• 1985,  Barbaresco,  DOCG,  Gaja,  PIEMONTE,  ROSSI

    1985 Barbaresco Sorì San Lorenzo, Gaja

    Annata mitica di un vino che amo. Parte molto chiuso, decisamente langarolo, floreale con la rosa di fondo, un tratto di canfora e cipria a fare da contorno a una materia ancora fitta e a tratti scura, la frutta è matura, carnosa ma senza eccessi. Poi esce la liquirizia, un frutto più rosso, buona speziatura, una punta di cappuccino. Si sente l’annata calda nel timbro più portato alla materia terziarizzata che a tratti ariosi. In bocca la prima idea a occhi chiusi è “grandissimo vino italiano in legno piccolo da zona classica”: il modo di lavorare della bocca è tale, quindi nebbiolo di estrema precisione ma anche un pizzico imbrigliato…

  • 2003,  Colli Berici,  Dal Maso,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    2003 Merlot Casara Roveri, Dal Maso

    Annata infuocata, il che in queste zone significa zuccheri a bomba che poi devono essere gestiti. Molta prugna più scura, il tratto vegetale sul vino è più impostato su erbe calde, quasi macchia; cambia la spezia, ma secondo me qua gioca anche come ha lavorato il legno, perché abbiamo anche una rugosità in bocca diversa. Il vino ha una freschezza interessante per l’annata, ma anche una velatura complessiva data dal mix materia/affinamento. L’annata lo rende più statico, molto bene per un 2003 comunque, perché non ha nessun affanno.

  • 2015,  Colli Berici,  Dal Maso,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    2015 Merlot Casara Roveri, Dal Maso

    Siamo nel periodo recentissimo, forse anche ad un punto di svolta, perché penso sia difficile andare oltre a questa struttura (naturale) senza poi piantare il vino che invece in questo caso si muove: molta prugna, mirtillo, molta spezia, un tratto di cacao ma anche una nota ferrosa. Bocca esplosiva, la materia c’è eccome ma annata e mano fanno la differenza, rispetto ad una 2003: quindi sì, ciccia ma non grasso eccessivo, torna la spezia e il frutto pieno – è un bimbo questo vino, ma la cosa interessante è che sotto si sente comunque la matrice leggermente vegetale, espressa in forma di note aromatiche che danno dinamicità, assieme a una…

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Beychevelle,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1982 Saint-Julien Château Beychevelle, Château Beychevelle

    Parte di forza su frutta scura aggrovigliata, foglia di tè, prugna ed erbe secche per virare, con la giusta aria, su una nota marina che avanza ed un ginepro in bacca netto. Bocca che spinge assolutamente, non arriva ai livelli dei migliori, ma se la gioca per tratto sapido su un registro forse più arioso; insomma grinta e brezza, bello, proprio bello, ed allunga in scioltezza; può essere strabiliante su una batteria di italiani e anche mettere sotto qualche corregionale pari annate, anche di lignaggio significativo. https://beychevelle.com/

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pavie,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION

    1982 St.-Emilion 1° Grand Cru Classé Château Pavie, Château Pavie

    Ma che cos’ è questo vino? Già dal colore mette in chiaro le cose: frutto scuro vivo, la classica prugna e molto altro su un quadro inizialmente animale, per passare a tratti minerali caldi di cenere e matita, ed aprirsi su tabacco chiaro, un cenno di rosmarino ed altre aromatiche calde. In bocca energia, spinta, gioventù, puoi berlo ora, restando gratificato da una bocca piena, che preme di nervo senza mollezze e che ha nel tratto lievemente terroso finale il solo indicatore che siamo oltre i 30 anni, oppure puoi serenamente chiuderlo nella parte più difficile da raggiungere della tua cantina e ripescarlo tra altri 10 anni almeno. Emozionante…oggi non so se…

  • 1974,  AOC,  Château Mouton Rothschild,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1974 Château Mouton Rothschild 1er Cru Classé, Château Mouton Rothschild

    Millenovecentosettantaquattro? A guardarlo pensi che lo abbiano colorato apposta. Inizi ad avvicinarlo seriamente e dopo una partenza leggermente zoppicante, con un vegetale che insiste, tutto cambia in modo repentino. Esce il frutto bello prugnoso, il cedro, un tratto mentolato, la parte vegetale diventa tamarindo ed ecco la spezia netta, con reminiscenze quasi da vecchi Cos, spinge al naso e cambia spesso ma sempre su un registro di tratti ben connotati. Il cambio di passo avviene in bocca, rispetto al resto della tavola. Perché lì sì che si balla, con polpa inadeguata per il millesimo: grasso, pieno, acidità e tannini lavorano su tutto quel ben di Dio ed il mix si…

  • 1999,  Colli Berici,  Dal Maso,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    1999 Merlot Casara Roveri, Az. Vinicola Dal maso

    Merlot Casara Roveri 1999, altra epoca, altro mondo, appena stappato parte con una riduzione animale ma nulla di preoccupante, 10 minuti ed il vino esce bello nitido su frutto morbido e sentori di bosco con ancora viva la mora, bel tratto muschiato fresco, spezie delicata, si sente la terra umida, il tabacco, una leggera nota di camino spento, ma la vera differenza la fa in bocca dove una bella acidità e dei tannini fini danno la sveglia al frutto, il vino è vivo, sta su, anzi si stende ed allunga ma sempre in gentilezza portando il merlot su un piano territoriale “dolce” dove ci si raccorda al paesaggio elegante. Queste…

  • 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.

  • 2017,  IGT,  Inama,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    2017 Carmenere Più, Az. Agr. Inama

    Carmenere Più 2017, vino di ingresso di Inama sui Colli Berici a maggioranza carmenere con saldo variabile di merlot. Parte lievemente polveroso ma poi si sistema e fa uscire un bel frutto morbido e ben veicolato, seppur semplice, completato da un tratto leggero di cacao e ciliega e una lieve mentolatura. In bocca è abbastanza diretto, si sente il merlot che arrotonda e da un piccolo movimento vegetale, fatto per piacere, ma fate attenzione: questa qualità per 60.000 bottiglie, messe sul mercato al prezzo proposto, direi che è un risultato più che buono.

  • 2015,  Colli Berici,  DOC,  Inama,  ROSSI,  VENETO

    2015 Colli Berici Carmenere Riserva Oratorio di San Lorenzo, Az. Agr. Inama

    Oratorio di San Lorenzo 2015, carmenere 100%, 5.000 bottiglie prodotte, il vino top della tenuta. Fittissimo di colore, ginepro, rosmarino, lavanda, prugna e una lieve salamoia; bocca piena, molto piena, in questa fase forse rigida, con un tannino un po’ rugoso da smussare; torna la spezia in bocca (anche da legno), decisamente gran corpo e forza ma in questa fase, nonostante il livello di maturazione sviluppato sulle uve, allunga un filino più di durezze che di suadenze, il vino comunque c’è e va solo aspettato, unica cosa da capire sarà la mobilità nel bicchiere in futuro, ma questa è una scommessa.