• 2008,  ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Trimbach,  FRANCIA

    2008 Riesling Cuvée Frédéric Emile, Domaine Trimbach

    Alsazia, terra di vini meravigliosi mai abbastanza conosciuti e compresi. Il mio cuore sta anche là e quando stappo vini di questa zona difficilmente non esce un sorriso grazie al bicchiere. In questo caso già il colore comunica freschezza; drittissimo al naso, quasi un punteruolo nella narice destra, pian pianino si allarga passando dalle note citrine polpose iniziali a litchi maturo, salvia, anice, zest di arancia, mandorla e un tratto speziato da andare via di testa. La bocca parte minerale, ma proprio a schegge di roccia nel cavo orale, molto indietro, affilato, secco al punto che servirebbe scrivere “indice zero” sulla retro perfetta. Di una gioventù che mi fa imprecare…

  • 2009,  BIANCHI,  GERMANIA,  QMP,  Trocken,  Weingut Karthäuserhof

    2009 Eitelsbacher Karthäuserhofberg Riesling GG Trocken, Weingut Karthäuserhof

    Nella categoria vini dal nome impronunciabile di produttori dal nome impronunciabile mettiamo questo Riesling Trocken (Eitelsbacher Karthäuserhofberg) che per comodità chiameremo KGB. K per Karthäuserhof, G per GG, abbreviazione riportata anche in etichetta che sta per Grosses Gewächs (grand cru), B per Bono. A undici anni dalla vendemmia KGB pare fatto ieri e a tre giorni dall’apertura KGB pare aperto da cinque minuti. Granitico sia al naso sia al gusto, KGB sfodera sentori di agrumi di tutti i tipi e un ventaglio minerale che dalla salgemma sconfina nell’affumicato. Sapori che al gusto ritornano e si intrecciano sino a serrarsi in una corda tesa ma affilatissima, di quelle che se le…

  • 2018,  BIANCHI,  Carlo Loewen,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken

    2018 Laurentiuslay Alte Reben Trocken Riesling, Carl Loewen

    Le vigne più che centenarie si aggrappano a piccole terrazze sostenute da muri a secco, in uno degli appezzamenti più vocati della Mosella, su suoli di ardesia del devoniano. Esempio paradigmatico di vino cristallino, irradia lampi di luce abbagliante, come fosse una pulsar; i profumi sono aria dissetante di conifera alpina, di buccia di pesca e albicocca, pesca bianca e mentuccia, sostenuta dal basso continuo delle classiche note minerali di pietra focaia e idrocarburi. È una folgore di acidità che trafigge il palato e irradia sensazioni di polpa di pesca bianca ancora lievemente acerba, attivando una salivazione debordante che se non fai attenzione ti esce dalle orecchie. Non riesci a…

  • 2012,  Auslese,  BIANCHI,  Dr. Lippold,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    2012 Mosel Urziger Wuerzgarten Auslese, Dr. Lippold

    Prodotto da piante in parte prefillossera su ardesia rossa con pendenza del 60%. Naso tipico con note tropicali e fruttate, lieve benzenico, acacia, tiglio, albicocca , sapone di Marsiglia e canfora, un’idea di anice e pepe bianco. Il sorso è lucido e impressionante per freschezza e sapidità che a temperatura ambiente risaltano in maniera nitida e succosa pur stagliandosi anche quando viene servito sotto i 10 gradi. Il finale ha lunghezza, integrità e tanto pepe misto a rafano e salvia, con un frutto dolce che si ripropone a più riprese.

  • 2015,  Auslese,  BIANCHI,  Fritz Haag,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    2015 Riesling Auslese Brauneberger Juffer Sonnenhur, Fritz Haag

    Dorato con nervature verde smeraldo. Note di albicocca candita, pomodoro confit, resina di pino, alchechengi e crisantemo, affumicato dolce e levigato, polvere da sparo e carattere zolfino appena accennato, idrocarburo in divenire. Il sorso è impressionante per fittezza e soavità di grazia e rimandi balsamici mentolati e iodati, chiusura indefinita, lunga e pepata ad abbracciare una beva di cui non ci si stanca facilmente, anzi.

  • ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Zind-Humbrecht,  FRANCIA

    2012 Alsace Riesling Herrenweg de Turckheim, Domaine Zind-Humbrecht

    Per la serie “non tutti i gusti sono al sapore di menta”, ecco un riesling alsaziano sul quale avevo letto recensioni critiche molto buone e che a casa mia ha impiegato 36 ore per raggiungere una forma accettabile. Stappato sabato a pranzo, subito i profumi (fiore di camomilla, mandorla amara, mandarino candito, alchechengi, miele di castagno, cera depilatoria) si sono accompagnati a un’ipotesi di ossidazione, nonostante un tappo perfetto. Ohibò, mi sono detto, stiamo a vedere. Bocca slegata ma di struttura, amaricante e con acidità piatta. Il poco nerbo era conferito da una sapidità pietrosa.Lo ho finito la sera successiva. Le note amarognole si erano affievolite sia al naso che…

  • 2018,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken,  Weingut dr. Fischer,  Weingut J. Hofstätter

    2018 Riesling Trocken, Weingut dr. Fischer

    Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo questo Riesling della Saar. Come non sapevo fosse produttivamente legato all’azienda italiana Hofstätter, pensato in collaborazione con Nik Weis del Weingut St. Urbans-Hof, cantina di Ockfen. Bevuto nella nuova versione di Cantine isola a Milano, tra mascherine e distanziamento, mi ha decisamente colpito per immediatezza e bevibilità. Un riesling d’ingresso, secco e spensierato, dai toni tipicamente moselliani, tutto giocato su note croccanti, agrumate e sapide. Inutile attendersi complessità particolari o immaginarselo tra un decennio: nonostante le caratteristiche di longevità del vitigno, questo è bianco dissetante, da scolarsi giovane tra una chiacchiera e l’altra. Ma nel suo genere è altamente soddisfacente.

  • 2017,  BIANCHI,  Calalta,  IGT,  VENETO,  Veneto

    2017 Mentelibera, Calalta

    Bronner, chi era costui? Non Brynner, l’indimenticato Yul, bensì bronner, vitigno che fa parte della famiglia dei cosiddetti Piwi. Piwi è quasi un vezzeggiativo, abbreviazione di una parola tedesca parecchio più lunga e che non so né scrivere né pronunciare, e indica varietà ibride particolarmente resistenti alle malattie fungine. Per molti viticoltori i Piwi rappresentano il futuro dell’agricoltura consapevole e rispettosa dell’ambiente. Richiedendo pochi trattamenti in vigna sembrano adatti in particolare a chi voglia produrre quei vini che alcuni si ostinano a chiamare naturali. Potrei aprire una parentesi ragionando sull’opportunità di definire “naturale” un vino da vitigno creato in laboratorio dall’uomo. Ma conosco modi decisamente più eccitanti di perdere tempo.…

  • 2016,  BIANCHI,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  IGT,  Lis Neris,  Venezia Giulia

    2016 Confini, Lis Neris

    Il broccato veneziano è uno dei tessuti più signorili che esistano. È formato da un ordito e da trame molto fitte con una quantità pazzesca di fili che si intrecciano. Sul retro, solo in corrispondenza del disegno, si vedono i fili, questo per rendere più leggero questo prezioso tessuto. Perché vi racconto questo? Semplice perché è esattamente a un magnifico broccato che ho pensato degustando il Confini 2016 di Lis Neris. Una trama di pinot grigio che con la sua spalla crea la base regalandoci la freschezza di erbe di campo, un ordito di riesling che con la sua mineralità ci porta in Mosella con i suoi idrocarburi speziati al…

  • 2017,  BIANCHI,  Calalta,  IGT,  VENETO,  Veneto

    2017 Davvero, Calalta

    Primo pranzo nella nuova casa. Cosa stappi per gli amici e parenti che sono venuti a condividere con te la tua nuova vita? Il tuo nuovo quartiere? Il pranzo della domenica cucinato dalla più brava chef che conosci: tua sorella. Il contesto richiede una scelta ardua. Ma sul vino hai poche chance alla volta e molte possibilità di sbagliare. Della religione degli abbinamenti non ce ne facciamo un bel niente, la lasciamo ai sommelier “ciao-come-sto” e “dimmi che mangi e ti ordinerò cosa bere”. Preferiamo le decisioni di pancia, quelle ardue, che portano in tavola vini che alzano il tiro, che tirano fuori le parole, che facciano parlare di loro.…