• 2013,  Barolo,  DOCG,  Giovanni Rosso,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barolo Vigna Rionda Ester Canale, Giovanni Rosso

    È sempre difficile snocciolare profumi, sapori e percezioni tattili quando ci si trova al cospetto di tanta bontà. Si rischia sempre la figura barbina con un donchisciottesco tentativo di domare qualcosa di indomabile, di fermare con delle parole qualcosa di fuggevole ma nello stesso tempo monolitico. Ma come nei primati di Kubrick, che si destano sorpresi dall’imponente ombra del blocco di pietra, la curiosità ha la meglio sul timore. Il liquido riflette la luce evidenziando il contrasto tra un viola ed un color mattone che sembrano saltare fuori dal bicchiere per come sono vividi. Con il naso trovi confettura di ciliegia, con un rametto di mentuccia che rende il frutto…

  • 2015,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Roccheviberti

    2015 Bricco Boschis Barolo, Roccheviberti

    Un esempio di territorio e aderenza alla denominazione in una MGA dove il nome che tutti conoscono è un altro non è facile imbottigliare un “altro” Bricco Boschis. Siamo su sabbie e marne, sul crinale alto di Castiglion Falletto, note cupe di mora di rovo, ciliegia, pepe nero e salsedine, sagrestia ed ebano, sandalo e menta, tabacco, patchouli, tannino splendido succoso e ribaldo mai troppo importante e massiccio. Sostanza e finezza con un carattere solare e floreale sempre bilanciato da frutto sicuro e netto. ROCCHEVIBERTIVia Alba-Monforte, 55 – 12060 Castiglione Falletto (CN)Tel. +39.335.8185761 – +39.339.2422321 – +39.324.0785544Fax +39.0173.364159 – claudio@roccheviberti.it

  • 2003,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    2003 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Un mitico vigneto quasi monopole a Castiglione Falletto, ormai da anni protagonista dei migliori exploit in Langa. Anche in annata calda e tesa come la 2003, riesce ad esprimere un refolo di caldo sottobosco fruttato scuro, tabacco e sacrestia, incenso e lacca, vetiver. Al sorso è una dolce coccola ritmata tra cacao e caffè, lunghezza dinoccolata, corpo solido, tannino serico e soave capace benissimo di dire ancora la sua sulla Chateaubriand con foie gras scottato e spinaci saltati di Vito Mollica al Palagio nel Four Seasons Hotel a Firenze.

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Morbidi, vividi, sinuosi, palpabili, luminosi, scarlatti o tendenti al granato…immersi in un gioco d’ombre, pur essendo spesso grande fonte di luce. I drappi rossi nelle opere del Caravaggio fanno nella mia testa questo salto e sono evocati dal modo in cui questo Barolo sta nel bicchiere. Gli sono complici le luci della stanza, ma l’idea e la luce che poi si ricrea sulla tovaglia è bellissima. Nel bicchiere poi, la bellezza sta nel gioco di archetti compatti e strutturati che ricordano proprio il tessuto, tutto incredibilmente evocativo. E lo è ancor di più quando il bicchiere lo si porta al naso presentando un vino di grande dolcezza, con profumi che…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Scarzello

    2011 Barolo Sarmassa, Scarzello

    Appena aperto è partita la discussione, più sull’annata che sul produttore (una discreta certezza) e sulla costante sorpresa di fronte ad alcuni 2011 che oggi si rivelano in stato di grazia. Magari pagano qualcosa in termini di austerità, magari non saranno vini così longevi ma che spettacolo di golosità, di beva e non ultimo di generosità. Un Barolo da tavola nella migliore accezione del termine, saporito e piacevolmente avvolgente senza eccedere in calore. Tanta bocca e pedalare, a me è piacuto tantissimo.

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2011 Barolo Tre Tine, Giuseppe Rinaldi

    Qualche anno fa al banchetto di ViniVeri il Tre Tine 2011 (il Barolo di Rinaldi dai vigneti di Cannubi, San Lorenzo e Ravera) mi era parso uno dei più spenti in anni di assaggi. Soprattutto non riuscivo a immaginarmi un grande futuro per questo millesimo. Avendolo bevuto non saprò mai dove sarebbe potuti arrivare, ma mi rimane una certezza: cinque anni dopo la mutazione è stata completa, forse più rapida che in altre annate, tanto da essere già un Nebbiolo di razza di puro godimento. Una bevuta profondissima e stratificata in continua mutazione e in mirabile equilibrio tra gioia e austerità, curve e lineamenti, materia e pensiero.

  • 2001,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2001 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Da quei due ettari e poco più rappresentati dalla sotto zona di Cannubi S. Lorenzo ecco qua il Barolo di Giuseppe Rinaldi 2001. Parto con il dire che questo vino dalla sua apertura all’ultima goccia contenuta nella bottiglia è cambiato costantemente, la sua evoluzione all’interno del bicchiere ha richiesto una buona dose di concentrazione per tutta la (breve) durata della degustazione. Già a naso partiamo con sensazioni molto intense e marcate. L’impronta iniziale è data da una decisa nota di frutti rossi: ciliegie, amarene e sottobosco che si accompagnano dinamicamente con cenni balsamici caldi che si intensificano man mano che il vino resta a contatto con l’ossigeno. L’intensità aumenta, presentando…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…

  • 1996,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    1996 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Nella mia carriera alcolica ho bevuto tre volte Monprivato 1996. Una volta è stata tra le più grandi bevute di Nebbiolo della mia vita; la successiva una bottiglia che difettava di messa a fuoco, ma dalla progressione di razza; l’ultima è stata la più deludente, tanto da far pensare a un paio di commensali che potesse essere stata una boccia taroccata. Non scopro io la grande variabilità di uno dei rossi più celebrati d’Italia e non so nemmeno se abbia senso scrivere di una bottiglia sfortunata, ma mi interessa aprire un confronto su un vino che può raggiungere vette altissime o riservare cocenti delusioni, a prezzi da bestemmie creative. Già…

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Riserva Vigneto Rocchette, Lorenzo Accomasso

    La 2006 è un’annata che sta dando parecchie soddisfazioni in Langa, sia per i Barolo che per altre tipologie. Sarà per questo che mi attendevo un filo di più dalla Riserva Rocchette di Accomasso, da tempo entrato nell’olimpo dei vini che richiedono l’investimento di un organo per l’acquisto. Insomma, pensavo fosse amore e non è stato un calesse, per carità, ma una sveltina un po’ sbrigativa sì. Sempre non contando i lunghi preliminari di stappatura, che gli hanno fatto smaltire una piccola riduzione iniziale. Poi spezie, frutta rossa e la parte boschiva si sono fatti sentire. Al Cavaliere e alla sua aria da langhetto consumato, comunque, non si può non…