• 2017,  Barbaresco,  DOCG,  PIEMONTE,  Produttori del Barbaresco,  ROSSI

    2017 Barbaresco, Produttori del Barbaresco

    Ok, il Barbaresco è un vino celebre e neanche troppo adombrato dall’ingombrante coinquilino langarolo, ma come potrà mai essere quello di una cooperativa? Eh, e qui vi voglio. Perchè la Produttori del Barbaresco non è una cooperativa agricola come le altre che siamo abituati ad immaginare. Non lavora a tonnellate di nebbiolo per metro quadrato, ma ha grande rispetto del territorio, dell’uva e del vino che riporta nel nome. Se non vi fidate di me controllate sulle guide i punteggi che vengono assegnati ai loro vini. E ok che le guide non sono un parametro infallibile della qualità, ma allora cosa volete fare, ascoltare i consigli di ‘mbare Santuzzu?La 2017…

  • 2019,  Antonio Camillo,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Ciliegiolo, Antonio Camillo

    L’iscrizione dell’etichetta del Ciliegiolo di Antonio Camillo riporta la dicitura “Vini di Territorio”. Il territorio di cui si parla è la Maremma Toscana, al confine tra Lazio e Toscana, a metà fra il lago di Bolsena e il Mar Tirreno. Qui Antonio Camillo negli anni ha ricercato e preso in gestione molte vecchie vigne sparse qua e là nella zona.Le uve del Ciliegiolo di Antonio Camillo provengono da vigneti di oltre 40 anni di età, piantati tra i 200 e i 400 metri s.l.m. tra i comuni di Manciano e Capalbio, su terreni a prevalenza argillosa con parecchio pietrisco ad albergarci dentro. Dopo la vendemmia il mosto fermenta in acciaio,…

  • 2017,  DOC,  Lessona,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Lessona Pizzaguerra, Colombera & Garella

    Può un vino a base spanna (a.k.a. nebbiolo se si risale il corso della Sesia) avere una bevibilità imbarazzante e trasmettere comunque un nobile carisma? Sì, se si parla del Lessona DOC “Pizzaguerra” di Colombera & Garella (anche perché, se la risposta fosse stata “no”, l’esordio ad effetto sarebbe stato anche l’epitaffio del pezzo).Il Lessona DOC ha goduto di grande fama nel corso dei secoli, arrivando quarto in una mai ufficializzata competizione tra le denominazioni piemontesi, dietro i due volti noti langaroli e il Gattinara. Poi la seconda guerra mondiale mandò tutto alla malora, con le vigne del Lessona che alla malora ci si trasferirono per decenni. Il ritorno alla…

  • 2016,  Boca,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Vallana

    2016 Boca, Vallana

    L’areale di Boca, quando ancora le denominazioni d’origine non esistevano, era disseminato di viti coltivate a maggiorina, più o meno per 40000 ettari. Oggi gli ettari vitati sono circa 700. Giusto per dare un’idea: ogni singolo comune in Umbria ha una superficie comunale maggiore, e non sono certo delle metropoli.Una tale riduzione ha essenzialmente un solo motivo: la paura della fame. Nel secondo dopoguerra il richiamo dell’industria e del salario fisso ha avuto più mordente sui contadini della zona rispetto ad una bucolica povertà, e non che questi ultimi prima vantassero gli introiti di Bill Gates. Fortunatamente negli ultimi anni, qui come altrove, la tendenza è il ritorno alla terra…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Piper- Heidsieck

    Champagne Extra Brut Cuvée Résérve Essentiel, Piper-Heidsieck

    Questa scheda ha un problema: è scritta da qualcuno non abituato a bere Champagne. La conoscenza scolastica del vino più celebrato al mondo, quella che si apprende ad un corso sommelier, inclusi uno o due assaggi in tutto, impedisce un racconto più completo, una riflessione più ampia su questo vino.Questa scheda, però, ha anche un vantaggio: è scritta da qualcuno non abituato a bere Champagne. Vuol dire che non ho patito condizionamenti inconsci, tipo aspettarmi un particolare sentore perchè so che quel sentore deve per forza esserci in uno Champagne. Ho ficcato il naso nel calice, ho bevuto, ho preso nota.La Maison Piper-Heidsieck vede la luce nel 1785, quando i…

