• 2017,  AOC,  Château Simone,  FRANCIA,  PALETTE,  PROVENCE,  ROSATI

    2017 Rosé, Château Simone

    Grenache 45%, mourvèdre 30%, cinsaut 5%, altre varietà al 20% tra cui syrah, castet, manosquin, carignan, muscatel: stiamo parlando di un vino che ha reso la Provenza ancora più iconica di quanto i campi di lavanda della sua romantica campagna e Brigitte Bardot con le leggendarie fughe d’amore a cavallo di Gigi Rizzi a Saint-Tropez potessero fare. Chi non conosce Château Simone vada in un angolino con il muso rivolto al muro, un libro sui migliori vini del mondo in mano e un po’ di imbarazzo negli occhi, perché in quella parte di Provenza la famiglia Rougier ha fatto la storia producendo vini di grande levatura, tra cui il Rosé,…

  • 2019,  Florence et Benoît Chazallon,  FRANCIA,  IGP,  ROSSI

    2019 Coteaux de l’Ardèche Petite Selve, Florence et Benoît Chazallon

    Penso che questo vino sia stato una delle scoperte più piacevoli dello scorso anno: mi ero approcciato senza troppi entusiasmi da un lato e senza particolari aspettative dall’altro ma alla fine ho trovato esattamente qualcosa che calza a pennello con il mio palato di questi ultimi tempi. Perché è un dato difficilmente contestabile che, al di là delle sfumature tecniche della degustazione che sono strumenti fondamentali, alla fine il grado di piacere è dato dal gusto e dal mood del momento. E questo vino è stato una sorta di balsamo. Uvaggio di cinsault, grenache e syrah è un inno alla beva e alla piacevolezza. Al naso gioca su un frutto…

  • 2019,  Mas Zenitude,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2019 Vin de France Grenache Noir Rockabilly, Mas Zenitude

    Vino di contrasti, vino che per alcuni potrebbe risultare in prima battuta quasi disturbante se vogliamo esagerare un po’. Ci troviamo in Francia, in Occitania poco distanti da Montpellier: l’azienda è conosciuta nell’ambito dei “vini naturali”, con un approccio agricolo biodinamico, pratiche di cantina poco interventiste e con l’uso assai limitato (se non addirittura assente come nel caso di questo vino) di solforosa aggiunta. Il vitigno, il grenache, è assai diffuso nel bacino del Mediterraneo (tanto per capirci, un suo figlio italico illustre è il Cannonau) e nel mondo tanto da risultare uno dei vitigni più coltivati a livello planetario. Il vino che ho trovato nel bicchiere è stato, come…

  • 2014,  AOC,  Domaine du Cayron,  FRANCIA,  GIGONDAS,  ROSSI

    2014 Gigondas, Domaine du Cayron

    Porca miseria, che bella bevuta! Parto dalla conclusione, tipo il film “Sunset Boulevard”. Per i pochi che non conoscessero la denominazione, siamo nel Rodano del sud, dove il mistral si affaccia ogni tanto a mitigare il tepore del Mediterraneo. I suoli argilloso-calcarei ricchi di scheletro mostrano delle somiglianze con il più illustre vicino, lo Châteauneuf-du-Pape. Il vitigno principe è la grenache, cui si affianca la syrah, che sul Rodano comunque va a metterci becco, e in misura minoritaria cinsault e mourvédre. L’uvaggio del vino in questione è rispettivamente 78%-14%-6%-2%, uve provenienti da piante quarantenni (non mi azzarderei mai ad accostare l’aggettivo ‘vecchio’ a un quarantenne, neanche se si parla di…

  • 2018,  BOURGOGNE,  François Ecot,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 L’insolent, Fraçois Ecot

    Era seduto in un angolo a poca distanza dal suo banchetto d’assaggi, François Ecot. Nessuna ressa attorno a lui, eppure il vino versato nei nostri piccoli calici, vigenti il logo della manifestazione, furono da subito illuminanti. Due vini sul tavolo, in primis fu la volta del gamay in purezza, poi della grenache di cui vorrei parlarvi. Quest’ultima decisamente più rustica, trasgressiva e disobbediente, tanto che lo stesso produttore ammise che avrebbe dovuto aggiungere una piccola quota di solforosa a protezione. Ho atteso quasi due anni per consumarla ed ecco uno dei vini rossi più fedeli alla propria natura gustati negli ultimi mesi, non tanto per complessità e note degustative infinite,…

  • 2019,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Francesco Cadinu,  ROSSI,  SARDEGNA

    2019 Cannonau di Sardegna “Perdas Longas”, Cantina Francesco Cadinu

    Note di prugna, arancio rosso, ribes nero, lebkuchen con zenzero e cannella, chiodo di garofano, cardamomo e vetiver. Ricco e denso al sorso e dolcezza che tracima da ogni dove pur supportata da vena fresca intrigante e tannino ben estratto. Il sorso chiude su mirra e mandorle, canditi di agrumi e lievi note piraziniche che rallegrano il tutto arrivando ad una grinta e completezza di alto livello.

  • 2019,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Giovanni Montisci,  ROSSI,  SARDEGNA

    2019 Istimau, Cantina Montisci Vitzizzai

    Ecco il primo imbottigliamento del 2016 da questi alberelli a Mamojada, culla del cannonau in Sardegna, affinato in botti di castagno con pochi solfiti. Note di succo di melograno e fragole in coulis, pepe, mirto, sorso con frizzantezza delicata e stimolante, vinoso e succulento, esplode in un rivolo dolce di fragolina di bosco, rabarbaro carrube, tannino piacevole anche se probabilmente schermato dallo zucchero residuo lieve, in assestamento dato che si tratta di una anteprima comunque la materia e la dinamicità sono notevoli.

  • 2018,  Cantina Sannas,  IGT,  ROSATI,  SARDEGNA,  SARDEGNA

    2018 Rosato Maria Pettena, Cantina Sannas

    Da Mamoiada, un rosa da cannonau macerato con cappello ghiacciato. Colore arancio cangiante con particelle in sospensione, ricco, scuro come intensità cromatica, con virata su lieve mattonato. Lato ossidativo molto presente, selvatico e originale: fragola, acqua di ragia, floreale passito, melograno, fragola appena matura, talco, idrocarburo lieve, chiude pimpante e si ferma ad un passo dall’essere rustico.

  • 2019,  Andrea Cosseddu,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  ROSSI,  SARDEGNA

    2019 Mamoiada Rosso, Andrea Cosseddu

    Andrea è un enotecario in quel di Mamoiada ed è alla sua prima prova come produttore di vino: dopo averne acquistato una partita pari a quasi 1000 bottiglie ne ha seguito l’affinamento in botti francesi. Il vino ha naso pulito ed elegante di cipria, menta, timo, elicriso e prugna, sorso con fragole e amarene con cacao e tostatura elegante di caffè, tannino deciso, ma senza eccessi, bello l’equilibrio e il dosaggio delle sue componenti, legno ben dosato che non aumenta densità, ma la allarga su note balsamiche e intense.

  • 2016,  AOC,  FRANCIA,  LANGUEDOC-ROUSSILLON,  Le loup blanc,  MINERVOIS,  ROSSI

    2016 Minervois Le régal, Le loup blanc

    Insolito blend da zona poco frequentata: syrah 10% grenache 50% carignan 40% su terreno argilloso calcareo e viti di età media di 35-50 anni. Naso stuzzicante, dolce, prezioso, con tocchi mediterranei e di sottobosco, senape cumino e pepe nero; scatta al palato con tannino deciso e importante , chiude su alloro menta e carrube e lieve sensazione alcolica mai sgradevole.