• 2019,  BIANCHI,  DOC,  Fattoria Coroncino,  MARCHE,  Verdicchio dei Castelli di Jesi

    2019 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Il Bacco, Fattoria Coroncino

    Il motto aziendale di Coroncino, ‘ndo arivo metto n’segno, non sta a significare (come credevo) che lascio un segno del mio passaggio. In realtà è assai meno roboante, e vuol dire “faccio quel che riesco”, all’incirca: arrivo fino a un certo punto, e lì mi fermo – metto un segno, quindi. Peraltro l’interpretazione autentica la trovate in questa chiacchierata col produttore, su YouTube. È un altro modo creativo di definire la naturalità della vinificazione, in questa azienda – quindi sì, parliamo di vini alquanto naturali. Questo Verdicchio mi piace enormemente e mi spiazza. Bello già al colore, pieno e carico, il naso straborda e trionfa, tra erbe aromatiche e frutta…

  • 2019,  La Distesa,  MACERATI,  MARCHE,  VINO

    2019 Nur, La Distesa

    Sono quasi convinto che Corrado Dottori abbia vissuto più vite e un paio di secoli fa facesse già il vignaiolo, altrimenti non si spiega come mai il 22 marzo del 1832 Johann Wolfgang Goethe, poco prima di spirare chiedesse “Più luce!”. Forse all’epoca l’azienda non si chiamava ancora La Distesa e Corrado non aveva ancora deciso di battezzarlo Nur, l’equivalente arabo della parola luce, ma di certo lo aveva fatto assaggiare a quel poeta che era approdato a Cupramontana perdendosi per le campagne marchigiane durante uno dei Grand Tour per lo stivale. Un vino di luce questo blend ottenuto da diversi cloni di trebbiano e di malvasia, dall’immancabile verdicchio e…

  • 2016,  IGT,  Le Caniette,  MARCHE,  Marche,  ROSSI

    2016 Cinabro, Le Caniette

    La curiosità di assaggiare le nuove annate dei Bordò è sempre tanta, distretto produttivo che comprende una manciata di cantine che si muove compatto, pur con alcune sacrosante differenze interpretative, stilistiche. Il Cinabro a ripensare agli assaggi degli ultimi anni appare come uno dei più solidi, vino sempre tra i migliori prodotti a partire dalla grenache marchigiana, se così la si vuole chiamare. Vino in genere caratterizzato da un peso specifico appena più importante rispetto ad altri riferimenti (penso al Kupra di Oasi degli Angeli o al Rossobordò di Valter Mattoni, tra gli altri), peculiarità sempre ben compensata da una decisa freschezza, oltre che da quel caratteristico piglio mediterraneo splendidamente…

  • 2012,  IGT,  MARCHE,  Marche,  ROSSI,  Vini Firmanum

    2012 Solchi Marche, Vini Firmanum

    Cominciamo con il dire che le Marche, regione molto ricca dal punto di vista vitivinicolo, non può e non deve relegare la sua notorietà solo al Verdicchio; ci sono infatti delle enclave, meno conosciute, come ad esempio la provincia di Fermo, che possono regalare piacevoli e inaspettate sorprese, sia per i vini bianchi che per i rossi. È stato così per il Solchi Marche Rosso 2012 di Vini Firmanum, montepulciano in purezza. A conferma che nel sud della regione il montepulciano trova la sua naturale vocazione. Dopo breve appassimento in vigna, macerazione di 21 giorni sulle bucce con rimontaggi all’aria, seguita da decantazione statica in botte grande di rovere, il…

  • 2015,  BIANCHI,  Castelli di Jesi Verdicchio Riserva,  DOCG,  MARCHE,  Pievalta

    2015 Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva San Paolo, Pievalta

    Di altre due espressioni di verdicchio dell’azienda Pievalta ho già parlato su Intralcio qui e qui.Oggi vi parlo del Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva San Paolo, dall’omonimo vigneto situato in una delle zone più vocate dei castelli jesini. Uno dei vini bianchi italiani da blasone, da assaggiare obbligatoriamente per capire come un vino bianco confezionato con uve di qualità, in un habitat d’elezione, in piena sintonia con il terroir possa sfidare il tempo e innalzare con gli anni la qualità.Trascorre venti mesi in acciaio sui lieviti e dodici mesi di affinamento in bottiglia prima della immissione in commercio. Questa in oggetto è l’annata 2015. Freschezza viva, dinamica, saettante, mista…

