• 2018,  IGT,  ROSSI,  Tenuta di Trinoro,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Le Cupole, Tenuta di Trinoro

    La genialità e l’intraprendenza di Andrea Franchetti è ben rappresentata dai suoi celebri vini in Toscana (Val d’Orcia) e sull’Etna: Franchetti e Tenuta di Trinoro. Quest’ultimo, complice la sua notorietà anche internazionale, stacca prezzi che ormai lo rendono di fatto un vino da acquisire, invecchiare e aprire in occasioni di particolare importanza. Chi però volesse avere un saggio in sedicesimo della stoffa di questo vino può provare a ripiegare sul fratello minore, Le Cupole, l’entry-level voluto appositamente dal Franchetti.Curiosamente la prima annata di questo vino, 1995, è antecedente alla prima annata dei “grands vins” dell’azienda, che videro la luce nel triennio 1997-99, ed in effetti chi posedesse un Cupole antecedente…

  • 2011,  Adanti,  IGT,  ROSSI,  UMBRIA,  Umbria

    2011 Arquata, Adanti

    Il “vino matto”. Così lo aveva battezzato il suo ideatore, il vecchio cantiniere di Adanti, Alvaro Palini. Uno che da ragazzo prese ago e filo e da Bevagna se ne andò a Parigi a fare il sarto, contribuendo in seguito alla fondazione della Sisley. Uno che, sfidato dall’amico Domenico Adanti a fare un vino più buono del suo, riprese ago, filo ed esperienza in fatto di viticoltura francese e ritornò a Bevagna a fare il cantiniere, dando vita ad uno dei primi Sagrantino secchi della storia. E uno che, riscosso il giusto credito, volle creare un taglio bordolese atipico, un “vino matto” appunto, un vino tutto suo.L’Arquata Rosso è un…

  • 2017,  IGT,  Petra,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Petra, Petra

    Stavo pensando che a volte da un testo come questo – a margine di un punteggio, di una valutazione – può emergere un’eccessiva sensazione di consapevolezza, come se l’autore venga percepito in automatico come uno che la materia la padroneggia, siccome ne scrive. Invece le cose come sempre hanno qualche sfumatura in più, e tutto dipende. Io per esempio i vini di Petra li conosco a malapena e lo stesso Petra, vino simbolo di questa famosa cantina una 30ina di chilometri a sud di Bolgheri, l’avevo assaggiato appena in un paio di occasioni. Del nome però avevo una certa dimestichezza: per un periodo qualche anno fa mi ero appassionato di…

  • 2019,  IGT,  ROSSI,  Tenuta di Valgiano,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Mazzapink, Tenuta di Valgiano

    La vigna del vicino di casa di Moreno di Valgiano cresce placida in biodinamica, da anni spesso finisce nei vini della Tenuta. In qualche annata, però, il carattere di questa vigna così fiera e decisa merita di essere imbottigliato a parte e così è stato nel 2019. Naso polposo di fragole, lampone, mirtillo e pepe; ribaldo e tumultuoso al naso e guizzante sinuoso al palato, con dolcezza di viole candite e arancia rossa succosa, garrigue e olive al forno, rabarbaro e tabacco dolce. Sorso divertente e fresco con tannino lieve, ma presente tanto quanto basta a smorzare mollezza. A pensarci bene un vino la cui etichetta dice già tutto, ovvero…

  • 1983,  AOC,  Chateau Léoville Las Cases,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1983 Grand Vin de Léoville du Marquis de Las Cases, Chateau Léoville Las Cases

    Ancora vivo al colore: intenso, proprio buccia di melanzana con sfumature granata. Il soffio mentolato prelude a un naso composto e variegato di cassis, cuoio bagnato, scatola di sigari, carrube, goudron ed erbe selvatiche. In bocca è sontuoso: vitale, sa di buccia e ha tatto di velluto, sapido e ancora reattivo e succoso. Cabernet sauvignon 73%, merlot 11%, cabernet franc 11%, petit verdot 5%.

