• 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.

  • 2017,  IGT,  Inama,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    2017 Carmenere Più, Az. Agr. Inama

    Carmenere Più 2017, vino di ingresso di Inama sui Colli Berici a maggioranza carmenere con saldo variabile di merlot. Parte lievemente polveroso ma poi si sistema e fa uscire un bel frutto morbido e ben veicolato, seppur semplice, completato da un tratto leggero di cacao e ciliega e una lieve mentolatura. In bocca è abbastanza diretto, si sente il merlot che arrotonda e da un piccolo movimento vegetale, fatto per piacere, ma fate attenzione: questa qualità per 60.000 bottiglie, messe sul mercato al prezzo proposto, direi che è un risultato più che buono.

  • 2015,  Colli Berici,  DOC,  Inama,  ROSSI,  VENETO

    2015 Colli Berici Carmenere Riserva Oratorio di San Lorenzo, Az. Agr. Inama

    Oratorio di San Lorenzo 2015, carmenere 100%, 5.000 bottiglie prodotte, il vino top della tenuta. Fittissimo di colore, ginepro, rosmarino, lavanda, prugna e una lieve salamoia; bocca piena, molto piena, in questa fase forse rigida, con un tannino un po’ rugoso da smussare; torna la spezia in bocca (anche da legno), decisamente gran corpo e forza ma in questa fase, nonostante il livello di maturazione sviluppato sulle uve, allunga un filino più di durezze che di suadenze, il vino comunque c’è e va solo aspettato, unica cosa da capire sarà la mobilità nel bicchiere in futuro, ma questa è una scommessa.

  • 1997,  IGT,  Inama,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    1997 Bradisimo, Az. Agr. Inama

    Bradisismo 1997, all’epoca in etichetta si dichiarava cabernet sauvignon, ma in realtà non esclusivamente, nella classica tradizione veneta, ecco…Inama non sarà d’accordo, sarò fuori dal tempo io, ma questo vino, con la sua quota lievemente vegetale, la mora e la prugna ancora in spinta, il tabacco, il sottobosco, ancora un tratto lievemente floreale, la spezia gentile, insomma questo vino ci parla di Colli Berici e di identità e a me è piaciuto tantissimo. Certo è un 1997 e la freschezza inizia a scendere, la terziarizzazione giustamente avanza, ma non è un aspetto negativo, perché dà il fascino delle sfumature, la bocca è gentile, un vino “noiosamente” classico ed elegante. Un…

  • Cantina Pegoraro,  IGT,  METODO MARTINOTTI,  ROSATI,  VENETO,  Veneto

    Rosé Brut, Cantina Pegoraro

    Rosè ottenuto da uve tai rosso, vinificato con metodo Martinotti. Goloso/fragoloso con una stuzzicante gestione del tannino e degli zuccheri residui. Gran beva, un vino “furbo” che fa il suo lavoro bene e che direi è abbastanza eclettico pur restando nella sua dimensione. nota a margine, astenersi chi cerca le lame affilatissime o le bocche ghiaiose, quà si beve un bicchiere edonistico, non cerebrale.

  • 2017,  Cantina Pegoraro,  Colli Berici,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    2017 Colli Berici Tai Rosso, Cantina Pegoraro

    2017, il fiore è andato, ma il frutto ora è proprio bello: ciliegia matura e lampone su registri di maturità interessanti, pepe, rosmarino, ginepro; in bocca cambia la bevibilità e sale la tensione, tannini fusi ed alcol al suo posto, allunga anche di sapidità, per me la bottiglia più bella del lotto composto da 2019-2018-2017-2016-2015.

  • 2019,  Colli Berici,  DOC,  Piovene Porto Godi,  ROSSI,  VENETO

    2019 Tai Rosso Soc. Agr. Piovene Porto Godi

    Tai rosso 2019, ex Riveselle (l’uso di questa menzione è in fase di definizione), uno dei vini su cui i Colli stanno puntando al netto delle varie anime. In questo caso una versione giocata bene: parte vegetale, erba, rosmarino, molto ginepro, un timbro classicamente vinoso che poi si apre rapido anche sul frutto rosso, con la fragolina e la ciliegia, il tutto con una bella freschezza olfattiva. In bocca una piccolissima imprecisione carbonica in questa fase giovanile e un timbro inizialmente più sulle parti dure, con la parte vegetale/speziata che, unita all’ acidità, dà una lieve astringenza anche se la polpa è presente. Va detto che questa impostazione “dura” è…

  • 2016,  Colli Berici,  DOC,  Piovene Porto Godi,  ROSSI,  VENETO

    2016 Thovara, Soc. Agr. Piovene Porto Godi

    Thovara 2016, il “super tai” secondo Piovene Porto Godi, è un progetto che parte negli anni ’90 (se non sbaglio) e che nel tempo ha dato vini di potenza e profondità, non sempre facili da capire nel concetto (parliamo di uva portata a maturazione piena o tardiva). Il vino poi passa in barrique e tonneaux, per qualche migliaio di bottiglie. L’uva zia del tai è la grenache, quindi siamo nel mondo delle speziature importanti. Il vino in questo aspetto si raccorda molto al Tai ex Riveselle, riproponendo un tratto speziato/pepato netto che viene però personalizzato dalla nota aggiunta dal legno. Si può discutere se questo copra o arricchisca, a mio…

  • 2016,  Colli Berici,  DOC,  Piovene Porto Godi,  ROSSI,  VENETO

    2016 Vigneto Pozzare, Soc. Agr. Piovene Porto Godi

    Pozzare è a maggioranza cabernet sauvignon con una pennellata di franc: impostazione molto classica, in cui si punta alla piena maturità delle uve per tirare fuori un vino che parte leggermente erbaceo e vira rapido sulla spezia, la cannella, il frutto rosso scuro e il lieve cioccolato fondente. In bocca la massa importante (15,5%) si avverte meno del previsto, ha coerenza col naso, è un bordolese nella sua natura, al netto dei terreni che “spingono”. Di buona bevibilità e dinamica, non si pianta nel bicchiere ed anzi invita alla beva, segno di un buon lavoro, facilitato dalla capacità di adattamento delle uve su quei colli – uve che quasi digeriscono…

  • 1990,  Antinori,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    1990 Tignanello, Marchesi Antinori

    Mi ritrovo con Tignanello 1990 in mezzo a una serata di grandi Bordeaux e bordolesi: che ci azzecca? Ringer a tradimento? E’ uno scherzo? E invece il vecchietto, nonostante una spinta più gentile, nonostante una “dolcezza” molto italiana, dice la sua, eccome: partendo dal bosco con i funghi per pulirsi sull’arancia matura, poi terra, ferro e balsamico, con un tannino che brilla per in finezza e un’acidità che allunga bene, in grande versione. Lacrimuccia, se penso a qualche uscita più recente. Gran bel vino italiano.