• 2018,  IGT,  Panizzi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Pinot Nero, Panizzi

    Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.

  • AOC,  Bruno Paillard,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s. a. Champagne Extra Brut Rosé Première Cuvée, Bruno Paillard

    Una sboccatura risalente (2014) ci porta ad apprezzare maggiormente una vino che in gioventù potrebbe sembrare semplicemente accattivante e delicato. In realtà con il tempo dopo la sboccatura rivela note di melograno mughetto rose e more di rovo, senape curcuma e bergamotto ad arricchire il quadro con anice e croccante di mandorla. La bollicina cremosa risente del tempo ma in maniera gradevole essendosi preservata in maniera egregia e restituisce umami e soavità alla beva. Il tempo lo ha reso più forte eppure meno protagonista e più splendido compare di una tavola importante, per noi irresistibile su salsicca toscana alla brace di quelle belle pepate. Il blend prevede circa una trentina…

  • 2016,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Pala,  ROSSI,  SARDEGNA

    2016 Cannonau Riserva, Pala

    Da vigne di 35 anni da Ussana, uve 100% cannonau. Scuro ma non impenetrabile, note di prugna, menta, mirtillo e more di gelso, senape e mirto, alloro e lentisco, pepe nero, lunghezza e soavità, si erge con notevole ricchezza e sontuosità. Il tannino è saporito e con lieve asprezza che aggiunge carattere senza rovinare un quadro complessivo di grande fascino.

  • 2000,  AOC,  Château Lynch-Bages,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    2000, Château Lynch-Bages Pauillac

    Il millesimo delle meraviglie fortemente voluto e infine graziato dal clima si trova in uno stato di grazia per molte bottiglie tanto che stappature come queste non possono essere criticate per la troppa fretta. Note di marasca, senape, tartufo bianco, humus e bergamotto, arancio rosso, chiodo di garofano , grafite, tabacco inglese da pipa, legno di cedro fanno da preludio ad un sorso di eleganza rara fatto di tannino di grana finissima che alterna ancora graffi a languide carezze. Chiude su tartufo (nero e bianco a seconda della temperatura che raggiunge nel calice) e mirto, pepe nero e cannella, si rivela dolce eppure fresco come un succo di ciliegia: un…

  • 2017,  BIANCHI,  IGT,  Isola dei Nuraghi,  Pala,  SARDEGNA

    2017 Entemari, Pala

    Riassunto di Sardegna bianca con vermentino 50% chardonnay 30% malvasia sarda 20% da vigne di 40 anni tra Ussana e Serdiana. Naso ricco, caldo e saporito, agrumi, tropicale, timo salvia ed erbe aromatiche, mela acerba miele, elicriso e salvia, ingresso limonoso poi si rivela ricco caldo iodato e sempre appuntito. Il sorso ha bella acidità pepe e sensazioni quasi tanniche di struttura e ricchezza, lunghezza importante e anche sensazione calorica con lato internazionale che prevale.

  • Albino Armani,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  VINO

    2015 Nera dei Baisi, Albino Armani

    Vino curioso e affascinante ottenuto da un’uva autoctona della Val d’Adige, riprodotta e selezionata grazie al vigneto “Conservatoria” insieme ad altre varietà, relitto di un recente passato. Ombroso, scuro, prugna e marasca, miele di castagno, mandorla, pepe nero e lieve vegetale piacevolissimo; sorso agile, sapido e netto dal profondo allungo, si mantiene fresco senza perdere la sua originalità fatta di speziatura fine, nocciole, marasche in confettura e un tannino che conquista sorso dopo sorso per il carattere asciutto, rustico, ma anche gentile, fine e immediato. Matura tra acciaio e legno (50% e 50%).  

  • 2015,  DOLCI,  IGT,  Isola dei Nuraghi,  Pala,  SARDEGNA

    2015 Assoluto, Pala

    Luminoso e dorato con riverberi rosati da uve nasco 80% e vermentino 20%, questo passito nasce da vigneti in Serdiana e Ussana. Note di dattero e albicocca, esplosivo nelle note tropicali e candite, più evanescente al palato; deciso all’inizio poi evapora su floreale giallo e agrumi. Ha un centro bocca molto delicato e un finale che torna su note candite piacevoli, ma non molto ben contrastate da sapidità. Molto iodato e marino e interessante come sensazione vaporosa; lievi note ossidative che richiamano alcuni stilemi sardi.

  • 1990,  AOC,  CHAMPAGNE,  Dom Pérignon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    1990 Champagne Brut, Dom Pérignon

    Difficile non dotarsi di superlativi di fronte ad uno dei millesimi più celebrati della Champagne, di certo uno di quelli che si presta ad un grande invecchiamento, anche estremo. Oggi è vino dorato e pulsante di vita, tostature e biscotto al malto, noci e timo, iodio e fiori gialli passiti, curry. La frutta è ancora viva e vegeta sotto forma di pesca e mango, scorza di cedro candito e tarte Tatin. Zafferano e ginger aggiungono speziatura fine che in bocca esplode in tanti rivoli di sapore seguendo le bollicine, finissime e delicate. Finale d’arancio rosso e fragola con velo di cannella, velato di energia residua.