• 2018,  BIANCHI,  BRDA,  Miran Buzinel,  SLOVENIA

    2018 Chardonnay Brda, Miran Buzinel

    Burro d’alpeggio, canna di fucile, vaniglia, aria fresca di erbe selvatiche e frutto a polpa bianca. A un giorno dall’apertura le spezie dolci cedono il passo alla scorza di limone candita e a un soffio floreale. Al palato è ricco, roccioso, sapido di grano maturo, reattivo e succoso. La cospicua corrente alcolica si avverte, ma l’acidità e il sale la contrastano e la chiusura amarognola allunga il sorso e chiama un’altro bicchiere. 

  • 2018,  Antoine Lienhardt,  AOC,  BOURGOGNE,  Coteaux Bourguignons,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 Gamay du Pierrot Gamayoptère, Antoine Lienhardt

    Rimane la sensazione di bere Gamay 2018 che pagano qualcosa in termini di espressività del sapore rispetto ai 2017. Però che bel bere! Bottiglia che certo ci ha messo un buon 24 ore per aprirsi del tutto e lasciarsi alle spalle una certa riduzione. Un Gamay un po’ fuori zona – non Beaujolais ma piena Côte de Nuits, tra Beaune e Nuits-Saint-Georges- di sicuro spessore, scuro nel frutto ma fragrante nella struttura. Ribes e ciliegia con un richiamo alle radici, alla terra, che si ritrova anche alla fine del palato, a impreziosire di profondità un sorso dal piglio deciso, strutturato, piacevolissimo. Anche da aspettare qualche anno.

  • 2018,  AOC,  CROZES-HERMITAGE,  FRANCIA,  RHÔNE,  ROSSI,  Yann Chave

    2018 Crozes Hermitage, Yann Chave

    Yann Chave è un omone grande e grosso che orbita all’interno delle sue vigne poste lungo il Rodano settentrionale. Dico omone non perché lo conosca, ma perché è un ex rugbista, e a quello sport non ti ci avvicini sotto un certo tonnellaggio, a meno che non vi piaccia il reparto ortopedia del vostro ospedale di fiducia.La stazza imponente non ha però evitato al buon Yann nei primi anni duemila un’intossicazione durante uno dei trattamenti effettuati in vigna. Mollato il respiratore credo le sue prime parole siano state “ho una gran voglia di regime biologico, voi che ne dite?”, ottenendo la certificazione ufficiale nel 2007 e la salvezza dei propri…

  • 2018,  DOC,  Il Marroneto,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  TOSCANA

    2018 Rosso di Montalcino Ignaccio, Il Marroneto.

    Seduta attorno al vecchio tavolo di legno nella sua cantina, ascolto Alessandro Mori mentre racconta i vini di casa “Il Marroneto”. La sua filosofia è essenziale e nobile: il rispetto assoluto della natura. In ogni vino è ben chiara la sua mano, che egli stesso ama definire la mano del rispetto. La mia attenzione viene subito catturata da Ignaccio; nome molto curioso, che semplicemente ricorda la richiesta di un bimbo, alle prese con le sue prime parole, di essere preso in braccio. In etichetta, poi, due mani di donna che abbracciano e proteggono lo stemma di famiglia, aggiungono un tocco di romanticismo e femminilità, la medesima che ritrovo nel calice.Appena…

  • 2018,  Canavese,  Cantina della Serra,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Canavese Nebbiolo Tupièl, Cantina della Serra

    Approcciarsi ai vini delle cantine sociali non è sempre così facile: fa spesso capolino il retaggio, fortunatamente in tanti casi in via di estinzione, di produzioni dozzinali o zoppicanti. Quindi è necessario, anzi doveroso, sgomberare la mente da preconcetti fuorvianti e approcciarsi agli assaggi con testa libera e sgombra. La Cantina della Serra si trova a Piverone, a due passi dal confine con la provincia di Biella e dal lago di Viverone, proprio su quella collina, un tempo sponda di antichi laghi, che ha dato il nome a questa realtà produttiva. Cooperativa che negli ultimi anni sta crescendo soprattutto dal punto di vista qualitativo e questo Nebbiolo ne è un…

