• I Mandorli,  ROSATI,  TOSCANA,  VINO D'ANNATA

    2019 Aleato vino rosato, I Mandorli

    Sarà anche un rosato ma sarebbe meglio e più calzante chiamarlo chiaretto o cerasuolo questo blend di aleatico e sangiovese dalla Tenuta I Mandorli in quel di Suvereto. Naso di bergamotto, rose e tabasco, viole mammole , sorso di concentrazione e stile mediterraneo, anguria e senape, finale pepato e incalzante, disseta, stuzzica e appaga, ma non è certo un rosa da bordo vasca, è invece uno splendido compagno della tavola, estiva e non solo.

  • ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Zind-Humbrecht,  FRANCIA

    2012 Alsace Riesling Herrenweg de Turckheim, Domaine Zind-Humbrecht

    Per la serie “non tutti i gusti sono al sapore di menta”, ecco un riesling alsaziano sul quale avevo letto recensioni critiche molto buone e che a casa mia ha impiegato 36 ore per raggiungere una forma accettabile. Stappato sabato a pranzo, subito i profumi (fiore di camomilla, mandorla amara, mandarino candito, alchechengi, miele di castagno, cera depilatoria) si sono accompagnati a un’ipotesi di ossidazione, nonostante un tappo perfetto. Ohibò, mi sono detto, stiamo a vedere. Bocca slegata ma di struttura, amaricante e con acidità piatta. Il poco nerbo era conferito da una sapidità pietrosa.Lo ho finito la sera successiva. Le note amarognole si erano affievolite sia al naso che…

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  Paolo Marchionni,  TOSCANA,  Toscana

    2018 L’Erta, Paolo Marchionni

    Da un vigneto risalente al 1967, uno degli esempi più riusciti di trebbiano toscano che cerca di inserirsi sul filone dei grandi abruzzesi, senza rinunciare al racconto del territorio toscano e chiantigiano in bianco. Colore pulsante, netto, un gorgo arancio invitante e magnetico. Note floreali estive ed elicriso, camomilla e agrumi canditi, carrube poi in bocca intensità cremosa e quasi zabaione; ritorna su frutta a polpa gialla e tracce fumè sempre sottolineate da tanta sapidità. Davvero si possono sentire echi abruzzesi ma tradotti con il calore chiantigiano , una rusticità che nasconde eleganza e preziosità, sapore e fine lunghezza.

  • 2015,  AUSTRIA,  BIANCHI,  Maria & Sepp Muster,  TAFELWEIN

    2015 Graf Sauvignon, Weingut Maria & Sepp Muster

    Avevo assaggiato i vini di Maria e Sepp Muster solo in qualche fuggevole occasione tra amici; una di quelle serate in cui sei troppo distratta per ricordarne tutte le peculiarità, ma abbastanza vigile da accomodare il sorso tra i vini “WOW” della tua biblioteca mentale enoica. La cantina si trova nella regione austriaca della Stiria al confine meridionale con la Slovenia, 10 ettari di ripidi vigneti che dal 2000 sono lavorati in biodinamica. “Graf”, è il nome della linea dei vini dell’azienda provenienti dai vigneti più antichi (zweigelt, morillon e sauvignon blanc), posizionati nella fascia centrale tra Sgaminegg e Opok.Ricordavo bene: il naso è intenso, sulfureo, di pietra focaia, cerino, zolfo, e mineralità…

  • 2015,  Domaine de l'Ecu,  FRANCIA,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2015 Mephisto, Domaine de l’Écu

    Di questo non piccolo Domaine della Loira atlantica conoscevo solo i muscadet, e nemmeno tanto bene. Poi, a pranzo con amici, è capitata questa bottiglia. Un’etichetta improbabile, un demone fallocrate di gusto medievale, la mai troppo esecrata gommalacca. Guardo la bottiglia e penso: mi state coglionando? un’altra volta?– Potremmo stappare questo.– Che è?!– Cabernet franc della Loi..– Stappa subito!Naso di triglie (Ilaria docet), peperone crusco, ribes, ciliegia candita, composta di fragole, fiori rossi, erbe mediterranee, pepe rosa. Bocca educata e persino morbida in ingresso (l’anfora dell’affinamento ha fatto il suo), irruente e minerale nella beva vera e propria. Scorre, perché il franc deve scorrere, quando non correre o galoppare (possibilmente…

  • 2014,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Des Roches Neuves,  FRANCIA,  SAUMUR

    2014 Saumur L’Insolite, Domaine Des Roches Neuves

    Thierry Germain mi piace sempre. O quasi. Poi assaggio questo vino e mi chiedo: ma lo chenin come deve essere? Chenin insolito, come da avvertenza onomastica. Vegetale a sovrastare una componente agrumata quasi amara, appena ingentilita da una mimosa che si è presentata il giorno dopo, riassaggiando. Mi era piaciuta molto la 2013 mentre questa annata, animata da una tensione piuttosto verdeggiante, non mi ha convinto punto.

