• Hartmann Donà,  METODO CLASSICO,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    s. a. Blanc de Rouge Metodo Classico, Hartmann Donà

    Questo è uno spumante ottenuto da uve vernatsch in purezza. Ed effettivamente, nonostante la vinificazione in bianco, i profumi sono precisamente quelli della schiava. Il riposo sui lieviti varia a seconda della necessità: 24 o 36, purché non sovrastino i profumi di frutta rossa – in questo caso acidula – della schiava. Una bevuta allegra, pulita come vuole lo stile del produttore; dopo tanti morsi di frutta a bacca piccola il sorso si chiude con un finale leggermente amarognolo come schiava impone. Nulla di impegnativo qui conta la leggerezza, compreso la vivacità della bolla quasi rustica.

  • 2013,  DOCG,  Franciacorta,  Lo Sparviere,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO

    2013 Franciacorta Extra Brut, Lo Sparviere

    Da sole uve chardonnay su suolo selcifero lombardo ricco di marne a Monticelli Brusati. Note di gelsomino, acacia, elicriso con tocco di rafano, menta, finocchietto e agrumi salati. La bocca è appuntita, netta, cremosa ma capace anche di rilanciare su sapidità iodio e un’idea di pane tostato con un filo di burro. Vino di lunghezza e misura, su linguine pomodoro e tonno mostra tutto il suo grande potenziale gastronomico.

  • 2017,  Bardolino,  DOC,  Enrico Gentili,  METODO CLASSICO,  ROSATI,  VENETO

    2017 Chiaretto Doc Dosaggio Zero, Enrico Gentili

    La Rosé Revolution prende sempre più volume e forma. Abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad una ridefinizione del concetto di Bardolino, forse sarebbe meglio dire un riallineamento con regole più chiare e riconoscibili, sicuramente più fedeli ad un terroir di vocazione centenaria. Vedere il Bardolino Chiaretto Doc in versione metodo classico mi ha piacevolmente sorpreso. Non conosco Enrico Gentili personalmente ma i suoi vini mi hanno sempre convinto soprattutto negli ultimi anni. Accade poi di vedermi servire un metodo classico Bardolino Chiaretto dosaggio zero dal colore rosa tenue delicato, affascinante. Le uve utilizzate sono corvina, corvinone, rondinella e molinara come da tradizione. Al naso escono sentori eterei di pompelmo rosa,…

  • 2012,  DOC,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  Oltrepò Pavese,  PRODUTTORI

    2012 Brut Rosé 96 mesi, Jako Wine

    Non sono un fine conoscitore di bollicine, ma a costo di sembrare presuntuoso, uno spumante italiano Metodo Classico veramente buono la so riconoscere. Quello che cerco sempre in questa tipologia è l’eleganza, puoi stupirmi e destabilizzarmi quanto vuoi con i sentori, ma quello che alla fine deve restare dopo aver vuotato il bicchiere è la classe, altrimenti è inutile, si deve pescare per forza Oltralpe. Con il Brut Rosé 2012 Metodo Classico 96 mesi di Jako Wine, sboccato nel febbraio 2019, ci siamo davvero. Un pinot nero in purezza dell’Oltrepò Pavese con un naso delicato di ribes, fragoline di bosco e melograno, in bocca teso e diritto grazie all’acidità che…

  • 2015,  Le Masche,  METODO CLASSICO,  PIEMONTE,  VSQ

    2015 VSQ 1474, Le Masche

    Già altrove ho provato ad esemplificare il concetto di “terre di confine“. E in questo caso resto sul confine, con un’azienda giovanissima, nata nel 2014, che in quel lembo di terra che divide canavese da ciriacese (o meglio: divide valle Orco da Valle Stura), ha deciso di mettersi a fare vino, con addirittura 6.5 ha vittati. E che, qui nasce la mia personale incazzatura, abdica vitigni territoriali come l’erbaluce a favore di pinot noir e cortese perché il confine della DOC è troppo in prossimità ma non raggiungibile. Non raggiungibile per incapacità di comuni, sindaci, consorzi, regione: ma alla fine dei conti non rientra nei crismi per entrare/appropriarsi di una…

