• 2018,  AOC,  Lise & Bertrand Jousset,  LOIRE,  METODO ANCESTRALE,  MONTLOUIS

    2018 Montolouis sur-Loire Bubulle, Lise & Bertrand Jousset

    Se devo scegliere il vitigno preferito tra quelli al di fuori del suolo italico scelgo l’eclettico chenin blanc, qui nella versione spumantizzata secondo metodo ancestrale. Siamo nella Valle della Loira, a Montlouis sur-Loire, nella Touraine, dove primeggiano per fama i vini di Vouvray, nell’altro versante del fiume. Quello che qui propongo è uno chenin in versione bollicina, vanificato secondo metodo ancestrale, ovvero con svinatura che lascia zuccheri residui per la presa di spuma dopo l’imbottigliamento. Dopo il dégorgement non c’è alcuna aggiunta di zuccheri, ma del residuo dolce si avverte comunque all’assaggio, probabilmente dovuta alla vinificazione in legno.Al naso si pone in evidenza la nocciola affiancata da profumi di fieno…

  • 2019,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  METODO ANCESTRALE,  Poggio Bbaranèllo

    2019 Metodo Ancestrale 507, Poggio Bbaranèllo

    Ancestrale, ovvero qualcosa che risale a tradizioni antiche, ataviche. Un aggettivo che rispolvera emozioni mai sopite, un po’ come “olistico”.Ok, ci sto un po’ giocando su, ma non è affatto un gioco quello che Silvia e Lisa di Poggio Bbaranèllo stanno facendo nei pressi di Montefiascone, dietro al lago di Bolsena. Sono due ragazze che fanno la spola tra il lavoro a Roma e il “passatempo” vinicolo nella Tuscia.Il metodo ancestrale 507 è parte della loro gamma di vini. 507 come il numero di bottiglie di metodo ancestrale prodotte nella loro prima annata, la 2019. Vino realizzato con trebbiano toscano, vitigno che lavorato con le giuste attenzioni e con il…

  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco,  DOCG,  Le Vigne di Alice,  METODO ANCESTRALE,  VENETO

    Prosecco Frizzante Valdobbiadene DOCG A Fondo, Le Vigne di Alice

    Nell’ormai sterminata platea della tipologia Col fondo, dico l’ovvio, possiamo trovare vini mediocri, mediamente buoni, molto buoni ma solo in pochissimi casi possiamo parlare di classe smisurata di una bottiglia. È questo il caso del Col Fondo Metodo Ancestrale “A Fondo” de Le Vigne di Alice di Cinzia Canzian. Ci troviamo a Vittorio Veneto, precisamente a Capersica, la parte più a nordest della denominazione Conegliano Valdobbiadene. Ho scoperto di avere in comune con Cinzia la passione per gli anni 60/70, tempi di gioia e di rivoluzione come cantavano gli Area, di speranza d’innovazione, in una parola sola un’epoca di grande fermento. Sentimenti che Cinzia Canzian mette costantemente nel suo lavoro,…

  • 2013,  Grilli,  METODO ANCESTRALE,  UMBRIA,  VSQ

    2013 Grand Cuveé Brut, La Palazzola

    Cuvée di pinot nero, prevalente, e chardonnay. Sboccatura 2017.Il naso sembrava una buona promessa-premessa: note burrose, erbe di campo, salvia, remoti fiori bianchi, anice ed effluvi fumées; il tutto si palesa con poca persistenza anche a causa di un’effervescenza non durevole. L’assaggio delude: esordisce come sensazione tattile di pastosità, ma non si espande in direzione del gusto. Dall’inizio alla fine domina la sensazione di ammandorlato mescolata a sapidità, due sensazioni che si accentuano l’una con l’altra con un esito squilibrato e manchevole. E l’amaro dilaga nel retrogusto. Non lo ravvivano nemmeno le bollicine, poco persistenti (ma a tre anni dalla sboccatura, ci può stare). Peccato. Forse ho beccato l’annata sfortunata.…

  • 2018,  Bergianti,  EMILIA ROMAGNA,  METODO ANCESTRALE,  VINO

    2018 Rosato Frizzante Per Franco, Bergianti

    Il ritorno del vino alla sua funzione di alimento quotidiano rimane un sogno che abita le solitarie menti dei più limpidi e onesti bevitori, mentre il grosso delle truppe degli appassionati, quell’esercito di curiosi malauguratamente intercettati dal mondo della sommellerie organizzata, si trastulla nell’idea del vino come esperienza edonistica e come manifestazione di celodurismo da etichetta. Per Franco è per i primi, ma è anche per i secondi, casomai decidessero di redimersi. Per Franco è il bar o il circolo di paese, nella piatta provincia contadina. Il pomeriggio d’estate, in una stanza ombrosa e dai vecchi muri spessi che ripara dal caldo, una partita a carte, i pugni sul tavolo,…

  • 2017,  IGT,  METODO ANCESTRALE,  Pojer e Sandri,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Vigneti delle Dolomiti

    2017 Zero Infinito, Pojer e Sandri

    Zero Infinito è la bottiglia giusta per iniziare a prendere confidenza con i PIWI, le varietà resistenti alle malattie fungine che negli ultimi anni sono sempre più coltivate anche in Italia, in particolare nelle regioni del Nord. Profumato e leggero, si beve con una disinvoltura inversamente proporzionale a quella con cui si pronuncia pilzwiderstandsfähige Rebsorte (espressione tedesca da cui deriva l’acronimo PIWI). Le uve solaris, lavorate senza l’utilizzo di chimica in vigna e in cantina, fermentano secondo il metodo ancestrale e regalano un vino double face: da bere limpido, lasciando il fondo sul fondo (appunto!), oppure torbido e un po’ spettinato dopo aver shakerato la bottiglia. Il naso profuma di frutta…

  • 2015,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  METODO ANCESTRALE,  METODO CLASSICO,  Trebotti

    2015 L’Ancestrale, Trebotti

    Vino che comperai un paio di Piacenze fa, sponda FIVI, su indicazione di un vignaiolo che conosco. Azienda giovane, organic oriented e attenta al marketing (un po’ leziosa sulle etichette, che sono di cartoncino e non incollate al vetro). È un manzoni bianco spumante. Nella annata 2015 fu prodotto in sole 579 bottiglie, con metodi cosiddetti naturali e lungo affinamento nelle grotte dell’azienda. Viene dichiarato come metodo classico ancestrale. Il vino è ben fatto, limpido come se fosse sboccatura, ha un bel colore, peccato per la bollicina un po’ grossolana. Profuma di fiori gialli e di mango, con una punta di pietra focaia. Si lascia bere pur non possedendo quel…

  • Marco Canato,  METODO ANCESTRALE,  METODO CLASSICO,  PIEMONTE,  VS

    s. a. Spumante Muntavà, Marco Canato

    In questo periodo di quarantena forzata è inevitabile che lo stare a lungo da soli provoca qualche momento di lieve sconforto, penso sia naturale. E quindi, un sabato sera, avevo voglia di una zona di confort, qualcosa che mi allietasse un minimo: scesi in cantina, scorsi con sguardi e mani le varie etichette e prelevai questa bottiglia poiché riportava alla mente una bellissima giornata che trascorsi la scorsa estate a Vignale Monferrato. Visitai 3 cantine, Buzio, Accornero e Canato, assaggiando vini interessanti e incontrando persone che mi piacquero molto, illuminando la parte bella del “mondo del vino“, quella parte di cui sono sempre alla ricerca. Avevo conservato questa bottiglia, cercando…