• 2016,  DOC,  ROSSI,  Tedeschi,  Valpolicella,  VENETO

    2016 Valpolicella Superiore Maternigo, Tedeschi

    La zona è quella della Valpolicella Orientale, tra i comuni di Tregnago e di Mezzane di Sotto, dove Tedeschi ha acquistato nel 2006 una proprietà di ben 84 ettari tra bosco (53 ettari), oliveto e vigneto. Marne bianche e gialle calcaree di origine morenica a circa 400 metri di altezza portano a un Valpolicella solido, decisamente giocato sul frutto in diverse tonalità, scure e compatte. Amarena, ciliegia, prugna delineano un profilo anche balsamico impreziosito da una nota di pepe nero. Potente, ricco, tutt’altro che grasso, colpisce per equilibrio nonostante un calore che non fa sconti, circa 15 i gradi indicati in etichetta. Si tratta però di fiato alcolico che non…

  • 2015,  Casavecchia alla piazza,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Lemme Lemme, Casavecchia alla Piazza

    Michelangelo Buonarroti aveva acquistato intorno al 1550 i terreni di Casavecchia alla Piazza, convinto sostenitore del vino che se ne ricavava.Su quelle medesime terre oggi sorge l’azienda agricola dei coniugi Buondonno, certificata biologica e dall’approccio essenziale in vigna e cantina.Il Lemme Lemme è probabilmente il manifesto programmatico enologico delle loro convinzioni di viticultori.Da vecchie viti maritate all’acero, piantate circa 80 anni or sono, si ottengono uve il cui mosto, dopo la fermentazione spontanea a grappolo intero, matura e affina in tini di ceramica.Il risultato è un “Vecchio Chianti” a prevalenza sangiovese, contornato da canaiolo, malvasia nera, colorino e altre specie locali.Il vino nel bicchiere è rubino con unghia granato e…

  • 2013,  Dalzocchio,  IGT,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Vigneti delle dolomiti

    2013 Pinot Nero, Dalzocchio

    Elisabetta Dalzocchio è senza dubbio uno dei migliori interpreti italici del vitigno borgognone. Piccola cantina trentina di due ettari sopra Rovereto, piccola preziosa produzione certificata in biologico. Questo 2013, pur confermandone le indiscutibili doti, sembra soffrire un poco in materia. Primavera fredda e siccità estiva hanno contribuito a causare dieci-quindici giorni di ritardo sulla vendemmia, favorendo l’estrazione degli aromi, in particolare per i bianchi. Corpo che in questo caso si direbbe piuttosto snello e che lascia emergere più del solito la maturazione in legno piccolo ed una freschezza decisamente spiccata. Forse un vino da riprovare più avanti, ora non sembra la migliore versione di quello che comunque rimane uno dei…

  • 2017,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Lefort,  FRANCIA,  ROSSI

    2017 Bourgogne, Domaine Lefort

    Con una laurea in medicina conseguita all’Università di Digione e studi in filosofia a La Sorbonne, cosa puoi farci? Tante cose. Ma se ti chiami David Lefort, hai l’anima del vigneron e talento da vendere non puoi che finire a lavorare la vigna nella natia Côte Chalonnaise e fare vini sublimi. E non solo quelli di punta. E infatti dalle viti che hanno circa 40 anni di età situate in una piccola parcella sita a Mercurey (dove possiede vigne nei due prestigiosi Premier Cru Champs Martin e Clos l’Évêque), allevate seguendo i dettami dell’agricoltura biologica e alcune pratiche biodinamiche, David Lefort ricava le uve di pinot noir che utilizza per…

  • Castello di Verduno,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Verduno Pelaverga

    2018 Verduno Pelaverga Piccolo Basadone, Castello di Verduno

    C’è aria rarefatta di spezie, pianta di pomodoro, drupe selvatiche verdi e ruggine. Dopo pochi minuti nel bicchiere il frutto trasfigura in fragole di bosco acerbe e bacche rosse tipo corniolo. Ma è rarefatto, appunto: un soffio, uno svolazzo. Al palato, come aveva predetto l’olfatto, è sottile, diluito, aspretto, verdino. Semplice. Capisco che oggi possa incontrare il gusto di molti appassionati, ma per me è troppo, troppo poco.

  • 2015,  Fattoria Selvapina,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Pinot Nero, Fattoria Selvapiana

    Piccole scoperte di fine estate! Non certo per l’azienda che affonda storicamente le sue radici vitivinicole nel Chianti Rufina, ma tanto per quello che ho scoperto di avere nel bicchiere quando la bottiglia, accuratamente bendata, è stata svelata. Ed ecco che un bel pinot nero toscano si svela, quando invece la mente e memoria gustativa mia e dei presenti vagava con i pensieri fuori dal confine del bel paese. Fin dal principio si apre con note di ribes, ciliegia, mora selvatica e una nota floreale netta che ricorda la rosa alla quale segue una nota balsamica e di sottobosco, finale che ricorda le spezie dolci. Al palato è elegante, con…

  • AOC,  BEAUJOLAIS,  Domaine Michel Guigner,  FRANCIA,  ROSSI

    2019 La R’vole, Domaine Michel Guignier

    Discendente da una lunga stirpe di vignaioli, Michel Guignier produce vino in una remota valle vicino a Vauxrenard, in una fattoria al confine tra boschi protetti e vita selvaggia, sulle alture del Beaujolais. Dai suoi vigneti lavorati secondo i precetti della biodinamica, produce vini di grande purezza, senza aggiunte di alcun tipo. Le uve di gamay, alla base di tutte le etichette che produce sono raccolte manualmente e subiscono la tradizionale vinificazione “alla Beaujolaise” senza diraspatura e con solo lieviti indigeni utilizzati per la fermentazione, preceduta nel caso de La R’vole da una macerazione semi-carbonica. Imbottigliato senza filtrazione e senza aggiunta di solforosa questo Vin de France è un liquido…

  • 2018,  Colli del Trasimeno,  DOC,  Madrevite,  ROSSI,  UMBRIA

    2018 Trasimeno Gamay C’osa, Madrevite

    Continua il grande lavoro di valorizzazione del Gamay del Trasimeno da parte di Madrevite, piccola e bella realtà non lontano da Castiglione del Lago, in Umbria. Il 2018 sembra infatti chiudere un cerchio in termini di finezza e di aderenza territoriale, ancor più del già buonissimo C’osa 2016. Il colore è quello delle Grenache più belle, rubino scuro ma tutt’altro che carico. Frutti di bosco ancor prima che ciliegie, sentori floreali ancor prima che leggermente speziati per un sorso di grande freschezza, della giusta densità al centro dell’assaggio, caratterizzato da bei ritorni di marasca prima di una chiusura di grande pulizia. Da non mancare.

  • 2017,  Chianti Classico,  DOCG,  Monteraponi,  ROSSI,  TOSCANA

    2017 Chianti Classico, Monteraponi

    Di un colore rosso abbastanza scarico e cristallino, al naso si presenta con note floreali e vegetali fresche che definiscono fin da subito il carattere fresco di questo vino. Dalla viola alla rosa, incontrando poi il pepe nero e verde, con un finale che ricorda l’humus, spiccano poi, sentori di piccoli frutti rossi di lampone, mirtilli e ribes, che costruiscono il profilo olfattivo dolce di questo vino. Al palato è vivace e presenta un gusto verticale, saporito, con una beva elegantemente facilitata da tannini levigati e stretti. Un Chianti Classico estremamente vivo e piacevole, sono molto curiosa di assaggiarlo fra qualche tempo.

  • 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.