• 2018,  BIANCHI,  EMILIA ROMAGNA,  Forlì,  IGT,  Noelia Ricci

    2018 Trebbiano Bro’, Noelia Ricci

    Naso super trebbioloso, uno di quelli che riconosceresti alla cieca tra mille altri vini: fiori e fieno, note di agrumi e di mela. Bocca sul frutto, molto setoso e fresco al tempo stesso, quelli della birra direbbero anche watery prima di un finale tanto fresco quanto piacevole, quasi piccante. A questo prezzo un bicchiere sempre amico da tenere sempre in fresco: aperitivo e non solo.

  • 2018,  DOC,  Montefalco,  Raína,  ROSSI,  UMBRIA

    2018 Montefalco Rosso, Raína

    Super tipico, bella viola da sangiovese con una sferzata di mora, balsamico, c’è dolcezza e al tempo stesso severità per un assaggio succoso, tutto giocato su diverse tonalità di frutto, certamente maturo ma non cedevole. Un Montefalco Rosso fantastico, uno di quelli che danno dignità alla tipologia grazie alla capacità di richiamare in modo netto il territorio e le sue varietà rimanendo fedele a una certa idea di vino come ambasciatore della tavola. Sarebbe però un errore limitarlo a questo tale è la sua profondità e il suo spessore: sarà fantastico anche tra molti anni.

  • 2018,  BIANCHI,  CALABRIA,  Calabria,  IGT,  Maradei

    2018 Aglò, Maradei

    C’è sostanza, una materia che ben coniuga calore e una certa freschezza acida. Il frutto è maturo e tropicale, papaja e ananas, anche limone (o forse pompelmo?). Poi liquirizia? Rosmarino? Pino marittimo? In generale un tratto molto mediterrano per un sorso che scalda, che riempie il palato grazie a una tessitura tutt’altro che esile, quasi grassa nonostante una certa leggerezza alcolica e una sicura agilità gustativa. Soprattutto c’è beva, sorso più che mai gastronomico che fa della semplicità uno dei suoi tratti distintivi. Ad averne, specie a questo prezzo.

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA,  Val delle Corti

    2016 Chianti Classico, Val delle Corti

    Tra i cosiddetti “base” 2016 forse nella mia personalissima top ten. Vino fantastico, al cui (splendido) tratto territoriale si aggiunge una bella nota di sottobosco, quasi di ginepro ad affiancare un tratto di frutto anche salino di grande grande energia. Agrume e grafite, succoso, con un tannino di seta e un bellissimo finale che richiama la tavola. Da non mancare.

  • 2019,  Cannonau di Sardegna,  Cantina Gungui,  DOC,  ROSATI,  SARDEGNA

    2019 Cannonau di Sardegna Rosato Berteru, Cantina Gungui

    Per me una continua scoperta questa piccola cantina di Mamoiada. Il Rosato è un inno al cannonau, caso più raro di quanto si pensi: non c’è esilità, c’è forza. E poi freschezza, e che freschezza, a fianco di un profilo decisamente fruttato, mai stucchevole, impreziosito da una nota di calore che lo rende profondo e avvolgente. Finale glicerico ed elegante, di grande pulizia. Ad averne.

  • 2009,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  IGT,  MACERATI,  Radikon,  Venezia Giulia

    2009 Ribolla Gialla, Radikon

    “Colore ambrato nel pieno stile della casa. Mandorle, fichi secchi, uvetta, arancia candita, tabacco, fieno (oltre a una lieve nota di colla a disturbarne l’armonia). Potente, profondo, di grande grande spessore ma senza particolare peso anche grazie a un’acidità (anche volatile) che ne allunga il passo verso un finale di grande pulizia. Annata non indimenticabile ma la timbrica delle migliori Ribolla di casa Radikon c’è, eccome.“ Questo quello che avevo scritto a caldo, poco dopo aver stappato la bottiglia. A distanza di un paio di giorni e dopo averlo assaggiato più e più volte rimane una certa indecisione: da una parte è vino che con il passare del tempo non…

  • 2015,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Fiano di Avellino,  Villa Raiano

    2015 Fiano di Avellino Alimata, Villa Raiano

    Mi sono avvicinato ai vini di Villa Raiano relativamente da poco tempo trovando sempre belle sorprese, tanto da farla diventare ai miei occhi realtà molto affidabile, come poche altre in zona. La ricca 2015 porta a un Fiano dal sorso saporito, ben delineato in ogni sua componente tra note anche idrocarburiche, con un cenno di severità di frutto (che sia il tratto di Montefredane?) e fieno, fiori gialli e agrumi. Piccante, teso, profondo ma senza eccessi baritonali, è anzi assaggio estivo e appagante. Buonissimo.

  • 2010,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Emidio Pepe,  Trebbiano d’Abruzzo

    2010 Trebbiano d’Abruzzo, Emidio Pepe

    Aspettative alte per una di quelle annate che sulla carta non dovrebbero mai tradire, o quasi. Non solo nel Centro Italia, non solo quando riferite ai bianchi della Costa Adriatica. E invece. Il tratto è inconfondibile, piacevolmente sulfureo quando non addirittura marino, affiancato da quella possenza di frutto che tratteggia il Trebbiano di Pepe. E poi note (leggere) di idrocarburi, di fieno, di erbe officinali. C’è da perdersi. È però in bocca che paga qualcosa in termini di presa, di tessitura, di profondità. Sorprende non solo per una leggerezza forse inaspettata ma anche per una certa esilità, come fosse vino che sta vivendo una particolare fase di evoluzione verso “altro”.…

  • 2019,  Crocizia,  Emilia,  EMILIA ROMAGNA,  IGT,  RIFERMENTATI

    2019 Rosso Frizzante S’cètt, Crocizia

    Dei vini di Crocizia amo (anche) quella leggerezza di tratto che li rende così riconoscibili. Vini sempre di grande carattere, capaci di essere incisivi e al tempo stesso di volare alto, senza particolare peso. Vale anche per questo non Gutturnio, barbera e croatina dal parmense, a fare da base per un frizzante tanto gustoso quanto leggiadro. C’è frutto e c’è allungo, c’è freschezza non senza quel tocco più maturo che dona profondità alla beva. Mediamente irresistibile.