• 2019,  Benito Ferrera,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo

    2019 Greco di Tufo Vigna Cicogna, Benito Ferrara

    Gabriella Ferrara e Sergio Ambrosino con il Vigna Cicogna non sbagliano un colpo. Antesignano del concetto di cru nel comune di Tufo, in particolare nella frazione San Paolo, il Greco di Tufo Vigna Cicogna ha determinato con la sua costanza qualitativa il successo di questa piccola cantina familiare. Propongono nel 2019 un prodotto di raffinata eleganza, gran nitore e definizione aromatica. Triade classica agrumi-sale-erbe aromatiche: pompelmo rosa, caramella al limone, timo, dragoncello e salvia; leggerissima sigla fumé. Grande tessitura qualitativa al gusto, continuità senza strappi sino alla persistenza, nonostante energia pseudotannica e salinità.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantine Dell'Angelo,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo Miniere, Cantine dell’Angelo

    Non sono un segugio, spesso mi sfuggono le varietà più note anche se gridano il nome del vitigno a tutto spiano. Ma questo lo stano tra mille, potete star sicuri . Sempre lo stesso vigore sorprendente, uno schiaffone che lascia cinque dita stampate nella memoria olfattiva. Sulfureo, irrequieto, indòmito, mela sale pietre sole nervo; questo è un vino che avrà un grande futuro luminoso.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantine Dell'Angelo,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo Torrefavale, Cantine dell’Angelo

    La mano del produttore è quella, non si scappa. Angelo Muto mette le proprie iniziali in ogni bottiglia che produce. Zolfo e pietra, nervo e tensione pure in questo bel vino, dove la mela leggermente ossidata (leggermente, sottolineo) si fa sentire a compensare tanta energia; un vino che si esprime con una freschezza da potenziale di crescita. Se l’ossidazione della melina resta come è, e la tensione si ingentilisce con il tempo, il produttore ha fatto bingo. Chiusura leggermente amarognola, persistente e gradevolissimo.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Campania,  DOCG,  Greco di Tufo,  Pietracupa

    2018 Greco, Pietracupa

    Di tutti i Greco in assaggio, la nota dolente è la grinta. Sono vini tranuilli, docili, mansueti. Questo è buono, perché no; piuttosto timido nei profumi come vuole il minimo comun denominatore dell’annata assaggiata fino ad ora, ma piccante in bocca, erbaceo e un accenno di energia in più rispetto a ciò che rivela il naso. Erbaceo e pietroso, tempo e pazienza tireranno fuori il meglio, ma le premesse sono buone.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo,  Vigne Guadagno

    2018 Greco di Tufo, Vigne Guadagno

    Appena avvicino il calice al naso ritrovo i profumi che mi rimandano ad un contesto contadino: netti, definiti, un po’ polverosi, profumi di cantina. E ha tutte le cose al posto giusto, compreso quella schioppettata di pietra focaia che vado cercando. In bocca mi intriga, si capisce che ha bisogno di tempo ma ha tutte le cosine a posto e in equilibrio tra frutto, nervo salino, acidità persistenza; secondo i calcoli del mio gusto, è pronto a deflagrare tra un anno.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantine di Marzo,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo Ortale, Cantine di Marzo

    Si nota in mezzo alla batteria di assaggi; esce con una certa personalità, è un’espressione di Greco di Tufo vigorosa ma con garbo. Leggera sproporzione alcolica che si avverte al naso e nell’assaggio, ma il ragazzo ha bei modi tra fiori di agrumi, profumi di macchia e sbuffi di affumicatura da pietra focaia. Successivamente ho potuto vedere l’etichetta: adorabile. Del resto Ortale è la vigna migliore della cantina.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo,  Tenuta del Meriggio

    2018 Greco di Tufo Colle dei Lauri, Tenuta del Meriggio

    Molto lontano dal Greco di Tufo che conosco. Manca tensione, manca il sale e la pietra focaia, mancano i profumi di erba di campo; al naso qualcosa mi disturba, forse dipende dall’essere eccessivamente balsamico, un campione che non è in linea niente con il resto della – seppur insicura – batteria di assaggi. Qui si spinge di legno, ridondante ed eccessivo. Peccato.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantina Bambinuto,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo Picoli, Cantina Bambinuto

    Paglierino intenso con cedevolezze appena dorate. Naso raffinato e docile che richiama delicati intarsi di frutta a fibra dolce (pesca gialla e susina goccia d’oro), agrumi acerbi e sentori di aloe e latte di fico. Bocca rispondente e sullo stesso registro di riservatezza, che tiene il punto su sapori agrumati e piacevolmente fruttati, ma che impone nello sviluppo gustativo la sua austerità per chiudere in una lunga persistenza cui fanno corredo vigorose acidità e salinità. Picoli è un vino simbolo del comune di Santa Paolina, che testimonia la vocazione ai cru anche per questo comune della Docg Greco di Tufo in cui ancora, purtroppo, sono pochissimi i produttori a filiera…

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo,  Villa Raiano

    2018 Greco di Tufo Ponte dei Santi, Villa Raiano

    La Docg Greco di Tufo non poteva perdere un grande interprete come Villa Raiano. Orfani del cru Contrada Marotta prodotto da uve a Montefusco, non più in dote all’azienda, i Basso si sono messi subito al lavoro con altre uve in altra zona. Siamo in un vigneto quindicenne a cavallo tra i comuni di Altavilla Irpina e Chianche, in frazione Ponte dei Santi da cui prende il nome, e la 2018 è la seconda annata prodotta. Piace subito per definizione e nitidezza. Affatto timido, mostra i suoi tratti aromatici con disinvoltura: principalmente agrumi, poi margherite e camomilla, fiori di tiglio e acacia, erbe aromatiche e in chiusura un richiamo piacevolmente…

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantina Bambinuto,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo, Cantina Bambinuto

    Quello di entrambi i Greco di Tufo dell’annata 2018 di Marilena Aufiero ha dato la diffusa sensazione di un esito convincente. E non è un caso visto che anche in annate considerate problematiche, come la 2014 e la 2017, era riuscita a proporre tutto ciò che di buono poteva tirare fuori dalle sue vigne di Santa Paolina. Dopo tanta palestra prendere le giuste misure a una splendida e abbondante annata come la 2018 le sarà sembrato un giochetto da ragazzi. E forse la valutazione in centesimi è fin troppo prudente per il vino “d’annata”. Presenta un’intrigante espressione di nitidezza olfattiva, accompagnata da una palette aromatica raffinata e ampia di frutta…