• 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CHABLIS PREMIER CRU,  FRANCIA

    2015 Chablis 1er Cru Côte de Jouan, Garnier & Fils

    Goût de pierre a fusil, è il profumo della pietra focaia, è Chablis. Per gli amanti dei grandi bianchi è sinonimo di verticalità, ne è praticamente un archètipo. Sarebbe tuttavia riduttivo circoscrivere questo vino nella sua tipicità, che è comunque solidamente presente, attorniata da pesca sciroppata, bacca di vaniglia, scoglio e un battito di zafferano. Il mare qui ha lasciato il suo segno, milioni d’anni fa (Giurassico Superiore), l’evoluzione geologica di questo terroir la ritroviamo in bocca. Gestione sapiente della vigna, fermentazione spontanea e lunga sosta sui lieviti di fermentazione per circa un anno: pochi ma perfettamente funzionali accorgimenti si palesano in un sorso di innervata e sottile morbidezza che…

  • 2018,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  Maison Marigny

    2018 Liberty of Burgundy, Maison Marigny

    Un vino che pare un invito a bere Borgogna quando invece bere Borgogna pare diventato impossibile vista la richiesta abnorme e i prezzi alle stelle. In Francia lo si trova in effetti a buon mercato ma la sorpresa più grande è scoprire quanto sia piacevole, nocciolato e intensamente floreale e classico questo chardonnay. Naso di mandarino, vaniglia, mandorle, tiglio e talco, sorso sbarazzino che sulle prime ti pare annacquato ma poi cresce con il tempo e la temperatura, senza mai smettere di guizzare al palato. Un piccolo grande vino che sa regalare gioie e spensieratezza. La stessa Maison produce e realizza operazioni simili per il Rodano e i vini di…

  • 2018,  BOURGOGNE,  François Ecot,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 L’insolent, Fraçois Ecot

    Era seduto in un angolo a poca distanza dal suo banchetto d’assaggi, François Ecot. Nessuna ressa attorno a lui, eppure il vino versato nei nostri piccoli calici, vigenti il logo della manifestazione, furono da subito illuminanti. Due vini sul tavolo, in primis fu la volta del gamay in purezza, poi della grenache di cui vorrei parlarvi. Quest’ultima decisamente più rustica, trasgressiva e disobbediente, tanto che lo stesso produttore ammise che avrebbe dovuto aggiungere una piccola quota di solforosa a protezione. Ho atteso quasi due anni per consumarla ed ecco uno dei vini rossi più fedeli alla propria natura gustati negli ultimi mesi, non tanto per complessità e note degustative infinite,…

  • 2017,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  La Soufrandière,  SAINT-VÉRAN

    2017 Saint-Véran Climat “La Bonnode”, La Soufrandière

    Cose brevi: avrei potuto sedermi e, con un po’ di fortuna, scrivere rapidamente e farcela. Raymond Carver  Ho sempre considerato la brevità di un testo un traguardo. Scrivere in poche righe de La Bonnode significa passare dalla spada alla scure e dalla scure alla mannaia.  Un’elegante e pratica etichetta, in un unico blocco, riporta per intero la scheda tecnica del vino. Riporto di seguito alcuni dati salienti: parcella di 2 ettari, esposti a est a 250 mt. s.l.m. ai piedi de la Roche de Vergisson, vitigno Chardonnay (manco a dirlo) età media delle vigne 35 anni, suolo argillo-calcareo, vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni, vinificazione e affinamento en fûts et…

  • 2018,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Bart,  FRANCIA,  MARSANNAY,  ROSSI

    2018 Marsannay Les Finottes, Domaine Bart

    Naso intricato di cuoio, affumicato, lamponi e mirto, sorso di ampiezza e rose, lunghezza di slancio, ribes nero, tannino e franchezza, sapido e fine di un salino quasi ferroso. La beva ha bella dinamica e piacevolezza, il finale è lungo, consistente e passionale, ma ci mette quasi un nottata ad aprirsi. Sempre un bel segno, ma siate avvisati di avere la giusta pazienza.

