• 2015,  Colli Orientali del Friuli,  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  ROSSI,  Vigna Petrussa

    2015 Friuli Colli Orientali Schioppettino di Prepotto Riserva, Vigna Petrussa

    C’è una storiella che ogni tanto si ripresenta. Quella in cui si dice che i vini, quelli fatti bene, assomigliano a chi li produce. Mah, dite quello che volete ma io ci credo. Volete un esempio? La produttrice Hilde Petrussa e il suo Schioppettino di Prepotto Riserva 2015. Hilde è una signora dall’eleganza innata, lo capisci subito da come si veste, dai gioielli che porta, da come si muove; ma è anche una imprenditrice di carattere che gestisce la sua azienda, Vigna Petrussa,  con polso fermo; ma è anche una cantiniera in stivaloni e mani color violetto duranti i travasi. Esattamente come il suo Schioppettino di Prepotto Riserva 2015. Elegante…

  • 2015,  Colli Berici,  Dal Maso,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    2015 Merlot Casara Roveri, Dal Maso

    Siamo nel periodo recentissimo, forse anche ad un punto di svolta, perché penso sia difficile andare oltre a questa struttura (naturale) senza poi piantare il vino che invece in questo caso si muove: molta prugna, mirtillo, molta spezia, un tratto di cacao ma anche una nota ferrosa. Bocca esplosiva, la materia c’è eccome ma annata e mano fanno la differenza, rispetto ad una 2003: quindi sì, ciccia ma non grasso eccessivo, torna la spezia e il frutto pieno – è un bimbo questo vino, ma la cosa interessante è che sotto si sente comunque la matrice leggermente vegetale, espressa in forma di note aromatiche che danno dinamicità, assieme a una…

  • 1998,  DOCG,  Matteo Correggia,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    1998 Roero Ròche d’Ampsèj, Matteo Correggia

    Nel 1998 Roero era ancora una DOC e Matteo Correggia era il migliore dei produttori della sua terra. Morirà giovane, pochi anni dopo, lasciandoci con questo vino e con l’interrogativo di quello che avrebbe potuto essere (e finora non è stato) il Roero.Sa di mora di rovo, di prugna e di viola, con una speziatura come di legno dolce. Pochi minuti nel calice perché il tannino si risvegli, integrandosi nella massa scura. È una bevuta succosa, con la carezza di una tannicità vellutata ed il portamento sostenuto da una freschezza ancora vivida. Un paradigma per i nebbioli di questa sponda del Tanaro. Se lo avessi bevuto alla cieca gli avrei…

  • 2019,  Colбacco,  ROSSI,  UMBRIA,  VINO

    2019 Quartoprotocollo, COLБACCO

    Vino rosso di pronta beva di quei sapienti mattacchioni di Kolbacco, recente progetto made in Umbria di cui ho già parlato su Intralcio.Sinestetico incedere rosso vivo dei profumi con cripto nuances terragne e selvatiche e nervature balsamiche; accenno di spezie fini a decorare.Sorso brioso, “brinoso”, carnoso, scontroso, fragoroso, “friccicherello” e scanzonato. Solo per bevitori annoiati e controcorrente. До свидания. L.QP19

  • 2016,  CALABRIA,  Cataldo Calabretta,  Cirò,  DOC,  ROSSI

    2016 Cirò Rosso Classico Superiore, Cataldo Calabretta

    L’arciglione, antico strumento di potatura dei viticoltori cirotani, che ha scelto come simbolo da apporre sulle etichette dei suoi vini dice già molto di Cataldo Calabretta. Simbolo che rivendica il valore della mano dell’uomo, la produzione artigianale, il legame ancestrale con la vigna che per millenni ha determinato lo spirito viticolo di questo territorio, l’arciglione è la sintesi della Weltanschauung vinicola di Cataldo: onorare e osservare le antiche pratiche in vigna, per preservare l’impronta del terroir, escludendo l’utilizzo di qualsiasi sostanza chimica e di sintesi e mantenendo rese estremamente contenute, mentre in cantina si procede con fermentazioni alcoliche spontanee e affinamento del liquido in vasche di cemento per 10 mesi…

  • 2018,  Antonio Camillo,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Ciliegiolo Vallerana Alta, Antonio Camillo

