• 2018,  ABRUZZO,  BIANCHI,  IGT,  Terre aquilane

    2018 Riesling renano Lupa Bianca, Castelsimoni

    Socio del Cervim, Castelsimoni da anni affronta il problema delle vigne in altura lavorando su varietà adatte al fresco e al clima in località estreme. Siamo a Cese di Preturo, a 800 metri s.l.m. alle pendici del Gran Sasso (2.912 metri s.l.m.). Lavorare il riesling renano a queste altitudini e temperature è quasi imprescindibile, e i risultati incoraggianti e lusinghieri. Naso ricco e complesso che spazia da susine, floreale bianco con note di frutto, agrume come pompelmo e nota tropicale che emerge alla distanza. Sorso con lieve sassosità poi mela verde che prelude ad un sorso deciso, acido con una bellissima persistenza verso il fieno e la frutta matura. Finale…

  • 2018,  ABRUZZO,  BIANCHI,  Castel Simoni,  IGT,  Terre aquilane

    2018 Tramè, Castelsimoni

    Potrebbe sembrare una provocazione, ma non lo è affatto: il lavoro di Manuela Castellani a 800mt sul Gran Sasso a Pretura, con una viticoltura di montagna ai confini dell’eroico. La scelta di usare traminer aromatico è ampiamente ripagata e giustificata da climi e suoli. Il risultato è un vino squillante e fresco, con note leggere di tiglio, vaniglia e robinia, lytchee e rose, confetti e mandorle; solo il sorso è un poco frenato, con tocco di tannino ed erbe aromatiche, ma è un bel gioco di equilibrio tra sapidità e frutto che dura a lungo.

  • 2019,  ABRUZZO,  Cerasuolo d’Abruzzo,  DOC,  ROSATI,  Valentini

    2019 Cerasuolo d’Abruzzo, Valentini

    Poco da dire: il Cerasuolo 2019 è rosato enorme per statura, tra i più buoni tra quelli recenti di Valentini. È raffinatissimo ed energico, già straordinariamente bello da bere e al tempo stesso capace di tradire un’idea di longevità tutt’altro che banale. È questo che colpisce: da una parte la bellezza e la fragranza del frutto, dall’altra la profondità di note più terrose che ne delineano lo spessore. Non è potente, anzi. Attacca delicato sull’agrume, continua su toni appena più mediterranei per poi lasciare spazio a un delizioso profumo di budello, marchio di fabbrica in quel di Loreto Aprutino. Il sorso è fresco, salino, appagante, in grado di svelarsi con…

  • 2018,  ABRUZZO,  DOCG,  Feudo Antico,  ROSSI,  Tullum

    2018 Tullum Rosso inAnfora, Feudo Antico

    “Il ritrovamento di antiche anfore romaniche nei nostri siti, ci ha portato a recuperare questo ancestrale metodo di vinificazione, già citato nei testi di Plinio”, così recita la retro etichetta. Due le cose da dire, oltre a quella virgola tra soggetto e verbo che stride così tanto sulla lavagna. La prima è che sarebbe stato più onesto far finta di niente, non citare presunte testimonianza romane (non romaniche, che vuol dire proprio altro) per giustificare l’ennesimo vino lasciato maturare all’interno del contenitore che più è riuscito a tornare in auge agli ultimi anni. Ah, le anfore, non c’è produttore o quasi che non ci si sia buttato a pesce. La…

  • 2016,  ABRUZZO,  DOCG,  Feudo Antico,  ROSSI,  Tullum

    2016 Tullum Rosso, Feudo Antico

    Molto invitante sul ribes, sulla ciliegia, con una punta di inchiostro e una di vaniglia, quest’ultima destinata a svanire con il passare delle ore. È assaggio succoso, invitante, dal tannino definito e setoso, che denota una certa ambizione e che invita al riassaggio grazie anche a una freschezza non banale, che ben delinea la struttura di rosso tutt’altro che esile.

  • 2019,  ABRUZZO,  Cantina Tollo,  Cerasuolo d’Abruzzo,  DOC,  ROSATI

    2019 Cerasuolo d’Abruzzo, Cantina Tollo

    Colore piuttosto tenue per un Cerasuolo; profumi erbacei, argillosi, solfitosi, liquirizia e radici. All’assaggio si avvertono i 13,5% di alcol; scorre sotto traccia, timido, poca cazzimma. Biologico certificato con tanto di farfalla e lettering dorato, vegano con tanto di marchio controllato e certificato. Ecco, questo sembra: un vino controllato e certificato ovvero frenato e timoroso, fa il compitino ma non decolla.

  • 2016,  ABRUZZO,  Amorotti,  DOC,  Montepulciano d’Abruzzo,  ROSSI

    2016 Montepulciano d’Abruzzo, Amorotti

    I rumors dicono che Amorotti sia una delle cantine che spesso e volentieri viene suggerita dal signore del montepulciano e del trebbiano di Loreto Aprutino. Ho seguito le voci, ho acquistato il Montepulciano di Abruzzo 2016 (la prima annata dopo la ristrutturazione della cantina da parte della famiglia Carboni, con Gaetano Carboni in prima linea). Quindi aspettative alte. Che di solito fanno rima con delusione cocente. Ma questa volta no! Il vino si è mostrato fin dal primo gorgoglio nel bicchiere suadente e possente, con il suo colore viola carico quasi al limite del dark, molto en pendant con l’etichetta. Un Montepulciano d’Abruzzo didattico: visciola, ciliegia e la nota di…

  • 2010,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Emidio Pepe,  Trebbiano d’Abruzzo

    2010 Trebbiano d’Abruzzo, Emidio Pepe

    Aspettative alte per una di quelle annate che sulla carta non dovrebbero mai tradire, o quasi. Non solo nel Centro Italia, non solo quando riferite ai bianchi della Costa Adriatica. E invece. Il tratto è inconfondibile, piacevolmente sulfureo quando non addirittura marino, affiancato da quella possenza di frutto che tratteggia il Trebbiano di Pepe. E poi note (leggere) di idrocarburi, di fieno, di erbe officinali. C’è da perdersi. È però in bocca che paga qualcosa in termini di presa, di tessitura, di profondità. Sorprende non solo per una leggerezza forse inaspettata ma anche per una certa esilità, come fosse vino che sta vivendo una particolare fase di evoluzione verso “altro”.…

  • 2013,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Trebbiano d’Abruzzo,  Valentini

    2013 Trebbiano d’Abruzzo, Valentini

    Devo essere fortunato con Valentini: mai riscontrata l’eccessiva variabilità da bottiglia a bottiglia di cui alcuni si lamentano. Non sono tutte bevute uguali, ovvio (e per fortuna), ma il mio spettro di assaggi rimane sempre dall’ottimo al clamoroso. Come il mio stupore per l’unicità della storia aziendale, capace di vette impressionanti in una zona ben lontana dalle mappe dello stordimento internazionale. Ribadisco l’aggettivo unico e ci aggiungo inconfondibile per raccontare il Trebbiano 2013, pescato dal mazzo di una degustazione ad alto tasso di enobullismo e trovato in assoluto stato di grazia. Il bianco abruzzese ha infatti gentilmente scodato, messo la freccia e salutato cortesemente inseguitori di strombazzato blasone. Visivamente giovanissimo,…