• 2019,  DOC,  Ferdinando Principiano,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Langhe Rosso, Ferdinando Principiano

    In questa terra che abito, ad ovest della Lombardia, i vini rossi sono quasi tutti cazzuti. Barolo, Barbaresco, Ghemme, Lessona, Boca, Dolcetto, persino la Barbera (le Barbera): vini di corpo e sostanza per sopportare tapulone, plin, brasato, vitello tonnato e finanziera. Più raro è il rosso snello e scattante, adatto anche alla beva estiva se servito con qualche grado in meno di temperatura. Certo, lo sappiamo, ci sono dei nebbioli leggeri e, sopratutto, c’è il pelaverga. E poi? Come in Alto Adige hanno la schiava, qui abbiamo la slarina, vitigno quasi dimenticato che qualcuno, da nord a sud, sta alfine riscoprendo. Tra costoro c’è Ferdinando Principiano da Monforte, che presenta…

  • 2019,  Comm. G.B. Burlotto,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Verduno Pelaverga

    2019 Verduno Pelaverga, Comm. G.B. Burlotto

    La bianca etichetta, la grafica d’antan sempre attuale sono l’habillage perfetto per questo succoso nettare di Langa. Il colore è quello di una seta sottile tra la porpora e il rubino, il gioco olfattivo è fatto di fragole selvatiche, lamponi, zest di lime e tralcio di vite verde. In seconda battuta, il bouquet si arricchisce di una fresca nota di noce moscata appena grattugiata. il sorso è inondato di agrumata freschezza, completata da uno scalpitante morso tannico e un discreto allungo sapido. La gioventù e la temperatura di servizio (16°C) premiano l’acidità e rendono questo vino perfetto per il consumo estivo. Il passaggio dell’estate fa presagire una grande goduria nel…

  • 2015,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  Poderi Colla,  ROSSI

    2015 Langhe Bricco del Drago, Poderi Colla

    In principio fu ‘vino da tavola’… ad averne di vini come questo in tavola ogni giorno. Lasciando (a malincuore) da parte quella che è la lunga e antichissima storia della famiglia Colla, non si può non chiedersi perché il Bricco del Drago sia così speciale da essere l’unico vino da tavola a meritare la delimitazione della zona di produzione con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1987. Prodotto da vigne distese su questa collina dal nome ‘fantastico’, ci regala una bevuta difficile anche solo da immaginare. Il dolcetto, da bravo eroe protagonista, non ha avuto molta reticenza nel mostrarsi. Completo rosso intenso, camicia viola, giovane e bello, dolcemente profumato di…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2011 Barolo Tre Tine, Giuseppe Rinaldi

    Qualche anno fa al banchetto di ViniVeri il Tre Tine 2011 (il Barolo di Rinaldi dai vigneti di Cannubi, San Lorenzo e Ravera) mi era parso uno dei più spenti in anni di assaggi. Soprattutto non riuscivo a immaginarmi un grande futuro per questo millesimo. Avendolo bevuto non saprò mai dove sarebbe potuti arrivare, ma mi rimane una certezza: cinque anni dopo la mutazione è stata completa, forse più rapida che in altre annate, tanto da essere già un Nebbiolo di razza di puro godimento. Una bevuta profondissima e stratificata in continua mutazione e in mirabile equilibrio tra gioia e austerità, curve e lineamenti, materia e pensiero.

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…

  • 2017,  Barroero,  BIANCHI,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE

    2017 Langhe Chardonnay, Barroero

    Questo assaggio non è imparziale. Non può esserlo quando conosci chi ha messo le mani nel vino che stai bevendo. Se poi la persona in questione è un caro amico, oltre che un bravo vignaiolo, non puoi far altro che constatare quanto quel calice che hai sotto il naso gli somigli. Marco Barroero è un giusto, uno di quelli che le mani nella terra e nei rovi le infila davvero. E questa terra e tutti i suoi solchi si ritrovano nei vini ondulati anche da fermi, franchi, sinceri, intensi: buoni. Eppure, in questo Chardonnay nato a cavallo tra le Langhe cuneesi e astigiane avverto un carattere che oltrepassa le Alpi,…

  • 1996,  Barolo,  Borgogno,  PIEMONTE,  ROSSI

    1996 Barolo Classico Riserva, Borgogno

    Straordinaria la tessitura aromatica di questo Barolo che dimostra una volta di più, in questa annata, la sua inossidabilità. Un vino che da giovane proponeva un respiro intensamente marino, oggi svela una bellezza struggente, descritta da rosa essiccata e acqua di rose (il più netto dei sentori), scorze d’arancia e piccole bacche, liquirizia, sale e cenere. Proprio la cenere è il timbro un po’ macabro che accompagna i Barolo ’96 di grande conio. A un naso di sconcertante integrità risponde una bocca quasi frusciante e di elegante fattura, con un tannino disciolto nel sorso e un abbrivio salino nel finale. I miei sodali barolisti ricorderanno il tannino per nulla timido…

  • 2017,  Comm. G.B. Burlotto,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Langhe Nebbiolo, G.B. Burlotto

    Del nebbiolo, e in generale del vino, da un po’ di tempo nessuno segnala più l’alcol come valore positivo. Archiviati in un angolo, già al primo livello del corso sommelier, tutti gli amici e i conoscenti che “Era proprio buono! C’aveva 15 gradi d’alcol, una bomba!”, abbiamo quasi imparato a schivarlo. Eppure in un nebbiolo, soprattutto se da Barolo, il fiato alcolico è uno dei valori più affascinanti. Anche per un vino cui si richiede più prontezza e frutto, come per un Langhe, nelle annate più calde l’alcol può diventare valore positivo. Se ben gestito, come in questo caso (qui siamo a 14%), è un abbraccio vaporoso che porta con…

  • 2017,  DOC,  Francesco Rinaldi,  Nebbiolo d'Alba,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Nebbiolo d’Alba, Francesco Rinaldi

    Più passano gli anni e più mi convinco che i vini molto profumati, ariosi, floreali al naso, poi in bocca manchino di allungo e profondità; è come se l’energia spesa per sostenere tutto questo svolazzo, svuotasse il liquido delle risorse necessarie per sostenere palato e deglutizione. È solo in parte il caso di questo splendido nebbiolo, la cui performance olfattiva stordisce: è come entrare da un fioraio il giorno dei morti quando l’afrore dei petali bagnati ti investe e sembra non levartisi mai di dosso. C’è anche un debole richiamo all’agrume e all’anguria, ma fuori scena. Al palato è setoso, fresco, dissetante; quindi certamente buonissimo. Ma in deglutizione manca della…