• 2016,  Boca,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Vallana

    2016 Boca, Vallana

    L’areale di Boca, quando ancora le denominazioni d’origine non esistevano, era disseminato di viti coltivate a maggiorina, più o meno per 40000 ettari. Oggi gli ettari vitati sono circa 700. Giusto per dare un’idea: ogni singolo comune in Umbria ha una superficie comunale maggiore, e non sono certo delle metropoli.Una tale riduzione ha essenzialmente un solo motivo: la paura della fame. Nel secondo dopoguerra il richiamo dell’industria e del salario fisso ha avuto più mordente sui contadini della zona rispetto ad una bucolica povertà, e non che questi ultimi prima vantassero gli introiti di Bill Gates. Fortunatamente negli ultimi anni, qui come altrove, la tendenza è il ritorno alla terra…

  • 2016,  Colline Novaresi,  DOC,  Paride Chiovini,  PIEMONTE,  ROSSI

    2016 Colline Novaresi Vespolina Afrodite, Paride Chiovini

    “La qualità rappresenta per me un diritto comune. Un impegno che coltivo giorno per giorno.” Paride Chiovini, con questa frase ricca di significato, presenta la sua azienda e la sua filosofia in vigna e in cantina. Ormai da diversi anni, per l’esattezza 24, gli appassionati del territorio, ma non solo, conoscono il lavoro di questo abile vignaiolo di Sizzano. Questo comune appartiene alla sponda novarese dell’Alto Piemonte vitivinicolo e dà il nome alla DOC omonima istituita nel 1969. Le uve crescono su terreni morenici di derivazione fluvio glaciale, caratterizzati soprattutto in quel di Sizzano da una componente argillosa di notevole spessore; la stessa conferisce ai vini carattere e tanta sapidità,…

  • 2015,  DOC,  Fara,  Francesca Castaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Fara, Francesca Castaldi

    Una folata di cipria avvolge le nari al primo respiro, ma trasfigura dopo pochi secondi in un refolo di legno di rosa, di corniolo e più sommessamente di ferro battuto e sangue. È soave al sorso, composto, aggraziato ed infiltrante; dà la percezione del succo di melograno miscelato ad acqua di fonte. È leggermente sapido, ha tessuto finissimo, di seta, e in deglutizione echeggia una voce di amaro d’erbe che gli conferisce profondità. Vendo i vini di Francesca Castaldi in Italia.

  • 2019,  Colline Novaresi,  Davide Carlone,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Colline Novaresi Vespolina, Davide Carlone

    Il primo sbuffo è etereo, lievemente alcolico, ma dopo alcuni minuti si mette a fuoco e un’aria fresca di rugiada irradia dal bicchiere con profumi che richiamano il gambo del garofano e il pepe bianco, poi petali freschi umidi, susina selvatica, goudron, grigliato e un accenno a note viniliche, che non avverto più a un giorno dall’apertura. In bocca seduce per la vitalità; è succoso e tenace, ma mai aggressivo, rinfrescante e saporito. Ancora un filo alcolico in deglutizione, ma un cenno di scorza di mandarino tranquillizza l’animo e appaga il sorso. Dopo due giorni è più preciso, più misurato, più fine. 

  • 2017,  Boca,  Davide Carlone,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Boca, Davide Carlone

    Sulle prime il carattere della vespolina, aiutato dalla generosa dote alcolica, si fa sentire con le note di garofano, il pepe e le bacche di rovo. Poi lentamente il nebbiolo si fa strada, incerto e introverso, scontroso. Note di tabacco biondo e vinile, lampone, foglia di menta appena accennata, legno di rosa. Entra in bocca ed è succoso, reattivo, dissetante: in effetti la scorza di arancia rossa ammalia. Allappa ancora al tatto, “buccioso” com’è; il gusto, dominato dal frutto e dalle erbe, più che sapido è roccioso, coriaceo: ciò che serve a dare contrasto. A un giorno dall’apertura è più a fuoco e articolato e anche il tocco si è fatto…

  • 2016,  Boca,  Davide Carlone,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2016 Boca, Davide Carlone

