• 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  CLOS SAINT-DENIS,  Domaine Michel Magnien,  FRANCIA,  ROSSI

    2010 Clos Saint-Denis, Domaine Michel Magnien

    Ho assaggiato il Clos Saint-Denis 2010 di Frederic Magnien (figlio di Michel Magnien da cui il Domaine prende il nome) al culmine di una degustazione di molte bottiglie dedicate a Morey-Saint-Denis. Un culmine di discorsi, di osservazioni, riflessioni, chiacchiere sul vino, il pinot nero e la Borgogna. Poi è arrivato questo mezzo calice e ha avuto l’effetto di un buco nero capace di inghiottire tutti i discorsi, le riflessioni e le osservazioni fatte fino a quel momento e di proporsi come una singolarità dello spazio-tempo di fronte alla quale si può solo ammutolire. Raramente ho avuto la percezione di essere inghiottito io da un vino ma questo è stato l’effetto.…

  • 2018,  DOC,  Montefalco,  ROSSI,  Tenuta Bellafonte,  UMBRIA

    2018 Montefalco Rosso Pomontino, Tenuta Bellafonte

    Il vino che vorresti trovare accanto a pane e salame e magari una lamella di tartufo nero nel piatto accanto. Naso di viole, succo di ciliegie, carrube e cassis, aneto e pepe nero, melograno, more di rovo che al sorso prendono la scena insieme a note più terrose ed ematiche, rugginose, prugne secche e amarena. Tannino piacevolissimo che gratta leggero e si fa ricordare rilanciando la piacevolezza insieme ad una bella acidità di sottofondo. Ricchezza e sapidità con sensazioni di vegetale che lo rende originale, ma sempre nel solco della piacevolezza da tavola innanzitutto. Da uve sangiovese 80% e sagrantino 20% coltivate a Bevagna, su argilla alternata a formazioni marnose…

  • 2018,  IGT,  Mitterberg,  Roberto Ferrari,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2018 Merlot Profil, Roberto Ferrari

    Dopo quasi 20 anni come responsabile tecnico di Castelfeder, Roberto Ferrari avvia nel 2007 la sua manifattura, non ha vigneti di proprietà, ma esperienza e passione gli consentono di trasformare l’uva in vini ricchi di carica emotiva. Una mano sartoriale la sua, che riesce ad estrarre personalità e carattere dalle uve che lavora, trasformandole in vestiti eleganti e perfetti per le più svariate occasioni. È il caso del suo merlot in purezza della linea Profil, un vino versatile e fresco, che si presta, se portato a temperature basse, come compagno ideale finanche per preparazioni marinare. Le uve che danno vita al Merlot Profil crescono nella bassa atesina su un terreno sabbioso e calcareo, la…

  • La Viranda,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    Libertario, La Viranda

    Se partiamo dall’etichetta, questo è un vino militante. A parte il nome che è già un programma, la dedica ai capi partigiani Primo e Fulmine della Brigata d’Assalto Stella Rossa sulla lunga etichetta orizzontale racconta, prima ancora del vino, un’idea di agricoltura ben precisa. E’ un manifesto suggestivo, e per quando mi riguarda pure emozionante. Come mi succede in simili casi, penso “iniziamo bene”, e per una volta non sono ironico. Questa non è un’etichetta qualsiasi, è uno schieramento, si posiziona. Dalla parte giusta, tengo a ribadire.Il vino, dentro, com’è? Ecco, le sorprese non sono finite. Tanto è intransigente l’etichetta, tanto il vino invece è amabile, conciliante, fraterno direi. Ti…

  • 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Gran Selezione Colonia, Fèlsina

    Confesso che bevendolo ho peccato: ho stappato un vino concepito per resistere al tempo, di un produttore che licenzia bottiglie generalmente non di pronta beva.Ciononostante devo ammettere che il vino in questione si è presentato decisamente in controtendenza rispetto alle austerità pronosticate. Intendiamoci, non si tratta di un vino beverino, ma il gusto è decisamente più immediato di quanto ci si aspetterebbe.Lo conferma la vista che regala un rubino decisamente splendente con un’unghia quasi purpurea. La consistenza sembra “alleggerita” come il naso, a tutto vantaggio di sentori decisamente incentrati sul frutto rosso (ciliegia Ravenna, prugna rossa, creme de cassis), arricchito da pennellate di erbe aromatiche, fiori rossi disidratati e cenni…

  • 2017,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2017 Chianti Classico Riserva Rancia, Fèlsina

    Come non sentirsi sotto una lieve pressione quando si scrive di questo vino? I giudizi internazionali oscillano tra i novantacinque e i novantasette centesimi per l’annata in questione e pare difficile aggiungere qualcosa al cumulo di informazioni e notizie che sono state scritte.Andiamo al sodo: il vino si presenta luminoso, di un rubino sangue di piccione impenetrabile, decisamente consistente ma senza mai perdere equilibrio e finezza.Naso di toni austeri in cui alla frutta rossa di prugna cotta, confettura di amarena e mora, si affiancano note floreali di viola mammola e petalo di rosa Thea, seguiti da toni decisamente più scuri di goudron, concia di cuoio adulto, tabacco brown e calde…

  • 2015,  IGT,  ROSSI,  Sportoletti,  UMBRIA,  Umbria

    2015 Villa Fidelia, Sportoletti

    Il vino convenzionale, come il non convenzionale, persegue un modello gustativo che, piaccia o non piaccia la tipologia, ha lanciato, decenni fa, il vino italiano sul mercato interno ed estero. Il Villa Fidelia Rosso, vino di punta dell’azienda umbra Sportoletti (la prima annata è del 1990), rientra nella categoria dei vini convenzionali (Riccardo Cotarella è l’enologo aziendale dal 1998): un taglio bordolese che, alla maniera bordolese, affina in barrique di rovere francese poi in bottiglia. I profumi fruttati (frutto scuro, maturo) sono da manuale insieme ad un’impronta floreale anch’essa scura e appassita; terziari come sopra: classica nota tostata e venature dolci alla vaniglia.In bocca a me pare statico, senza slancio…

  • 1959,  AOC,  BORDEAUX,  Château Thibaut-Maillet,  FRANCIA,  POMEROL,  ROSSI

    1959 Pomerol, Château Thibaut-Maillet

    Sessant’anni portati alla grande. Colore integro e luminoso (sì, integro e luminoso), frutto rosso maturo (il merlot si avverte, ed è notevole trovarne una traccia così netta dopo tutti questi anni) e un che di spezia e una vena sottilmente terrosa, tannino ben delineato, freschezza invidiabile e, quel che più conta per me che cerco la “gastronomicità” dei vini, un’abbinabilità eccellente con la carne di maialino al forno che avevamo in tavola. Tutti a bocc’aperta, io e i miei commensali, per un rosso bordolese che dimostrava sì e no una decina d’anni. Un’ulteriore conferma del valore dell’annata 1959 a Bordeaux. Vini “classici” di un’epoca andata. Non cercate informazioni sul produttore,…