• 2009,  DOCG,  Jako Wine,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  Oltrepò Pavese Metodo Classico

    2009 Riserva Pinot Nero Brut, Jako Wine

    Sto seguendo con molto interesse il progetto di Jako Wine, soprattutto nell’assaggio del Metodo Classico. Una storia, quella della squadra del fenicottero (il logo aziendale), che si muove secondo logiche molto vicine al Negociant francese, ovvero chi acquista le uve da terzi per poi creare un vino con la propria etichetta. Naturalmente un progetto come questo ha senso se si è molto esigenti e solo se si punta al massimo della qualità con investimenti importanti. L’ imprenditore bolognese Gianluca Berti, coadiuvato, consigliato e assistito da due veronesi, l’enologo Lorenzo Dionisi e Severino Barzan ex titolare dell’Antica Bottega del Vino di Verona, nel ruolo di consulente e Brand Ambassador, ha individuato…

  • 2009,  DOCG,  Fay,  LOMBARDIA,  ROSSI,  Valtellina Superiore

    2009 Valtellina Superiore Sassella Il glicine, Fay

    Avete presente quei ragazzotti, che sono ancora adolescenti ma che cercano di farsi vedere uomini? Dicevo quei ragazzotti un po’ fricchettoni, di buona famiglia ma contestatari, intelligentissimi ma che a scuola non combinano una banana? Quelli che fanno sport estremi, che fanno i gradassi anche se hanno un cuore d’oro? Beh, io un vino così l’ho acquistato quando sono andata in Valtellina. Allora fu una scommessa, oggi, dopo 11 anni, me lo ritrovo tra le mani, mi chiamava dalla cantina. Volevo fare una grigliata in pergolo. Ci vuole un rosso, un gran rosso di classe – mi dico – e lui: perché non io? Sempre fricchettone, ma oggi veste cachemire…

  • 2009,  Bucci,  DOC,  MARCHE,  ROSSI,  Rosso Piceno

    2009 Rosso Piceno Tenuta Pongelli, Bucci

    Il nome Bucci evoca Verdicchio. Non a caso: Ampelio Bucci ha scritto pagine fondamentali della storia del vino marchigiano con i suoi Castelli di Jesi longevi, in grado di disegnare traiettorie originali e non allineate senza mai derogare i principi della finezza. Meno immediato è legare il nome Bucci ad un vino rosso. Eppure nel catalogo dell’azienda di Ostra ne figurano addirittura due, entrambi a denominazione Rosso Piceno. Uno si può reperire in enoteca solo quando l’annata, con severità, è considerata eccezionale. Nel nome Villa Bucci Rosso reca tutto il blasone aziendale. Il Tenuta Pongelli invece esce con regolarità; si ottiene dai sei ettari impiantati a montepulciano e sangiovese delle…

  • 2009,  CAMPANIA,  DOC,  Falerno del Massico,  Masseria Felicia,  ROSSI

    2009 Falerno del Massico Ariapetrina, Masseria Felicia

    Da un’annata calda, spesso odiata, addirittura considerata diabolica (!), arriva questo vino ancora capace di intendere e di volere. Scuro nel colore e nel naso, per il quale si può e si deve spendere il termine “vulcanico”: perché lo è sin nelle sue fibre più interne. È anche ferroso, e questa nota sanguinolenta, a molti avversa, è stemperata da un abbraccio fruttato caldo e soprattutto nero (di visciole e gelsi). Evoluto ma affatto ossidato, ha trama setosa in cui il tannino, primario e rude dell’aglianico, si è praticamente disciolto. A pareggiare i conti con l’alcol resta l’acidità, immobile come una guardia svizzera. Nella categoria: scommesse sulla tenuta nel tempo superate.

