• 2017,  Benito Ferrera,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2017 Passo del lupo Aglianico, Benito Ferrara

    Benito Ferrara è conosciuto ai più principalmente per il suo grande Greco di Tufo Vigna Cicogna. L’assaggio del suo Aglianico Passo del Lupo era pieno di curiosità. Vigneto di circa 3 ettari, posto intorno ai 600 mt slm. Macerazione per alcuni giorni con rimontaggi quotidiani, fermentazione e affinamento solo in acciaio, per 7 mesi circa. Poi via in bottiglia a riposare per un periodo intorno ai 3 mesi, prima della messa in commercio. Sorpresa: una 2017 già così distesa ed accogliente – forse fin troppo – mi ha un po’ spiazzato. Il colore è spettacolare: rubino luminoso, brillante, quasi da incastonare in un anello al posto della suddetta pietra (a…

  • 2016,  Campania,  Cantine di Marzo,  DOCG,  ROSSI,  Taurasi

    2016 Taurasi, Cantine di Marzo

    Timidissimo e senza grinta. Provo a riassaggiare, attendo qualche minuto; niente. Un Taurasi col freno a mano tirato, quasi che per paura di fare troppo abbia deciso di stare fermo un giro: statico, con poca freschezza, dotato di un singolo tono espressivo che ne penalizza l’insieme. Sottratto e con la sordina. Etichetta molto bella, aspettiamo con fiducia il prossimo giro e la prossima annata.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Campania,  DOCG,  Greco di Tufo,  Pietracupa

    2018 Greco, Pietracupa

    Di tutti i Greco in assaggio, la nota dolente è la grinta. Sono vini tranuilli, docili, mansueti. Questo è buono, perché no; piuttosto timido nei profumi come vuole il minimo comun denominatore dell’annata assaggiata fino ad ora, ma piccante in bocca, erbaceo e un accenno di energia in più rispetto a ciò che rivela il naso. Erbaceo e pietroso, tempo e pazienza tireranno fuori il meglio, ma le premesse sono buone.

  • 2019,  Agnanum,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2019 Sabbia Vulcanica, Agnanum

    Bello succoso, con persistenza floreale, molti fiori, un vivaio di fiori erbe mediterranee e tanta arancia, ma c’è di più. Qualcosa che sfugge e che forse non dovrebbe stare in questo calice, un profumo che rimanda ad un moscato; non dovrebbe esserci, dicevo, eppure ci sta e non stona affatto. Piedirosso fatto bene, polposo ma dalla classica acidità spigolosa. Forse è un vino più intenso di quanto si richieda per la sua natura agile, ma è questa intensità che si distende in bocca che fa la differenza.

  • 2017,  Agnanum,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  ROSSI

    2017 Vigna delle Volpi, Agnanum

    Profumi pieni e seducenti di fiori leggermente appassiti erbe mediterranee, timo e origano e frutta a buccia scura, ciliegie nere e prugne, intervallati da refoli iodati fumosi e piccanti che spingono immantinente all’assaggio che rivela un vino squillante; effettivamente in bocca c’è un rimando piacevole e preciso di quello che ci si aspetta dall’analisi olfattiva, ovvero un vino di promesse mantenute. Molto aroma, si riconosce la cifra di Raffaele Moccia che fa vini pieni di estro pur non rispettando l’esecuzione didattica del piedirosso, tutto acidità e frutta rossa croccantina. Non è un vino per puristi.

  • 2017,  CAMPANIA,  Campania,  Di Meo,  IGT,  ROSSI

    2017 Campania Aglianico, Di Meo

    Tanto mi ha fatto godere il suo fiano, quanto mi lascia interdetta questo aglianico denso, salmastro e amarognolo che lascia una traccia non proprio memorabile nel mio taccuino degli appunti. Troppo evoluto nei profumi, in bocca il sorso è sgonfio e senza polpa. Il finale si concentra in fondo alla lingua, dove una sensazione di salamoia invade il cavo orale a lungo.

  • 2009,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  Petilia

    2009 Greco di Tufo, Petilia

    Nell’assaggio 2009 del Greco di Tufo Petilia c’è tutta la vitalità che ci si aspetta da questa denominazione non proprio facile da affrontare. Per fortuna di recente si bevono bottiglie veramente interessanti, spesso emozionanti se hanno un po’( ancora meglio se tanti) di anni alle spalle. Teresa e suo fratello Roberto Bruno si divertono a vinificare singolarmente le uve dei tre corpi che compongono il loro vigneto, ma in questo caso ritroviamo un blend delle tre aree: Chianche, Santa Paolina e Campofiorito a Altavilla Irpina. Per chi è un po’ dentro il mondo dei Greco di Tufo, sa che sono questi i cru più vocati ed espressivi. Il vino riporta…

  • 2014,  Antico Castello,  CAMPANIA,  Campania,  IGT,  MACERATI

    2014 Mida Irpinia Greco Selezione Oro, Antico Castello

    Mida, come il Re greco che aveva il dono di trasformare in oro tutto ciò che toccava è un interessante sperimentazione dell’azienda Antico Castello. Il nome lo si comprende certamente di più quando ci ritroviamo questo vino di grande brillantezza e color dell’oro nel calice, che da subito lo si vuole portare al naso per capirne tutte le ricche sfaccettature. Infatti, spiccano da subito note di albicocca fresca e candita, pesca, banana e sentori di agrumi, un ricordo di miele e con una calzante e piacevolissima nota che ricorda le caramelle al limone, interessante la nota vegetale fresca che conclude il ventaglio aromatico di questo vino. Al palato si ripresentano…