• 2019,  Antonio Arrighi,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Isola in Rosa, Antonio Arrighi

    Antonio Arrighi è un visionario coltivatore elbano che si impegna nel rivalutare vitigni autoctoni e antiche pratiche di vino come il Nesos (il vino lavato in acqua di mare) ha dimostrato. Il cuore batte forte anche per l’aleatico come dimostra questo originale rosa toscano ricco di visciola amarena susina e menta, una idea di fresco balsamico poi lunghezza di pepe e more, carnoso fresco e di pancia godereccio. Sulle prime sembra “solo” un passito diluito ma poi sorso dopo sorso trova la sua identità e non è niente male in un panorama di rosa tutti simili avere della bella originalità.

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  PRODUTTORI,  UMBRIA,  Umbria

    2019 Bianco, Andrea Formilli Fendi

    Colore giallo paglierino, intenso e brillante. Si presenta abbastanza complesso e aromatico, con note di frutta gialla, ananas, papaja, mango, mela, uva spina. Si percepiscono poi note vegetali molto piacevoli e fresche di bosso, pianta di pomodoro, tiglio, mughetto, e salvia. Al palato è vibrante e si ritrova la stessa complessità che si percepiva al naso. sensazioni più citriche e sapide si percepiscono post deglutizione. Interessante nota sapida. Bello vibrante da uve vermentino, trebbiano spoletino viognier e sauvignon blanc.

  • 1999,  AVA,  CALIFORNIA,  Caymus Vineyards,  Napa Valley,  ROSSI,  USA

    1999 Caymus Special Selection, Caymus Vineyards

    Se hai una serata alla cieca di grandi vini, piazza ogni tanto un Napa serio, stagnolato e qualche sorpresa esce fuori sempre. Come volevasi dimostrare anche questa volta la missione riesce con successo grazie al Caymus Special Selection, da non confondere con il Caymus “solo”. Cabernet sauvignon in purezza iconico, che nulla ha a che fare con le caricature con cui il nobile vecchio mondo del vino racconta quello USA; anzi potrebbe insegnare qualcosa a qualcuno che pensa di sapere cosa sono i grandi Napa e che li invoca per criticare certi vinoni nostrani. Fitto ma non scuro, bella luce nel bicchiere, naso in partenza sul frutto, ribes e prugna…

  • 1975,  CAVA,  DOP,  Marqués de Monistrol,  SPAGNA

    1975 Brut Nature, Marqués de Monistrol

    Ne so pochissimo. L’azienda pare essere ancora esistente ma non ho trovato un sito internet che dia qualche notizia interessante. Anche la sede della cantina, che nel retroetichetta era a San Sadurnì de Noya, sembra essersi spostata. So solo che questo cava, bevuto alla cieca (avevo ipotizzato 1990), ha percorso una strada diversa rispetto a molti champagne rimasti lungamente in bottiglia. Qui non ci sono rilevanti deviazioni fungine, il tappo ha tenuto, il livello del liquido è ottimale, le bolle risalgono il calice in quantità. Il colore è giallo limone, tendente a un dorato luminoso. E infatti al naso non avverto segni di ossidazione, i profumi sono piuttosto puliti. Tutto…

  • 2002,  AOC,  BIANCHI,  Coulée de Serrant,  FRANCIA,  LOIRE,  SAVENNIÈRES-COULÉE-DE-SERRANT

    2002 Clos de la Coulée de Serrant, Nicolas Joly

    Vino simbolo per Nicolas Joly, sicuramente tra le figure che più di tutti hanno contribuito alla divulgazione della biodinamica applicata alla viticoltura nel mondo. Questo millesimo della Coulée de Serrant è molto ricco in tutto, dal colore giallo oro intenso, luminoso ed energico, i profumi netti e leggibili di grande intensità e forza con note di frutta matura, sentori balsamici, frutta candita come il cedro e lo zenzero. Emergono poi le note floreali della camomilla, poi le spezie, pepe, cardamomo e i sentori più minerali dell’idrocarburo. L’attacco di bocca è sapido, pieno, avvolgente quasi adesivo, riesce a coprire ogni angolo del palato persistendo con forza e dinamismo e restituendo le…

