• 2018,  BIANCHI,  Domaine in Black - Lambert Spielmann,  FRANCIA,  VIN DE FRANCE

    2018 Adul’terre, Domaine in Black – Lambert Spielmann

    In retroetichetta c’è scritto: “da bere ascoltando A l’ombre des maris” di G. Brassens. Io l’ho fatto; la canzone sbeffeggia tutto il castello della fedeltà coniugale, rovesciando i classici valori borghesi dell’uomo cornuto, che crede di possedere la sua donna. Lambert Spielmann perciò, chiama ironicamente il suo gewurztraminer “Adul’terre”, e non sbaglia perché il vino non tradisce: è una donna sfacciata, tutta profumata di ginestre e gelsomino, misti a miele millefiori che lascia una lunga scia di eau de toilette dietro di sé. Invadente al primo impatto, lascio assestare i profumi dolci e floreali nel bicchiere e confido nel sorso, che risulta fresco, sapido e con una quasi impercettibile nota di volatile…

  • 2018,  Christelle et Gilles Wicky,  FRANCIA,  JURA,  RIFERMENTATI,  VIN DE FRANCE

    2018 Pet Nat, Christelle et Gilles Wicky

    Nel panorama jurassiano sono svariate le scoperte di nuove e piccole realtà che negli anni sono salite alle luci della ribalta, molte delle quali fedeli ad una filosofia produttiva a me molto cara. Eccone un esempio: i coniugi Wicky sono biologici dal 2010, utilizzano decotti di erbe spontanee in vigna, non impiegano coadiuvanti e l’aggiunta di solfiti è prevista solo in alcune annate e in alcune cuvée. Un assaggio di qualche tempo fa mi convinse a portarne a casa un paio di bottiglie, il Clos de Jerminy ed il giocoso vino in foto (senza solfiti aggiunti), entrambi da uve chardonnay. Ho però questo tarlo nella testa: perché alcuni produttori naturali…

  • Domaine Ganevat,  FRANCIA,  MACERATI,  OSSIDATIVI,  VIN DE FRANCE

    Le Sa Vient d’Ou? Jean-Francois Ganevat

    Vino geniale. Hai una cantina, sei un gran manico, sei in Jura, avanzi un pochino di tutto: vari vitigni, cose che non vanno sui vari vini abituali; qualcosa vinifichi normalmente alla borgognona, qualcosa maceri, qualcosa ossidi; una spolverata di lieviti indigeni, non travasi, non filtri, non aggiungi SO₂, non ci metti proprio manco un nome, anzi lo chiami proprio “non so cosa sia”…et voilà le vin est fait !!! Comunque dai, il bicchiere alla fine parla ed il bello è che ognuno ha la possibilità di trovarci qualcosa: sicuramente agrume, cera ed il tratto mielato comandano, ma troviamo anche delle belle erbe mediterranee che escono fuori ed il tratto macerativo…

  • 2015,  Domaine de l'Ecu,  FRANCIA,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2015 Mephisto, Domaine de l’Écu

    Di questo non piccolo Domaine della Loira atlantica conoscevo solo i muscadet, e nemmeno tanto bene. Poi, a pranzo con amici, è capitata questa bottiglia. Un’etichetta improbabile, un demone fallocrate di gusto medievale, la mai troppo esecrata gommalacca. Guardo la bottiglia e penso: mi state coglionando? un’altra volta?– Potremmo stappare questo.– Che è?!– Cabernet franc della Loi..– Stappa subito!Naso di triglie (Ilaria docet), peperone crusco, ribes, ciliegia candita, composta di fragole, fiori rossi, erbe mediterranee, pepe rosa. Bocca educata e persino morbida in ingresso (l’anfora dell’affinamento ha fatto il suo), irruente e minerale nella beva vera e propria. Scorre, perché il franc deve scorrere, quando non correre o galoppare (possibilmente…

  • 2019,  FRANCIA,  Matassa,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2019 Tattouine Rouge, Matassa

    La prima regola del bevitore è che non si bevono vini che sono in bottiglia da meno di un anno. La seconda regola del bevitore è che si bevono anche quelli.Tom Lubbe, neozelandese cresciuto in Sud Africa e ora vignaiolo nel Roussillon, è una sorta di celebrità nel mondo del vino naturale. Non faccio parte del suo fan club però trovo i suoi vini decisamente buoni. Ricordo con piacere alcuni bianchi non particolarmente concessivi, anche piuttosto cazzuti. Non è il caso di questo rosso da uve grenache gris e carignan, che nel nome e nell’etichetta richiama la saga di Star Wars. Leggero sia nella gradazione alcolica (è una caratteristica dei…

  • 2018,  AOC,  Domaine Mămărutá,  FRANCIA,  LANGUEDOC,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2018 Languedoc “Kezakó?”, Domaine Mămărutá

    Marc Castan a La Palme (Languedoc) esprime il territorio con una serie infinita di etichette (almeno 15). Questo carignan di vigne di 60 anni, allevate ad alberello, esprime la freschezza ed il frutto che possono esprimere questo vitigno, attraverso una vinificazione a grappolo intero, in macerazione carbonica per 8 giorni a cui far seguire 6 mesi di riposo in vetroresina. Le note animali prevalgono al naso, poi in bocca un buon equilibrio tra acidità volatile e citrica, che permettono una beva semplice, soprattutto se ben abbinata al cibo. Un vino che può piacere molto alla nouvelle vague vinonaturista e può far storcere il naso agli assaggiatori più tradizionalisti. A me…

  • 2017,  FRANCIA,  Jean-Louis Denois,  ROSSI,  VIN DE FRANCE,  VIN DE PAYS

    2017 Saint Louis, J.L Denois

    A Briançon, Brianzone in italiano e, se volete vantarvene con gli amici, Briançou in provenzale, presso il Centre Commercial Grand’Boucle si trova, alla destra dell’ingresso principale, una piccola enoteca. Il proprietario parla molto bene il francese, lingua locale e discretamente bene l’italiano: il francese corrisponde ad una pregevole rassegna di vini francesi, mentre l’italiano ad una imporrante e quantomai insolita rassegna di vini italiani. Tutti che virano verso il biologico/biodinamico/naturale. Mi fa vedere qualche vino qua e là, soprattutto pinot nero, e poi vira sull’ultima bottiglia di Saint Louis, syrah in purezza, di J.L Denois, vignaiolo a Roquetaillade, paesino nel dipartimento dell’Aude nella regione della Linguadoca-Rossiglione con i vigneti posizionati…