• 2017,  ABRUZZO,  IGT,  Masciarelli,  ROSSI,  Terre di Chieti

    2017 Castello di Semivicoli Terre di Chieti Rosso, Masciarelli

    Un vino che idealmente unisce la tradizione locale abruzzese di montepulciano con gli echi ricchi e speziati degli alloctoni merlot piantati in quota dal vigneto di Ofena (Aq), 500 mt s.l.m e cabernet sauvignon da San Martino. Il risultato è deciso e carnoso, intenso tra lampone maturo, prugna e buccia d’arancia alle spezie, ribes nero. Il sorso è intenso e dinamico, ricco, esuberante come ad occupare la bocca dove emergono note di macchia mediterranea, olive, cassis, sandalo, menta e ginepro. Il finale è tambureggiante e ipnotico con susseguirsi di sensazioni calde ricche forte giustamente bilanciate da tannino di spessore. Masciarelli Tenute Agricole srlVia Gamberale, 266010 San Martino sulla Marrucina (CH)…

  • 2019,  Florence et Benoît Chazallon,  FRANCIA,  IGP,  ROSSI

    2019 Coteaux de l’Ardèche Petite Selve, Florence et Benoît Chazallon

    Penso che questo vino sia stato una delle scoperte più piacevoli dello scorso anno: mi ero approcciato senza troppi entusiasmi da un lato e senza particolari aspettative dall’altro ma alla fine ho trovato esattamente qualcosa che calza a pennello con il mio palato di questi ultimi tempi. Perché è un dato difficilmente contestabile che, al di là delle sfumature tecniche della degustazione che sono strumenti fondamentali, alla fine il grado di piacere è dato dal gusto e dal mood del momento. E questo vino è stato una sorta di balsamo. Uvaggio di cinsault, grenache e syrah è un inno alla beva e alla piacevolezza. Al naso gioca su un frutto…

  • 2017,  IGT,  Podere della Civettaja,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Pinot Nero, Podere della Civettaja

    Vincenzo Tommasi ha fondato nel 2005 il Podere della Civettaja a Romena di Pratovecchio, una valle chiusa nella provincia toscana a nord di Arezzo. La sua passione per il Pinot Nero di Borgogna (nello specifico dei vini del leggendario Henri Jayer) è alla base di questa avventura: cercando le condizioni più adatte per la sua produzione, Tommasi le individuò proprio nella zona dell’Alto Casentino, molto fedda d’inverno e calda (senza eccessi) d’estate, con una assenza quasi totale di umidità. Convinto della grande potenzialità di quelle terre, Vincenzo ha cominciato a creare una comunità intorno al suo vitigno del cuore, comunità che si è trasformata, nel 2010, nella Associazione Produttori di…

  • 2013,  CAMPANIA,  Cilento,  DOC,  ROSSI,  Salvatore Magnoni

    2013 Cilento Aglianico Primalaterra, Salvatore Magnoni

    Ve lo ricordate il claim di quello spot pubblicitario di pneumatici che utilizzava come testimonial Ronaldo? Recitava: “La potenza è nulla senza controllo”. Una frase che si presta benissimo a inquadrare questa magnifica espressione di aglianico del Cilento tirata fuori dal cilindro di Salvatore Magnoni. Siamo a Rutino, piccolo centro di nemmeno mille anime che però vanta una forte concentrazione di imprese vitivinicole (ce ne sono almeno tre) che lo rendono il paese mediamente più vocato del Cilento. Il Primalaterra, etichetta principe della produzione minimal di Salvatore (l’altra è il Rosso del Ciglio, sempre un Cilento DOP Aglianico), nasce qui, da un’unica piccola vigna sul ciglio della collina affacciata sulla…

  • 2014,  Barolo,  DOCG,  Garesio,  PIEMONTE,  ROSSI

    2014 Barolo, Garesio

    Ho sempre avuto un timore reverenziale nei confronti del Barolo e in tutti questi anni non sono riuscito a scrollarmela ancora di dosso. “Il re dei vini, il vino dei Re” mi ha sempre affascinato ma le sfumature che può donare, per terreni, esposizioni e denominazioni sono talmente ampie che continua a mettermi soggezione. Quindi mi avvicino sempre in punta di piedi quando mi trovo al cospetto di questa denominazione: in questo caso ancor di più vista l’annata, la 2014, che è stata rubricata (troppo frettolosamente, a mio avviso) ad annata “difficile”, per usare un eufemismo. Garesio è un’azienda attiva da circa 10 anni e oltre alle vigne a Serralunga…

