• 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.

  • 2018,  BIANCHI,  DOC,  Le Vieux Joseph,  VALLE D'AOSTA,  Valle d'Aosta

    2018 Le Petit Prince, Le Vieux Joseph

    Ilaria Bavastro è una vignaiola caparbia e testarda: iniziò praticamente da zero nel 2009, senza alcuna tradizione famigliare nella produzione del vino, e poco alla volta è riuscita a mettere insieme due ettari di vigna alle porte di Aosta, in quel di Chetoz. Vigne inerpicate su terrazzamenti collegati da scalette a pioli, lavorabili solo manualmente, su terreni brulli e con un’esposizione meravigliosa. Ma è proprio la sua caparbietà che l’ha fatta andare avanti, crescere poco alla volta e soprattutto non le ha fatto mai perdere il bellissimo e contagioso sorriso. Nel 2010 ha iniziato a produrre questo vino, il Petit Price, dedicato a suo figlio: un pinot gris in cui…

  • 1990,  Antinori,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Tignanello, Marchesi Antinori

    Mi ritrovo con Tignanello 1990 in mezzo a una serata di grandi Bordeaux e bordolesi: che ci azzecca? Ringer a tradimento? E’ uno scherzo? E invece il vecchietto, nonostante una spinta più gentile, nonostante una “dolcezza” molto italiana, dice la sua, eccome: partendo dal bosco con i funghi per pulirsi sull’arancia matura, poi terra, ferro e balsamico, con un tannino che brilla per in finezza e un’acidità che allunga bene, in grande versione. Lacrimuccia, se penso a qualche uscita più recente. Gran bel vino italiano.

  • 2017,  Carso(Kras),  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  MACERATI,  Zidarich

    2017 Carso Malvasia Lehte, Zidarich

    Ecco là! Vai a trovare, dopo un pochino di tempo, un amico vignaiolo e scopri che produce un vino che tu non conosci, che non hai mai bevuto. Ma come è possibile che non ne abbia neanche mai sentito parlare? Non lo so, le cose strane della vita. Insomma sono andata a trovare Beniamino Zidarich e, dopo avermi fatto degustare più annate della sua amata Vitovska Kamen, mi dice “ti ho mai fatto assaggiare la Malvasia Lehte? E’ una vigna vecchia di 50 anni, il nome l’ha preso dal toponimo. Per molti anni queste stupende uve le univo alla Malvasia  classica, poi ci ho ripensato e ho fatto questa micro…

  • 1983,  AOC,  BORDEAUX,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION GRAND CRU

    1983 Château Pavie, Château Pavie

    Annata importante, decisamente: in tavola il confronto 1983 Vs. 1982 promette potenziali scintille. Il 1983 sembra più spento, più caldo, con un timbro che parte sul vegetale leggermente scomposto e va pian piano a sfumare su una nota calda di mou e tabacco, senza però fare la differenza. Il vino ha spessore, sia chiaro, ma ha anche a mio avviso qualche lieve deviazione da stanchezza, derivata forse dal percorso che ha portato questa bottiglia a noi oggi. Presa singolarmente comunque tanto di cappello, fa in ogni caso la sua gran figura, lotta con gli italiani di gran rango in tavola e si beve assolutamente senza patemi, lo dico a scanso…

  • 2016,  Fabrizio Priod,  ROSSI,  VALLE D'AOSTA,  VINO

    2016 Vin Rouge Rouge Tonen, Fabrizio Priod

    La parte della Valle d’Aosta più vicina al confine piemontese è chiamata bassa Valle e risente sicuramente di questa vicinanza territoriale: nebbiolo che la fa da padrone e spesso e volentieri troviamo barbera, dolcetto, freisa che si accompagnano a vitigni autoctoni valdostani. La bassa Valle è stretta e la viticoltura è sviluppata quasi unicamente sulla parte orografica sinistra della Dora Baltea. Con piccole eccezioni: Fabrizio Priod è un piccolissimo produttore sulla destra del fiume, in quel di Issogne, paese celebre per il castello dagli splendidi affreschi del XII/XIII secolo. Fabrizio nella vita fa il medico ma ha contratto molti anni fa la malattia della vigna: per lungo tempo è stato…

  • Balbiano,  METODO MARTINOTTI,  PIEMONTE,  ROSATI,  VSQ

    s.a. Spumante Brut Rosè Chiulin, Balbiano

    Giornate calde alla ricerca di bevute semplici, confortevoli ma soprattutto dissetanti. E per puro caso mi imbatto in questo spumante metodo charmat (o martinotti per i più patriottici) di casa Balbiano: freisa spumantizzata. Ohibò, una curiosità: di questo vitigno siamo abituati alle versioni più austere e destinate all’invecchiamento o a quelle bottiglie giovani con un leggerissimo petillant che tanto bene si sposa con la lunga serie di antipasti della tradizione piemontese, ma una bollicina di freisa è tutto sommato qualcosa di raro da intercettare. Chiulin, vino riproposto nel 2011 per celebrare il settantesimo anniversario della cantina, ha comunque soddisfatto quanto andavo ricercando: color rosa tenue, una bolla abbastanza fine, sentori…

  • 1997,  AVA,  CALIFORNIA,  Napa Valley,  North Coast,  USA

    1997 Napa Valley Cabernet Sauvignon, Shafer Wineyards

    Napa, California. Se cercate la Borgogna o avete solo quella in testa passate serenamente oltre: questo è un notevole rappresentante del suo territorio, dovrebbe essere tutto cabernet sauvignon, ma credo che la briciola di merlot sia scivolata dentro. Mirtillone robusto e cioccolato fondente in partenza, poi un bel vegetale da sottobosco, buon tratto aromatico, balsamico con la speziatura sul ginepro e sandalo, non estremamente variegato ma decisamente profondo. In bocca è coerente, tessuto morbido con tannino fuso senza essere molle. Si intuisce la ricerca della maturità perfetta delle uve, il vino è dinamico e l’evoluzione è perfettamente a punto, coerente con i suoi 23 anni. Legno gestito molto bene, non…

  • 1990,  Castello di Ama,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Vigna L’Apparita, Castello di Ama

    Mettere un merlot italiano in una serata dove in tavola hai Pavie 1982 e Petrus 1964 (solo per parlare di merlot) equivale sulla carta a mandarlo al patibolo senza manco fargli esprimere le ultime volontà. Va però ammesso che Apparita ha lottato. Parte a razzo caldo e pieno, con il frutto rosso maturo polputo e una bella amarena sugosa su tabacco pieno e ben stagionato. La matrice italiana non viene nascosta e l’annata si sente tutta, ma grazie alle caratteristiche intrinseche di Ama il vino resta fresco e dinamico e con un tratto signorile, pur se non dotato di un allungo indimenticabile. È assolutamente bello da bere, ma è forse…

  • 2004,  PIEMONTE,  Proprietà Sperino,  ROSSI,  VINO

    2004 ‘L Franc Bandit, Proprietà Sperino

    “Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club“. Penso che molti di voi si ricorderanno di questo film del 1999, distopico e disturbante. La frase prima citata è probabilmente una delle più famose (o ricordate). E parlando di questo vino con Luca De Marchi, anima di Tenute Sperino, mi è rimbalzata nella testa. Già, perché ‘L Franc (non più Bandit da alcuni anni a causa di una vertenza legale con un produttore statunitense) è quasi un vino di cui non si dovrebbe parlare. Non perché non valido o banditesco per…