• 2017,  Barbaresco,  DOCG,  PIEMONTE,  Rivetto,  ROSSI

    2017 Barbaresco Marcarini, Rivetto

    Di viola, di erbe fresche, di cornioli sotto spirito, di cuoio bagnato: così allude nel bicchiere il Barbaresco Marcarini 2017 di Enrico Rivetto. Il naso invitante è sostenuto da un palato ricco, generoso, pieno di sapore; pur essendo denso, quasi muscolare, incede con grazia, senza affaticare il sorso e lascia una sensazione generale di misura e compostezza.

  • 2015,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  Poderi Colla,  ROSSI

    2015 Langhe Bricco del Drago, Poderi Colla

    In principio fu ‘vino da tavola’… ad averne di vini come questo in tavola ogni giorno. Lasciando (a malincuore) da parte quella che è la lunga e antichissima storia della famiglia Colla, non si può non chiedersi perché il Bricco del Drago sia così speciale da essere l’unico vino da tavola a meritare la delimitazione della zona di produzione con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1987. Prodotto da vigne distese su questa collina dal nome ‘fantastico’, ci regala una bevuta difficile anche solo da immaginare. Il dolcetto, da bravo eroe protagonista, non ha avuto molta reticenza nel mostrarsi. Completo rosso intenso, camicia viola, giovane e bello, dolcemente profumato di…

  • 2015,  Coste della Sesia,  DOC,  La Prevostura,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Coste della Sesia Muntacc, La Prevostura

    Sono ancora in Alto Piemonte, ma questa volta anche in alto mare. Mi spiego. La bottiglia è un regalo: la mia conoscenza della cantina La Prevostura tocca lo zero. Quindi mi avvicino senza preconcetti e con una sostanziosa dose di curiosità al Muntacc Coste della Sesia 2015: l’unione nebbiolo e vespolina mi piace. Il colore è rosso acceso, la luce viene riflessa con forza ornando il bicchiere con un drappo rosso. Il naso è di prugna, mora e una leggera nota pepata. In bocca sa di nebbiolo (occhio che non è così scontato) con un ulteriore spinta della frutta e dei fiori rossi tipici della vespolina. Il legno è incastonato…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Scarzello

    2011 Barolo Sarmassa, Scarzello

    Appena aperto è partita la discussione, più sull’annata che sul produttore (una discreta certezza) e sulla costante sorpresa di fronte ad alcuni 2011 che oggi si rivelano in stato di grazia. Magari pagano qualcosa in termini di austerità, magari non saranno vini così longevi ma che spettacolo di golosità, di beva e non ultimo di generosità. Un Barolo da tavola nella migliore accezione del termine, saporito e piacevolmente avvolgente senza eccedere in calore. Tanta bocca e pedalare, a me è piacuto tantissimo.

  • 2001,  Balghera,  DOCG,  LOMBARDIA,  ROSSI,  Valtellina Superiore

    2001 Valtellina Superiore Grumello Riserva, Balgera

    L’unghia aranciata non nasconde un colore vivo, trasparente, con riflessi rubino accesi. Le lievi note ematico – ferrose trasfigurano dopo alcuni minuti in uno zefiro di erbe di campo e sottobosco, spinto da toni di amarene e visciole e correnti più cupe di sottobosco e cuoio. Bocca calda e lievemente sapida, quasi bucciosa. La notevole acidità assicura salivazione e schiocco di labbra. Tenace, affilato, teso come la corda mi5 del violino innerva il cavo orale di vibrazioni. In deglutizione chiude con richiami di ferro battuto e roccia spaccata.

  • 2013,  Colombera & Garella,  Coste della Sesia,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Coste della Sesia rosso, Colombera & Garella

    Da una delle denominazioni più sfigate e sottovalutate del pianeta vino, un rosso (e un’azienda) di cui mi innamorai dieci anni fa, in pieno trip Alto Piemonte. Riemerso dalla semestrale sistemazione nella mia confusa cantina, l’uvaggio di ingresso di nebbiolo (in ampia prevalenza), croatina e vespolina di casa Colombera ha trovato un lustro per esprimersi in modo sontuoso, sinceramente anche oltre le mie alte aspettative. Ancora del tutto integro il frutto rosso, molto goloso, che segna lo spettro olfattivo in apertura, prima di una rapida virata su note ferrose, poi di terra bagnata, funghi porcini secchi e grafite. Un’evoluzione continua e sorprendente, da vino di ben altra fascia e blasone.…

  • 2001,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2001 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Da quei due ettari e poco più rappresentati dalla sotto zona di Cannubi S. Lorenzo ecco qua il Barolo di Giuseppe Rinaldi 2001. Parto con il dire che questo vino dalla sua apertura all’ultima goccia contenuta nella bottiglia è cambiato costantemente, la sua evoluzione all’interno del bicchiere ha richiesto una buona dose di concentrazione per tutta la (breve) durata della degustazione. Già a naso partiamo con sensazioni molto intense e marcate. L’impronta iniziale è data da una decisa nota di frutti rossi: ciliegie, amarene e sottobosco che si accompagnano dinamicamente con cenni balsamici caldi che si intensificano man mano che il vino resta a contatto con l’ossigeno. L’intensità aumenta, presentando…

  • 2004,  Barbaresco,  DOCG,  Oddero,  PIEMONTE,  ROSSI

    2004 Barbaresco Gallina, Oddero

    A chiusura di una giornata di relax, sbocconcellando due pezzi di formaggio di quelli buoni (Asiago mediamente stagionato e Vezzena 36 mesi tosto), propendo per un rosso in relax che abbia comunque grip e classicità, stanco di rifermentazioni e stramberie (chi legge sa). Barbaresco abbastanza classico, buon frutto di fondo, freschezza ancora buona anche se la carruba in arrivo mi butta li una idea iniziale di evoluzione, alleggerita dalla presenza della viola che fa invaghire del bicchiere; in bocca un tannino lievemente ruvido che non penso si risolverà, non ha l’eleganza che amo e che connota altri vini della denominazione, ma per il resto la tensione è buona e il…

  • 2017,  DOC,  Fara,  Gilberto Boniperti,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Fara Barton, Gilberto Boniperti

    Fara è una di quelle denominazioni che stava raggiungendo un livello di mito pari ad Atlantide: in un passato neppure troppo lontano era sempre più difficile trovare vini che riportassero questa menzione. Per fortuna negli ultimi anni si è assistito ad un’inversione di rotta e questa area che, insieme a Sizzano, rappresenta la parte meridionale dell’Alto Piemonte, sta riprendendo vigore. Nel bicchiere è capitato il Barton di Gilberto Boniperti, vignaiolo in quel di Barengo, persona tanto gentile e affabile nei modi quanto determinato nel suo produrre vino di alta qualità. Complice un’annata per nulla facile come il 2017, questo vino sussurra e non scalpita: diafano nel suo presentarsi, fa della…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…