• 2017,  DOC,  Etna,  Palmento Costanzo,  ROSSI,  SICILIA

    2017 Etna Rosso Nero di Sei, Palmento Costanzo

    È lento ad aprirsi: austero, quasi introverso sulle prime; cosa che d’altronde mi aspetto da un Etna. Dopo alcuni minuti nel bicchiere inizia a concedersi con il filologico respiro di ferro e pietra focaia a sostenere un bouquet di bacche rosse selvatiche sotto spirito, erbe di campo e scorza di arancia rossa. Al palato è tenace e compatto per la pregevole tessitura: si scioglie rapidamente regalando un sorso reattivo ed infiltrante, ricco di spunti minerali ed agrumati con un intrigante sfondo di amaro d’erbe in deglutizione. Aiuto Palmento Costanzo su alcuni mercati esteri.

  • 2016,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Fiano di Avellino,  Vigne Guadagno

    2016 Fiano di Avellino, Vigne Guadagno

    Per quanto reputi assurda la ricerca del momento di beva ottimale, per alcuni vini vado in deroga; è il caso dei bianchi irpini, che non bevo mai prima dei 3 / 4 anni dalla vendemmia, seguendo il consiglio di un contadino che nel 1999 vendendomi una dama da 5 litri di fiano color miele, mi disse “è meglio se lo bevete un po’ in là nel tempo”. Il Fiano 2016 di Vigne Guadagno inizia ora a spiccare il volo: il profumo elegantissimo di buccia interna di mandarino, pietra focaia, erbe selvatiche fresche e nocciola trasfigura in un sorso disegnato dall’acidità. La sua potenza (nel senso proprio, ossia capacità di liberare…

  • 2016,  DOC,  Etna,  Palmento Costanzo,  ROSSI,  SICILIA

    2016 Etna Rosso Contrada S.Spirito Particella 468, Palmento Costanzo

    Austero, composto, quasi serioso all’olfatto. Note ematiche e di ferro, cuoio bagnato, pepe e bacche rosse selvatiche fanno da contrappunto in pianissimo. Dopo un giorno dall’apertura è più espressivo nei profumi: il contrasto fra frutti rossi e note minerali si fa più articolato, più equilibrato: la parte ferrosa del quadro cede a favore della pietra focaia, dei frutti rossi maturi e delle erbe selvatiche. Tenace al sorso, compatto, asciutto e sapido, infiltrante. Il tatto è piacevolmente “buccioso” e la deglutizione regala la complessità del grande vino. Nerello mascalese 90%, nerello cappuccio 10% coltivati ad alberello etneo, con piante fra i 70 e i 100 anni di età.  Aiuto Palmento Costanzo su alcuni mercati esteri.

  • 2017,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo,  Vigne Guadagno

    2017 Greco di Tufo, Vigne Guadagno

    La prima zaffata è netta di farina di castagne, ma subito cede il passo a un vago sentore di pelle bagnata e note lievemente sulfuree cui fanno seguito, dopo la necessaria aerazione, richiami di fiori bianchi, canna di fucile e albicocca ancora acerba. Il sorso è rinfrescante e dissetante, inonda il cavo orale di lime e pesca bianca; è vibrante e succoso, deciso ed energico. Gratificante. Aiuto Vigne Guadagno su alcuni mercati esteri.

  • 2018,  BIANCHI,  Colli Orientali del Friuli,  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  Ronco del Gnemiz

    2018 Friuli Colli Orientali Friulano San Zuan, Ronco del Gnemiz

    Timido e introverso, sulle prime: quasi cupo, irrisolto. Ci vuole tempo per smuoverlo, ma poi si concede e lo fa con garbo: ortica, erbe officinali, salvia, pera coscia e dopo alcuni minuti arriva un soffio di fiori di camomilla e la scorza di mandarino che illumina il quadro olfattivo. Lo bevi ed è agrumato, delicato ma reattivo, infiltrante, lievemente salato. È austero, forse poco incline all’abbandono e al calore degli abbracci, ma è concreto, diretto, senza fronzoli. E se gli dai tempo ti ripaga. Un magnifico Friulano. Aiuto Ronco del Gnemiz su alcuni mercati esteri.

  • 2018,  Colline Novaresi,  Davide Carlone,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Colline Novaresi Croatina, Davide Carlone

    Sulle prime è un poco ridotto, cupo, ma qualche minuto d’aria svela una mora turgida, fragrante, unita a note erbacee di rovi selvatici; un accenno di gomma bruciata e poi ancora le bacche nere e una lieve speziatura. Al palato è succoso, fruttato, con richiami ad erbe fresche di sottobosco alpino; il tatto appena “buccioso” e un lieve sapore di amaro d’erbe richiamano le labbra e soddisfano i sensi.

  • 2015,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Fiano di Avellino,  Vigne Guadagno

    2015 Fiano di Avellino Sant’Aniello, Vigne Guadagno

    Sulle prime appare severo, a tratti grave, cupo; ma qualche minuto d’aria lo apre a richiami agrumati di scorza candita e olii essenziali, fiori di acacia ed erbe fresche che irradiano sostenuti da un tono minerale deciso, ma non invadente, di ardesia spaccata o pietra focaia. E’ un respiro cangiante, mai ripetitivo. E il sorso non tradisce: il liquido incede risoluto ma misurato, infiltrante e sapido; fruttato e vibrante. E la deglutizione dà ristoro e appaga lo spirito. Aiuto Vigne Guadagno su alcuni mercati esteri.

  • 2019,  BIANCHI,  Carl Loewen,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken

    2019 Laurentiuslay Alte Reben Trocken Riesling, Carl Loewen

    Terso e cristallino come una mattina limpida d’inverno sulle Alpi. I richiami di buccia di pesche e albicocche acerbe si sciolgono in un soffio erbaceo che ricorda la foglia del mandorlo, la pianta di pomodoro e la salvia, sostenuto dall’immancabile base minerale di ardesia spaccata e pietra focaia. In bocca è succoso e rinfrescante, di pesca bianca e mandarino; le note sapide e minerali tornano in deglutizione e spronano il sorso.

  • 2018,  BIANCHI,  Colli Orientali del Friuli,  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  Ronco del Gnemiz

    2018 Friuli Colli Orientali Chardonnay SOL, Ronco del Gnemiz

    Sulle prime la luce brillante di questo Chardonnay appare velata dal fumo del legno, cosa naturale vista la giovane età ed il fatto che sia stato fermentato e affinato in barriques nuove. Barriques che d’altro canto hanno contribuito a dipingere in maniera iperrealista, più che fotografica, il frutto di questo vigneto: pesca bianca, albicocca, pera, litchi, nashi, averrhoa carambola, kumquat, tutti nella loro versione acerba;  poi le note minerali di pietra focaia e cenere e un refolo di lievito. Tutto questo ritorna al palato: terso, tenace ma succoso, agrumato, vibrante e sapido, quasi salato, di quel sale misurato e schivo dei Colli Orientali che assieme a una corrente appena amarognola fa da contrasto al frutto e disseta, appaga.…