• 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  BOURGOGNE ALIGOTÉ,  Coche-Dury,  FRANCIA

    2015 Bourgogne Aligoté, Coche-Dury

    Riguardo Coche-Dury potremmo dilungarci o essere sintetici ed in ogni caso non sbaglieremmo approccio alla descrizione. Infatti, se da un lato sembrano troppe le cose da dire sui vini, vere e proprie icone liquide della Côte de Beaune, dall’altro non è difficile ritrovarsi ad essere stringati nel riferire in merito ad un’azienda commercialmente fra le più esclusive della regione, circondata da un rigoroso riserbo. All’interno di una gamma composta da etichette stratosferiche, il Bourgogne Aligoté ricopre il ruolo dell’ apripista. Si tratta di una referenza da considerare come pret-a-porter, pensando ai pezzi pregiati della collezione aziendale, anche se non è difficile vederla collocata dal mercato ad un livello di costo…

  • 2015,  IGT,  ROSSI,  Sportoletti,  UMBRIA,  Umbria

    2015 Villa Fidelia, Sportoletti

    Il vino convenzionale, come il non convenzionale, persegue un modello gustativo che, piaccia o non piaccia la tipologia, ha lanciato, decenni fa, il vino italiano sul mercato interno ed estero. Il Villa Fidelia Rosso, vino di punta dell’azienda umbra Sportoletti (la prima annata è del 1990), rientra nella categoria dei vini convenzionali (Riccardo Cotarella è l’enologo aziendale dal 1998): un taglio bordolese che, alla maniera bordolese, affina in barrique di rovere francese poi in bottiglia. I profumi fruttati (frutto scuro, maturo) sono da manuale insieme ad un’impronta floreale anch’essa scura e appassita; terziari come sopra: classica nota tostata e venature dolci alla vaniglia.In bocca a me pare statico, senza slancio…

  • 2015,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Ciro Picariello,  DOCG,  Fiano di Avellino

    2015 Fiano di Avellino, Ciro Picariello

    Non so se “ripeness is all” e cioè se la maturità sia tutto per noi abitanti di questo mondo, come scrisse Cesare Pavese citando il Re Lear del Bardo. Quel che so è che c’è un momento fortunatissimo in cui la maturità di un vino bianco, aperto a qualche anno dalla vendemmia, esprime tutto o quasi (e spesso quella è la sola bottiglia che ti resta). Questo Fiano di Picariello è così.  Maturo con lode. Fresia e ginestra, susina gialla e sul finire un ricordo di nocciola e polvere di marmo. In bocca è compatto, polposo, con una scia salata che lo spinge in avanti. L’ho bevuto fresco e con lentezza…

  • 2015,  Coste della Sesia,  DOC,  La Prevostura,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Coste della Sesia Muntacc, La Prevostura

    Sono ancora in Alto Piemonte, ma questa volta anche in alto mare. Mi spiego. La bottiglia è un regalo: la mia conoscenza della cantina La Prevostura tocca lo zero. Quindi mi avvicino senza preconcetti e con una sostanziosa dose di curiosità al Muntacc Coste della Sesia 2015: l’unione nebbiolo e vespolina mi piace. Il colore è rosso acceso, la luce viene riflessa con forza ornando il bicchiere con un drappo rosso. Il naso è di prugna, mora e una leggera nota pepata. In bocca sa di nebbiolo (occhio che non è così scontato) con un ulteriore spinta della frutta e dei fiori rossi tipici della vespolina. Il legno è incastonato…

  • 2015,  AUSTRIA,  BIANCHI,  Maria & Sepp Muster,  TAFELWEIN

    2015 Graf Sauvignon, Weingut Maria & Sepp Muster

    Avevo assaggiato i vini di Maria e Sepp Muster solo in qualche fuggevole occasione tra amici; una di quelle serate in cui sei troppo distratta per ricordarne tutte le peculiarità, ma abbastanza vigile da accomodare il sorso tra i vini “WOW” della tua biblioteca mentale enoica. La cantina si trova nella regione austriaca della Stiria al confine meridionale con la Slovenia, 10 ettari di ripidi vigneti che dal 2000 sono lavorati in biodinamica. “Graf”, è il nome della linea dei vini dell’azienda provenienti dai vigneti più antichi (zweigelt, morillon e sauvignon blanc), posizionati nella fascia centrale tra Sgaminegg e Opok.Ricordavo bene: il naso è intenso, sulfureo, di pietra focaia, cerino, zolfo, e mineralità…