    I suoli di Boca sono magri, ricchi di scheletro e caratterizzati dall’onnipresente porfido rosa; estremamente acidi, con pH che scendono sovente a 3.50. Ciò influisce sul quadro olfattivo dei vini, in particolare del Nebbiolo che qui a Boca, così come a Gattinara, svela spettri aromatici assolutamente inimitabili. Nel Boca di Davide Carlone c’è un 10/15% di Vespolina ( il disciplinare prevede una percentuale di nebbiolo compresa fra 70% e 90%) che contribuisce al côté speziato del vino e che si fa cogliere con vaghi accenni di pepe e gambo di garofano. Per il resto è il nebbiolo che incede: legno di rosa, bacche rosse tipo cornioli, distinto floreale, menta, arancia…

  • 2018,  Cavallini,  Colline Novaresi,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Colline Novaresi Vespolina Ardita, Cavallini

    Il giovane e appassionato Damiano Cavallini ha un sogno nel cassetto: riportare in auge quel fazzoletto di terra d’Alto Piemonte della sponda novarese tra Fara e Briona. I “pianalti”, così chiamati da queste parti, sono ampi depositi morenici ricchi di terreno argilloso con depositi fluvio glaciali, vi è anche presenza di ghiaie e ciottoli, insomma tanta mineralità. Il nostro protagonista, oltre al nebbiolo, alleva vigneti di vespolina in lotta integrata in due appezzamenti distinti: “Belvedere” nel primo comune citato e “Motto del Lupo” nel secondo. 48-72 ore di macerazione a temperatura controllata, vinificazione in solo acciaio. Manto rubino vivace, profondo, media trasparenza ed un respiro intenso, a tratti esuberante. Dopo…

  • 2012,  Barbacarlo,  IGT,  LOMBARDIA,  LOMBARDIA,  ROSSI

    2012 Barbacarlo, Azienda Agricola Lino Maga

    L’oscuro gorgo infernale di Lino Maga vive l’annata calda con succosità e dolcezza e dal bicchiere emergono note di amarena pulsante, pepe nero, moncheri, grafite, curcuma e liquirizia, cassis, lievi note di brett si diffondono sulle prime ma si esauriscono in pochi giri nel bicchiere che ad ogni rivoluzione libera nuova spezia e nuova intensità. L’abboccato ampio del sottotitolo rende giustizia al palato che incede con potenza e leziosità mentre la volatile tiene su insieme al ph una struttura di potenza enorme che altrimenti risulterebbe impegnativa. Anche così è comunque vino da piatti di grande soddisfazioni e lunghe cotture, una goduria intensa e viva. Da uve croatina, rara, vespolina e…

  • 2015,  Coste della Sesia,  DOC,  La Prevostura,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Coste della Sesia Muntacc, La Prevostura

    Sono ancora in Alto Piemonte, ma questa volta anche in alto mare. Mi spiego. La bottiglia è un regalo: la mia conoscenza della cantina La Prevostura tocca lo zero. Quindi mi avvicino senza preconcetti e con una sostanziosa dose di curiosità al Muntacc Coste della Sesia 2015: l’unione nebbiolo e vespolina mi piace. Il colore è rosso acceso, la luce viene riflessa con forza ornando il bicchiere con un drappo rosso. Il naso è di prugna, mora e una leggera nota pepata. In bocca sa di nebbiolo (occhio che non è così scontato) con un ulteriore spinta della frutta e dei fiori rossi tipici della vespolina. Il legno è incastonato…

  • 2017,  DOC,  Fara,  Gilberto Boniperti,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Fara Barton, Gilberto Boniperti

    Fara è una di quelle denominazioni che stava raggiungendo un livello di mito pari ad Atlantide: in un passato neppure troppo lontano era sempre più difficile trovare vini che riportassero questa menzione. Per fortuna negli ultimi anni si è assistito ad un’inversione di rotta e questa area che, insieme a Sizzano, rappresenta la parte meridionale dell’Alto Piemonte, sta riprendendo vigore. Nel bicchiere è capitato il Barton di Gilberto Boniperti, vignaiolo in quel di Barengo, persona tanto gentile e affabile nei modi quanto determinato nel suo produrre vino di alta qualità. Complice un’annata per nulla facile come il 2017, questo vino sussurra e non scalpita: diafano nel suo presentarsi, fa della…