  • 2013,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  Sanlorenzo,  TOSCANA

    2013 Rosso di Montalcino, Sanlorenzo

    Quanto regge, nel tempo, un Rosso di Montalcino? Dipende. Se è buono e ben fatto, regge molto più di quanto normalmente ci si potrebbe aspettare. Sì, lo so, questa risposta è un’irritante ovvietà, ma il problema sta nella domanda. Quindi scusate l’incipit acchiappa-clic ma davvero, la risposta esatta non c’è, conta per lo più la mano del vigneron dietro ad un vino. Sanlorenzo (cioè Luciano Ciolfi), per dire, è uno che raramente delude (e scrivo “raramente” perché “mai” suona troppo roboante). Questo Rosso 2013 si è aperto abbastanza velocemente nel bicchiere, il colore ancora vivido e soprattutto il naso, ampio e fragrante di frutta tutt’altro che stramatura e/o macerata, svelavano…

  • 2016,  Boca,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Vallana

    2016 Boca, Vallana

    L’areale di Boca, quando ancora le denominazioni d’origine non esistevano, era disseminato di viti coltivate a maggiorina, più o meno per 40000 ettari. Oggi gli ettari vitati sono circa 700. Giusto per dare un’idea: ogni singolo comune in Umbria ha una superficie comunale maggiore, e non sono certo delle metropoli.Una tale riduzione ha essenzialmente un solo motivo: la paura della fame. Nel secondo dopoguerra il richiamo dell’industria e del salario fisso ha avuto più mordente sui contadini della zona rispetto ad una bucolica povertà, e non che questi ultimi prima vantassero gli introiti di Bill Gates. Fortunatamente negli ultimi anni, qui come altrove, la tendenza è il ritorno alla terra…

  • 1966,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  ROSSI

    1966 Margaux Premier Grand Cru Classé, Château Margaux

    Siamo proprio sicuri che l’elisir dell’eterna giovinezza non esista? In Medoc, Château Margaux, ci nasconde sicuramente qualcosa.Il tappo perfettamente integro e profumato alza immediatamente le aspettative. Non delude neanche il colore del liquido: intenso e impenetrabile ma di un rosso ancora vivo e sanguigno. Le prime olfazioni restituiscono un profilo chiuso e contratto; del resto, dopo 55 anni in bottiglia è difficile chiedere di più!Ma bastano poche decine di minuti e il suo carattere classico si rivela schietto: ribes nero, more, arriva poi la grafite, il tabacco. Qualche istante dopo note profonde di sottobosco e cuoio incedono audaci a rafforzarne austerità e complessità. In bocca entra pieno, potente, carnoso. Il…

  • 2018,  DOC,  Dolcetto d'Alba,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Dolcetto d’Alba Vigna Santo Stefano di Perno, Giuseppe Mascarello

    Chi non ha visto almeno una volta nella vita Dirty Dancing, uno dei più amati cult movie degli anni ottanta? Per qualche strano motivo l’altro giorno assaggiando questo Dolcetto di Giuseppe Mascarello mi sono ritrovato a pensare che, come succede nel film all’ingenua Baby, anche il dolcetto è spesso messo in disparte quando si parla di grandi vitigni piemontesi. Certo non ha la nobiltà del nebbiolo o la vivacità della barbera, ma troppe volte, consumatori e produttori stessi, gli riservano un ruolo da comprimario. Eppure il dolcetto ha talento, quotidiana piacevolezza e radici profonde nella storia e nella tradizione piemontese come nessun’altro. E questo Vigna Santo Stefano di Perno ne…

  • 2009,  PIEMONTE,  Proprietà Sperino,  ROSSI,  VINO

    2009 ‘L Franc ******, Proprietà Sperino

    Il mistero del cabernet franc mi fu svelato da Luca De Marchi una sera di molti anni fa. Mangiavamo ribollita, crostini toscani e trippa di Moncalieri. Lui stappò il Les Poyeux 1997 di Clos Rougeard e io vidi la luce. Ha poco senso parlare di vitigni preferiti, eppure da quella sera non ho più fatto ritorno. A Luca, che è tipo da nebbiolo, il franc piaceva così tanto che ne aveva piantati alcuni filari a casa sua, che sta a Lessona. Lì il franc è un intruso che vive su terreni acidi e sabbiosi, un bandito. E fino all’annata 2008 questo vino si è chiamato, appunto, ‘L Franc Bandit. Il…