• 2015,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Roccheviberti

    2015 Bricco Boschis Barolo, Roccheviberti

    Un esempio di territorio e aderenza alla denominazione in una MGA dove il nome che tutti conoscono è un altro non è facile imbottigliare un “altro” Bricco Boschis. Siamo su sabbie e marne, sul crinale alto di Castiglion Falletto, note cupe di mora di rovo, ciliegia, pepe nero e salsedine, sagrestia ed ebano, sandalo e menta, tabacco, patchouli, tannino splendido succoso e ribaldo mai troppo importante e massiccio. Sostanza e finezza con un carattere solare e floreale sempre bilanciato da frutto sicuro e netto. ROCCHEVIBERTIVia Alba-Monforte, 55 – 12060 Castiglione Falletto (CN)Tel. +39.335.8185761 – +39.339.2422321 – +39.324.0785544Fax +39.0173.364159 – claudio@roccheviberti.it

  • 2018,  Alto Adige,  BIANCHI,  DOC,  Nals Margreid,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2018 Alto Adige Màntele, Nals Margreid

    Da una delle cantine sociali più attive di recente in Alto Adige ecco un sauvignon che mira ad andare oltre le caratteristiche varietali e prova ad esprimere qualcosa di rilevante dal territorio. Naso tra bosso e uvaspina, sambuco e ribes bianco, talco, sottobosco autunnale, confetto, mandorle dolci appena tostate. Sorso che approfondisce e allarga sul finale dove dolcezza, piccantezza e sapidità son ben mescolati.

  • 2019,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Francesco Cadinu,  ROSSI,  SARDEGNA

    2019 Cannonau di Sardegna “Perdas Longas”, Cantina Francesco Cadinu

    Note di prugna, arancio rosso, ribes nero, lebkuchen con zenzero e cannella, chiodo di garofano, cardamomo e vetiver. Ricco e denso al sorso e dolcezza che tracima da ogni dove pur supportata da vena fresca intrigante e tannino ben estratto. Il sorso chiude su mirra e mandorle, canditi di agrumi e lievi note piraziniche che rallegrano il tutto arrivando ad una grinta e completezza di alto livello.

  • 2018,  Alto Adige,  BIANCHI,  DOC,  Nals Margreid,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2018 Alto Adige Baron Salvadori, Nals Margreid

    Ecco uno chardonnay che vuole essere lo chardonnay tipico dell’Alto Adige, con un naso che sfiora solo la Francia con burro, arancio, pepe bianco, zenzero, anice, finocchietto selvatico. Sorso con ricchezza e intensità croccante, ricco; una lieve traccia alcolica, saporito e gustoso, intenso ed esplosivo con mandarino tardivo, confettura, agrumi, zagara a ondate. 6.2 di acidità a malolattica finita. Un bel risultato in vigna dopo anni di ricerche.

  • 2003,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2003 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Un mitico vigneto quasi monopole a Castiglione Falletto, ormai da anni protagonista dei migliori exploit in Langa. Anche in annata calda e tesa come la 2003, riesce ad esprimere un refolo di caldo sottobosco fruttato scuro, tabacco e sacrestia, incenso e lacca, vetiver. Al sorso è una dolce coccola ritmata tra cacao e caffè, lunghezza dinoccolata, corpo solido, tannino serico e soave capace benissimo di dire ancora la sua sulla Chateaubriand con foie gras scottato e spinaci saltati di Vito Mollica al Palagio nel Four Seasons Hotel a Firenze.

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Joseph Perrier,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Cuvée Royale Brut Nature, Joseph Perrier

    Un bel tentativo riuscito per una maison classica e storica, finora un poco ingessata, che si rilancia ogni anno con nuovi prodotti adatti ad un mercato sempre più competitivo. Questo brut nature, il primo nella storia centenaria della maison, esordisce ardito con naso bellissimo di agrumi, arancio, limone con tocco di albicocca e pesca nettarina, peonia e rosa gialla, un floreale che si staglia bene in sottofondo compreso di tiglio gelsomino e un tocco di menta. Al sorso è acceso e croccante, di bella cremosità con stile molto classico, rivitalizzato dal basso dosaggio e reso dinamico e pulsante quanto basta a far svuotare piacevolmente il bicchiere. Lascia una bella sensazione…

  • 2016,  Chianti Classico,  Dievole,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Tocca Stelle, Dievole

    Servito alla cieca prova a confonderti le idee su note di lieve vegetale pepe verde tabacco e poi ciliegie mallo di noce amarena mentre poco a poco emerge un floreale di viola e lavanda nonchè un tappeto di polveroso sottobosco fruttato che lo inquadra meglio come sangiovese a Castelnuovo Berardenga. Sorso di bella polpa, succosità e trama tannica importante che non gli impedisce di chiudere agile e piccante caratteriale e fresco originale. Selezione da una vecchia vigna di 40 anni di età in quota, suoli limoso-argillosi, con pietrosità alta e presenza di calcari e marne.

  • 2014,  AOC,  BIANCHI,  Damien Laureau,  FRANCIA,  LOIRE,  SAVENNIÈRES

    2014 Les Genêtes, Damien Laureau

    Chenin blanc da vigne su sabbie e scisto, piccante di erbe aromatiche, dolce mandorla, caseico, tracce sulfuree, finale poco marcato in frutto e tutto su floreale , affumicato, ginestra e fieno secco in seconda battuta. La bocca rivela piccantezza e sapidità, pera e pepe bianco, struttura pienezza sapidità delicata, canfora e sapone Marsiglia. Apre floreale e chiude carnoso camaleontico e cangiante, fascinoso davvero nella sua apparente semplicità.

  • 2019,  Antonio Arrighi,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Isola in Rosa, Antonio Arrighi

    Antonio Arrighi è un visionario coltivatore elbano che si impegna nel rivalutare vitigni autoctoni e antiche pratiche di vino come il Nesos (il vino lavato in acqua di mare) ha dimostrato. Il cuore batte forte anche per l’aleatico come dimostra questo originale rosa toscano ricco di visciola amarena susina e menta, una idea di fresco balsamico poi lunghezza di pepe e more, carnoso fresco e di pancia godereccio. Sulle prime sembra “solo” un passito diluito ma poi sorso dopo sorso trova la sua identità e non è niente male in un panorama di rosa tutti simili avere della bella originalità.

  • 2018,  IGT,  Panizzi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Pinot Nero, Panizzi

    Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.