  • 2015,  BIANCHI,  DOC,  METODO CLASSICO,  Revì,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Trento

    2015 Trento Brut Millesimato, Revì

    Eccolo qua il metodo classico trentino d’altura. Oro brillante, al naso prevale lo chardonnay nelle note butirrose, che danno quella pienezza un po’ sensuale da spumante importante, più largo che verticale cioè. Poi fiori, agrumi, tutto il necessario per farti dire “avete fatto un buon lavoro, ragazzi”. Bevuta di allegra soddisfazione, con le sue venature di pane croccante, in bocca attacca fiero e saldo, resta a lungo, a rimarcare in retronasale tutto quel bel corredo trentino, dalle mele alle rocce dolomitiche, che probabilmente non profumano ma insomma, un po’ ti sovviene. 2015 con dégorgement (sboccatura pare brutto da dire) 2019, quindi la complessità stratificata è garantita.

  • 2015,  DOC,  Latium Morini,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

    2015 Valpolicella Superiore Campo Prognai, Latium Morini

    Prognai terra dei progni, progno è un torrente sempre secco che scarica quando le piogge sono abbondanti. Tutte le valli della Valpolicella hanno il loro progno.Metti una sera a cena per festeggiare un compleanno, studia che ti studia , visto che si è scelto di assaggiare il 2015, perché siamo dei viziati viziosi, scegliamo Ilatium Morini Campo Prognài. Perché? Pioveva tanto e ci andava bene così. Tortellini di Valeggio, tortelli di zucca con gli amaretti, polletto alla griglia e costata sempre da caminetto. Che goduria. Rosso sangue di piccione come quel rubino che nessun fidanzato, né marito, mi ha mai regalato, ma di cui non ho ancora perso le speranze…

  • 2015,  Domaine de l'Ecu,  FRANCIA,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2015 Mephisto, Domaine de l’Écu

    Di questo non piccolo Domaine della Loira atlantica conoscevo solo i muscadet, e nemmeno tanto bene. Poi, a pranzo con amici, è capitata questa bottiglia. Un’etichetta improbabile, un demone fallocrate di gusto medievale, la mai troppo esecrata gommalacca. Guardo la bottiglia e penso: mi state coglionando? un’altra volta?– Potremmo stappare questo.– Che è?!– Cabernet franc della Loi..– Stappa subito!Naso di triglie (Ilaria docet), peperone crusco, ribes, ciliegia candita, composta di fragole, fiori rossi, erbe mediterranee, pepe rosa. Bocca educata e persino morbida in ingresso (l’anfora dell’affinamento ha fatto il suo), irruente e minerale nella beva vera e propria. Scorre, perché il franc deve scorrere, quando non correre o galoppare (possibilmente…

  • 2015,  DOCG,  La Fralluca,  ROSSI,  Suvereto,  TOSCANA

    2015 Suvereto Sangiovese Ciparisso, La Fralluca

    Mi sto innamorando dei sangiovese di Suvereto, della Val di Cornia, della costa e della maremma toscana, luoghi in cui fino ad oggi hanno avuto più fortuna vini rossi prodotti con uve internazionali, eppure… eppure qui il sangiovese sa assorbire e rivelare sfumature meravigliose, saline e calde, aromatiche e di gran carattere, come solo in pochi altri luoghi riesce a fare. Il nome poi, ha una storia magica, una leggenda che narra di un principe e di Apollo, di errori umani e vita eterna. Rubino intenso, i suoi profumi di mirto, rosmarino e macchia mediterranea trascinano la mente verso la bellezza di pinete e spiagge. Amarene e visciole, foglia di…