• 2015,  Domaine de l'Ecu,  FRANCIA,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2015 Mephisto, Domaine de l’Écu

    Di questo non piccolo Domaine della Loira atlantica conoscevo solo i muscadet, e nemmeno tanto bene. Poi, a pranzo con amici, è capitata questa bottiglia. Un’etichetta improbabile, un demone fallocrate di gusto medievale, la mai troppo esecrata gommalacca. Guardo la bottiglia e penso: mi state coglionando? un’altra volta?– Potremmo stappare questo.– Che è?!– Cabernet franc della Loi..– Stappa subito!Naso di triglie (Ilaria docet), peperone crusco, ribes, ciliegia candita, composta di fragole, fiori rossi, erbe mediterranee, pepe rosa. Bocca educata e persino morbida in ingresso (l’anfora dell’affinamento ha fatto il suo), irruente e minerale nella beva vera e propria. Scorre, perché il franc deve scorrere, quando non correre o galoppare (possibilmente…

  • 2019,  FRANCIA,  Matassa,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2019 Tattouine Rouge, Matassa

    La prima regola del bevitore è che non si bevono vini che sono in bottiglia da meno di un anno. La seconda regola del bevitore è che si bevono anche quelli.Tom Lubbe, neozelandese cresciuto in Sud Africa e ora vignaiolo nel Roussillon, è una sorta di celebrità nel mondo del vino naturale. Non faccio parte del suo fan club però trovo i suoi vini decisamente buoni. Ricordo con piacere alcuni bianchi non particolarmente concessivi, anche piuttosto cazzuti. Non è il caso di questo rosso da uve grenache gris e carignan, che nel nome e nell’etichetta richiama la saga di Star Wars. Leggero sia nella gradazione alcolica (è una caratteristica dei…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…

  • 2017,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FRANCIA,  Marcel Lapierre,  MORGON,  ROSSI

    2017 Morgon, Marcel Lapierre

    Ci sono, nell’ambito della musica, coloro che collocano nell’ambito pop autori come Morzat, Chopin, Beethoven. Brani come Eine kleine Nachtmusik del buon Mozart oppure come il Nocturne op.9 No.2 di Chopin sono pop, facili, conoscibili. Ma quando – mi chiedo – la “semplicità“, è un minus piuttosto che un plus? Quando la semplicità diventa stucchevole e non una chiave di lettura immediata? Ecco questo Morgon rientra nella categoria della lettura immediata e fatta di piacevolezza. Il frutto, la nota lievemente legnosa catturano: il naso poi è florilegio di frutti rossi, con una lieve speziatura. E la bocca ti cattura: occupa il centro. Con tannini soffusi e quasi affettuosi, buona freschezza…

  • 2015,  AOC,  COSTIÈRES DE NÎMES,  FRANCIA,  Mark Kreydenweiss,  ROSSI

    2015 Costieres de Nimes Perrières, Marc Kreydenweiss

    Quattro giorni di assaggio di un blend di uve (mourvedre, syrah, grenache, carignan) rosse, biodinamiche e del Rodano meridionale.Giorno 1: Al naso è molto chiuso, con una riduzione che palesa qualche pelo di cavallo di brettiana memoria. Un ricordo di ciliegia candita è tutto quello che riesco a tirargli fuori. Bocca dura, tanta materia e poca definizione. Vediamo domani.Giorno 2: Comincia ad aprirsi: amaretti, cuneesi al rum (Cuba, non Arione), acciughe sotto sale. Il cavallo si è allontanato di qualche metro ma riusciamo ancora a guardarci negli occhi. In bocca le sensazioni di ieri si sono lievemente ammorbidite. Resta ancora piuttosto ingessato e carente di freschezza. Post deglutizione la ciliegia…