• I Mandorli,  ROSATI,  TOSCANA,  VINO D'ANNATA

    2019 Aleato vino rosato, I Mandorli

    Sarà anche un rosato ma sarebbe meglio e più calzante chiamarlo chiaretto o cerasuolo questo blend di aleatico e sangiovese dalla Tenuta I Mandorli in quel di Suvereto. Naso di bergamotto, rose e tabasco, viole mammole , sorso di concentrazione e stile mediterraneo, anguria e senape, finale pepato e incalzante, disseta, stuzzica e appaga, ma non è certo un rosa da bordo vasca, è invece uno splendido compagno della tavola, estiva e non solo.

  • 2011,  LIGURIA,  ROSSI,  VINO D'ANNATA,  Walter De Battè

    2011 Çericò, Prima Terra

    Walter De Battè, da Riomaggiore, nelle meravigliose Cinque Terre, è uomo che ha dimestichezza con le parole e con il far vino. Le due abilità si intersecano: lui racconta i suoi vini con la profondità di un filosofo e i suoi vini lo descrivono con fedeltà pittorica. È un uomo schivo, misurato, ma caparbio e deciso nella scelta di vinificare con rispetto per la sua terra. Terra rinomata per i vini bianchi, si sa, ma De Battè dispiega abilità ed estro per realizzare rossi che lasciano il segno. Come il “Cericò”, composto per l’80% da granaccia e 20% da syrah.Ho stappato l’annata 2011 che snocciola al naso, con immediatezza e levità,…

  • 2019,  Il Signor Kurtz,  RIFERMENTATI,  ROSSI,  VINO D'ANNATA

    2019 Beirut, Il Signor Kurtz

    Ho sempre pensato che l’Umbria dei vini rossi fosse in grado di dare il meglio di sé nell’interpretazione del sangiovese. Un ragionamento più approfondito mi suggerisce invece che probabilmente è il merlot a trovare nelle colline umbre terreni più confortevoli per esprimersi al meglio, e forse questa considerazione era chiara a tutti – soprattutto in provincia di Terni, almeno dal 1979.Ieri ho bevuto Beirut del Signor Kurtz, aka Marco Durante, coraggioso produttore di vini unici e di temperamento forte. Si tratta di un merlot in stato di grazia, rifermentato spontaneamente in bottiglia. Uve raccolte in anticipo sulla tabella di marcia, leggera macerazione sulle bucce. Beirut è un vino pazzesco, che…

  • 2015,  Cascina Tavijn,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO D'ANNATA

    Teresa La Grande, Cascina Tavijn

    Se per motivi di salute mi fosse impedito di bere vino mi metterei ad annusare con concupiscenza i vini di Nadia Verrua, di Cascina Tavijn, in particolare il Teresa La Grande. Questo Ruché del Monferrato dedicato alla mamma di Nadia ha una sontuosità e complessità olfattiva che preannuncia e conferma la grandezza inscritta nel nome. Dopo cinque anni dalla raccolta (l’annata si evince dal lotto di produzione poiché in un vino da tavola non va menzionata in etichetta) e dopo un passaggio in botte grande esausta, il vino oggi squaderna una teoria infinita di profumi fruttati, floreali, erbacei, balsamici, speziati che ammaliano non tanto e non solo per l’estrema varietà,…

  • 2018,  BIANCHI,  La Distesa,  MARCHE,  VINO D'ANNATA

    2018 Nur, La Distesa

    Serve and volley: tecnica di gioco che prevede lo spostarsi subito a rete a chiudere il punto in volée dopo aver servito forte e preciso. Un vino senza troppi fronzoli che attacca deciso con potenza pur mantenendo l’eleganza: naso ricco di mela gialla matura ma con una spina dorsale acida ancora saldamente rigida. La bocca è schietta e il vino scivola in gola fluido, confermando la fragranza nasale e l’opulenza palatale. Il Nur 2018 resta ad ogni passaggio leggiadro fregandosene della sua struttura abbondante. Irradia il bicchiere e riscalda il bevitore (nomen omen), come Stefan Edberg accalorava il pubblico alla finale di Wimbledon nel ’90 con la sua costante eleganza,…

