• 2017,  CAMPANIA,  Cantine di Marzo,  DOC,  Irpinia,  ROSSI

    2017 Irpinia Aglianico, Di Marzo

    Al naso e all’assaggio questo è senz’altro un aglianico ingentilito con l’uso di botte piccola; la maturazione deve essere stata calibrata bene perché tra il tanto legno al sapore di marasca assaggiato qua e là nella batteria dei rossi, questo ha un equilibrio che mi sento di lodare. C’è polpa, è un vino pieno il sorso teso di agrume rosso, tannino che morde, forse un po’ rasposo, ma asciuga bene e lascia un bel ricordo in bocca. Interessante.

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Il Cancelliere,  Irpinia,  ROSSI

    2017 Irpina Aglianico Gioviano, Il Cancelliere

    Ma senti che caratterino! Si presenta con prepotenza e non stringe la mano con distanziata reverenza, piuttosto accoglie con una pacca sulle spalle con lo stesso vigore di Canavacciuolo. Non è certamente un vino didattico mentre si offre al naso con odori poco convenzionali ed espressivi, mentre in bocca ecco una lieve rifermentazione; nonostante ciò il sorso si rivela un succo dall’equilibrio sorprendente, tutto fatto di frutta rossa, buccia di arancia sanguinella erbe officinali e grande genuinità. A fine sorso ecco che arriva ciò che ci si aspetta da un aglianico: il tannino asciuga alla grande. Molto piacevole; fa parte di quella categoria di vini non in linea ma con un…

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  ROSSI,  Stefania Barbot

    2017 Irpinia Campi Taurasini Ion, Stefania Barbot

    Campione assaggiato alla cieca; ritrovo le stesse difficoltà di espressione del vino che ha bisogno di un po’ di giri prima di esprimeri, perché l’impatto è quello di aromi non convenzionali, un po’ impuri. Il vino ha energia e stoffa per farsi notare alla grande, lo dico con la presunzione di chi, nonostante la bocca un po’ stanca, coglie tantissime sfaccettature e la tipica irruenza di chi avrà una bella maturità. Tanta polpa ad accompagnare il sorso pieno di trame fruttate, il finale è asciutto e di discreta lunghezza. A posteriore scopro che la produttrice si chiama Stefania Barbot; non la conosco, ma il cognome mi fa simpatia per certe…

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  ROSSI,  Villa Raiano

    2017 Irpinia Campi Taurasini Costa Baiano, Villa Raiano

    Dei tanti assaggi fatti in mattinata, questo si smarca per i profumi di sottobosco più che di ciliegiona nera, marasca e mora matura. Annuso, riannuso e all’olfatto scovo radici e funghi, spezie dolci che si spalancano al sorso rendendolo più aggraziato l’ingresso sostenuto dalla tipica freschezza. Il tannino è espressivo, né ruvido né legnoso. In questo aglianico ci sono ricordi di cantina, di autunno, di calore domestico.

  • 2015,  CAMPANIA,  Canonico & Santoli,  DOC,  Irpinia,  ROSSI

    2015 Irpinia Aglianico Hirpus, Canonico & Santoli

    Di questi due ne sentiremo parlare. A partire dalla felice scelta del nome che rimane impresso facilmente nella memoria a lungo termine, perché rimanda a coppie di professionisti che hanno svalicato i confini del tempo (Santo & Johnny, Gepy & Gepy, Starsky & Hutch – potrei continuare all’infinito), questi giovani produttori hanno padronanza della materia e il vino che ci arriva in assaggio ne è la conferma. All’inizio si espone con timidezza, serve un po’ di tempo prima che si dischiuda concedendosi e quando lo fa è un’esplosione, nel senso che il naso viene colto da un certo pizzicorìo di pepe nero e brace, per poi spalancarsi in una rincorsa…

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  Nativ,  ROSSI

    2017 Irpinia Aglianico Blu Onice, Nativ

    Consueto assaggio alla cieca. Il naso è un tripudio di spezie dolci e confettura, ed effettivamente l’ingresso in bocca è dolcione, morbidissimo, glicerico. Il legno ha la meglio sul frutto, lo scheletro del vino è ricoperto da uno spesso strato di chiodi di garofano, cannella, liquirizia e vaniglia, in poche parole è legnoso e dell’aglianico non resta che il tannino. Sembrerebbe un vino adatto al mercato estero, da proporre in quelle latitudini dove la pazienza e il tempo non sono contemplati e c’è necessità di vini dal conforto immediato.

  • 2016,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  Nativ,  ROSSI

    2016 Irpinia Campi Taurasini Eremo San Quirico, Nativ

    Il problema sta nel fatto che, probabilmente, non riuscire ad apprezzare un uso del legno così deciso è un mio problema.Preso coscienza di questa mia difficoltà e dopo svariati riassaggi, penso che imbottire con tutto questo legno un vino che deve il suo successo a determinate caratteristiche di struttura, acidità e tannicità, è come cercare di svuotare il mare con un cucchiaio. Il legno sovrasta la materia ed è difficile capire se sotto tutta quella dolce morbidezza c’è ancora lo scheletro dell’aglianico. Mentre tuffavo il naso nel calice la mente mi rimandava la sequenza della scena nel film Apollo 13, quando i protagonisti si trovano nell’incresciosa situazione di dover far…

  • 2016,  Antico Castello,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  ROSSI

    2016 Irpinia Aglianico Magis, Antico Castello

    Una versione di aglianico originale, che si distingue tra gli altri in assaggio. Colpisce l’equilibrio immediato e spontaneo, non costruito con artifizi. Più che fragrante; se non fosse un termine abusato mi piacerebbe poterlo definire croccante. Sfaccettato nei profumi e dalla complessità accessibile; bell’assaggio, da segnalare.

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  ROSSI,  Stefania Barbot,  Taurasi

    2016 Taurasi Fren, Stefania Barbot

    Profumi dolci che richiamano le spezie, poi tanta frutta matura; al palato il vino fa il suo ingresso incedendo morbido e caldo. Legno, aromi balsamici. Piuttosto sproporzionato nella mole, ma nonostante l’appeal maestoso, in bocca c’è agilità: tanta frutta matura, prugna damaschina prossima a trasformarsi in confettura, profumi di incenso e tannino ruggente. Grande margine di miglioramento, il tempo farà il suo lavoro.