• 2006,  CAMPANIA,  DOCG,  Perillo,  ROSSI,  Taurasi

    2006 Taurasi Riserva, Michele Perillo

    Aglianico in purezza del biotipo “coda di cavallo”, proveniente da vecchie vigne coltivate intorno alla cantina aziendale a Castelfranci su terreni tufaceo-calcarei. Affinamento di 20/24 mesi in barrique usate, cui segue semi-eterno riposo in bottiglia fino al momento in cui Michele e suo figlio Felice ritengono il vino pronto la commercializzazione (periodo che varia tra gli otto ed i dieci anni). Fortemente consigliata – come d’altronde suggerito in retroetichetta – l’apertura con congruo anticipo. Alla vista si presenta in una veste rubino/granato, senza mostrare il minimo segno di cedimento. Intenso e denso, leggermente opalescente, trasmette un senso di ricchezza e forza fin dal bicchiere. Naso pulito, inizialmente timido e reticente,…

  • 2019,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  Monserrato 1973,  ROSSI

    2019 Rintocco, Monserrato 1973

    E’ un taglio di aglianico al 75% e di Barbera del Sannio, che, nonostante il nome, non ha nulla a che vedere con la Barbera; misteri dell’ampelografia nazionale. Profuma di prugna fresca e more, di viola e di ardesia spaccata, di foglia di tabacco e sottobosco, proprio la terra bagnata. Al palato schiocca con la sua buccia croccante di susina fresca: è sapido e tenace, ma non sottomette i recettori, anzi è succoso e perfino beverino. In deglutizione rielabora quanto già avvertito al naso e in bocca, ma in più riluce di fiori ed erbe fresche. 

  • 2018,  Agricola Cianciulli,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2018 Aglianico Le Starse, Cianciulli

    Un vigneto del 1929 in contrada Schiavi presso Andretta (AV) a 550 metri di altitudine su suolo a medio impasto con lieve prevalenza argillosa; Aglianico Lasco, un clone dal grappolo spargolo e dagli acini piccoli; la  “starseta”, un sistema di allevamento tradizionale molto espanso ( le piante possono distare l’una dall’altra anche 4 metri) che prevede come sostegno per le viti, oltre ai consueti pali di castagno, anche gli alberi da frutto. Fermentato in acciaio e affinato in legno un paio d’anni, l’Aglianico di Pino Cianciulli cade nel bicchiere con suono felpato e seduce l’olfatto con profumi di susine selvatiche, bacche rosse, foglia di tabacco verde e ardesia spaccata; il…

  • 2013,  CAMPANIA,  Cilento,  DOC,  ROSSI,  Salvatore Magnoni

    2013 Cilento Aglianico Primalaterra, Salvatore Magnoni

    Ve lo ricordate il claim di quello spot pubblicitario di pneumatici che utilizzava come testimonial Ronaldo? Recitava: “La potenza è nulla senza controllo”. Una frase che si presta benissimo a inquadrare questa magnifica espressione di aglianico del Cilento tirata fuori dal cilindro di Salvatore Magnoni. Siamo a Rutino, piccolo centro di nemmeno mille anime che però vanta una forte concentrazione di imprese vitivinicole (ce ne sono almeno tre) che lo rendono il paese mediamente più vocato del Cilento. Il Primalaterra, etichetta principe della produzione minimal di Salvatore (l’altra è il Rosso del Ciglio, sempre un Cilento DOP Aglianico), nasce qui, da un’unica piccola vigna sul ciglio della collina affacciata sulla…

  • 2018,  CAMPANIA,  Campania,  De' Gaeta,  IGT,  ROSATI

    2018 Rosato Campania, De’ Gaeta

    I Comuni del Vino è un progetto che unisce tre piccole cantine nel territorio del Taurasi. Tra queste c’è l’azienda De’ Gaeta, a Castelvetere sul Calore e Toppolocozzetto è il nome simpaticissimo della località dove sono le vigne di aglianico. Come lascia intuire il nome stesso, sono sulla sommità della collina, ad una altitudine intorno ai 500 metri. Questa terra è luogo di elezione del vino da sempre, e l’aglianico qui si esprime in maniera suprema. E’ una zona montuosa dove i suoli sono arricchiti da ceneri e materiale vulcanico spinto fin qui dalla furia del Vesuvio nei secoli e nei millenni. L’azienda lavora in regime biologico e sta strizzando…