  • 2012,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Jean Chartron,  FRANCIA,  PULIGNY-MONTRACHET,  ROSSI

    2012 Puligny-Montrachet 1er Cru Folatières, Domaine Jean Chartron

    La famiglia Chartron ha radici storicamente intrecciate con quelle del villaggio di Puligny e può contare su un carnet di parcelle dal posizionamento molto alto (tra le quali spiccano celebri “monopole”) che sono alla base di una curatissima gamma aziendale. Il Domaine, sin dagli anni 80, segue un regime agricolo orientato alla sostenibilità ed in cantina lo stile è classico: pressature soffici, brevi pre-fermentazioni a freddo, calibrato utilizzo di batonnage e legni nuovi. I vini sono generalmente caratterizzati da un tessitura setosa, mai carenti di sostanza, eppure capaci di dialogare mirabilmente con il terroir, mostrando quella tensione verso l’alto che è il marchio di fabbrica di tutta l’area produttiva. Les…

  • 2009,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  Louis Jadot,  PULIGNY-MONTRACHET

    2009 Puligny-Montrachet Les Folatières Premier Cru, Louis Jadot

    Uno dei rari 2009 Borgogna bianca che ho ancora in cantina, ma Jadot può riservare sorprese sulle evoluzioni. Vino bifronte, parte quasi pesante, i primi 15 minuti sono un tuffo nel passato negli affinamenti anni ’90 e il vino non si muove, lascio lì e faccio altro, dopo un’oretta ci torno su e tutto è cambiato, molta salvia, molta, erbe aromatiche, frutto a polpa gialla maturo, nocciola netta, un tratto burroso da annata piena che non stona, il legno iniziale è stato messo sotto dal resto e chiude ora con un tratto speziato che comunque si integra, buona acidità, volume assolutamente ne abbiamo, ovviamente di 2009 si tratta e quindi…

  • 2015,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Prieure Roch,  FRANCIA,  ROSSI

    2015 Le Clos des Corvées Premier Cru, Domaine Prieure Roch

    Dal Domaine che fu terreno di gioco del grande Philippe Pacalet, tempo fa, ho ricevuto in dono questa memorabile bottiglia. Il Pinot Nero in Borgogna ha una veste diversa: identitaria e inconfondibile e questa cantina, immersa nel cuore della Côte de Nuits, a Nuits-Saint-Georges, rappresenta quel pinot nero capriccioso, seducente, vivo, ammaliante e non convenzionale che tutti quanti amiamo. Ho scelto accuratamente il giorno, l’ora e la persona. E allora ecco che già al naso è pieno, potente e avvolgente. Frutti rossi, more di rovo, ciliegia, rosa, aneto, fino ad arrivare a note di spezie dolci, balsamiche e tostatura di caffè. Un gioco di aromi in continua mutazione da quando…

  • AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  George Noellat,  ROSSI,  VOSNE ROMANÉE

    2016 Vosne-Romanée 1er Cru Les Beaux Monts, Georges Noellat

    Cocco di nonna, naif, enfant terrible: ne hanno dette e scritte di tutti i colori su Maxime Cheurlin, timido ragazzone dalle origini champagnotte e dal domicilio borgognone. Maxime va considerato un privilegiato, nel senso letterale del termine. E questo grazie all’eredità (6 ettari di vigne nei punti più caldi della Cote de Nuits) arrivata come una manna dal cielo allo scoccare del suo diciottesimo compleanno. Certo per Cheurlin la possibilità di confronto con un parco vigne di tale rango è incredibile e lo mette in una posizione complessa e fortunata ma gli va accordato il merito assoluto di avere reso leggibile ai più (in un lasso di tempo brevissimo, peraltro)…

  • 2014,  AOC,  BOURGOGNE,  Eric De Sureiman,  FRANCIA,  ROSSI,  RULLY

    2014 Rully 1er Cru Meix Caillet, Eric De Suremain

    Se inseguite il volume, lo spessore, la tridimensionalità, andate a cercare da un’altra parte: questo è un vino più lungo che largo. Eric de Suremain, infatti, è solito forgiare vini appuntiti quanto lame: liquidi longilinei e tersi, come questo Rully.Le Meix Caillet, la parcella da cui provengono le uve, è un vigneto di rango: tra i venti appezzamenti classificati come Premier Cru nel comune di Rully è senza ombra di dubbio uno dei più contenuti per estensione; un “monopole” grande 3000 metri e un morso: l’equivalente di un giardino, insomma. Eric ed il fratello, arrivati negli anni 80 alla gerenza dello Chateau de Monthelie, hanno scelto di seguire sin da…