• 2015,  Di Majo Norante,  DOC,  MOLISE,  Molise,  ROSSI

    2015 Aglianico del Molise Riserva, Di Majo Norante

    2015 – Aglianico del Molise DOC Riserva- Molise – Rossi – Di Majo Norante L’aglianico è un bel diavoletto, che spesso dà origine a vini dalla trama tannica talmente fitta da rendere le gengive due strisce di morbido pile. Tuttavia ciò non vale per il Contado di Di Majo Norante, storica realtà del Molise enologico.L’Aglianico Riserva Contado, parto dal finale, ha una facilità di beva sbalorditiva se teniamo conto del vitigno in questione e dei 6 anni scarsi dalla vendemmia, un niente per quest’uva. I grappoli, una volta vendemmiati tra ottobre e novembre (ha maturazione tardiva l’aglianico), vengono vinificati mantenendo il contatto mosto-bucce per un mese. Quindi il vino passa…

  • 2015,  DOCG,  Ghemme,  Ioppa,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Ghemme Santa Fè, Ioppa

    Ecco un’altra perla di Casa Ioppa, il “Santa Fé”, in dialetto locale “Santa Fede”, il nome deriva da una chiesetta ancor oggi presente in loco, a Romagnano Sesia (No), dove ha sede la Cantina che vide gli albori nel lontano 1852. 7-8 ettari di proprietà all’interno di un vero e proprio cru del Ghemme Docg, lo stesso marchia inconfondibilmente il vino. Da queste parti il terreno ha una matrice fortemente argillosa, con una presenza importante di caolini. L’annata 2015 in zona è stata definita a cinque stelle: calda, regolare, priva di siccità, le uve durante la vendemmia si sono rivelate sane e mature, indubbiamente ricche d’aromi. Stesso identico protocollo del Ghemme…

  • 2015,  Carema,  DOC,  Ferrando,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Carema Etichetta Nera, Ferrando

    Ferrando è una Cantina storicamente legata al piccolo Borgo di Carema, luogo incantato dove la roccia domina e le montagne circostanti compongono una cornice fiabesca, a tratti unica in tutto il Piemonte. Un piccolo lembo di terra, a cavallo tra la suddetta regione e la Valle d’Aosta, che ho già raccontato più volte anche su Intralcio. Vi è fermento e giovani volenterosi tra queste pergole, qui chiamate “topie” e “pilun”, caratteristici tutori in pietra tronco-conici, vera icona del territorio. Ferrando, contrariamente ai tanti vignaioli che ho illustrato di recente, è presente in queste colline da sempre, un vero caposaldo della piccola Doc torinese nata nel 1967. In realtà la sede…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CHABLIS PREMIER CRU,  Domaine Guy Robin et Fils,  FRANCIA

    2015 Chablis Montée de Tonnerre VV, Domaine Guy Robin et Fils

    Se Montèe de Tonnerre non è uno dei sette Grand Cru dello Chablis poco ci manca. Tra i Premier Cru è la vigna alla quale sono più affezionato, non mi ha mai deluso.Parte con una sventagliata di agrumi spremuti sulla pietra focaia. Tipicità da Chablis che si ammorbidisce rivelando sentori di ricotta infornata al limone, di burro salato, di zucchero a velo. Mano a mano che il vino si riscalda nel calice i profumi si ricompongono, si aggregano. Lo zucchero comincia a filare, il burro si lega alla farina e, non so come dirvelo, ma il fatto è che a un certo punto nella mia testa stavo annusando quei dolcetti…

  • 2015,  Colle Picchioni,  IGT,  LAZIO,  Lazio

    2015 Il Vassallo, Colle Picchioni

    Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace (e se vogliamo ci mettiamo anche “l’Italia è bella tutta”, che male non fa). E a Paola Di Mauro il vino che faceva il contadino con le sue uve non piaceva proprio. Il casale che avevano nel territorio di Marino, lungo le pendici del Vulcano Laziale che guardano verso il Tirreno, possedeva una vigna piantata a merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc. Purtroppo il vino che si faceva era ai limiti della bevibilità. Paola Di Mauro pensò “ci sarà pure un modo di fare un vino buono partendo da queste uve. Ci riescono i francesi e io…

