• 1993,  BIANCHI,  Casal Pilozzo,  IGT,  LAZIO,  Lazio

    1993 Colli di Catone Malvasia, Casal Pilozzo

    Solo 8000 mila bottiglie prodotte da Antonio Pulcini (il “Valentini” della malvasia) per questa annata, come sempre senza malolattica per bilanciare la grande maturità con cui vendemmia la malvasia puntinata nei suoi peculiari vigneti a Monte Porzio Catone. Questo 1993 portatoci da Davide Teri (che sta cercando di ripristinarne una distribuzione migliore) è dorato cangiante, ricco e netto, mela renetta e golden, pera matura, pepe nero, zafferano, susina affumicata, finale tra sottobosco autunnale e risveglio primaverile di un campo fiorito. Bellissimo e decisamente un degno erede di tanti bianchi straordinari dalla lunga vita prodotti in questo luogo unico con vigne guyot a 1,20 m da terra su top soil con…

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  La Torretta,  LAZIO,  Lazio

    2018 Castagna, La Torretta

    Barnaba, Roma, esterno giorno, orario aperitivo, polentino salvifico. La lavagna bianchista dell’amico Fabrizio Pagliardi per una sera mi sembra eccessivamente aromatica. Devio allora sulle bottiglie e pesco nel territorio scoprendo La Torretta. Siamo a Grottaferrata, ma occhio che il web si incasina parecchio: esistono altre aziende di altre regioni con lo stesso nome (amen), ma soprattutto (qui la cosa si complica) il rimando automatico è alla cantina di Gabriele Magno, mentre qui parliamo del vino di un altro Magno, Riccardo, che lavora in biodinamica, fa una bolla e due fermi, tra cui questo Castagna. Uvaggio di trebbiano e malvasia di Candia, con breve macerazione sulle bucce che gli regala un’unghia…

  • 2019,  Cotarella,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  ROSATI

    2019 Sorè, Cotarella

    Da uve merlot e aleatico, la tradizione di Gradoli e del merlot di queste terre a confine tra Umbria e Lazio portano al Sorè un rosa ambizioso ma nitido dal colore fresco provenzale invitante e leggero ma che è come una trappola perché sotto c’è molta più energia e forza di quanto sembri. Tamarindo, lamponi e melograno d’ordinanza ma anche anguria, tabacco e frutta di bosco, cipria e zenzero, sorso di bella importanza, speziato ma soprattutto sapido e giustamente ricco con corpo non banale raffinato dall’aleatico non del tutto maturo che mantiene l’acidità su alti livelli. Finale ricco solare a tratti ma che si ricorda sempre di essere vino di…

  • 2014,  BIANCHI,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  Omina Romana

    2014 Viognier Ars Magna, Ômina Romana

    Una delle cose migliori di Intralcio, che lo rendono un posto arioso, libero dai mille condizionamenti che inevitabilmente accompagnano un atto critico mediato, condiviso, è che i punteggi vengono dati preservando, anzi enfatizzando il gusto e le preferenze dei singoli assaggiatori. Insomma in Intralcio non dobbiamo cercare di porci astrattamente di fronte al bicchiere, cercando di essere il più oggettivi possibile. Possiamo invece esibire la nostra personalità, il nostro gusto, raccontarvi quello che assaggiamo chiarendo cosa ci piace e cosa non ci piace. La sfida è spiegare perché, senza condizionamenti, con franchezza; spiegare perché questo bicchiere ci piace o non ci piace. E questo bicchiere a me non piace. Colore…

  • 1998,  Falesco,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  ROSSI

    1998 Montiano, Falesco

    Uno dei vini più spinti ai tempi dei miei corsi di sommellerie, quando le macchine Singer erano l’ultimo grido dell’evoluzione tecnologica e il Casale vinceva lo scudetto. L’aspetto è promettente: il colore è un rubino che vira a granato, di bella intensità. Promettente anche il naso, ampio e definito: cuoio, confetture di prugna e rose, karkadè, pomodoro confit, pozzolana e cacao. Chiude su tabacco e camino spento. Bocca distesa, risolta, di buona freschezza residua. In primo piano frutta in confettura (amarena, prugna) e sotto spirito (ciliegia), in coda note speziate (pepe, chiodo di garofano) e legnose (rosa) non invadenti. Finale in diminuendo e staccato: cede in tensione, segue pausa, tannino…

  • 2015,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  METODO ANCESTRALE,  METODO CLASSICO,  Trebotti

    2015 L’Ancestrale, Trebotti

    Vino che comperai un paio di Piacenze fa, sponda FIVI, su indicazione di un vignaiolo che conosco. Azienda giovane, organic oriented e attenta al marketing (un po’ leziosa sulle etichette, che sono di cartoncino e non incollate al vetro). È un manzoni bianco spumante. Nella annata 2015 fu prodotto in sole 579 bottiglie, con metodi cosiddetti naturali e lungo affinamento nelle grotte dell’azienda. Viene dichiarato come metodo classico ancestrale. Il vino è ben fatto, limpido come se fosse sboccatura, ha un bel colore, peccato per la bollicina un po’ grossolana. Profuma di fiori gialli e di mango, con una punta di pietra focaia. Si lascia bere pur non possedendo quel…