  • 2009,  AOC,  CÔTE-RÔTIE,  David Duclaux,  FRANCIA,  RHÔNE,  ROSSI

    2009 Côte-Rôtie Maison Rouge, Benjamin et David Duclaux

    Ci sono vini di cui è difficile parlarne senza scadere nella retorica, sfiorando i limiti della banalità. Bisogna semplicemente prenderne atto, quello sono ed è inutile cercare di deviarne l’essenza; e quando si parla di vini carnali, con accenno lussurioso, non si può prescindere dai syrah della Côte-Rôtie, sarebbe mentire a se stessi. Erbe calde, rosmarino netto, il resto della macchia mediterranea di rimando: spezia nera, prugna rossa, cardamomo, ferro…fin qua tutto bene, poi lo bevi e li parte la questione hot: una bocca carnosa, suadente, quasi sfacciata per goduriosità, giustamente piena; acidità ben presente, tannino sottile, buonissima pressione. Tutto in eleganza, con la capacità di focalizzare i pensieri; come…

  • 2009,  BIANCHI,  Ricci Carlo Daniele,  VINO

    2009 Giallo di Costa, Daniele Ricci

    In Sabaudia i vitigni bianchi autoctoni sono sempre stati un problema. Un po’ perché schiacciati dalla arroganza dei rossi, un po’ perché sminuiti dalla propria intrinseca pochezza, un po’ perché (anche per pigrizia) da queste parte si è per lungo tempo deciso di sostituirli con gli alloctoni internazionali. Ma un bel giorno un certo signor Massa si ricordò che dalle parti di casa sua, il Tortonese che al tempo era dominato da vini rossi e corpulenti, si coltivava anche un’uva bianca altrove dimenticata: il timorasso. Da quel momento partì una piccola riscossa e oggi possiamo trovare viti di timorasso piantate anche fuori dalla sua zona di elezione (sui risultati di…

  • 2009,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  Louis Jadot,  PULIGNY-MONTRACHET

    2009 Puligny-Montrachet Les Folatières Premier Cru, Louis Jadot

    Uno dei rari 2009 Borgogna bianca che ho ancora in cantina, ma Jadot può riservare sorprese sulle evoluzioni. Vino bifronte, parte quasi pesante, i primi 15 minuti sono un tuffo nel passato negli affinamenti anni ’90 e il vino non si muove, lascio lì e faccio altro, dopo un’oretta ci torno su e tutto è cambiato, molta salvia, molta, erbe aromatiche, frutto a polpa gialla maturo, nocciola netta, un tratto burroso da annata piena che non stona, il legno iniziale è stato messo sotto dal resto e chiude ora con un tratto speziato che comunque si integra, buona acidità, volume assolutamente ne abbiamo, ovviamente di 2009 si tratta e quindi…

  • 2009,  Brunello di Montalcino,  Citille di Sopra,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2009 Brunello di Montalcino Citille di Sopra

    Ho una piccola lista mentale di vini, che ad ogni assaggio (o riassaggio) mi fanno tornare un po’ bambina. E mi sento in pochi secondi catapultata al tempo in cui portavo i pantaloncini corti e le codine e andavo a giro per i boschi di Nozzole con mio nonno. Ecco, anche se siamo in un altro straordinario pezzo di terra toscano, questo vino porta con sé i profumi di quel bosco, ed oggi sento di poterlo inserire in questa lista. Naso che inizialmente si pone incerto, recupera, dopo pochi minuti nel bicchiere, regalando inizialmente note di piccoli frutti rossi e neri, more, ciliegia, corbezzolo, mirtillo. Le sensazioni poi si fanno…

  • 2009,  Brunello di Montalcino,  Collemassari,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2009 Brunello di Montalcino, Poggio di Sotto

    L’aria calda venata di umidità delle ultime notti che segnano la fine dell’estate, una luna quasi piena che fa luce bianca nel buio disegnando i contorni della chiesa in lontananza appoggiata a colline di sfondo. La mente va a pesca in un lago di pensieri con una lenza troppo sottile, e le parole continuano a sfuggire all’esca. Per bere certi vini serve stare per terra, serve un parquet. Nelle mani il bicchiere di vetro sottile che ad ogni roteare sembra oscillare al punto da spezzare lo stelo (del resto, a molti con gli Zalto è successo). Nel calice un vino sanguigno, che brilla tra lampi aranciati e infuoca le labbra…

  • 2009,  Armosa,  IGT,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2009 Curma Riserva 42, Armosa

    Dici nero d’Avola (calabrese per gli amici) e subito pensi a frutti rossi belli grossi e alcol. Poi stappi questo, da uve coltivate dalle parti di Scicli, e tocchi con mano (con naso) olive in salamoia, capperi, acciughe. E alcol. Una lieve chiusura al naso si risolve subito con  mezz’ora di aerazione. Beva che riscalda ma bene integrata e pure parecchio felice. La Sicilia è una terra talmente grande che ne contiene almeno cinque.