• 2018,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Pierre Frick,  FRANCIA,  MACERATI

    2018 Alsace Gewurztraminer Macération Pur Vin, Pierre Frick

    Nel libro “La stirpe del vino” (A. Scienza – S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling&Kupfer 2018) in cui vengono approfondite le origini dei più noti vitigni del continente, si parla di traminer come il vitigno dei confini. “I Romani erano soliti chiamare i luoghi di recente conquista con la parola terminus (confine)”, si dice. Da qui la diatriba sulla provenienza del vitigno tra Italia (Termeno) e Francia, terre ove viene maggiormente allevato. Si scoprirà in seguito che, stando alle informazioni giunte a noi, la prima menzione del vitigno sia avvenuta nel sudovest della Germania. Il gewurztraminer, che ne è la versione aromatica, marca anch’esso un confine, ma lo fa…

  • 2008,  ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Trimbach,  FRANCIA

    2008 Riesling Cuvée Frédéric Emile, Domaine Trimbach

    Alsazia, terra di vini meravigliosi mai abbastanza conosciuti e compresi. Il mio cuore sta anche là e quando stappo vini di questa zona difficilmente non esce un sorriso grazie al bicchiere. In questo caso già il colore comunica freschezza; drittissimo al naso, quasi un punteruolo nella narice destra, pian pianino si allarga passando dalle note citrine polpose iniziali a litchi maturo, salvia, anice, zest di arancia, mandorla e un tratto speziato da andare via di testa. La bocca parte minerale, ma proprio a schegge di roccia nel cavo orale, molto indietro, affilato, secco al punto che servirebbe scrivere “indice zero” sulla retro perfetta. Di una gioventù che mi fa imprecare…

  • ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Zind-Humbrecht,  FRANCIA

    2012 Alsace Riesling Herrenweg de Turckheim, Domaine Zind-Humbrecht

    Per la serie “non tutti i gusti sono al sapore di menta”, ecco un riesling alsaziano sul quale avevo letto recensioni critiche molto buone e che a casa mia ha impiegato 36 ore per raggiungere una forma accettabile. Stappato sabato a pranzo, subito i profumi (fiore di camomilla, mandorla amara, mandarino candito, alchechengi, miele di castagno, cera depilatoria) si sono accompagnati a un’ipotesi di ossidazione, nonostante un tappo perfetto. Ohibò, mi sono detto, stiamo a vedere. Bocca slegata ma di struttura, amaricante e con acidità piatta. Il poco nerbo era conferito da una sapidità pietrosa.Lo ho finito la sera successiva. Le note amarognole si erano affievolite sia al naso che…