  • 2015,  Barolo,  DOCG,  Marrone,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Barolo Pichemej Docg, Marrone

     “Nonno Pietro diceva che tutti i vini sono buoni, ma solo alcuni Baroli sono “Pichemej” in dialetto piemontese significa “più che meglio”. Uno tra i vini di punta della famiglia Marrone di La Morra (frazione Annunziata), già nota ai lettori d’Intralcio per la mia recensione dedicata al Langhe Chardonnay “Memundis” 2014, è un nebbiolo 100% da cloni “Lampia” e “Michet”, allevati nel suddetto comune e a Monforte d’Alba, i vigneti risalgono al 1975. Nel primo borgo, situato a nord nel comprensorio con esposizione a sud ovest, il terreno è ricco di calcare e argilla, ci troviamo a 270 metri sul livello del mare; nel secondo, esposizione medesima, ma altitudine pari…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Tessier,  FRANCIA

    2015 Bourgogne Champ Perrier, Domaine Tessier

    In Italia troppe persone son ancora convinte che per bere un buon bianco borgognone occorra ipotecare la propria casa; non è così, basta avere un po’ di curiosità e andare oltre i soliti nomi noti a 360°: produttore, AOC, premier o grand cru. Questo Bourgogne di Arnaud Tessier, ad esempio, deriva da una vecchia e piccola parcella nel noto borgo di Puligny-Montrachet, la vigna è situata a Sud-Est del centro abitato ed è condotta in regime biologico. 100 % chardonnay vinificato in solo acciaio, affina successivamente per 12 mesi in piccoli botti usate, più qualche altro mese in bottiglia prima della vendita. La cantina si trova a Meursault, altro celebre…

  • 2015,  Cesanese di Olevano Romano,  DOC,  LAZIO,  Marco Antonelli,  ROSSI

    2015 Olevano Romano Riserva Kósmos, Marco Antonelli

    Il vino di Olevano Romano non è più quello di decenni fa, l’antesignano della Romanella. Un manipolo di giovani viticoltori è oggi attivo in zona, ed ha fatto voto di qualità e di coesione. Tutto ciò fa di Olevano Romano un vivace parco giochi del vino laziale.Marco Antonelli è uno dei vignaioli in questione. Dei suoi tre ettari totali, quello che a noi qui interessa è l’ettaro scarso piantato a Cesanese in zona Morra Rossa, a 450 metri d’altitudine sul monte Scalambra. Terreno composto da marne argillose e calcare, ricco di scheletro; sistema di allevamento alla “arrangiati, cara la mia vite”; interventismo d Marco in vigna simile a quello della…

  • 2015,  DOC,  Poggio di Sotto,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  TOSCANA

    2015 Rosso di Montalcino, Poggio di Sotto

    Etereo, volatile; note di cera d’api avvolgono un frutto tonico sì, ma un poco sotto spirito; il tutto è velato dal canto monocorde dei brettanomyces, vera maledizione di questi ultimi vent’anni. Al sorso è di medio corpo, piacevolmente buccioso e un poco sapido; ha discreta energia sostenuta dalla calda corrente alcolica e l’inconfondibile tatto di Castelnuovo dell’Abate.

  • 2015,  DOCG,  Dogliani,  PIEMONTE,  Poderi Cellario,  PRODUTTORI,  ROSSI

    2015 Dozzetti etichetta storica Dogliani Superiore Cornole, Poderi Cellario

    Anteprima Cornole, frazione Farigliano, che per Fausto è il meglio del meglio e anche per me perché da quelle parti una vigna porta ancora il nome di una mia prozia (vigneto “Maestra”). Vendemmia a metà settembre. Quindici giorni di fermentazione in due vasche. Il mosto di una delle due viene trasferito nell’altra sino a colmarla: cappello sommerso steccato e le vinacce rimangono sotto per altri quindici giorni (come si fa anche per il barolo). Legno di rovere da 25 ettolitri francese di “Gamba” per un anno. Bottiglia per altri 3 anni e mezzo. Dove il mezzo si concluderà a dicembre. 14,5 gradi alcolici. Uno di quei dolcetto che si spera.…