• 2019,  Ca' dei Maghi,  DOC,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

    2019 Valpolicella Classico, Cà dei Maghi

    “Una casa sulla collina di Fumane, le scintille che escono dal comignolo e la polenta scompare dalla griglia. <<Ci sono i Maghi>>, si diceva in paese”. Così il testo che in etichetta si spartisce lo spazio con un grappolo d’uva. Anche il vino è spartito tra la semplice, diretta espressione di un’uva qui indirizzata alla tavola di tutti i giorni e una scintilla di pensiero che ne nobilita proprio il tratto più schietto e immediato. Sa di fiori rosa, fragoline selvatiche e un tocco di rabarbaro, suggerendo una idea di genuinità. Grazie a una acidità che sostiene ma non punge e il contenuto grado alcolico (12,5%) in bocca scivola via…

  • 2013,  Amarone della Valpolicella,  Ca' dei Maghi,  DOCG,  PRODUTTORI,  ROSSI,  VENETO

    2013 Amarone della Valpolicella Classico Riserva Canova, Cà dei Maghi

    Apro questa bottiglia contravvenendo alla mia regola temporale che riguarda l’Amarone: aspettare almeno dieci anni. Seguo però da qualche tempo il giovane viticoltore Paolo Creazzi di Fumane ed ero curiosissima di assaggiare questo Riserva ch’è fatto con le uve che provengono dal Monte Sant’Urbano, uno dei cru storici della Valpolicella (e detto per inciso del prezioso lavoro di mappatura del caro Alessandro Masnaghetti che ne rilevò qualche anno fa circa 270, nelle etichette ancora non c’è verso di vedere qualche risultato).  Mi piace sin dal colore rubino granato che lascia vedere il profilo delle dita sul fondo del bicchiere. Immagino quindi un’eleganza stilistica che infatti ritrovo nei profumi delicati ma penetranti:…

  • 1975,  Amarone della Valpolicella,  DOCG,  Giuseppe Quintarelli,  ROSSI,  VENETO

    1975 Amarone della Valpolicella Riserva, Giuseppe Quintarelli

    Cosa è il vino? Una soluzione idro-alcolica ovviamente…ma poi? Un alimento ovviamente…ma poi? A cosa serve una bottiglia passata l’esigenza alimentare e quella strettamente edonistica? Alcune bottiglie sono viaggi: in luoghi, tempi, con persone, strade, profumi, attimi di vita, attese, speranze, momenti che scorrono mentre assaggi ed acquisti; sono un percorso che si conclude il giorno in cui un verme in acciaio, a volte teflonato, buca quel turacciolo in sughero, mentre preghi che quei pochi centimetri di substrato di corteccia abbiano fatto il miracolo. E in quel mentre pensi…poi estrai, con attenzione, e quando va bene, se non sei una pietra e quel momento per te è importante, in un…

  • 2013,  DOC,  Gini,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

    2013 Valpolicella Superiore Le Mattoline Tenuta Scajari, Gini

    Vinoso, speziato, rosa piena, fragola molto matura e il tratto vegetale caldo della corvina, portata in medio appassimento, a completare il naso; in bocca tutto torna, si sente la volontà di fare un Valpolicella importante: inizialmente goloso e quasi dolce chiude con una lieve durezza finale, che da un lato bilancia la morbidezza (glicerine ben presenti), ma dall’altro tende forse a troncare il vino, in modo lievemente asciugante; nulla che il tempo non possa sistemare, solo che ora come ora mannaggia… C’è comunque un lato positivo della questione ed è che impedisce di berti la bottiglia subito! E questo vino frega… Pregevole la scelta del lungo affinamento prima della messa…

  • 2018,  Bardolino,  DOC,  Giovanna Tantini,  ROSSI,  VENETO

    2018 Bardolino, Giovanna Tantini

    C’era una volta il Bardolino “tutti frutti”, un vino, più che semplice, sempliciotto, poiché difficilmente teneva oltre l’estate. D’altra parte i principali consumatori erano i turisti in vacanza estiva sul Lago di Garda. Dimenticate tutto ciò. C’è chi dimostra che il Bardolino è tutt’altro: Giovanna Tantini,  ad esempio. L’idea di un Bardolino che tenesse nel tempo, raffinato ed elegante, lei l’ha avuta sin dagli inizi. Potremmo sfoderare una verticale di almeno cinque o sei annate, sicuri di stupirvi. Vi basti quest’ottimo 2018 che, comme d’habitude, Giovanna fa uscire un anno dopo. Di un trasparente e vibrante rosso che richiama il cuore della melagrana, fa della speziatura della corvina la protagonista principale, richiamando…

  • 2015,  DOC,  Monte Dall'Ora,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

    2015 Valpolicella Classico Superiore Camporenzo, Monte Dall’Ora

    Prodotto con le tradizionali corvina, corvinone e rondinella, provenienti dall’omonimo vitigno, Il Camporenzo Monte dall’Ora 2015 è certamente una piacevole bevuta da tutto pasto. Di un rosso rubino vivace e intenso con un naso ricco, complesso e aromatico. Da subito evidenti le note piene di amarena, ciliegia e bacche nere. Decisamente interessante la nota mentolata e speziata che spunta dopo poco che si è versato nel bicchiere. Il gusto è pulito e si ricollega armonicamente con le sensazioni percepite a naso. L’acidità e la dolce trama tannica lo incoronano (per me) ancora una volta fra le interpretazioni naturali e autentiche migliori della Valpolicella. Bevuto sul bollito di carne è un’esplosione…

  • 2012,  Amarone della Valpolicella,  Carlo Boscaini,  DOCG,  ROSSI,  VENETO

    2012 Amarone Classico Riserva, Carlo Boscaini

    Carlo Boscaini potrebbe essere definito come un “tradizionalista” nell’ambito del mondo produttivo della Valpolicella. Ha cantina a Sant’Ambrogio, in zona classica, e il suo stile rimanda al passato valpolicellese, quello precedente all’epoca dell’opulenza. Probabilmente questa sua volontà di radicamento nella storia vinicola del territorio ha ora trovato compimento nella sua “nuova” Riserva di Amarone. Prima annata in commercio, appena uscita, la 2012. Nonostante dichiari in etichetta la bellezza di 16,5 gradi (e forse è leggermente oltre) di alcol, non vi è alcuna impressione di calore eccessivo in questo vino e neppure vi sono morbidezze o tannicità in rilievo. Piuttosto, il vino viene tenuto in equilibrio da una freschezza tipicamente valpolicellese,…

  • 2018,  DOC,  Novaia,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

    2018 Valpolicella, Novaia

    Tra le vallate della Valpolicella, quella di Marano si distingue perché dà i rossi più leggeri nella tonalità e più nervosi e longilinei nell’indole e anche più orientati ad esprimere la marasca invece che quella ciliegia mora che connota i territori contermini. Di fatto, credo di avere già detto che cosa mi aspettassi stappando – anzi, pardon, svitando – il Valpolicella 2018 “entry level” di Novaia, l’azienda bio dei Vaona, che sta, appunto, sulla collina maranese. Non reca la dicitura “Classico” perché fino a quella vendemmia non era consentito utilizzarla qualora si chiudesse il vino con la capsula a vite, ma fortunatamente il vincolo è venuto a cadere con il…