• 2019,  Alto Adige,  Armin Kobler,  ROSATI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2019 Kotzner Sudtiroler Merlot Kretzer, Armin Kobler

    Questo è un rosato che necessita di un disclaimer. Se l’idea è quella di bere un rosé leggero, aereo e poco impegnativo, bisogna avvertire che Kotzner è molto distante da questi parametri. Forse si fa prima a dire: questo non è un rosato. Ma siccome il colore è quello, si deve dribblare con “non è un rosato come gli altri”. Insomma non è facile da annunciare. Tutte ‘ste premesse servono a prevenire lo spiazzamento che provoca l’assaggio. Il colore è vivido e carico, per quanto possa essere carico un vino rosa – ma è al naso che sorprende: profondo di frutti rossi e floreale di rosa, esagera in maniera incontrollata…

  • 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.

  • 2016,  Colli Berici,  DOC,  ROSSI,  Tenuta Cicogna Cavazza,  VENETO

    2016 Colli Berici Merlot, Tenuta Cicogna Cavazza

    Conosco molte persone che in autunno vanno in giro per il mondo a vedere la magia del  “foliage” termine anglosassone di origine francese che indica la variazione autunnale del colore delle foglie degli alberi, dal verde al giallo fino alle diverse gradazioni del rosso. Ecco, penso che andare dai Cavazza, ad Alonte, nella Tenuta Cicogna dalla metà di ottobre fino alle prime nebbie novembrine, sia una splendore e che un “foliage” eccezionale si possa vedere anche lì. Avendo più tipologie di viti si potranno vedere le diversità di colorazioni. Ma ora mi concentro sul loro Colli Berici Rosso 2016. Merlot in purezza, un vitigno internazionale che ben si è ambientato…

  • 1983,  AOC,  BORDEAUX,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION GRAND CRU

    1983 Château Pavie, Château Pavie

    Annata importante, decisamente: in tavola il confronto 1983 Vs. 1982 promette potenziali scintille. Il 1983 sembra più spento, più caldo, con un timbro che parte sul vegetale leggermente scomposto e va pian piano a sfumare su una nota calda di mou e tabacco, senza però fare la differenza. Il vino ha spessore, sia chiaro, ma ha anche a mio avviso qualche lieve deviazione da stanchezza, derivata forse dal percorso che ha portato questa bottiglia a noi oggi. Presa singolarmente comunque tanto di cappello, fa in ogni caso la sua gran figura, lotta con gli italiani di gran rango in tavola e si beve assolutamente senza patemi, lo dico a scanso…

  • 2016,  Fabrizio Priod,  ROSSI,  VALLE D'AOSTA,  VINO

    2016 Vin Rouge Rouge Tonen, Fabrizio Priod

    La parte della Valle d’Aosta più vicina al confine piemontese è chiamata bassa Valle e risente sicuramente di questa vicinanza territoriale: nebbiolo che la fa da padrone e spesso e volentieri troviamo barbera, dolcetto, freisa che si accompagnano a vitigni autoctoni valdostani. La bassa Valle è stretta e la viticoltura è sviluppata quasi unicamente sulla parte orografica sinistra della Dora Baltea. Con piccole eccezioni: Fabrizio Priod è un piccolissimo produttore sulla destra del fiume, in quel di Issogne, paese celebre per il castello dagli splendidi affreschi del XII/XIII secolo. Fabrizio nella vita fa il medico ma ha contratto molti anni fa la malattia della vigna: per lungo tempo è stato…

  • 2019,  Badia di Morrona,  Chianti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2019 Chianti I Sodi del Paretaio, Badia di Morrona

    Rubino scuro. Profilo fruttato di una certa intensità che si esprime su varie tonalità di ciliegia anche fresca, note affiancate da sentori vappena vegetali che poi sfumano su toni di violetta. È assaggio classico nel dna e contemporaneo per impostazione, fresco e centrato nella sua semplicità. Chiusura squillante sul frutto che invita al riassaggio. Ottimo per rapporto qualità/prezzo.

  • 1990,  Castello di Ama,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Vigna L’Apparita, Castello di Ama

    Mettere un merlot italiano in una serata dove in tavola hai Pavie 1982 e Petrus 1964 (solo per parlare di merlot) equivale sulla carta a mandarlo al patibolo senza manco fargli esprimere le ultime volontà. Va però ammesso che Apparita ha lottato. Parte a razzo caldo e pieno, con il frutto rosso maturo polputo e una bella amarena sugosa su tabacco pieno e ben stagionato. La matrice italiana non viene nascosta e l’annata si sente tutta, ma grazie alle caratteristiche intrinseche di Ama il vino resta fresco e dinamico e con un tratto signorile, pur se non dotato di un allungo indimenticabile. È assolutamente bello da bere, ma è forse…

  • 1971,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1971 Chateau Margaux, Chateau Margaux

    Annata media, pochi i “fuochi artificiali” prodotti ma diversi vini rivalutati col tempo, al punto che ormai si parla serenamente di annata sottovalutata. In questo caso tutto si gioca su finezza, eleganza, energia e coerenza, la finezza perché naso e bocca giocano di cesello su un frutto delicato, un tratto vegetale di tabacco che sotterra subito un lontano peperone, una nota floreale accennato e poi col tempo a declinare su sottobosco vivo, resina e un rimbalzo quasi marino, il vero plus in bocca è la mineralità che fa da sponda a tutto e sulla quale si impernia la bocca, quindi forse in apparenza più parte dura in spinta (non in…

  • 2018,  DOC,  Montefalco,  Raina,  ROSSI,  UMBRIA

    2018 Montefalco Rosso, Raína

    Super tipico, bella viola da sangiovese con una sferzata di mora, balsamico, c’è dolcezza e al tempo stesso severità per un assaggio succoso, tutto giocato su diverse tonalità di frutto, certamente maturo ma non cedevole. Un Montefalco Rosso fantastico, uno di quelli che danno dignità alla tipologia grazie alla capacità di richiamare in modo netto il territorio e le sue varietà rimanendo fedele a una certa idea di vino come ambasciatore della tavola. Sarebbe però un errore limitarlo a questo tale è la sua profondità e il suo spessore: sarà fantastico anche tra molti anni.

  • 2015,  Bolgheri,  DOC,  Ornellaia,  ROSSI,  TOSCANA

    2015 Ornellaia Bolgheri Doc Superiore, Ornellaia

    Annata ricca e vino si comporta di conseguenza riuscendo però a mantenere un equilibrio straordinario. Naso di cassis macchia mediterranea pepe nero caramello e cardamomo, elicriso e nipitella, visciole e lavanda, ritorni di vaniglia e sandalo, scatola di sigari e sottobosco. Il sorso è affilato dal tannino sontuoso e arrembante, fine e aggraziato in maniera con non te l’aspetti, chiude tra spezie nasturzio issopo e un frutto turgido pronto per lunghi anni di evoluzione. Per l’azienda il connotato dell’annata è “Il Carisma”.Da uve 53% cabernet sauvignon, 23% merlot, 17% cabernet franc 7% petit verdot.