• 2016,  Carmignano,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA,  Villa di Capezzana

    2016 Carmignano DOCG, Villa di Capezzana

    Annata fresca ed equilibrata, sottobosco muschio lavanda e liquirizia, ciliegia durone, mallo di noce, china rabarbaro, medicinale corteccia fresca, tanta importanza per macchia mediterranea, profilo unico e riconoscibile, acidità sangiovese è sempre una grande impalcatura per il frutto e il corpo. Tannino asciuga solo all’inizio poi si scioglie in sapidità e avvolgenza del suo gran carattere, stoffa e nobiltà. Andamento stagionale: Un inverno assolutamente poco freddo ma molto piovoso fino ai primi di giugno ha favorito un buon accumulo di preziosa acqua nel sottosuolo, temperature che hanno fatto sì che la allegagione delle gemme sia stata perfetta abbondante, poiun clima caratterizzato da giornate soleggiate e calde ma da notti fresche…

  • 2017,  Carmignano,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA,  Villa di Capezzana

    2017 Carmignano Docg, Villa di Capezzana

    Un vino in bottiglia da pochissimo ma già molto promettente, rubino porpora e brillante, denso e ricco, fragranza spiccata, amarena, vaniglia e peper nero, violetta, liquirizia, erba officinale sempre ben presente quasi macchia mediterranea e balsamico, tabacco, sottobosco, anice, pepe nero, tannino vigoroso. Bella acodidità croccaantezza, ferroso, gioventù da scontare, sale e salinità non solo sapidità.   Andamento stagionale: Un inverno assolutamente poco freddo ma molto piovoso fino ai primi di giugno ha favorito un buon accumulo di preziosa acqua nel sottosuolo, temperature che hanno fatto sì che la allegagione delle gemme sia stata perfetta abbondante, poiun clima caratterizzato da giornate soleggiate e calde ma da notti fresche e dalla…

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pavie,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION

    1982 St.-Emilion 1° Grand Cru Classé Château Pavie, Château Pavie

    Ma che cos’ è questo vino? Già dal colore mette in chiaro le cose: frutto scuro vivo, la classica prugna e molto altro su un quadro inizialmente animale, per passare a tratti minerali caldi di cenere e matita, ed aprirsi su tabacco chiaro, un cenno di rosmarino ed altre aromatiche calde. In bocca energia, spinta, gioventù, puoi berlo ora, restando gratificato da una bocca piena, che preme di nervo senza mollezze e che ha nel tratto lievemente terroso finale il solo indicatore che siamo oltre i 30 anni, oppure puoi serenamente chiuderlo nella parte più difficile da raggiungere della tua cantina e ripescarlo tra altri 10 anni almeno. Emozionante…oggi non so se…

  • 1930,  Carmignano,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA,  Villa di Capezzana

    1930 Carmignano, Villa di Capezzana

    Colore incredibilmente trasparente ma non domo, fruttato dolce di fragole e ribes rosso, melograno e zenzero, toffée, orzo, ebanisteria, talco, prugne sotto spirito, sorso sublime integro saporito salino come d’ordinanza con un tannino che ha ancora qualche sobbalzo, nitido e terso, olive e menta, anice, finocchietto, traccia alcolica leggera ma un vino che stupisce e ribalta tante convinzioni sul sangiovese e sul vino toscano in genere, Speriamo che non ci sia bisogno di tante altre dimostrazioni di potenza e classe così per il vino italiano… Nel 1930 la vendemmia è risultata essere con un clima eccezionale: si ricorda una pioggia bene distribuita in inverno e primavera ed un’estate con alte…

  • 1974,  AOC,  Château Mouton Rothschild,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1974 Château Mouton Rothschild 1er Cru Classé, Château Mouton Rothschild

    Millenovecentosettantaquattro? A guardarlo pensi che lo abbiano colorato apposta. Inizi ad avvicinarlo seriamente e dopo una partenza leggermente zoppicante, con un vegetale che insiste, tutto cambia in modo repentino. Esce il frutto bello prugnoso, il cedro, un tratto mentolato, la parte vegetale diventa tamarindo ed ecco la spezia netta, con reminiscenze quasi da vecchi Cos, spinge al naso e cambia spesso ma sempre su un registro di tratti ben connotati. Il cambio di passo avviene in bocca, rispetto al resto della tavola. Perché lì sì che si balla, con polpa inadeguata per il millesimo: grasso, pieno, acidità e tannini lavorano su tutto quel ben di Dio ed il mix si…

  • 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.

  • 2016,  Colli Berici,  DOC,  Piovene Porto Godi,  ROSSI,  VENETO

    2016 Vigneto Pozzare, Soc. Agr. Piovene Porto Godi

    Pozzare è a maggioranza cabernet sauvignon con una pennellata di franc: impostazione molto classica, in cui si punta alla piena maturità delle uve per tirare fuori un vino che parte leggermente erbaceo e vira rapido sulla spezia, la cannella, il frutto rosso scuro e il lieve cioccolato fondente. In bocca la massa importante (15,5%) si avverte meno del previsto, ha coerenza col naso, è un bordolese nella sua natura, al netto dei terreni che “spingono”. Di buona bevibilità e dinamica, non si pianta nel bicchiere ed anzi invita alla beva, segno di un buon lavoro, facilitato dalla capacità di adattamento delle uve su quei colli – uve che quasi digeriscono…

  • 1983,  AOC,  BORDEAUX,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION GRAND CRU

    1983 Château Pavie, Château Pavie

    Annata importante, decisamente: in tavola il confronto 1983 Vs. 1982 promette potenziali scintille. Il 1983 sembra più spento, più caldo, con un timbro che parte sul vegetale leggermente scomposto e va pian piano a sfumare su una nota calda di mou e tabacco, senza però fare la differenza. Il vino ha spessore, sia chiaro, ma ha anche a mio avviso qualche lieve deviazione da stanchezza, derivata forse dal percorso che ha portato questa bottiglia a noi oggi. Presa singolarmente comunque tanto di cappello, fa in ogni caso la sua gran figura, lotta con gli italiani di gran rango in tavola e si beve assolutamente senza patemi, lo dico a scanso…

  • 1994,  Antinori,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    1994 Solaia, Marchesi Antinori

    Un profano leggendo 1994 lascerebbe stare, ma chi sa e legge al fianco dell’annata il nome Solaia sicuramente avrà un sussulto. Diciamolo pure, nell’ultima decade del secolo scorso quest’ annata (assieme alla 1997 che personalmente amo anche se ancora molto serrata) è stata un must assoluto e ha portato Solaia a competere nel panorama dei bordolesi italiani (anche se il piccolo saldo di Sangiovese spariglia un po’ le carte). Parte comunque molto di spessore, non freschissimo, tende a stare fermo un po’ su note vegetali/speziate e cioccolato, salvo iniziare una progressione che lo amplia su timbri nobili di arancia, carbone, un tratto fumè e la spezia, che diventa sottile e di…

  • 2004,  PIEMONTE,  Proprietà Sperino,  ROSSI,  VINO

    2004 ‘L Franc Bandit, Proprietà Sperino

    “Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club“. Penso che molti di voi si ricorderanno di questo film del 1999, distopico e disturbante. La frase prima citata è probabilmente una delle più famose (o ricordate). E parlando di questo vino con Luca De Marchi, anima di Tenute Sperino, mi è rimbalzata nella testa. Già, perché ‘L Franc (non più Bandit da alcuni anni a causa di una vertenza legale con un produttore statunitense) è quasi un vino di cui non si dovrebbe parlare. Non perché non valido o banditesco per…