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Beychevelle,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1982 Saint-Julien Château Beychevelle, Château Beychevelle

    Parte di forza su frutta scura aggrovigliata, foglia di tè, prugna ed erbe secche per virare, con la giusta aria, su una nota marina che avanza ed un ginepro in bacca netto. Bocca che spinge assolutamente, non arriva ai livelli dei migliori, ma se la gioca per tratto sapido su un registro forse più arioso; insomma grinta e brezza, bello, proprio bello, ed allunga in scioltezza; può essere strabiliante su una batteria di italiani e anche mettere sotto qualche corregionale pari annate, anche di lignaggio significativo. https://beychevelle.com/

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pavie,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION

    1982 St.-Emilion 1° Grand Cru Classé Château Pavie, Château Pavie

    Ma che cos’ è questo vino? Già dal colore mette in chiaro le cose: frutto scuro vivo, la classica prugna e molto altro su un quadro inizialmente animale, per passare a tratti minerali caldi di cenere e matita, ed aprirsi su tabacco chiaro, un cenno di rosmarino ed altre aromatiche calde. In bocca energia, spinta, gioventù, puoi berlo ora, restando gratificato da una bocca piena, che preme di nervo senza mollezze e che ha nel tratto lievemente terroso finale il solo indicatore che siamo oltre i 30 anni, oppure puoi serenamente chiuderlo nella parte più difficile da raggiungere della tua cantina e ripescarlo tra altri 10 anni almeno. Emozionante…oggi non so se…

  • 1974,  AOC,  Château Mouton Rothschild,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1974 Château Mouton Rothschild 1er Cru Classé, Château Mouton Rothschild

    Millenovecentosettantaquattro? A guardarlo pensi che lo abbiano colorato apposta. Inizi ad avvicinarlo seriamente e dopo una partenza leggermente zoppicante, con un vegetale che insiste, tutto cambia in modo repentino. Esce il frutto bello prugnoso, il cedro, un tratto mentolato, la parte vegetale diventa tamarindo ed ecco la spezia netta, con reminiscenze quasi da vecchi Cos, spinge al naso e cambia spesso ma sempre su un registro di tratti ben connotati. Il cambio di passo avviene in bocca, rispetto al resto della tavola. Perché lì sì che si balla, con polpa inadeguata per il millesimo: grasso, pieno, acidità e tannini lavorano su tutto quel ben di Dio ed il mix si…

  • 1997,  IGT,  Inama,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    1997 Bradisimo, Az. Agr. Inama

    Bradisismo 1997, all’epoca in etichetta si dichiarava cabernet sauvignon, ma in realtà non esclusivamente, nella classica tradizione veneta, ecco…Inama non sarà d’accordo, sarò fuori dal tempo io, ma questo vino, con la sua quota lievemente vegetale, la mora e la prugna ancora in spinta, il tabacco, il sottobosco, ancora un tratto lievemente floreale, la spezia gentile, insomma questo vino ci parla di Colli Berici e di identità e a me è piaciuto tantissimo. Certo è un 1997 e la freschezza inizia a scendere, la terziarizzazione giustamente avanza, ma non è un aspetto negativo, perché dà il fascino delle sfumature, la bocca è gentile, un vino “noiosamente” classico ed elegante. Un…

  • 2016,  Colli Berici,  DOC,  Piovene Porto Godi,  ROSSI,  VENETO

    2016 Vigneto Pozzare, Soc. Agr. Piovene Porto Godi

    Pozzare è a maggioranza cabernet sauvignon con una pennellata di franc: impostazione molto classica, in cui si punta alla piena maturità delle uve per tirare fuori un vino che parte leggermente erbaceo e vira rapido sulla spezia, la cannella, il frutto rosso scuro e il lieve cioccolato fondente. In bocca la massa importante (15,5%) si avverte meno del previsto, ha coerenza col naso, è un bordolese nella sua natura, al netto dei terreni che “spingono”. Di buona bevibilità e dinamica, non si pianta nel bicchiere ed anzi invita alla beva, segno di un buon lavoro, facilitato dalla capacità di adattamento delle uve su quei colli – uve che quasi digeriscono…