  • 2019,  BIANCHI,  DOC,  Falerio,  MARCHE,  Pantaleone

    2019 Falerio Pecorino Onirocep, Pantaleone

    Se il verdicchio è il vitigno a bacca bianca leader delle Marche, il Piceno può giocarsi una sua visibilità grazie ad una sempre migliore interpretazione del pecorino. Con tale consapevolezza, pranzando in un locale della costa marchigiana dotato di una carta dei vini ricca in proposte di Verdicchio (mi trovavo vicino ad Ancona), ho voluto fare l’alternativa e scegliere un Pecorino, nello specifico quello dell’azienda Pantaleone, sita a pochi chilometri da Ascoli Piceno. La carta riportava l’annata 2018; peccato che al mio tavolo sia arrivata una bottiglia del 2019 (non si fa) e che il caldo di questa annata fosse il marcatore inequivocabile dell’assaggio. Onirocep, pecorino scritto al contrario (espediente…

  • 2017,  BIANCHI,  Di Giulia,  IGT,  MARCHE,  Marche

    2017 Il Gentile, Di Giulia

    Da un’annata tutt’altro che facile Giulia Fiorentini ha tirato fuori un vino di grande piacevolezza, a conferma del grande talento di questa giovane vignaiola marchigiana. Info necessaria: dietro a questa generica IGT si nasconde un Verdicchio di Cupramontana, forse il più importante dei comuni dei Castelli di Jesi quando si parla di qualità diffusa. È bianco giocato su una certa acidità citrina ma per questo non magro, non esile, non scontato. È anzi sorso abbastanza vibrante, immediatamente riconoscibile nel varietale, disteso anche grazie a una certa gentilezza di beva non senza la giusta tensione gustativa che sul finale si tramuta in una leggera mineralità.

  • 2015,  IGT,  MARCHE,  Marche,  ROSSI,  Valter Mattoni

    2015 Rossobordò,Valter Mattoni

    Valter Mattoni, alias Roccia, è un vero fenomeno: eclettico ma sopratutto grande vignaiolo capace di fare vini mai banali, anche di forza, ma difficilmente incasellati o accomunabili ad altro. Merita a priori scambiarci due parole e ogni tanto bere le sue produzioni, anche per avere una visione diversa delle Marche. In questo caso parliamo del Rossobordò: l’uva utilizzata è stata accomunata trasversalmente alla famiglia della grenache, come altrove viene fatto per il cannonau o per il tocai dei Colli Berici (oggi Tai) o per la garnacha spagnola. Piccolissima produzione (300 bottiglie circa) per una autentica bomba, una esplosione di frutto pieno, spezia di tipo dolce in quantità, che potrebbe spostare…

  • 2018,  BIANCHI,  DOC,  Fattoria Coroncino,  MARCHE,  Verdicchio dei Castelli di Jesi

    2018 Gaiospino, Fattoria Coroncino

    Un Verdicchio dei Castelli di Jesi che non ha bisogno di presentazioni quello di Lucio Canestrari. Vino ricco in tutti i sensi, un colore ben definito dorato. Naso ampio e generoso con sentori di frutta matura gialla e note agrumate di cedro, bergamotto e alcune sensazioni di erbe officinali, timo, rosmarino, menta. Il palato è appagante e pieno, conferma la sua ricchezza, ed è sostenuto da una freschezza che si muove con fare elegante. Scattante in bocca pur avendo pienezza e corpo. Tornano le sensazioni fruttate e agrumate che tengono in movimento la bocca sempre reattiva e in tensione. Il retrogusto è continuo e lunghissimo per non farsi dimenticare.

  • 2019,  BIANCHI,  DOC,  MARCHE,  Pievalta,  Verdicchio dei Castelli di Jesi

    2019 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Tre Ripe, Pievalta

    Il nome “Tre Ripe” allude alle tre diverse zone di provenienza delle uve verdicchio: tre versanti, due vallate, diversi suoli ed altitudini, tutti nei Castelli di Jesi. È il bianco base dell’azienda Pievalta, realtà vitivinicola ormai consolidata, a conduzione biologica e biodinamica e a certificazione “vegan” per la scelta di non utilizzare coadiuvanti di origine animale. Pievalta ha il pregio di dare forma a vini con ottimo rapporto qualità-prezzo e il “Tre Ripe” ne è testimonianza (su Intralcio ho già scritto del loro Metodo Classico): al naso sfoggia una teoria di profumi da primo della classe, con i fiori bianchi come tiglio e zagara che gareggiano con i frutti a…