• 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Beychevelle,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1982 Saint-Julien Château Beychevelle, Château Beychevelle

    Parte di forza su frutta scura aggrovigliata, foglia di tè, prugna ed erbe secche per virare, con la giusta aria, su una nota marina che avanza ed un ginepro in bacca netto. Bocca che spinge assolutamente, non arriva ai livelli dei migliori, ma se la gioca per tratto sapido su un registro forse più arioso; insomma grinta e brezza, bello, proprio bello, ed allunga in scioltezza; può essere strabiliante su una batteria di italiani e anche mettere sotto qualche corregionale pari annate, anche di lignaggio significativo. https://beychevelle.com/

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pavie,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION

    1982 St.-Emilion 1° Grand Cru Classé Château Pavie, Château Pavie

    Ma che cos’ è questo vino? Già dal colore mette in chiaro le cose: frutto scuro vivo, la classica prugna e molto altro su un quadro inizialmente animale, per passare a tratti minerali caldi di cenere e matita, ed aprirsi su tabacco chiaro, un cenno di rosmarino ed altre aromatiche calde. In bocca energia, spinta, gioventù, puoi berlo ora, restando gratificato da una bocca piena, che preme di nervo senza mollezze e che ha nel tratto lievemente terroso finale il solo indicatore che siamo oltre i 30 anni, oppure puoi serenamente chiuderlo nella parte più difficile da raggiungere della tua cantina e ripescarlo tra altri 10 anni almeno. Emozionante…oggi non so se…

  • 1974,  AOC,  Château Mouton Rothschild,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1974 Château Mouton Rothschild 1er Cru Classé, Château Mouton Rothschild

    Millenovecentosettantaquattro? A guardarlo pensi che lo abbiano colorato apposta. Inizi ad avvicinarlo seriamente e dopo una partenza leggermente zoppicante, con un vegetale che insiste, tutto cambia in modo repentino. Esce il frutto bello prugnoso, il cedro, un tratto mentolato, la parte vegetale diventa tamarindo ed ecco la spezia netta, con reminiscenze quasi da vecchi Cos, spinge al naso e cambia spesso ma sempre su un registro di tratti ben connotati. Il cambio di passo avviene in bocca, rispetto al resto della tavola. Perché lì sì che si balla, con polpa inadeguata per il millesimo: grasso, pieno, acidità e tannini lavorano su tutto quel ben di Dio ed il mix si…

  • 1997,  IGT,  Inama,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    1997 Bradisimo, Az. Agr. Inama

    Bradisismo 1997, all’epoca in etichetta si dichiarava cabernet sauvignon, ma in realtà non esclusivamente, nella classica tradizione veneta, ecco…Inama non sarà d’accordo, sarò fuori dal tempo io, ma questo vino, con la sua quota lievemente vegetale, la mora e la prugna ancora in spinta, il tabacco, il sottobosco, ancora un tratto lievemente floreale, la spezia gentile, insomma questo vino ci parla di Colli Berici e di identità e a me è piaciuto tantissimo. Certo è un 1997 e la freschezza inizia a scendere, la terziarizzazione giustamente avanza, ma non è un aspetto negativo, perché dà il fascino delle sfumature, la bocca è gentile, un vino “noiosamente” classico ed elegante. Un…

  • 2016,  Colli Berici,  DOC,  Piovene Porto Godi,  ROSSI,  VENETO

    2016 Vigneto Pozzare, Soc. Agr. Piovene Porto Godi

    Pozzare è a maggioranza cabernet sauvignon con una pennellata di franc: impostazione molto classica, in cui si punta alla piena maturità delle uve per tirare fuori un vino che parte leggermente erbaceo e vira rapido sulla spezia, la cannella, il frutto rosso scuro e il lieve cioccolato fondente. In bocca la massa importante (15,5%) si avverte meno del previsto, ha coerenza col naso, è un bordolese nella sua natura, al netto dei terreni che “spingono”. Di buona bevibilità e dinamica, non si pianta nel bicchiere ed anzi invita alla beva, segno di un buon lavoro, facilitato dalla capacità di adattamento delle uve su quei colli – uve che quasi digeriscono…

