• ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Zind-Humbrecht,  FRANCIA

    2012 Alsace Riesling Herrenweg de Turckheim, Domaine Zind-Humbrecht

    Per la serie “non tutti i gusti sono al sapore di menta”, ecco un riesling alsaziano sul quale avevo letto recensioni critiche molto buone e che a casa mia ha impiegato 36 ore per raggiungere una forma accettabile. Stappato sabato a pranzo, subito i profumi (fiore di camomilla, mandorla amara, mandarino candito, alchechengi, miele di castagno, cera depilatoria) si sono accompagnati a un’ipotesi di ossidazione, nonostante un tappo perfetto. Ohibò, mi sono detto, stiamo a vedere. Bocca slegata ma di struttura, amaricante e con acidità piatta. Il poco nerbo era conferito da una sapidità pietrosa.Lo ho finito la sera successiva. Le note amarognole si erano affievolite sia al naso che…

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  G. H. Mumm,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Champagne Cordon Rouge, G. H. Mumm

    Quando ero ragazzo Cordon Rouge era una sorta di sinonimo di champagne. Lo trovavi ovunque. Adesso le enoteche quasi lo nascondono sugli scaffali tanto è mainstream, immagine di un tempo andato. Eppure alla cieca, in una campionatura di champagne base da ultima cena, a me non è dispiaciuto del tutto. Unico della tavolata, così vi fate un’idea.Colore verdolino, e non per via della bottiglia con la nuova etichetta, bolle a profusione molto fini. Al naso è subito vegetale, tra salvia e mentuccia. Poi melone a pasta bianca, lime, pomelo, un’idea di anice (potrei averla sognata), caffè appena tostato. Dice che la base è pinot noir e tocca fidarsi. Teso in…

  • 2016,  BIANCHI,  LIGURIA,  Rocche del Gatto,  VINO

    2016 Ntin Crociata, Le Rocche del Gatto

    Sia dannata la burocrazia, che vieta di indicare in etichettà sia l’anno di questo vino (il 2016) sia il vitigno di provenienza (il vermentino). Cugino del pigatesco e famoso Spigau Crociata, macerato storico sia della produzione di Fausto De Andreis che della viticoltura italiana tutta, Ntin è un vermentino che colpisce per personalità. Che è quella della famiglia Crociata.Una lieve ossidazione prelude a sentori di alghe ed erbe mediterranee che si completano fondendosi con note fruttate di arancia amara, bergamotto e pesca grigliata. Il sorso è puntuto, tra sale e pietra, materico e definito senza appesantimenti. Un vino granbello, nello stile di Rocche del Gatto, sulla cui felice evoluzione in…

  • 2015,  Domaine de l'Ecu,  FRANCIA,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2015 Mephisto, Domaine de l’Écu

    Di questo non piccolo Domaine della Loira atlantica conoscevo solo i muscadet, e nemmeno tanto bene. Poi, a pranzo con amici, è capitata questa bottiglia. Un’etichetta improbabile, un demone fallocrate di gusto medievale, la mai troppo esecrata gommalacca. Guardo la bottiglia e penso: mi state coglionando? un’altra volta?– Potremmo stappare questo.– Che è?!– Cabernet franc della Loi..– Stappa subito!Naso di triglie (Ilaria docet), peperone crusco, ribes, ciliegia candita, composta di fragole, fiori rossi, erbe mediterranee, pepe rosa. Bocca educata e persino morbida in ingresso (l’anfora dell’affinamento ha fatto il suo), irruente e minerale nella beva vera e propria. Scorre, perché il franc deve scorrere, quando non correre o galoppare (possibilmente…

  • 2019,  FRANCIA,  Matassa,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2019 Tattouine Rouge, Matassa

    La prima regola del bevitore è che non si bevono vini che sono in bottiglia da meno di un anno. La seconda regola del bevitore è che si bevono anche quelli.Tom Lubbe, neozelandese cresciuto in Sud Africa e ora vignaiolo nel Roussillon, è una sorta di celebrità nel mondo del vino naturale. Non faccio parte del suo fan club però trovo i suoi vini decisamente buoni. Ricordo con piacere alcuni bianchi non particolarmente concessivi, anche piuttosto cazzuti. Non è il caso di questo rosso da uve grenache gris e carignan, che nel nome e nell’etichetta richiama la saga di Star Wars. Leggero sia nella gradazione alcolica (è una caratteristica dei…

  • 2016,  Angol d'Amig,  Emilia,  EMILIA ROMAGNA,  IGT,  RIFERMENTATI

    2016 Spumante Qui e Ora, Angol d’Amig

    Marco Lanzotti ha i capelli scombinati. Sorride anche con gli occhi. Nello sguardo ha conservato quella luce di stupore che è sia dei bambini che di chi ha una passione. Nel suo caso la passione è il vino, prodotto o bevuto.Spumante di trebbiano di Spagna, come il mitologico Sciampàgn del professor Venturelli. Vinificazione in terracotta, con seconda fermentazione in bottiglia, nessun dosaggio. Un metodo classico nel quale la sboccatura avviene quando si stappa: qui e ora. Ci sono due scuole di pensiero circa le bottiglie di bolle che conservano al loro interno i cadaverini dei lievitini. La prima è di chi ama torbidità e gusto lievitoso, che fanno molto vino…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…

  • 2013,  BIANCHI,  DOC,  Manni Nössing,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Valle Isarco

    2013 Alto Adige Valle Isarco Kerner, Manni Nössing

    Con il passare degli anni sono diventato bianchista. Certo, bevo di tutto ma certi bianchi con qualche anno di bottiglia possono avere una leggiadrìa che manca a molti rossi di pari annata e che mi fa pensare all’immortalità. O a una gonna di cotone che svolazza. Ne è prova provata questo kerner, che incontro in un momento per lui molto felice, a quasi sette anni dalla vendemmia. Kerner. Quando non mi sente nessuno lo pronuncio con le “e” esageratamente aperte, accentandole entrambe in una similparodia dell’accento lombardo. Come scivolare su un pavimento di cartavetro. Il kerner è un’uva semiaromatica e Manni Nössing ne è probabilmente il mio interprete preferito. I…

  • 2017,  BIANCHI,  Calalta,  IGT,  VENETO,  Veneto

    2017 Mentelibera, Calalta

    Bronner, chi era costui? Non Brynner, l’indimenticato Yul, bensì bronner, vitigno che fa parte della famiglia dei cosiddetti Piwi. Piwi è quasi un vezzeggiativo, abbreviazione di una parola tedesca parecchio più lunga e che non so né scrivere né pronunciare, e indica varietà ibride particolarmente resistenti alle malattie fungine. Per molti viticoltori i Piwi rappresentano il futuro dell’agricoltura consapevole e rispettosa dell’ambiente. Richiedendo pochi trattamenti in vigna sembrano adatti in particolare a chi voglia produrre quei vini che alcuni si ostinano a chiamare naturali. Potrei aprire una parentesi ragionando sull’opportunità di definire “naturale” un vino da vitigno creato in laboratorio dall’uomo. Ma conosco modi decisamente più eccitanti di perdere tempo.…