• 1971,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1971 Chateau Margaux, Chateau Margaux

    Annata media, pochi i “fuochi artificiali” prodotti ma diversi vini rivalutati col tempo, al punto che ormai si parla serenamente di annata sottovalutata. In questo caso tutto si gioca su finezza, eleganza, energia e coerenza, la finezza perché naso e bocca giocano di cesello su un frutto delicato, un tratto vegetale di tabacco che sotterra subito un lontano peperone, una nota floreale accennato e poi col tempo a declinare su sottobosco vivo, resina e un rimbalzo quasi marino, il vero plus in bocca è la mineralità che fa da sponda a tutto e sulla quale si impernia la bocca, quindi forse in apparenza più parte dura in spinta (non in…

  • 1999,  AVA,  CALIFORNIA,  Caymus Vineyards,  Napa Valley,  ROSSI,  USA

    1999 Caymus Special Selection, Caymus Vineyards

    Se hai una serata alla cieca di grandi vini, piazza ogni tanto un Napa serio, stagnolato e qualche sorpresa esce fuori sempre. Come volevasi dimostrare anche questa volta la missione riesce con successo grazie al Caymus Special Selection, da non confondere con il Caymus “solo”. Cabernet sauvignon in purezza iconico, che nulla ha a che fare con le caricature con cui il nobile vecchio mondo del vino racconta quello USA; anzi potrebbe insegnare qualcosa a qualcuno che pensa di sapere cosa sono i grandi Napa e che li invoca per criticare certi vinoni nostrani. Fitto ma non scuro, bella luce nel bicchiere, naso in partenza sul frutto, ribes e prugna…

  • 1991,  AOC,  BORDEAUX,  Château Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1991 Margaux, Château Margaux

    Liquido superbo, di eleganza ultraterrena. Incede senza toccare suolo con rimandi di fiori macerati, earl grey, mirtilli e bacche rosse selvatiche, liquirizia e grafite. Al sorso è un fruscio di sete, fragrante, agrumato e vibrante; c’è un soffio di menta selvatica in deglutizione che lo rende irresistibile, aggiungendo freschezza e bevibilità . Ciò che seduce è l’equilibrio assoluto pur nel continuo movimento degli stimoli. Margaux 1991 è un vino quintessenziale; è l’essenza della riva sinistra. Ancora di più in una annata così complicata.

  • 1989,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1989 Pauillac, Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande

    Comtesse de Lalande 1989 è una bellezza. Una brezza di incenso, pelle bagnata, bacche rosse sotto spirito, pomodori essiccati e infine cuoio e  scatola di sigari. Ha un tatto irresistibile: seducente, serico, rinfrescato da una corrente balsamica che ricorda la nepitella. Qui c’è grazia, misura, equilibrio. Qui c’è cervello, cuore e metodo. Un vademecum della riva sinistra.

  • 1990,  AOC,  BORDEAUX,  Château Montrose,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ESTEPHE

    1990 Saint-Estéphe, Château Montrose

    Montrose 1990 è un vino magnifico, possente a cominciare dal tatto vellutato e dal frutto carnoso ancora masticabile, ma per nulla statico o seduto. C’è perfino una vena di roccia che lo rende ancora materico, coriaceo. Sigaro inumidito, cuoio bagnato e un accenno di catrame subito soffiato via da una composta di cassis e more, cotognata e scorza di agrumi; poi ancora tabacco dolce, funghi freschi, sottobosco e un vago tono spermatico (absit iniuria verbis). In deglutizione ha un allungo impressionante per energia e costanza.

  • 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2015,  IGT,  ROSSI,  Sportoletti,  UMBRIA,  Umbria

    2015 Villa Fidelia, Sportoletti

    Il vino convenzionale, come il non convenzionale, persegue un modello gustativo che, piaccia o non piaccia la tipologia, ha lanciato, decenni fa, il vino italiano sul mercato interno ed estero. Il Villa Fidelia Rosso, vino di punta dell’azienda umbra Sportoletti (la prima annata è del 1990), rientra nella categoria dei vini convenzionali (Riccardo Cotarella è l’enologo aziendale dal 1998): un taglio bordolese che, alla maniera bordolese, affina in barrique di rovere francese poi in bottiglia. I profumi fruttati (frutto scuro, maturo) sono da manuale insieme ad un’impronta floreale anch’essa scura e appassita; terziari come sopra: classica nota tostata e venature dolci alla vaniglia.In bocca a me pare statico, senza slancio…

  • 2016,  DOC,  Maremma Toscana,  Podere Ranieri,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Maremma Toscana Solo, Podere Ranieri

    “Solo è la nostra etichetta dedicata ai vini varietali, dove ogni vino è la ricerca di un’essenza.” La citazione è presa dal sito aziendale. Per ricercare l’essenza di questo vino (“solo” cabernet sauvignon) si dovrebbe essere signori del tempo ed infilarsi in una cabina del telefono londinese, puntare gli anni ottanta e nelle cuffiette spugnose del walkman ascoltare la sigla del Dottor Who. Allora potreste ordinare un vino rosso al ristorante e ritrovare l’essenza di questo vino. Vino da controriforma, da the day after. Sembra una reazione alla sbornia ultra lamellare dei vini affilati e dritti. Si presenta infatti al naso larghissimo e opulento, spiccatamente vanigliato, resinoso e radicale, una…

  • 2010,  Bodega Barranco Oscuro,  ROSSI,  SPAGNA,  VINO DE ESPAÑA

    2010 Cerro Las Monjas, Bodega Barranco Oscuro

    Barranco Oscuro è un nome già noto in Italia in quanto presente nel catalogo Triple A di Velier. Situato nelle montagne della Controviesa, nel sudovest della Spagna, fra il mare e Granada, questo produttore ha i vigneti (per la maggior parte su piede franco) situati ad una altitudine “Eroica”, oltre 1300 metri sul livello del mare, mare che è distante meno di 50 km..Il Cerro las Monjas 1368 è un assemblaggio di garnacha, cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot coltivati secondo i dettami naturali, vinificatis eguendo la fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerato sulle bucce a cui segue affinamento per 18 mesi in barriques esauste per finire con l’imbottigliamento…