• 2018,  BIANCHI,  DOC,  Le Vieux Joseph,  VALLE D'AOSTA,  Valle d'Aosta

    2018 Le Petit Prince, Le Vieux Joseph

    Ilaria Bavastro è una vignaiola caparbia e testarda: iniziò praticamente da zero nel 2009, senza alcuna tradizione famigliare nella produzione del vino, e poco alla volta è riuscita a mettere insieme due ettari di vigna alle porte di Aosta, in quel di Chetoz. Vigne inerpicate su terrazzamenti collegati da scalette a pioli, lavorabili solo manualmente, su terreni brulli e con un’esposizione meravigliosa. Ma è proprio la sua caparbietà che l’ha fatta andare avanti, crescere poco alla volta e soprattutto non le ha fatto mai perdere il bellissimo e contagioso sorriso. Nel 2010 ha iniziato a produrre questo vino, il Petit Price, dedicato a suo figlio: un pinot gris in cui…

  • 2016,  Fabrizio Priod,  ROSSI,  VALLE D'AOSTA,  VINO

    2016 Vin Rouge Rouge Tonen, Fabrizio Priod

    La parte della Valle d’Aosta più vicina al confine piemontese è chiamata bassa Valle e risente sicuramente di questa vicinanza territoriale: nebbiolo che la fa da padrone e spesso e volentieri troviamo barbera, dolcetto, freisa che si accompagnano a vitigni autoctoni valdostani. La bassa Valle è stretta e la viticoltura è sviluppata quasi unicamente sulla parte orografica sinistra della Dora Baltea. Con piccole eccezioni: Fabrizio Priod è un piccolissimo produttore sulla destra del fiume, in quel di Issogne, paese celebre per il castello dagli splendidi affreschi del XII/XIII secolo. Fabrizio nella vita fa il medico ma ha contratto molti anni fa la malattia della vigna: per lungo tempo è stato…

  • 2018,  Cantina Di Barrò,  DOC,  ROSSI,  VALLE D'AOSTA,  Valle d'Aosta

    2018 Valle d’Aosta Mayolet, Di Barrò

    Tra Sarre e Saint Pierre si estende quell’area vitivinicola che nel 1832 il professor Gatta definiva come il miglior posto dove fare vino in Valle d’Aosta. Stiamo parlando della zona del Torrette, da cui poi è stato preso per quello che è forse il vino più conosciuto nella variegata produzione della piccola regione tra le montagne. Elvira Rini e suo marito Andrea Barmaz hanno la fortuna di avere quasi tutte le vigne in questa storica zona: vigne poste a circa 800 mt di altitudine, piena esposizione a sud, su terrazzamenti o piccole balze che finiscono a strapiombo sulla vallata sottostante. Il mayolet è uno dei tanti vini che producono: vitigno…

  • 2004,  PIEMONTE,  Proprietà Sperino,  ROSSI,  VINO

    2004 ‘L Franc Bandit, Proprietà Sperino

    “Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club“. Penso che molti di voi si ricorderanno di questo film del 1999, distopico e disturbante. La frase prima citata è probabilmente una delle più famose (o ricordate). E parlando di questo vino con Luca De Marchi, anima di Tenute Sperino, mi è rimbalzata nella testa. Già, perché ‘L Franc (non più Bandit da alcuni anni a causa di una vertenza legale con un produttore statunitense) è quasi un vino di cui non si dovrebbe parlare. Non perché non valido o banditesco per…

  • 2018,  DOC,  Le Marie,  PIEMONTE,  Piemonte,  ROSSI

    2018 Piemonte Pinot Nero Noir de Mariette, Le Marie

    Bisognerebbe essere sempre in grado, in ogni ambito, di uscire dai propri pre(-)concetti. Ad esempio, in passato, vedevo il pinot noir in Piemonte quasi come una sorta di provocazione: la terra sabauda è terra da nebbiolo. Punto e basta. Poi, per fortuna, mi sono ricreduto e ravveduto, anche facilitato da un incontro con un produttore che stimo profondamente e che risponde al nome di Mauro Spertino: un incontro felice con il suo pinot noir che oltre a regalare piacevolezza ha dato soddisfazione e sorpresa. E aperto occhi, mente e palato. Quindi, alla luce di quanto accaduto, non mi pongo più sulla difensiva di fronte a un pinot noir piemontese. Anche…

