• I Mandorli,  ROSATI,  TOSCANA,  VINO D'ANNATA

    2019 Aleato vino rosato, I Mandorli

    Sarà anche un rosato ma sarebbe meglio e più calzante chiamarlo chiaretto o cerasuolo questo blend di aleatico e sangiovese dalla Tenuta I Mandorli in quel di Suvereto. Naso di bergamotto, rose e tabasco, viole mammole , sorso di concentrazione e stile mediterraneo, anguria e senape, finale pepato e incalzante, disseta, stuzzica e appaga, ma non è certo un rosa da bordo vasca, è invece uno splendido compagno della tavola, estiva e non solo.

  • 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Gran Selezione Colonia, Fèlsina

    Confesso che bevendolo ho peccato: ho stappato un vino concepito per resistere al tempo, di un produttore che licenzia bottiglie generalmente non di pronta beva.Ciononostante devo ammettere che il vino in questione si è presentato decisamente in controtendenza rispetto alle austerità pronosticate. Intendiamoci, non si tratta di un vino beverino, ma il gusto è decisamente più immediato di quanto ci si aspetterebbe.Lo conferma la vista che regala un rubino decisamente splendente con un’unghia quasi purpurea. La consistenza sembra “alleggerita” come il naso, a tutto vantaggio di sentori decisamente incentrati sul frutto rosso (ciliegia Ravenna, prugna rossa, creme de cassis), arricchito da pennellate di erbe aromatiche, fiori rossi disidratati e cenni…

  • 2019,  Castello di Montepò,  IGT,  ROSATI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 JeT, Castello di Montepò

    Dal cuore della Maremma, in quel del Castello di Montepò, proprietà di Jacopo e Tancredi Biondi Santi, ricominciano i lavori su vigneti, cloni e capacità del sangiovese di dar vita a vini di personalità. Questo vino rosa porta il nome di padre e figlio e annuncia l’inizio di una più attenta mappatura dei vigneti di Montepò i cui risultati saranno rivelati nei prossimi anni. Colore provenzale, velo di cipolla intrigante, pesca nettarina, susine, rosa thea, lamponi, melograno e fragolina di bosco. Sorso plastico e carnoso con intensità e struttura non banali, dolcezza sussurrata e filante con importanza. Stiloso nella bottiglia e in bocca, forse manca di personalità e originalità ma…

  • 2017,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2017 Chianti Classico Riserva Rancia, Fèlsina

    Come non sentirsi sotto una lieve pressione quando si scrive di questo vino? I giudizi internazionali oscillano tra i novantacinque e i novantasette centesimi per l’annata in questione e pare difficile aggiungere qualcosa al cumulo di informazioni e notizie che sono state scritte.Andiamo al sodo: il vino si presenta luminoso, di un rubino sangue di piccione impenetrabile, decisamente consistente ma senza mai perdere equilibrio e finezza.Naso di toni austeri in cui alla frutta rossa di prugna cotta, confettura di amarena e mora, si affiancano note floreali di viola mammola e petalo di rosa Thea, seguiti da toni decisamente più scuri di goudron, concia di cuoio adulto, tabacco brown e calde…

  • 2019,  BIANCHI,  Chiesina di Lacona,  DOC,  Elba,  TOSCANA

    2019 Ansonica dell’Elba, Chiesina di Lacona

    Nuova azienda elbana che finora vendeva le uve, ma che ha deciso di investire nella valorizzazione di queste bellissime ed esperte vigne nell’entroterra di Lacona, all’Isola d’Elba. Colore dorato delicato con bella trasparenza, erbe aromatiche, ginestra, cumino e lieve note di arancio che emergono via via che la temperatura sale nel bicchiere. Vino sottile come spesso l’ansonica permette di fare, al limite dell’evanescente, ma se si ha la pazienza di lasciarlo ambientare e abbinarlo con grazia, si mostra fine, iodato, salino, con tracce di tannino che organizzano il traffico al palato in maniera sinuosa ed efficace. Vino che cresce alla distanza e seduce poco a poco.

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • 2018,  IGT,  Panizzi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Pinot Nero, Panizzi

    Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  Paolo Marchionni,  TOSCANA,  Toscana

    2018 L’Erta, Paolo Marchionni

    Da un vigneto risalente al 1967, uno degli esempi più riusciti di trebbiano toscano che cerca di inserirsi sul filone dei grandi abruzzesi, senza rinunciare al racconto del territorio toscano e chiantigiano in bianco. Colore pulsante, netto, un gorgo arancio invitante e magnetico. Note floreali estive ed elicriso, camomilla e agrumi canditi, carrube poi in bocca intensità cremosa e quasi zabaione; ritorna su frutta a polpa gialla e tracce fumè sempre sottolineate da tanta sapidità. Davvero si possono sentire echi abruzzesi ma tradotti con il calore chiantigiano , una rusticità che nasconde eleganza e preziosità, sapore e fine lunghezza.

  • 2016,  IGT,  ROSSI,  Tenuta di Carleone,  TOSCANA,  TOSCANA

    2016 UNO, Tenuta di Carleone

    Il 2016 di Carleone è uno di quei vini che rappresentano un po’ una pietra miliare, almeno per la denominazione a cui appartengono: c’è un prima e c’è un dopo, quando si parla dei Sangiovese di Radda. È un vino fantastico in annata di grazia, straordinario sotto ogni punto di vista. È splendidamente tratteggiato, tutto sembra essere, assaggio dopo assaggio e anche a distanza di mesi, sempre al suo posto; al tempo stesso è rosso grintoso, scattante, che invita alla beva e che a ogni sorso rivela un ulteriore aspetto della sua finezza. Sorprende soprattutto in termini di eleganza, e questa è forse la vera notizia. Ci sono tutti quei…