    La Vallerana Alta sta lì, a metà strada tra Manciano e Capalbio, nel grossetano. Il Ciliegiolo di Antonio Camillo arriva dal singolo cru con vigne di oltre 60 anni età. Già questo basterebbe a far venire voglia di assaggiarlo. L’uso limitato di solforosa aggiunta ed i lieviti indigeni utilizzati non lo classificano completamente tra i “vini naturali” (perché controlla la temperatura in fermentazione) ma lo rendono comunque un grande vino. Trasparente nel calice, intensità ricca di profumi sinceri (spicca tanta ciliegia matura – sembra scontato da un vitigno con questo nome, ma tant’è!). Si aggiunge la susina ai richiami di viola e rosa rossa che ne arricchiscono il corredo olfattivo. L’assaggio…

  • 2013,  Barolo,  DOCG,  Giovanni Rosso,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barolo Vigna Rionda Ester Canale, Giovanni Rosso

    È sempre difficile snocciolare profumi, sapori e percezioni tattili quando ci si trova al cospetto di tanta bontà. Si rischia sempre la figura barbina con un donchisciottesco tentativo di domare qualcosa di indomabile, di fermare con delle parole qualcosa di fuggevole ma nello stesso tempo monolitico. Ma come nei primati di Kubrick, che si destano sorpresi dall’imponente ombra del blocco di pietra, la curiosità ha la meglio sul timore. Il liquido riflette la luce evidenziando il contrasto tra un viola ed un color mattone che sembrano saltare fuori dal bicchiere per come sono vividi. Con il naso trovi confettura di ciliegia, con un rametto di mentuccia che rende il frutto…

  • 2011,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Giovanni Montisci,  ROSSI,  SARDEGNA

    2011 Cannonau di Sardegna Riserva Barrosu, Giovanni Montisci

    Annata calda fa rima con alcol. E infatti l’etichetta di questo Barrosu dichiara un titolo alcolometrico di 15,5. Il bevitore moderno ricerca vini più leggeri e meno caldi. Quello che conta, quello che deve sempre contare, è invece come l’alcol si comporta nel vino, non quanto ce n’è. Noi laici la chiamiamo bevibilità.Con l’alcol anche i profumi si sentono con maggiore intensità e precisione: note ematiche, caldarroste, amaretto, caffè e a seguire il trio marena, fragola e prugna in formato appassito. Chiude con uno spunto di mirto che alleggerisce il ricco bagaglio aromatico. Bocca calda, che ve lo dico a fare, con una percepibile abboccatura a fungere da amplificatore. La…

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  ROSSI,  San Felice,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Gran Selezione Poggio Rosso, San Felice

    Circa 20 mesi in tonneaux da 500 litri e altri 12 mesi in bottiglia per il più importante dei Chianti Classico targati San Felice, grande azienda che prende il nome dell’omonimo borgo (e splendido Relais & Châteaux), a nord di Castelnuovo Berardenga. L’annata è grande e si sente, rosso rubino intenso e lucente che apre su tonalità di prugna e di lampone in un contesto di selvaticità appena accennata, ben bilanciata da leggeri toni speziati. È pieno, ricco, splendidamente vellutato nella trama tannica e ben sostenuto da un’acidità viva, vibrante. Chiude su sentori fruttati, di mora. Nobile e affascinante, assaggio fondamentale per approfondire le peculiarità di questo spicchio di Chianti…

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  CHIROUBLES,  FRANCIA,  Karim Vionnet,  ROSSI

    2018 Chiroubles Vin de Kav, Karim Vionnet

    Dopo una delle sottozone del cuore, Fleurie, ecco lo Chiroubles del fenomenale Karim Vionnet. Un’area che offre rossi forse più rarefatti rispetto al resto della regione, un po’ per l’altezza delle sue colline, un po’ per le temperature, di media lievemente più basse. Vino tutto frutto, sfacciatamente floreale, capace di colpire per leggerezza anche a partire da un colore tutt’altro che concentrato: è assaggio aereo, leggiadro, piacevolissimo da bere in maniera anche distratta ma in grado di colpire per la finezza dei suoi dettagli. Funziona e convince, è saporito e non stanca, chiude tra lampone e ciliegia e invita a tornare sul bicchiere. Cantina (per me) sempre più di riferimento.