  • 2017,  DOC,  Fara,  Gilberto Boniperti,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Fara Barton, Gilberto Boniperti

    Fara è una di quelle denominazioni che stava raggiungendo un livello di mito pari ad Atlantide: in un passato neppure troppo lontano era sempre più difficile trovare vini che riportassero questa menzione. Per fortuna negli ultimi anni si è assistito ad un’inversione di rotta e questa area che, insieme a Sizzano, rappresenta la parte meridionale dell’Alto Piemonte, sta riprendendo vigore. Nel bicchiere è capitato il Barton di Gilberto Boniperti, vignaiolo in quel di Barengo, persona tanto gentile e affabile nei modi quanto determinato nel suo produrre vino di alta qualità. Complice un’annata per nulla facile come il 2017, questo vino sussurra e non scalpita: diafano nel suo presentarsi, fa della…

  • 1983,  Boca,  DOC,  PIEMONTE,  Podere ai Valloni,  ROSSI

    1983 Boca, Podere ai Valloni

    Dialoghi quasi reali tra una Signora ed il sottoscritto.La Signora è un’elegante e nobile donna di una età sicuramente elevata (non si chiede mai l’età alle donne, ancor meno a una Signora, e qualora la si sappia, come in questo caso, non la si rivela), ritta e fiera, pronta per salire sulla sua auto per andare a raggiungere una chiesa poco distante in vista della messa serale. F: “C., da quanto non assaggia un sorso di vino?“S: “Da tanto tempo. Con mio marito, quando c’era ancora, ogni tanto bevevamo. Poi ho smesso. Mi sono limitata a fumare” (e sorride, sorniona, mentre la osservo)F: “Sua figlia e suo genero mi hanno…

  • 'A Vita,  2015,  CALABRIA,  Cirò,  DOC,  ROSSI

    2015 Cirò Rosso Classico Superiore, ‘A Vita

    Il dubbio resta. Un vino va atteso o bevuto e considerato nell’hic et nunc? Ovvio, ogni assaggio è legato al qui ed ora, al momento oggettivo e soggettivo. Ma su certi assaggi resta il dubbio: era meglio ora o bisognava aspettare? E soprattutto, cosa vuol dire “ora”? E ancor di più: quali sono le aspettative del soggetto degustante / bevente?Ho la presunzione di fare una fotografia, uno scatto di cosa questo vino è qui ed ora: con la consapevolezza che potrà essere differente. Perché all’assaggio si propone austero, con la trama tannica ancora dura e virulenta e da una freschezza sapida di grande livello. Eppure il naso è dato da…

  • 2010,  BIANCHI,  DOC,  Soave,  T.E.S.S.A.R.I.,  VENETO

    2010 Soave Classico Cru di Costalta, T.E.S.S.A.R.I

    Per la serie bottiglie dimenticate in cantina. Dono di Maria Grazia Melegari – uno dei tanti autori di prestigio qui su Intralcio (domanda a margine: ma io che caz… no, che caspita ci faccio qui?) – capita di andare ad est, in quella che comunque è una delle mie terre. Ho la nonna del 1927 rovigota, del Polesine, e indegnamente sento il Veneto mia terra d’elezione e in qualche modo di affinità. E appunto quando vai a trovare una cara amica, capita che porti 6 bottiglie tue e ritorni a casa con 6 bottiglie sue. E quando ho stappato questo non ho solo sentito un gran vino, ma il gran…

  • 2019,  Balbiano,  Collina Torinese,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Collina Torinese Cari, Balbiano

    In tutti questi anni ho visto categorizzare vini in maniera semplificativa (e l’ho fatto pur io, non mi tiro indietro): vino maschio, vino femmina, vino per palati maschili, vini per femmine. Come se il ridurre un vino a categorie di genere potesse semplificare la questione per identificarne in qualche modo il carattere e la natura. E se, come già fatto in passato, volessimo ridurre (o meglio: categorizzare) un vino come da comodino?Ossia un vino che unisce, come il miglior amplesso, i generi? Quando si fa all’amore non esiste (=non dovrebbe esistere) una tale categorizzazione: l’unione delle parti diventa il tutto, è la sommità del piacere, le due parti di mele…