  • 2018,  AOC,  CROZES-HERMITAGE,  FRANCIA,  RHÔNE,  ROSSI,  Yann Chave

    2018 Crozes Hermitage, Yann Chave

    Yann Chave è un omone grande e grosso che orbita all’interno delle sue vigne poste lungo il Rodano settentrionale. Dico omone non perché lo conosca, ma perché è un ex rugbista, e a quello sport non ti ci avvicini sotto un certo tonnellaggio, a meno che non vi piaccia il reparto ortopedia del vostro ospedale di fiducia.La stazza imponente non ha però evitato al buon Yann nei primi anni duemila un’intossicazione durante uno dei trattamenti effettuati in vigna. Mollato il respiratore credo le sue prime parole siano state “ho una gran voglia di regime biologico, voi che ne dite?”, ottenendo la certificazione ufficiale nel 2007 e la salvezza dei propri…

  • 2016,  DOCG,  LOMBARDIA,  ROSSI,  Sandro Fay,  Valtellina Superiore

    2016 Valtellina Superiore Valgella Costa Bassa, Sandro Fay

    Vogliamo ripetere tutti insieme le cinque sottozone della Valtellina? Sassella, Grumello, Inferno, Maroggia e Valgella. Bravissimi.È proprio da quest’ultima sottozona, la più orientale delle cinque, che proviene il Costa Bassa di Sandro Fay. Le uve chiavennasca (nebbiolo per i non autoctoni) dedicate alla produzione di questo Valtellina Superiore fruiscono del magro e sabbioso terreno a partire dal fondovalle fino ad arrivare attorno ai 450 m slm. Sapendo ciò potremmo già aspettarci un vino che punti più sulla levità che sulla potenza, anche a fronte dei 12 mesi in botte che seguono la fase di fermentazione in acciaio. Vi rovino il film dicendo che le aspettative sono rispettate, ma ciò non…

  • 2015,  Colle Picchioni,  IGT,  LAZIO,  Lazio

    2015 Il Vassallo, Colle Picchioni

    Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace (e se vogliamo ci mettiamo anche “l’Italia è bella tutta”, che male non fa). E a Paola Di Mauro il vino che faceva il contadino con le sue uve non piaceva proprio. Il casale che avevano nel territorio di Marino, lungo le pendici del Vulcano Laziale che guardano verso il Tirreno, possedeva una vigna piantata a merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc. Purtroppo il vino che si faceva era ai limiti della bevibilità. Paola Di Mauro pensò “ci sarà pure un modo di fare un vino buono partendo da queste uve. Ci riescono i francesi e io…

  • 2016,  Deltetto,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    2016 Roero Riserva Braja, Deltetto

    Il Roero ha fama di essere solo il cugino povero delle Langhe. Se ne sta fermo alla sinistra del Tanaro, dopo che questi decise centinaia di migliaia di anni fa di traslocare più a sud, portando con sé i suoi affluenti, che lasciarono traccia della migrazione nelle celebri Rocche. Sta lì con il suo terreno caratterizzato da grande presenza di sabbia e assenza di acqua, dove i roerini coltivano un gran nebbiolo.Il nebbiolo del Roero Riserva di Deltetto proviene dallo storico vigneto Braja in Santo Stefano Roero. La vinificazione prevede un contatto di 30 giorni tra bucce e vino a cappello sommerso, quindi maturazione in botti e barriques di rovere…

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  Poggio Bbaranèllo

    2019 T1, Poggio Bbaranèllo

    Altro vino prodotto in quel di Montefiascone da Silvia e Lisa di Poggio Bbaranèllo. Questo sarebbe il vino base della gamma, prodotto con uve trebbiano toscano, qui chiamato ‘procanico’.T1 si può leggere “T con 1”, ovvero “Trebbiano al tempo uno”, un omaggio di Silvia alla matematica per indicare che il trebbiano è la prima uva a venire vinificata. Vinificazione in bianco, lieviti assolutamente indigeni, nessuna filtrazione né chiarifica, affinamento in acciaio.Nel calice il vino è di un giallo paglierino molto intenso.Naso intenso anch’esso, rimanda ad ananas e frutta tropicale, mimosa e ginestra, mandorle, miele e cera, con note minerali tra lo iodato e il terragno e con lievi cenni di…