• 2000,  AOC,  BIANCHI,  BORDEAUX,  Domaine de Chevalier,  FRANCIA,  PESSAC-LÉOGNAN

    2000 Pessac Léognan Domaine de Chevalier Blanc, Domaine de Chevalier

    I Bordeaux Blanc hanno esigenze spesso opposte a quelle dei Bordeaux Rouge: una grandissima annata per i rossi può dare opulenza ai bianchi, viceversa una grandissima annata per i bianchi può essere meno favorevole per i rossi. In entrambi i casi il tempo porta quasi sempre verso l’eleganza, ma parlare di eleganza per un bianco a maggioranza Sauvignon, nell’ annata 2000 (bella ricca e piena a Bordeaux) non è esattamente automatico, eppure… 85% sauvignon, 15% semillon, fermentazione, bâtonnage ed affinamento tutto in barrique. Le premesse sono quelle di un corpo quanto meno non farfallesco, invece, aldilà della bella doratura scintillante del colore, dalla prima snasata questo vino ti fa sorridere;…

  • 1981,  AOC,  Château d'Yquem,  DOLCI,  FRANCIA,  SAUTERNES

    1981 Sauternes Lur Saluces, Château d’Yquem

    Hai voglia a dire che la dolcezza, alla lunga, stanca. Io mi stanco zero a girare nel bicchiere questo Yquem. I suoi primi (quasi) quarant’anni li passa con slancio: ambra acceso e spesso, il naso inevitabilmente si apre con lentezza, e che ci vuoi fare? Il genio è stato costretto nella lampada per tanto tempo, adesso ci mette un po’ a sgranchirsi. Ma una volta messe da parte le note sulfuree, esce fuori la frutta disidratata, tipo pesca essiccata, a tranquillizzare, e dopo di lei un corredo numeroso e nutrito, come fosse una parata di recettori olfattivi che lentamente passa sotto il naso, ognuno con qualcosa da dire: zafferano, vaniglia,…

  • 2007,  AOC,  BIANCHI,  BORDEAUX,  Chateau Pape Clément,  FRANCIA,  PESSAC-LÉOGNAN

    2007 Pessac-Léognan, Chateau Pape Clément

    Il grado alcolico (14,5%) e il colore oro caldo farebbero pensare a pesantezze e ossidazioni che fortunatamente non trovo nel bicchiere. Si presenta con note di fiori di acacia, buccia di mandarino, chicco di grano maturo, grasso di prosciutto, mela grattugiata, frutta esotica, cenere e idrocarburi. Il sorso, nonostante l’alcol, è suadente e  reattivo, mentre il tocco è “dolce” e in deglutizione rilascia sbuffi minerali di pietra focaia e cenere. 48,5% sémillon, 44,5% sauvignon blanc, 5,5% sauvignon gris, 1,5% muscadelle.

  • 2015,  AUSTRIA,  BIANCHI,  Maria & Sepp Muster,  TAFELWEIN

    2015 Graf Sauvignon, Weingut Maria & Sepp Muster

    Avevo assaggiato i vini di Maria e Sepp Muster solo in qualche fuggevole occasione tra amici; una di quelle serate in cui sei troppo distratta per ricordarne tutte le peculiarità, ma abbastanza vigile da accomodare il sorso tra i vini “WOW” della tua biblioteca mentale enoica. La cantina si trova nella regione austriaca della Stiria al confine meridionale con la Slovenia, 10 ettari di ripidi vigneti che dal 2000 sono lavorati in biodinamica. “Graf”, è il nome della linea dei vini dell’azienda provenienti dai vigneti più antichi (zweigelt, morillon e sauvignon blanc), posizionati nella fascia centrale tra Sgaminegg e Opok.Ricordavo bene: il naso è intenso, sulfureo, di pietra focaia, cerino, zolfo, e mineralità…

  • 2019,  AOC,  BIANCHI,  Domaine du Carrou,  FRANCIA,  LOIRE,  SANCERRE

    2019 Sancerre Blanc, Domaine du Carrou

    In una serata qualsiasi, di un giorno qualsiasi, apro un vino qualsiasi che qualsiasi non è, come non lo sono nessuna giornata e nessuna serata. Un Sancerre, a base esclusiva sauvignon blanc, graziato da una lunga fermentazione promossa da lieviti indigeni, diversi mesi ‘sur lie’ et voilà: un magnifico ingresso si apre a freschi agrumi, pesca gialla, acacia per poi virare, quasi improvvisamente, a taglienti verticalità e ad una vibrante e corroborante salinità. A quel punto, sensazioni piacevolmente contrastanti si affastellano e si ricompongono in una tavola di colori armonica pronta per ampie e lunghe pennellate di godimento. Abbinabile, preferibilmente, con la tarda primavera o l’estate.

  • 1999,  AOC,  BIANCHI,  BORDEAUX,  Château Rieussec,  DOLCI,  FRANCIA,  SAUTERNES

    1999 Sauternes, Château Rieussec

    Il mio rapporto con i vini dolci è assolutamente speciale: li adoro, spesso permettono una situazione assolutamente intimistica e rilassante, che permette di godersi il proprio tempo lentamente, senza cadere nella abusata meditazione; una coccola glicerica facendo assolutamente nulla, spesso in tarda serata…una pacchia. Questo 1999 si proietta tra i Rieussec “moderni” nei quali lo Château pare aver cercato in controtendenza, di dare un’ impronta più piena rispetto al passato; anche in una annata tutto sommato media come la 1999, il vino è abbastanza fitto, anche se chiaramente non ha la complessità dei vini di 30/40/50 anni. Lo zafferano è ancora in spinta ma non invade per fortuna, poca botrytis…

  • 2011,  AOC,  BIANCHI,  FRANCIA,  LOIRE,  Pascal Cotat,  SANCERRE

    2011 Sancerre Les Monts Damnés, Pascal Cotat

    Inizio lattico, un attimo di pazienza ed esce il fiore di sambuco netto e quel leggero tratto di piselli, tipico dell’ annata 2011, che finalmente, col passare degli anni, lascia spazio alla salvia; un pochino di agrume, bella nota di zenzero e tratto di anice. In bocca una discreta tensione, buona sapidità, il tratto minerale che spinge sotto con moderazione portando il vino su un interessante tratto scuro/ferroso; alcol integrato abbastanza bene, discretamente lungo. Annata non di riferimento: difficile trovare un 2011 interessante in Loira e direi in Francia in genere, vini con meno tensione di altre annate; in questo caso il manico fa la sua parte arrivando abbastanza bene…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  FRANCIA,  LOIRE,  Paul Vattan,  SANCERRE

    2015 Sancerre Pente de Maimbray, Paul Vattan

    La mia impressione è che il sauvignon blanc coltivato sopra al paese di Sancerre dia dei bianchi più salati e affilati e quello che sta nelle vigne di sotto, verso Bue, offra vini più rotondi e tropicaleggianti. Il Domaine de St Romble di Paul Vattan sta a Sury-en-Vaux, microspico comune sopra a Sancerre e dunque questo fa già capire che stile ci si deve aspettare quando si apre il suo Pente de Maimbray, che è uno dei Sancerre che preferisco, perché a me piace lo stile più sapido e teso. Questo 2015 porta con sé ancora vivide le tracce vegetali tipiche della varietà e ha snellezza e carattere nervoso e…