  • 2015,  AOC,  COSTIÈRES DE NÎMES,  FRANCIA,  Mark Kreydenweiss,  ROSSI

    2015 Costieres de Nimes Perrières, Marc Kreydenweiss

    Quattro giorni di assaggio di un blend di uve (mourvedre, syrah, grenache, carignan) rosse, biodinamiche e del Rodano meridionale.Giorno 1: Al naso è molto chiuso, con una riduzione che palesa qualche pelo di cavallo di brettiana memoria. Un ricordo di ciliegia candita è tutto quello che riesco a tirargli fuori. Bocca dura, tanta materia e poca definizione. Vediamo domani.Giorno 2: Comincia ad aprirsi: amaretti, cuneesi al rum (Cuba, non Arione), acciughe sotto sale. Il cavallo si è allontanato di qualche metro ma riusciamo ancora a guardarci negli occhi. In bocca le sensazioni di ieri si sono lievemente ammorbidite. Resta ancora piuttosto ingessato e carente di freschezza. Post deglutizione la ciliegia…

  • 2015,  BIANCHI,  Cascina degli Ulivi,  PIEMONTE,  VINO D'ANNATA

    2015 Filagnotti, Cascina degli Ulivi

    Ho deciso questa volta di condurre il mio assaggio con una metodologia ben definita: due momenti, separati da 24 ore. Protocollo: primo sorso all’apertura a temperatura frigo, secondo dopo trenta minuti e l’ultimo dopo un’ora. Ripeti il giorno successivo. Venerdì 8 maggio, 8e50 di sera. Prendo la bottiglia dal frigo, stappo e vado dritto al bicchiere. Porgo il naso: acquolina da acidità di lambic frenata da un Cider da Upstate New York con la tipica mela cotogna cotta – spero svanisca presto. La bocca è scomposta, la lingua viene punzecchiata da tanti aghi, causa leggera carbonica. Il vino appare come un cavallo imbizzarrito appena uscito dalla stalla: scalcia e corre…

  • 2016,  BIANCHI,  Costa Toscana,  Fabbrica di San Martino,  IGT,  MACERATI,  TOSCANA

    2016 Bianco, Fabbrica di San Martino

    Individuare il momento esatto nel quale stappare una bottiglia richiede un talento particolare che dopo anni di studio matto e disperatissimo possiamo certificare con una parola sola: culo. Miele di tiglio, arancia, mango disidratato, mimosa, nocciole fresche. Dal naso alla bocca tutto è giocato su note dolci senza essere dolce affatto. È un taglio di vermentino, trebbiano e malvasia che incredibilmente qui in Sabaudia non si inc… non incontra il gusto degli indigeni. Io invece lo amo. Fabbrica di San MartinoVia della Pieve Santo Stefano, 251155100 – Lucca (LU), italiaTel +39 0583 394284info@fabbricadisanmartino.it

  • 2015,  AOC,  LOIRE,  MENETOU-SALON,  Philippe Gilbert,  ROSSI

    2015 Loire Menetou-Salon Les Renardieres, Philippe Gilbert

    Borgogna. La patria putativa del pinot noir, il vitigno che ama il freddo e le amorevoli attenzioni del vignaiolo. Storie di frati e di muretti in pietra che si perdono nella notte dei tempi. Parafrasando Armando Castagno: il Pinot Noir in Borgogna non è importante, è un’ovvietà. Dalla Côte de Nuits arrivano i migliori pinot noir del mondo, che spesso si affermano come i migliori vini del mondo. Tutto vero, ed ecco perché racconto l’assaggio di un pinot noir sì, ma della Loira, e precisamente dell’appellation Menetou-Salon: il pinot noir Les Renardieres 2015 di Philippe Gilbert. Insomma, basta parlare sempre de sta (di questa, per chi è nato a nord…