• 2019,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  Monserrato 1973,  ROSSI

    2019 Rintocco, Monserrato 1973

    E’ un taglio di aglianico al 75% e di Barbera del Sannio, che, nonostante il nome, non ha nulla a che vedere con la Barbera; misteri dell’ampelografia nazionale. Profuma di prugna fresca e more, di viola e di ardesia spaccata, di foglia di tabacco e sottobosco, proprio la terra bagnata. Al palato schiocca con la sua buccia croccante di susina fresca: è sapido e tenace, ma non sottomette i recettori, anzi è succoso e perfino beverino. In deglutizione rielabora quanto già avvertito al naso e in bocca, ma in più riluce di fiori ed erbe fresche. 

  • 2018,  Agricola Cianciulli,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2018 Aglianico Le Starse, Cianciulli

    Un vigneto del 1929 in contrada Schiavi presso Andretta (AV) a 550 metri di altitudine su suolo a medio impasto con lieve prevalenza argillosa; Aglianico Lasco, un clone dal grappolo spargolo e dagli acini piccoli; la  “starseta”, un sistema di allevamento tradizionale molto espanso ( le piante possono distare l’una dall’altra anche 4 metri) che prevede come sostegno per le viti, oltre ai consueti pali di castagno, anche gli alberi da frutto. Fermentato in acciaio e affinato in legno un paio d’anni, l’Aglianico di Pino Cianciulli cade nel bicchiere con suono felpato e seduce l’olfatto con profumi di susine selvatiche, bacche rosse, foglia di tabacco verde e ardesia spaccata; il…

  • 2019,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Campania,  Cianciulli,  IGT

    2019 Fiano Arenara, Cianciulli

    Diffonde  una luce soffusa il Fiano di Pino Cianciulli, con note di fiori di camomilla, uva spina, scorza di cedro, roccia sbriciolata e un sottofondo che ricorda la farina di castagne.Il palato schiocca, tenace e reattivo, e l’acidità “rocciosa” intride il sorso regalando  ritmo e contrasto, mentre una corrente amarognola di buccia di agrume e pietra focaia, rischiara la deglutizione e chiama un altro bicchiere.Da una vigna a 800 metri sul livello del mare, nel comune di Andretta (AV).

  • 2018,  CAMPANIA,  Campania,  De' Gaeta,  IGT,  ROSATI

    2018 Rosato Campania, De’ Gaeta

    I Comuni del Vino è un progetto che unisce tre piccole cantine nel territorio del Taurasi. Tra queste c’è l’azienda De’ Gaeta, a Castelvetere sul Calore e Toppolocozzetto è il nome simpaticissimo della località dove sono le vigne di aglianico. Come lascia intuire il nome stesso, sono sulla sommità della collina, ad una altitudine intorno ai 500 metri. Questa terra è luogo di elezione del vino da sempre, e l’aglianico qui si esprime in maniera suprema. E’ una zona montuosa dove i suoli sono arricchiti da ceneri e materiale vulcanico spinto fin qui dalla furia del Vesuvio nei secoli e nei millenni. L’azienda lavora in regime biologico e sta strizzando…

  • 2017,  Benito Ferrera,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2017 Passo del lupo Aglianico, Benito Ferrara

    Benito Ferrara è conosciuto ai più principalmente per il suo grande Greco di Tufo Vigna Cicogna. L’assaggio del suo Aglianico Passo del Lupo era pieno di curiosità. Vigneto di circa 3 ettari, posto intorno ai 600 mt slm. Macerazione per alcuni giorni con rimontaggi quotidiani, fermentazione e affinamento solo in acciaio, per 7 mesi circa. Poi via in bottiglia a riposare per un periodo intorno ai 3 mesi, prima della messa in commercio. Sorpresa: una 2017 già così distesa ed accogliente – forse fin troppo – mi ha un po’ spiazzato. Il colore è spettacolare: rubino luminoso, brillante, quasi da incastonare in un anello al posto della suddetta pietra (a…

  • 2016,  Campania,  Cantine di Marzo,  DOCG,  ROSSI,  Taurasi

    2016 Taurasi, Cantine di Marzo

    Timidissimo e senza grinta. Provo a riassaggiare, attendo qualche minuto; niente. Un Taurasi col freno a mano tirato, quasi che per paura di fare troppo abbia deciso di stare fermo un giro: statico, con poca freschezza, dotato di un singolo tono espressivo che ne penalizza l’insieme. Sottratto e con la sordina. Etichetta molto bella, aspettiamo con fiducia il prossimo giro e la prossima annata.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Campania,  DOCG,  Greco di Tufo,  Pietracupa

    2018 Greco, Pietracupa

    Di tutti i Greco in assaggio, la nota dolente è la grinta. Sono vini tranuilli, docili, mansueti. Questo è buono, perché no; piuttosto timido nei profumi come vuole il minimo comun denominatore dell’annata assaggiata fino ad ora, ma piccante in bocca, erbaceo e un accenno di energia in più rispetto a ciò che rivela il naso. Erbaceo e pietroso, tempo e pazienza tireranno fuori il meglio, ma le premesse sono buone.

  • 2019,  Agnanum,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2019 Sabbia Vulcanica, Agnanum

    Bello succoso, con persistenza floreale, molti fiori, un vivaio di fiori erbe mediterranee e tanta arancia, ma c’è di più. Qualcosa che sfugge e che forse non dovrebbe stare in questo calice, un profumo che rimanda ad un moscato; non dovrebbe esserci, dicevo, eppure ci sta e non stona affatto. Piedirosso fatto bene, polposo ma dalla classica acidità spigolosa. Forse è un vino più intenso di quanto si richieda per la sua natura agile, ma è questa intensità che si distende in bocca che fa la differenza.

  • 2017,  Agnanum,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2017 Vigna delle Volpi, Agnanum

    Profumi pieni e seducenti di fiori leggermente appassiti erbe mediterranee, timo e origano e frutta a buccia scura, ciliegie nere e prugne, intervallati da refoli iodati fumosi e piccanti che spingono immantinente all’assaggio che rivela un vino squillante; effettivamente in bocca c’è un rimando piacevole e preciso di quello che ci si aspetta dall’analisi olfattiva, ovvero un vino di promesse mantenute. Molto aroma, si riconosce la cifra di Raffaele Moccia che fa vini pieni di estro pur non rispettando l’esecuzione didattica del piedirosso, tutto acidità e frutta rossa croccantina. Non è un vino per puristi.

  • 2017,  CAMPANIA,  Campania,  Di Meo,  IGT,  ROSSI

    2017 Campania Aglianico, Di Meo

    Tanto mi ha fatto godere il suo fiano, quanto mi lascia interdetta questo aglianico denso, salmastro e amarognolo che lascia una traccia non proprio memorabile nel mio taccuino degli appunti. Troppo evoluto nei profumi, in bocca il sorso è sgonfio e senza polpa. Il finale si concentra in fondo alla lingua, dove una sensazione di salamoia invade il cavo orale a lungo.