  • 1990,  Antinori,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Tignanello, Marchesi Antinori

    Mi ritrovo con Tignanello 1990 in mezzo a una serata di grandi Bordeaux e bordolesi: che ci azzecca? Ringer a tradimento? E’ uno scherzo? E invece il vecchietto, nonostante una spinta più gentile, nonostante una “dolcezza” molto italiana, dice la sua, eccome: partendo dal bosco con i funghi per pulirsi sull’arancia matura, poi terra, ferro e balsamico, con un tannino che brilla per in finezza e un’acidità che allunga bene, in grande versione. Lacrimuccia, se penso a qualche uscita più recente. Gran bel vino italiano.

  • 1983,  AOC,  BORDEAUX,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION GRAND CRU

    1983 Château Pavie, Château Pavie

    Annata importante, decisamente: in tavola il confronto 1983 Vs. 1982 promette potenziali scintille. Il 1983 sembra più spento, più caldo, con un timbro che parte sul vegetale leggermente scomposto e va pian piano a sfumare su una nota calda di mou e tabacco, senza però fare la differenza. Il vino ha spessore, sia chiaro, ma ha anche a mio avviso qualche lieve deviazione da stanchezza, derivata forse dal percorso che ha portato questa bottiglia a noi oggi. Presa singolarmente comunque tanto di cappello, fa in ogni caso la sua gran figura, lotta con gli italiani di gran rango in tavola e si beve assolutamente senza patemi, lo dico a scanso…

  • 2019,  Badia di Morrona,  Chianti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2019 Chianti I Sodi del Paretaio, Badia di Morrona

    Rubino scuro. Profilo fruttato di una certa intensità che si esprime su varie tonalità di ciliegia anche fresca, note affiancate da sentori vappena vegetali che poi sfumano su toni di violetta. È assaggio classico nel dna e contemporaneo per impostazione, fresco e centrato nella sua semplicità. Chiusura squillante sul frutto che invita al riassaggio. Ottimo per rapporto qualità/prezzo.

  • 2017,  Calafata,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Figlioduncane Calafata

    La cooperativa sociale Calafata è una bella realtà nel cuore delle colline lucchesi, apprezzabile per il lavoro di inclusione umana dei ghettizzati e degli emarginati.Il principio di base è la riqualificazione delle terre incolte dell’areale che vengono poi destinate alla produzione di vino, olio, miele, ortaggi e frutta.Un progetto a 360° che tra i vini annovera la produzione di questo Figlioduncane: un cabernet sauvignon in purezza ottenuto da pochissimi filari posti all’apice del vitigno Majulina.Si tratta del top di gamma dell’azienda, prodotto esclusivamente nelle annate migliori in appena 120 Magnum numerate che si presenta offrendo alla vista un bel colore rubino intenso.Il naso è di mirtillo, ribes nero e more,…

  • 1997,  AVA,  CALIFORNIA,  Napa Valley,  North Coast,  USA

    1997 Napa Valley Cabernet Sauvignon, Shafer Wineyards

    Napa, California. Se cercate la Borgogna o avete solo quella in testa passate serenamente oltre: questo è un notevole rappresentante del suo territorio, dovrebbe essere tutto cabernet sauvignon, ma credo che la briciola di merlot sia scivolata dentro. Mirtillone robusto e cioccolato fondente in partenza, poi un bel vegetale da sottobosco, buon tratto aromatico, balsamico con la speziatura sul ginepro e sandalo, non estremamente variegato ma decisamente profondo. In bocca è coerente, tessuto morbido con tannino fuso senza essere molle. Si intuisce la ricerca della maturità perfetta delle uve, il vino è dinamico e l’evoluzione è perfettamente a punto, coerente con i suoi 23 anni. Legno gestito molto bene, non…