il sistema a pergola, la stessa cresce e si…

  • 2015,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana,  Villa Saletta

    2015 980 AD, Villa Saletta

    La vigna più famosa di cui non conoscete il proprietario è quella di Villa Saletta (PI). Si, esatto quella vigna con attorno un paesaggio splendido e rigoglioso e una geometria ipnotica che segue e doma le colline pisane e che si raccoglie attorno ad un torre di caccia ai caprioli, posta la in mezzo proprio per mirare meglio gli animali che si sarebbero avventurati a mangiare le bacche delle vigne. Vigne che oggi sono recintate (quindi non imprigionano più facili bersagli faunistici) e che aspettano i primi ospiti della struttura ricettiva in via di restauro e di ammodernamento, un’opera titanica che rimodellerà il paesaggio di questo lembo di Toscana già…

  • 2015,  DOCG,  Ghemme,  PIEMONTE,  ROSSI,  Tiziano Mazzoni

    2015 Ghemme Ai Livelli, Tiziano Mazzoni

    Seduce il respiro di radice di  liquirizia e scorza di arancia brulée; dopo qualche minuto nel bicchiere si fanno più evidenti le note classiche di ferro battuto e sangue e, in deglutizione, un ritorno appena accennato di spezie orientali ricama un velo di legno di rosa e viole fresche.  La bocca è tenace, compatta, splendidamente tessuta; il succo di arancia rossa e melograno dilaga e il palato ringrazia. A un giorno dall’apertura è ancora più armonico e appagante: magnifico. Distribuisco i vini di Tiziano Mazzoni in Italia.

  • 2014,  GERMANIA,  NAHE,  ROSSI,  Weingut Dönnhoff

    2014 Pinot Brut, Dönnhoff

    Tutti sanno che la preparazione degli spaghetti a vongole, da qualcuno impropriamente detti “con” le vongole, richiede due imprescindibili attenzioni. La prima è quella di evitare alla pasta qualunque contatto con il pomodoro. La seconda prevede invece l’obbligo di sgusciare accuratamente i piccoli bivalvi, uno ad uno: le cocce, come diceva nonna mia, solo nel sautée. Alla vigilia dell’ultimo Natale, mentre preparavo il tradizionale piatto (con i lupini, che preferisco alle vongole), ho sentito una voce interiore che chiamava lo chardonnay. Il mio corpo ha avuto un sussulto, subito rifiutandosi di andarne a cercare una bottiglia in cantina. Alla voce ha risposto: no! In questi casi meglio non insistere.Allora bolla…

  • Emilia,  EMILIA ROMAGNA,  IGT,  Lusvardi,  RIFERMENTATI,  ROSSI

    Lambrusco Grato, Lusvardi

    Nel novero dei lambruschi da me preferiti, da oggi figura anche Grato, il rifermentato in bottiglia “col fondo” della cantina Lusvardi. Una bottiglia che punta all’autenticità e al varietale del salamino e del grasparossa e che porta in superficie i profumi e i sapori del lambrusco che fu e che, attualmente, ritroviamo sempre più spesso nelle interpetazioni dei vignaioli più virtuosi. E per fortuna, aggiungo io. Accattivanti i suoi profumi di matrice terrosa/minerale che si mescolano alle note di ligustro, viola mammola, erbe amare, ribes nero, china e gustosissimo  in bocca, dove è tonico, rinfrescante, dal tessuto sapido-fruttato e con un tannino poveroso di cacao amaro. Così profondamente contadino, e…

  • 2018,  Costa Toscana,  IGT,  Oliviero Toscani,  ROSSI,  TOSCANA

    2018 I Toscani, Oliviero Toscani

    È il vino d’entrata dell’azienda; un uvaggio paritetico di syrah e teroldego, alleggerito da piccole percentuali di petit manseng e greco. Appena aperto è reticente, quasi svogliato; ma l’aria lo sveglia piuttosto rapidamente con note di pepe nero, bacche di rovo, cuoio, liquirizia e rabarbaro. Al sorso è tenace, sapido, un po’ allappante e comunque reattivo e succoso. A un giorno dall’apertura il quadro olfattivo si fa più terso e il palato è più disteso; ciò che ieri allappava oggi dona pressione al centro bocca. Non avrà grande profondità (e non pretende di averla), ma in deglutizione lascia sentori nitidi di more e ciliegia che danno soddisfazione.