• 2017,  Colline Lucchesi,  DOC,  ROSSI,  Tenuta di Valgiano,  TOSCANA

    2017 Palistorti di Valgiano Rosso, Tenuta di Valgiano

    La fama dell’agricoltura Lucchese affonda le sue radici nel passato remoto: sembra che i terreni fossero già coltivati, prima dell’arrivo dei Romani, da Etruschi e Liguri, primordiali conoscitori della tecnica vitivinicola.Di certo le fonti storiche testimoniano chiaramente la presenza della vite nelle “pendici dei colli a Nord di Lucca” prima dell’anno 1000 e il celeberrimo Sante Lancerio (coppiere di Papa Paolo III) raccontava dell’ottima qualità di quei vini nei suoi appunti del 1400.In terre così ricche di storia, nel 1993, nasce la Tenuta di Valgiano, azienda pionieristica dell’approccio biodinamico-naturale in Italia.I vigneti occupano circa 20 ettari, ad un’altitudine media di 250 metri slm, con le viti disposte intorno alla cantina,…

  • 2018,  AOC,  Domaine de Brin,  FRANCIA,  GAILLAC,  ROSSI

    2018 Gaillac Rouge Vendemia, Domaine de Brin

    Il Sud-Ovest della Francia è un territorio di eccezionale interesse che qualcuno definisce “il nuovo Eldorado francese”, denso com’è di realtà dal forte carattere e capace di fornire tutte le tipologie vinicole immaginabili. Tra queste realtà c’è il Domaine de Brin di Damien Bonnet, giovane vignaiolo che lavora in regime biologico i 12 ettari dell’azienda di famiglia a Castanet, nel cuore di un altipiano argilloso-calcareo, circondati da boschetti di querce. Qui trovano spazio innanzi tutto gli antichi e affascinanti vitigni autoctoni del Gaillacois come le varietà a bacca bianca mauzac, loin de l’oeil e ondenc e quella a bacca nera come duras, braucol e prunelart. Proprio da queste tre varietà…

  • 2014,  AOC,  Domaine du Cayron,  FRANCIA,  GIGONDAS,  ROSSI

    2014 Gigondas, Domaine du Cayron

    Porca miseria, che bella bevuta! Parto dalla conclusione, tipo il film “Sunset Boulevard”. Per i pochi che non conoscessero la denominazione, siamo nel Rodano del sud, dove il mistral si affaccia ogni tanto a mitigare il tepore del Mediterraneo. I suoli argilloso-calcarei ricchi di scheletro mostrano delle somiglianze con il più illustre vicino, lo Châteauneuf-du-Pape. Il vitigno principe è la grenache, cui si affianca la syrah, che sul Rodano comunque va a metterci becco, e in misura minoritaria cinsault e mourvédre. L’uvaggio del vino in questione è rispettivamente 78%-14%-6%-2%, uve provenienti da piante quarantenni (non mi azzarderei mai ad accostare l’aggettivo ‘vecchio’ a un quarantenne, neanche se si parla di…

  • 2016,  Costa Toscana,  Duemani,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Syrah Suisassi, Duemani

    Dall’ instancabile volontà di Elena Celli e dall’esperienza enologica di Luca D’Attoma, nel 2000, a Riparbella e Castellina Marittima, nasce Duemani.La scelta, fin dall’inizio, è quella di puntare sull’approccio biodinamico con una cura del vigneto quasi totalmente manuale.Fra i vini al vertice della piramide qualitativa dell’azienda figura, senza ombra di dubbio, questo Syrah Suisassi, da uve coltivate in località Ripabella.Il vino è ottenuto da uve selezionate sia in vigna che in cantina, fermenta spontaneamente in barrique e tini troncoconici, per poi maturare per 20 mesi in botti piccole fino all’ imbottigliamento senza filtrazioni.Alla vista il vino sfoggia un rosso rubino intenso e impenetrabile, davvero materico e consistente.Il naso attacca su…

  • 2019,  Badia di Morrona,  Chianti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2019 Chianti I Sodi del Paretaio, Badia di Morrona

    Rubino scuro. Profilo fruttato di una certa intensità che si esprime su varie tonalità di ciliegia anche fresca, note affiancate da sentori vappena vegetali che poi sfumano su toni di violetta. È assaggio classico nel dna e contemporaneo per impostazione, fresco e centrato nella sua semplicità. Chiusura squillante sul frutto che invita al riassaggio. Ottimo per rapporto qualità/prezzo.

  • 2017,  Cortona,  DOC,  ROSSI,  Stefano Amerighi,  TOSCANA

    2017 Syrah, Stefano Amerighi

    Cosa si può dire di più di Stefano Amerighi dopo che già dal 2019 è diventato presidente del Consorzio Vini Cortona?Davvero poco o niente, si tratta di un viticultore naturale che “ce l’ha fatta” sdoganando i suoi vini nel contesto dei vini convenzionali senza perdere la sua specificità.Il suo syrah di base nel bicchiere sfoggia un bel rosso rubino materico e compatto, di evidente consistenza.Al naso è primariamente fruttato di ciliegia scura, prugna surmatura, mora e confettura di amarene, per poi allungarsi su note speziate di pepe in grani, cuoio, carrubo e radice di liquirizia.In bocca il sorso è elegante e di perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, con una grande matericità e…

  • 2019,  Bulichella,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Sol Sera Rosè, Bulichella

    Ecco un classico provenzale denoaltri curato e raffinato alla perfezione in Val di Cornia a base di uve syrah biologiche. Colore, stile e anche le prime note sono improntate al modello provenzale. Rigoroso, fresco, gessoso con melograno, gelsomino, fragolina di bosco, ma è la cifra sapida e marina a fare la differenza, con una bocca diretta e fragrante di bella profondità.

  • 2011,  LIGURIA,  ROSSI,  VINO D'ANNATA,  Walter De Battè

    2011 Çericò, Prima Terra

    Walter De Battè, da Riomaggiore, nelle meravigliose Cinque Terre, è uomo che ha dimestichezza con le parole e con il far vino. Le due abilità si intersecano: lui racconta i suoi vini con la profondità di un filosofo e i suoi vini lo descrivono con fedeltà pittorica. È un uomo schivo, misurato, ma caparbio e deciso nella scelta di vinificare con rispetto per la sua terra. Terra rinomata per i vini bianchi, si sa, ma De Battè dispiega abilità ed estro per realizzare rossi che lasciano il segno. Come il “Cericò”, composto per l’80% da granaccia e 20% da syrah.Ho stappato l’annata 2011 che snocciola al naso, con immediatezza e levità,…

  • 2013,  IGT,  Le Macchiole,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2013 Scrio, Le Macchiole

    Negli anni ’80 bisognava essere dei veri sognatori per immaginare vini come questo, un syrah in purezza che non somiglia proprio a nessuno. Chi sceglie di preservare la ‘purezza’ laddove il blend è di casa non solo ha coraggio da vendere, ma fiducia verso il proprio lavoro e quei meravigliosi vigneti in grado di regalarci oggi tutte le sfumature di Bolgheri e dei suoi terreni. Dal colore intenso e dai riflessi porpora, si presenta scuro, austero, come a dover essere lui, prima, a capire chi si trova di fronte. Si distende e si mostra speziato con note di pepe verde, curcuma e cardamomo, poi prugna essiccata, mora e liquirizia, salicornia,…