  • 2012,  Ca' del Vent,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  VSQ

    2012 VSQ Metodo Classico Brut Revolution Pas Operé, Ca’ del Vent

    Per Antonio Tornincasa e Flavio Faliva, anima e corpi della cantina Ca’ del Vent, fuori della denominazione Franciacorta, provo lo stesso trasporto che nutro per i gruppi indie quando diventano mainstream. Mi spiego: all’inizio a conoscerli siamo in dieci – compreso il cugino del batterista – perciò ci sentiamo molto fichi; una decina di fichi che conoscono un gruppo fico di cui si parla per allusioni come nella carboneria. Poi il caso vuole che per una circostanza fortuita, uno pneumatico forato nel posto giusto al momento giusto, un produttore discografico prezzolato càpiti ad un loro concerto ed improvvisamente eccoli catapultati nel glitterato mondo della grande distribuzione musicale. Stappo la loro…

  • Alessio Brandolini,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  VSQ

    s. a. Brut Nature Luogo d’Agosto, Alessio Brandolini

    Sapete a quale canzone ho pensato dopo aver visto l’etichetta e aver assaggiato questa bollicina? Ob-la di, ob-la-da life is goes on bro’… Ok, effettivamente il White album dei Beatles è bianco e questa etichetta di Pasciutti è un esplosione di colore, ma non importa. Non era agosto, ma l’occasione e il luogo mi hanno quasi fatto credere di essere al mare, a fine anni 60 e ballare a ritmo di questa canzone. Bollicina assolutamente divertente, fresca e dinamica. Un pinot nero spumantizzato del Oltrepò pavese, 36 mesi sui lieviti, con un colore giallo brillante, ed una lieve tendenza al ramato. Il naso è abbastanza d’impatto con note che vanno…

  • 2014,  Borgo Maragliano,  METODO CLASSICO,  PIEMONTE,  VSQ

    2014, Brut Nature Giuseppe Galliano, Borgo Maragliano

    Ci sono piccoli riti quotidiani, più o meno sani: c’è chi va a correre, c’è chi va in palestra, chi si fa un aperitivo. Il mio è quello di versarmi un poco di vino terminata la giornata lavorativa: lavorando da casa da oramai più di un anno questo rito è pertanto quasi immediato e prima di affrontare la preparazione della cena, un calice di vino c’è sempre. In questo caso “l’oggetto” della mia coccola è stato il Brut Nature di Borgo Maragliano, azienda in quel di Loazzolo che ha fatto della spumantizzazione il cuore della produzione. Annata 2014, quattro anni sui lieviti, chardonnay e pinot noir in parti uguali: sentori…

  • DOCG,  Franciacorta,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  SoloUva

    s.a. Franciacorta Dosaggio Zero, SoloUva

    Paragonare un vino ad una “coperta di Linus” è forse eccessivo (e anche sviante). Però è un dato di fatto che esistono bevute che portano alla zona di comfort e in qualche modo possono essere “rassicuranti”. Nel caso delle bevute la rassicurazione arriva dal fatto che dopo più assaggi sai cosa aspettarti e sai che, se scegli quella bottiglia, è perché in quel momento desideri (o hai bisogno) di determinate sensazioni. Ecco, i vini di SoloUva rientrano, per quel che mi riguarda, in questa tipologia: a questo Dosaggio Zero (chardonnay 100%, 36 mesi sui lieviti: non essendo millesimato questa bottiglia la si può ricondurre all’annata 2016) non chiedo altro che…

  • LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  Nicola Gatta,  VS

    Spumante Nature NV Rosè de Noirs, Nicola Gatta

    È la seconda volta che mi imbatto in questo rosé. Non ho mai avuto una particolare attrazione per la tipologia, specie se non champenois. Cionondimeno questa bottiglia risveglia i miei recettori dal letargo ormai perenne: le consuete note che rimandano ai frutti di bosco rossi qui declinano al vegetale, richiamando il legno di rosa appena tagliato più che la fragola, che pure fa capolino, le erbe di campo in vece dei petali. Cristallino, sì. Si muove lieve sulla lingua e il palato ma senza rinunciare alla presa, lasciando così una piacevole sensazione tattile di roccia bagnata che accompagna una chiusura sapida e dissetante, lievemente agrumata, di buccia di mandarino. Riassaggiato…