• 2019,  BIANCHI,  IGT,  PUGLIA,  Puglia,  Valentina Passalacqua

    2019 Hellen Bianco, Valentina Passalacqua

    “Vivere quietamente, in stretta sintonia con i dettagli della Natura e assaporare i piccoli piaceri quotidiani.”Questa è la definizione della filosofia esistenziale e produttiva di Valentina.Questo bianco appartiene alla linea “Calcarius”; vini prodotti su “suoli bianchi pietrosi e calcarei di età Kimmeridgiana”.Questa Falanghina in purezza è caratterizzata da sentori di lime, accenni di ananas e polpa di melone mantovano con il pompelmo in evidenza.Al palato è essenziale, citrino, affilato e molto diretto, un bicchiere tira l’altro. Chiude su toni lievemente silicati e sapidi

  • 2020,  IGT,  MACERATI,  PUGLIA,  Puglia,  Valentina Passalacqua

    2019 Orange Nù Litr, Valentina Passalacqua

    Valentina Passalacqua, da Apricena, provincia di Foggia, Gargano, smentisce l’assunto secondo cui la biodinamica e il vino non convenzionale non si conciliano con le grandi dimensioni e i grandi numeri. La sua azienda, infatti, possiede ottanta ettari di vigneti e produce duecentosessantamila bottiglie all’anno con approccio totalmente chemical-free, preparati biodinamici e nessun interventismo in cantina. Tra le varie linee produttive in cui è suddivisa la sua cospicua produzione, che lei definisce “collezioni”, c’è la “Calcarius” a cui appartiene questo orange: 100% falanghina, a fermentazione spontanea in vasche aperte, con 7/8 giorni di contatto con le bucce, non filtrato, imbottigliato, dopo affinamento di sei mesi in vasche di acciaio, in bottiglie…

  • 2017,  IGT,  Natalino Del Prete,  PUGLIA,  ROSSI,  Salento

    2017 Torre Nova, Natalino Del Prete

    Sono molto affezionata ai vini di Natalino Del prete per vari motivi: perché mi fa simpatia, perché alle fiere vado ad assaggiare i suoi vini ogni volta che ho bisogno di conforto e certezze, perché, perché, perché: sono fatti miei.Mi è capitato di stappare questa bottiglia di negroamaro targata 2017, avevo voglia di assicurarmi una goduriosa serata di ottundimento e torpore. MA.Nel calice ho trovato un vino didattico nella esposizione di difetti: una lieve rifermentazione in bottiglia come prodromo di quello che mi è sembrata la più felice espressione di brett che abbia mai assaggiato, da manuale. Peccato, perché questo vino lo ricordo come una intensa sequenza di frutti a…

  • 2018,  IGT,  Polvanera,  PUGLIA,  Puglia,  ROSATI

    2018 Rosato, Polvanera

    Gioia del Colle, in Puglia, sull’altopiano delle Murge, è terra del primitivo e Polvanera è nota per i suoi Primitivo. Nel rosato, però, il primitivo concorre per un 30% insieme ad aleatico (40%) e aglianico (30%). Non è intonato sulle delicate frequenze cromatiche provenzali, sempre più in voga per i vini rosa, ma su un colore cerasuolo intenso e brillante, come da tradizione locale e regionale. I profumi di piccoli frutti rossi, freschi e croccanti, ci sono tutti, insieme a suggestioni di pesca gialla che sembrerebbe fuori contesto, ma c’è; poi i toni floreali con marcato sentore di violetta, sicuramente dono dell’aleatico; infine l’aromaticità del rosmarino, del timo, della lavanda…

  • 2017,  A Mano,  IGT,  PUGLIA,  Puglia,  ROSSI

    2017 Imprint Primitivo, A Mano

    Chi si ricorda degli anni novanta? Enologicamente parlando, dico. Concentrazione, frutto, colore melanzanoso, potenza, dolcezza, quelle cose là: chi si ricorda? Per quelli che ricordano, e quelli che non sanno, ecco un bel viaggio indietro nel tempo. Qui c’è il frutto denso, il succo profondo, la dolcezza e la polpa del frutto (non so se ho già detto “frutto”). C’è la marmellata (ahem) di frutta nera e il cioccolato. Qui c’è tanto, e sai cosa manca? Magari la leggerezza e la bevibilità che è invece coeva con ‘sti tempi di vini scarni e saettanti. Questo non è un vino, è una fazione. Come vi schierate, voi? Io, ve lo dico,…

  • 2016,  IGT,  Michele Calò & Figli,  PUGLIA,  ROSATI,  Salento

    2016 Mjère Rosato Edizione Limitata, Michele Calò & Figli

    Un vino rosa affinato sulle sue fecce fini per due anni, in vasche di cemento, e non filtrato perché dopo tutto quel tempo non serve a niente filtrare perché la decantazione è già avvenuta da sé, è una bella novità per il panorama italiano ed è anche il buttar giù le barriere, l’abbattere i muri costruiti da chi ancora si ostina cocciutamente a pensare con presunzione e pregiudizio al vino rosatista come a un mezzo vino, a una specie di rosso sbiadito o di bianco arrossato. Il vino rosa è una categoria a sé, prendiamone atto, e vini come il Mjère Rosato Edizione Limitata 2016 di Michele Calò & Figli…

  • 2016,  BIANCHI,  IGT,  L'Archetipo,  PUGLIA,  Salento

    2016 Fiano, l’Archetipo

    Talvolta, anzi raramente, capitano nel bicchiere vini che invece di essere fatti roteare, annusare e poi deglutiti esercitano il medesimo effetto a chi se li trova davanti. Ovvero chi viene di fatto sballottato è il bevitore, se non è solo incautamente alla ricerca di un sollievo alcolico. Vini che spiazzano e fanno riflettere che sono all’opposto dell’essere scontati: e questo Fiano pugliese, de l’Archetipo rientra di diritto in questa tipologia. Non tragga in inganno il facile dorato apparire, poiché anche l’oro ha un’anima come insegnano i ricercatori della pietra filosofale, qui complessa e sfaccettata, che balza da sentori di frutta surmatura a una lieve e delicata speziatura, passando per ricordi…