• 2006,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Morbidi, vividi, sinuosi, palpabili, luminosi, scarlatti o tendenti al granato…immersi in un gioco d’ombre, pur essendo spesso grande fonte di luce. I drappi rossi nelle opere del Caravaggio fanno nella mia testa questo salto e sono evocati dal modo in cui questo Barolo sta nel bicchiere. Gli sono complici le luci della stanza, ma l’idea e la luce che poi si ricrea sulla tovaglia è bellissima. Nel bicchiere poi, la bellezza sta nel gioco di archetti compatti e strutturati che ricordano proprio il tessuto, tutto incredibilmente evocativo. E lo è ancor di più quando il bicchiere lo si porta al naso presentando un vino di grande dolcezza, con profumi che…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Scarzello

    2011 Barolo Sarmassa, Scarzello

    Appena aperto è partita la discussione, più sull’annata che sul produttore (una discreta certezza) e sulla costante sorpresa di fronte ad alcuni 2011 che oggi si rivelano in stato di grazia. Magari pagano qualcosa in termini di austerità, magari non saranno vini così longevi ma che spettacolo di golosità, di beva e non ultimo di generosità. Un Barolo da tavola nella migliore accezione del termine, saporito e piacevolmente avvolgente senza eccedere in calore. Tanta bocca e pedalare, a me è piacuto tantissimo.

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2011 Barolo Tre Tine, Giuseppe Rinaldi

    Qualche anno fa al banchetto di ViniVeri il Tre Tine 2011 (il Barolo di Rinaldi dai vigneti di Cannubi, San Lorenzo e Ravera) mi era parso uno dei più spenti in anni di assaggi. Soprattutto non riuscivo a immaginarmi un grande futuro per questo millesimo. Avendolo bevuto non saprò mai dove sarebbe potuti arrivare, ma mi rimane una certezza: cinque anni dopo la mutazione è stata completa, forse più rapida che in altre annate, tanto da essere già un Nebbiolo di razza di puro godimento. Una bevuta profondissima e stratificata in continua mutazione e in mirabile equilibrio tra gioia e austerità, curve e lineamenti, materia e pensiero.

  • 2001,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2001 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Da quei due ettari e poco più rappresentati dalla sotto zona di Cannubi S. Lorenzo ecco qua il Barolo di Giuseppe Rinaldi 2001. Parto con il dire che questo vino dalla sua apertura all’ultima goccia contenuta nella bottiglia è cambiato costantemente, la sua evoluzione all’interno del bicchiere ha richiesto una buona dose di concentrazione per tutta la (breve) durata della degustazione. Già a naso partiamo con sensazioni molto intense e marcate. L’impronta iniziale è data da una decisa nota di frutti rossi: ciliegie, amarene e sottobosco che si accompagnano dinamicamente con cenni balsamici caldi che si intensificano man mano che il vino resta a contatto con l’ossigeno. L’intensità aumenta, presentando…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…

  • 1996,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Mascarello,  PIEMONTE,  ROSSI

    1996 Barolo Monprivato, Giuseppe Mascarello

    Nella mia carriera alcolica ho bevuto tre volte Monprivato 1996. Una volta è stata tra le più grandi bevute di Nebbiolo della mia vita; la successiva una bottiglia che difettava di messa a fuoco, ma dalla progressione di razza; l’ultima è stata la più deludente, tanto da far pensare a un paio di commensali che potesse essere stata una boccia taroccata. Non scopro io la grande variabilità di uno dei rossi più celebrati d’Italia e non so nemmeno se abbia senso scrivere di una bottiglia sfortunata, ma mi interessa aprire un confronto su un vino che può raggiungere vette altissime o riservare cocenti delusioni, a prezzi da bestemmie creative. Già…

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Riserva Vigneto Rocchette, Lorenzo Accomasso

    La 2006 è un’annata che sta dando parecchie soddisfazioni in Langa, sia per i Barolo che per altre tipologie. Sarà per questo che mi attendevo un filo di più dalla Riserva Rocchette di Accomasso, da tempo entrato nell’olimpo dei vini che richiedono l’investimento di un organo per l’acquisto. Insomma, pensavo fosse amore e non è stato un calesse, per carità, ma una sveltina un po’ sbrigativa sì. Sempre non contando i lunghi preliminari di stappatura, che gli hanno fatto smaltire una piccola riduzione iniziale. Poi spezie, frutta rossa e la parte boschiva si sono fatti sentire. Al Cavaliere e alla sua aria da langhetto consumato, comunque, non si può non…

  • 2013,  Barolo,  DOCG,  Elvio Cogno,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barolo Riserva Vigna Elena, Elvio Cogno

    Sono pochissimi i produttori di Langa fortemente identificabili con uno specifico cru (in ambito Barbaresco mi viene in mente Giuseppe Cortese per il Rabajà) come lo è Cogno per la Ravera di Novello. In qualche modo, e semplificando, Cogno è la Ravera e la Ravera è Cogno, non me ne vogliano gli altri interpreti, spesso validissimi. Proprio da un pezzettino di un ettaro della Ravera nasce il Vigna Elena, Riserva realizzata solo nelle migliori annate con uva da viti di nebbiolo clone rosé. I vini di Valter Fissore e Nadia Cogno borgogneggiano, per eleganza e leggiadria, e per quella ricerca di una precisione tecnica che non si tramuta mai in…

  • 2016,  Barolo,  DOCG,  Parusso,  PIEMONTE,  ROSSI

    2016 Barolo Mosconi, Parusso

    Non è questo l’indirizzo presso cui fare una sosta se si hanno nel mirino i Barolo più tradizionali, magari prodotti da vignaioli che preferiscono anche fare un passo indietro in fase di vinificazione. Marco Parusso rivendica con un certo orgoglio tutto quello che che negli anni ha pensato, studiato, applicato per arrivare a uno stile tanto personale quanto definito, riconoscibile. Dall’appassimento delle uve per rendere più nobili i raspi alla macerazione a freddo, fino a un uso quanto mai convinto del legno piccolo. Il Mosconi tra le MGA aziendali (2016 ennesima conferma della grande bontà dell’annata) è quella che oggi appare più in forma, definita nelle forme e sinuosa nella…

  • 2016,  Barolo,  DOCG,  Parusso,  PIEMONTE,  ROSSI

    2016 Barolo Mariondino, Parusso

    Tutti i Barolo di Marco Parusso sono delle piccole bombe di profumi e di sapore, caratteristiche che vengono ricercate dal produttore con particolare meticolosità, specie nell’uso di diverse temperature in fase di vinificazione (la macerazione a freddo, la fermentazione a temperatura controllata). Il Mariondino tra le MGA assaggiate è quella che appare un po’ più esile in termini di talento espressivo, tanto potente e appagante quanto meno espressiva e definita dei suoi “fratelli” Bussia e Mosconi. Barolo 2016 che appare inaspettatamente più pronto, molto molto tostato nel carattere tanto da farsi ricordare per tonalità che spaziano dal tabacco alla liquirizia, dal rovere a spezie quali il pepe e soprattutto la…