  • 2015,  BIANCHI,  Cascina degli Ulivi,  PIEMONTE,  VINO D'ANNATA

    2015 Filagnotti, Cascina degli Ulivi

    Ho deciso questa volta di condurre il mio assaggio con una metodologia ben definita: due momenti, separati da 24 ore. Protocollo: primo sorso all’apertura a temperatura frigo, secondo dopo trenta minuti e l’ultimo dopo un’ora. Ripeti il giorno successivo. Venerdì 8 maggio, 8e50 di sera. Prendo la bottiglia dal frigo, stappo e vado dritto al bicchiere. Porgo il naso: acquolina da acidità di lambic frenata da un Cider da Upstate New York con la tipica mela cotogna cotta – spero svanisca presto. La bocca è scomposta, la lingua viene punzecchiata da tanti aghi, causa leggera carbonica. Il vino appare come un cavallo imbizzarrito appena uscito dalla stalla: scalcia e corre…

  • 2011,  DOLCI,  EMILIA ROMAGNA,  Marta Valpiani,  ROSSI,  VINO D'ANNATA

    2011 Vino Rosso da uve stramature EL, Marta Valpiani

    EL non è soltanto the sound of Joy come nel celebre pezzo jazz di Sun Ra and the Arkestra ma anche l’ultima annata prodotta di un passito davvero spaziale (70% malbo gentile 30%, cabernet sauvignon) che entra di diritto nella mia sacra triade personale dei passiti rossi prediletti: precisamente dopo il Ratafià di Praesidium e prima del Ciauru j passula di Viteadovest. Ho scelto la musica perché qui si parla di un passito di cui è difficile rendere la godibilità a parole e in generale qualunque vino mi evochi suggestioni musicali – magari soffro di qualche forma di sinestesia – rimane impresso molto più a lungo nella mia memoria. Potevo…

  • 2015,  BIANCHI,  PIEMONTE,  Roagna,  VINO D'ANNATA

    2015 Derthona Timorasso Montemarzino, Roagna

    “Io odiavo le fini. Nelle fini le cose si devono sempre, nel bene o nel male, mettere a posto.”(Cit. Niccolò Ammaniti, ‘Io e te’) In attesa di questa fine e delle fatiche che ci costerà, comunque vada, meglio non avere rimpianti. Luca Roagna ha quella ‘cultura del vino’ che, ricordo ancora, ti lascia inchiodata ad una conversazione che vorresti non finire mai. Grande amore per la Borgogna, che inevitabilmente viene tramutato in un lavoro di paziente attesa. Vecchie vigne, Cru, lunghe macerazioni, artigianalità, sono 4 dei cardini fondamentali del ‘manifesto’ aziendale. Questo è uno tra i vini che amo così follemente da essere custodito con gelosia ossessiva. Quasi un ‘outsider’…

  • 2016,  EMILIA ROMAGNA,  RIFERMENTATI,  VINO D'ANNATA,  Vittorio Graziano

    2016 Ripa di Sopravento, Vittorio Graziano

    Pochi vini hanno un nome più bello di questo. Vittorio Graziano lo produce facendo rifermentare in bottiglia cinque uve diverse, tutte bianche e vassapere quali. Si sa solo che una almeno è della famiglia dei trebbiano e che tutte sono emiliane doc. Vino senza annata ma che dalla sigla del lotto fa sospettare del 2016, entra nel mio personale recinto delle bottiglie senza sovrastrutture, da bersi per piacere della condivisione. Agrumi e spunti vegetali, anche balsamici, esaltati dalla frizzantezza. Il sorso è lieto, corposo e scattante, penetrante e sincero (è tutta la vita che volevo dirlo di un vino). Non particolarmente lungo al gusto e pure un po’ torbido nell’ultimo…

  • 2018,  CALABRIA,  Masseria Perugini,  ROSATI,  VINO D'ANNATA

    2018 Manca del rosso, Masseria Perugini

    La Calabria è una terra che m’ha stregato per molte ragioni, naturalmente cibo e vino sono parte integrante dell’incantesimo. Il potenziale dei vini Calabresi è enorme mentre la mia conoscenza delle zone vitivinicole, purtroppo e per fortuna, è ancora limitata, perle ce ne sono parecchie. In questo caso siamo tra il Pollino e la Sila, per la precisione a San Marco Argentano. Daniela De Marco, Giampiero Ventura e Pasquale Perugini, oltre a gestire quel luogo d’incanto che è la Masseria Perugini, fanno anche vino, e che vino! Delicatissimo questo rosato da magliocco in purezza (forse un filare di greco nero). Il naso rivela note di agrumi e ribes, la bottiglia finisce…