• 2015,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  Luigi Tecce,  ROSSI

    2015 Irpinia Campi Taurasini Satyricon, Luigi Tecce

    Esiste abbondante letteratura in rete su Luigi Tecce, sui vini e sulla forza vitale e sanguigna che sembra conferirvi. La relazione intima stabilita tra vino e terra con le mani, gli occhi e le parole di questo vignaiolo, impone un sistema di giudizio particolare, separato dalla pura degustazione. Si beve tutto in questo caso, il vino e l’anima di chi lo fa. Forzandosi a bere solo il vino, in questa versione mi sembra di riscontrare meno vigore rispetto ad altre annate, riconosciute più complicate di questa 2015 comunque figlia di un’estate molto calda. Sembra emergere meno prepotente la vitalità attesa dai vini di Luigi Tecce, quella forza squillante, quel tono,…

  • 2017,  Benito Ferrera,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2017 Passo del lupo Aglianico, Benito Ferrara

    Benito Ferrara è conosciuto ai più principalmente per il suo grande Greco di Tufo Vigna Cicogna. L’assaggio del suo Aglianico Passo del Lupo era pieno di curiosità. Vigneto di circa 3 ettari, posto intorno ai 600 mt slm. Macerazione per alcuni giorni con rimontaggi quotidiani, fermentazione e affinamento solo in acciaio, per 7 mesi circa. Poi via in bottiglia a riposare per un periodo intorno ai 3 mesi, prima della messa in commercio. Sorpresa: una 2017 già così distesa ed accogliente – forse fin troppo – mi ha un po’ spiazzato. Il colore è spettacolare: rubino luminoso, brillante, quasi da incastonare in un anello al posto della suddetta pietra (a…

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  ROSSI,  Stefania Barbot,  Taurasi

    2016 Taurasi Fren, Stefania Barbot

    Profumi dolci che richiamano le spezie, poi tanta frutta matura; al palato il vino fa il suo ingresso incedendo morbido e caldo. Legno, aromi balsamici. Piuttosto sproporzionato nella mole, ma nonostante l’appeal maestoso, in bocca c’è agilità: tanta frutta matura, prugna damaschina prossima a trasformarsi in confettura, profumi di incenso e tannino ruggente. Grande margine di miglioramento, il tempo farà il suo lavoro.

  • 2015,  Benventano,  CAMPANIA,  IGT,  ROSSI,  Terre Stregate

    2015 Aglianico Costa del Duca, Terre Stregate

    Da uve aglianico vendemmiate tardivamente a 380 slm ecco un vino dal rubino rosso intenso, selvatico e arrembante. Affumicato l’inizio nel calice, poi emerge il frutto di amarena, tamarindo, carrube, mallo di noce, tabacco dominicano, miele di castagno, sottobosco e refoli vulcanici in sottofondo. Il tannino è di una sofficità rara per l’aglianico, ma lo si sente sempre. Centro bocca fresco e verticale con polpa di ribes rosso e mirtillo che nel finale divengono erbe aromatiche di alloro, mirto e lentisco miste a pepe nero. Lunghezza e stile senza calore e sovrabbondanza, elegante e soffice senza essere molle, ricco e pepato senza esagerazioni.

  • 2017,  CAMPANIA,  Campania,  Di Meo,  IGT,  ROSSI

    2017 Campania Aglianico, Di Meo

    Tanto mi ha fatto godere il suo fiano, quanto mi lascia interdetta questo aglianico denso, salmastro e amarognolo che lascia una traccia non proprio memorabile nel mio taccuino degli appunti. Troppo evoluto nei profumi, in bocca il sorso è sgonfio e senza polpa. Il finale si concentra in fondo alla lingua, dove una sensazione di salamoia invade il cavo orale a lungo.

  • 2018,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  Nativ,  ROSSI

    2018 Irpinia Rosso Segreti, Nativ

    Un compito ben eseguito, si sente la mano di chi misura le forze e gli sforzi per dare un vino quanto più preciso possibile; aglianico con nervo, giovane ed energico, al naso un respiro alcolico leggermente aggressivo si pianta nelle narici mentre in bocca il calore è più controllato; un vino che ha una trama abbastanza sottile nonostante il legno un po’ robusto mentre il sorso è piuttosto agile, forse un po’ scarno di frutta. 

  • 2019,  Benventano,  CAMPANIA,  IGT,  ROSATI,  Terre Stregate

    2019 Attimo Rosato, Terre Stregate

    Il colore è ricco sul velo di cipolla spinto, naso di peonia, geranio, rosa e fragole, lamponi freschi e ciliegie appena mature. Sorso di carattere, aglianico centrato, ma in versione leggera come dev’essere. Emerge al sorso un tratto vinoso pronunciato e un filo di tannino a renderlo originale e irresistibile tra amarene, tabacco, anice e cumino, karkhadè. Stupendo da bere freddo, guadagna spessore ad ogni grado di temperatura.

  • 2018,  IGT,  Polvanera,  PUGLIA,  Puglia,  ROSATI

    2018 Rosato, Polvanera

    Gioia del Colle, in Puglia, sull’altopiano delle Murge, è terra del primitivo e Polvanera è nota per i suoi Primitivo. Nel rosato, però, il primitivo concorre per un 30% insieme ad aleatico (40%) e aglianico (30%). Non è intonato sulle delicate frequenze cromatiche provenzali, sempre più in voga per i vini rosa, ma su un colore cerasuolo intenso e brillante, come da tradizione locale e regionale. I profumi di piccoli frutti rossi, freschi e croccanti, ci sono tutti, insieme a suggestioni di pesca gialla che sembrerebbe fuori contesto, ma c’è; poi i toni floreali con marcato sentore di violetta, sicuramente dono dell’aleatico; infine l’aromaticità del rosmarino, del timo, della lavanda…

  • 2009,  CAMPANIA,  DOC,  Falerno del Massico,  Masseria Felicia,  ROSSI

    2009 Falerno del Massico Ariapetrina, Masseria Felicia

    Da un’annata calda, spesso odiata, addirittura considerata diabolica (!), arriva questo vino ancora capace di intendere e di volere. Scuro nel colore e nel naso, per il quale si può e si deve spendere il termine “vulcanico”: perché lo è sin nelle sue fibre più interne. È anche ferroso, e questa nota sanguinolenta, a molti avversa, è stemperata da un abbraccio fruttato caldo e soprattutto nero (di visciole e gelsi). Evoluto ma affatto ossidato, ha trama setosa in cui il tannino, primario e rude dell’aglianico, si è praticamente disciolto. A pareggiare i conti con l’alcol resta l’acidità, immobile come una guardia svizzera. Nella categoria: scommesse sulla tenuta nel tempo superate.

  • 2018,  CAMPANIA,  Mustilli,  RIFERMENTATI,  ROSATI,  VINO VARIETALE

    2018 Regina Sofia, Mustilli

    È l’ultima novità delle sorelle Mustilli, Anna Chiara e Paola, che a Sant’Agata dei Goti, uno dei borghi più belli d’Italia, conducono l’antica azienda di famiglia. Già dall’immagine in etichetta, colorata e un po’ naif, vuole che arrivi forte e chiaro il senso di leggerezza e di divertimento. Anche il colore si è vestito di solarità e allegria con la sua tonalità di rosé piuttosto insolita, tanto da sembrare una spremuta di fragole. Il vino è un po’ torbido perché rifermentato naturalmente in bottiglia, non fa la sboccatura ed ha il tappo a corona. Guardando la bottiglia con i suoi colori sparati, i tratti gioiosi, fresca e ricoperta di brina,…