  • 2015,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  Luigi Tecce,  ROSSI

    2015 Irpinia Campi Taurasini Satyricon, Luigi Tecce

    Esiste abbondante letteratura in rete su Luigi Tecce, sui vini e sulla forza vitale e sanguigna che sembra conferirvi. La relazione intima stabilita tra vino e terra con le mani, gli occhi e le parole di questo vignaiolo, impone un sistema di giudizio particolare, separato dalla pura degustazione. Si beve tutto in questo caso, il vino e l’anima di chi lo fa. Forzandosi a bere solo il vino, in questa versione mi sembra di riscontrare meno vigore rispetto ad altre annate, riconosciute più complicate di questa 2015 comunque figlia di un’estate molto calda. Sembra emergere meno prepotente la vitalità attesa dai vini di Luigi Tecce, quella forza squillante, quel tono,…

  • 2017,  Benito Ferrera,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2017 Passo del lupo Aglianico, Benito Ferrara

    Benito Ferrara è conosciuto ai più principalmente per il suo grande Greco di Tufo Vigna Cicogna. L’assaggio del suo Aglianico Passo del Lupo era pieno di curiosità. Vigneto di circa 3 ettari, posto intorno ai 600 mt slm. Macerazione per alcuni giorni con rimontaggi quotidiani, fermentazione e affinamento solo in acciaio, per 7 mesi circa. Poi via in bottiglia a riposare per un periodo intorno ai 3 mesi, prima della messa in commercio. Sorpresa: una 2017 già così distesa ed accogliente – forse fin troppo – mi ha un po’ spiazzato. Il colore è spettacolare: rubino luminoso, brillante, quasi da incastonare in un anello al posto della suddetta pietra (a…

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  ROSSI,  Stefania Barbot,  Taurasi

    2016 Taurasi Fren, Stefania Barbot

    Profumi dolci che richiamano le spezie, poi tanta frutta matura; al palato il vino fa il suo ingresso incedendo morbido e caldo. Legno, aromi balsamici. Piuttosto sproporzionato nella mole, ma nonostante l’appeal maestoso, in bocca c’è agilità: tanta frutta matura, prugna damaschina prossima a trasformarsi in confettura, profumi di incenso e tannino ruggente. Grande margine di miglioramento, il tempo farà il suo lavoro.

  • 2015,  Benventano,  CAMPANIA,  IGT,  ROSSI,  Terre Stregate

    2015 Aglianico Costa del Duca, Terre Stregate

    Da uve aglianico vendemmiate tardivamente a 380 slm ecco un vino dal rubino rosso intenso, selvatico e arrembante. Affumicato l’inizio nel calice, poi emerge il frutto di amarena, tamarindo, carrube, mallo di noce, tabacco dominicano, miele di castagno, sottobosco e refoli vulcanici in sottofondo. Il tannino è di una sofficità rara per l’aglianico, ma lo si sente sempre. Centro bocca fresco e verticale con polpa di ribes rosso e mirtillo che nel finale divengono erbe aromatiche di alloro, mirto e lentisco miste a pepe nero. Lunghezza e stile senza calore e sovrabbondanza, elegante e soffice senza essere molle, ricco e pepato senza esagerazioni.

  • 2017,  CAMPANIA,  Campania,  Di Meo,  IGT,  ROSSI

    2017 Campania Aglianico, Di Meo

    Tanto mi ha fatto godere il suo fiano, quanto mi lascia interdetta questo aglianico denso, salmastro e amarognolo che lascia una traccia non proprio memorabile nel mio taccuino degli appunti. Troppo evoluto nei profumi, in bocca il sorso è sgonfio e senza polpa. Il finale si concentra in fondo alla lingua, dove una sensazione di salamoia invade il cavo orale a lungo.