  • 2018,  BIANCHI,  Bianco di Custoza,  DOC,  Monte del Frà,  VENETO

    2019 Custoza Superiore Cà del Magro, Monte del Frà

    Il nome è quello di un vigneto di circa 30 anni caratterizzato da sassi e ghiaia (ma anche argilla) con esposizione a sud-est. Criomacerazione prefermentativa, pressatura soffice, fermentazione e affinamento “sur lies” in tini di acciaio e cemento per l’uva garganega da ottobre a maggio (per trebbiano toscano, cortese, incrocio manzoni solo acciaio). Segue poi la messa in bottiglia per almeno 6 mesi prima della vendita. Bianco di sicura eleganza, che nel bicchiere cresce con il passare dei minuti sia in termini di complessità che di finezza. Apre su toni di fiori bianchi e di camomilla, di agrumi e di pesca bianca per poi lasciare spazio a leggerissime note minerali,…

  • 2018,  BIANCHI,  Colli Orientali del Friuli,  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  Livio Felluga

    2018 COF Bianco Illivio, Felluga

    Il vino di oggi ha un grande valore simbolico per la cantina Livio Felluga poichè rappresenta un ideale passaggio di testimone tra il patriarca e i suoi figli. Infatti Illivio, un Colli Orientali del Friuli DOC, è stato ideato nel 1998 dei figli di Livio e a lui esplicitamente dedicato per il suo 85° compleanno. Le uve provengono da viti coltivate secondo i pricipi della lotta integrata a basso impatto, insistenti su terreni rocciosi (Flysch) composti da marne e arenarie di origine oceanica.Dopo un’accurata vendemmia manuale le uve vengono diraspate e poi lasciate macerare per poi affrontare una pressatura soffice e delicata. Il mosto ottenuto, chiarificato per naturale decantazione, viene…

  • 2018,  Costa Toscana,  IGT,  Oliviero Toscani,  ROSSI,  TOSCANA

    2018 I Toscani, Oliviero Toscani

    È il vino d’entrata dell’azienda; un uvaggio paritetico di syrah e teroldego, alleggerito da piccole percentuali di petit manseng e greco. Appena aperto è reticente, quasi svogliato; ma l’aria lo sveglia piuttosto rapidamente con note di pepe nero, bacche di rovo, cuoio, liquirizia e rabarbaro. Al sorso è tenace, sapido, un po’ allappante e comunque reattivo e succoso. A un giorno dall’apertura il quadro olfattivo si fa più terso e il palato è più disteso; ciò che ieri allappava oggi dona pressione al centro bocca. Non avrà grande profondità (e non pretende di averla), ma in deglutizione lascia sentori nitidi di more e ciliegia che danno soddisfazione.

  • 2018,  BIANCHI,  Domaine Naudin-Ferrand,  FRANCIA,  VIN DE FRANCE

    2018 Galanthus Nivalis, Domaine Naudin-Ferrand

    Certamente una rarità questo Vin de France prodotto da Claire Naudin, vignaiola di Borgogna tra i pionieri della sostenibilità sia dal punto di vista agronomico sia dal punto di vista produttivo. Non già da uve chardonnay, pinot noir o dal pur raro aligoté, bensì da pinot bianco. Per gli estimatori della linea del Domaine Naudin-Ferrand firmata da Claire Naudin, segnaliamo la scelta del bucaneve per l’etichetta, Galanthus nivalis: “petite fleur blanche qui brave le froid et vient illuminer notre hiver” (il piccolo fiore bianco che sopporta il freddo e viene a illuminare il nostro inverno). Vino dimensionato rispetto, per esempio, allo chardonnay Bellis Perennis, ma coerente con lo stile di…

  • 2018,  Castello di Roncade,  IGT,  ROSSI,  VENETO,  Veneto

    2018 Villa Giustinian, Castello di Roncade

    Ah, che gran cosa sarebbe se la Marca trevigiana badasse più alla sua vocazione rossista invece che essere ossessionata dal prosecco DOC. Lo so, utopia, perché il prosecco lo pretende il mercato ma qui, in provincia di Treviso, si fanno grandi vini rossi, due nomi su tutti: Il Capo di Stato, della cantina Loredan Gasparini e il Villa Giustinian della cantina Castello di Roncade e, cosa ancora più paradossale, stiamo parlando di due “bordolesi”. Il Villa Giustinian è un fuoriclasse di livello assoluto, che riesce ad evitare il cliché del taglio bardolese fatto apposta per piacere a tutti costi; anzi, grazie al sapiente lavoro dell’enologo Umberto Trombelli viene reso ancora…