  • 2017,  BIANCHI,  DOC,  Orvieto,  Palazzone,  UMBRIA

    2017 Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano, Palazzone

    Cena improvvisata a Orvieto chiama Palazzone, ovvero la cantina più rappresentativa del territorio. E di una denominazione la cui gloria si è persa nella notte dei tempi enologicamente antichi, quando i bianchisti italiani bevevano quasi solo Frascati, Soave e, appunto, Orvieto. Il cru aziendale, il noto Campo del Guardiano – nato dalle vigne con la migliore esposizione dell’azienda, composto da procanico, grechetto, verdello, drupeggio e malvasia – a soli 20 euro in carta non si lascia lì, anche se la sua nota longevità avrebbe imposto un tentativo di chiedere una vecchia annata. Invece, eccomi di fronte al 2017, millesimo bollente, ma perfettamente interpretata da un’azienda che non ha mai mancato…

  • 2015,  Castello di Ama,  Chianti Classico,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2015 Chianti Classico Gran Selezione San Lorenzo, Castello di Ama

    Talvolta fin dall’etichetta ci sono informazioni che portano a predisporsi criticamente verso un vino. Perché ad esempio assegnare la dicitura “Gran Selezione”, una menzione che rappresenta il vertice qualitativo della produzione, a un vino tirato in oltre 90.000 bottiglie? Affinamento per 30 mesi in barrique, sangiovese (80%) e un saldo di merlot (13%) a svolgere il mestiere di vitigno migliorativo, conferendo colore e sentori forse più apprezzati dai mercati internazionali.Insomma, per un amante del sangiovese dal colore scarico con grande freschezza e agilità scattante, non il vino più adatto.In effetti già il colore rosso rubino carico con sfumature porpora nel bicchiere, impenetrabile ma scintillante, fa presagire toni scuri e una…

  • 2018,  Az. Ag. Menat,  CALABRIA,  Calabria,  IGT,  ROSATI

    2018 Menate-Ø, Menat

    A San Nicola Dell’Alto (Kr), entroterra cirotano, alle pendici della Sila, luogo tra i più sperduti, tre ragazzi matti vinificano il gaglioppo dentro anfore georgiane interrate (kvevri). Rido leggendo quanto scritto nel retro etichetta del loro rosato “Menate – Ø” (leggasi “zero”): “ da bere con amici di spirito e nemici antipatici con cui fare pace. Ottimo coi grissini. Da bere fresco, non ghiacciato”. “Menate – Ø” è infatti un vino da assaporare con il sorriso e con animo disposto alla spensieratezza. L’annata 2018 sa di bassa montagna, di vento, di erbe officinali, di frescura e di bosco. È amaricante, corroborante, conviviale, piacevolissimo, allegro.Non è filtrato e non ha solforosa…

  • 1995,  AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Jacquesson,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    1995 Champagne Avize Grand Cru Degorgement Tardif Brut, Jacquesson

    La Fosse, Némery e Champ Caïn sono i nomi delle parcelle di Avize, da cui provengono le uve chardonnay che, secondo i fratelli Chiquet, compongono il più grande vino mai prodotto dalla maison fino a quel momento, vendemmia 1995. Tirage Il 30 maggio 1996 dopo una sosta in botti di rovere da 40 e 75 ettolitri. Vista l’unicità del millesimo una parte viene destinata a dégorgement tardif : 2.984 bottiglie, 489 magnum et 7 jéroboam vengono chiuse con tappo di sughero, secondo l’azienda il solo materiale che possa garantire e amplificare il potenziale aromatico dell’annata. La sboccatura ha luogo nel giugno del 2010 dopo 14 anni di sosta sui lieviti. …

  • 2012,  Auslese,  BIANCHI,  Dr. Lippold,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    2012 Mosel Urziger Wuerzgarten Auslese, Dr. Lippold

    Prodotto da piante in parte prefillossera su ardesia rossa con pendenza del 60%. Naso tipico con note tropicali e fruttate, lieve benzenico, acacia, tiglio, albicocca , sapone di Marsiglia e canfora, un’idea di anice e pepe bianco. Il sorso è lucido e impressionante per freschezza e sapidità che a temperatura ambiente risaltano in maniera nitida e succosa pur stagliandosi anche quando viene servito sotto i 10 gradi. Il finale ha lunghezza, integrità e tanto pepe misto a rafano e salvia, con un frutto dolce che si ripropone a più riprese.