2015,  Carema,  DOC,  Ferrando,  PIEMONTE,  ROSSI

2015 Carema Etichetta Nera, Ferrando

Ferrando è una Cantina storicamente legata al piccolo Borgo di Carema, luogo incantato dove la roccia domina e le montagne circostanti compongono una cornice fiabesca, a tratti unica in tutto il Piemonte. Un piccolo lembo di terra, a cavallo tra la suddetta regione e la Valle d’Aosta, che ho già raccontato più volte anche su Intralcio. Vi è fermento e giovani volenterosi tra queste pergole, qui chiamate “topie” e “pilun”, caratteristici tutori in pietra tronco-conici, vera icona del territorio. Ferrando, contrariamente ai tanti vignaioli che ho illustrato di recente, è presente in queste colline da sempre, un vero caposaldo della piccola Doc torinese nata nel 1967. In realtà la sede dell’azienda è a Ivrea (To), dal 2018 questa cittadina storica è stata ufficialmente inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco quale “Città industriale del XX secolo”, impossibile non citare la celebre Olivetti. La Cantina è stata fondata nel 1890 dal pioniere Giuseppe Ferrando. Il rapporto vero e proprio con il pittoresco borgo di Carema ha inizio nel 1957 per mano di un altro Giuseppe, nipote del fondatore. Siamo ormai alla quinta generazione e al timone troviamo Roberto, figlio di Luigi, altro personaggio chiave della Cantina; con lo stesso attaccamento alle tradizioni, ma con uno sguardo rivolto al futuro, tra moderne tecnologie ormai sempre più necessarie e costanti studi in vigna e in cantina, conduce il gioco. All’interno del calice verso il Carema 2015 Etichetta Nera. Il millesimo, indubbiamente caldo a tratti siccitoso, mai eccessivamente, è stato privo di fenomeni negativi o particolarmente rilevanti, dunque tutto sommato un’ottima annata. Nebbiolo in purezza, localmente chiamato picoutener o picotendro, affina 3 anni di cui 2 in barrique, uno in bottiglia prima della vendita. Manto tra il rubino e il granato, attualmente è in vantaggio il primo. Tonalità calda, media trasparenza, buon estratto. Il passaggio in barriques di due anni dona al vino un timbro olfattivo importante, mai sfacciato, dove le spezie dolci, cannella, noce moscata e chiodo di garofano conquistano subito il naso. Un respiro molto elegante, con lenta ossigenazione rintocchi floreali di viola e un continuo richiamo all’agrume stimolante, fresco, sa di bergamotto e tamarindo; toni boschivi e dolci rimandi di cacao e tabacco in chiusura. Evolve e cambia registro di continuo, una complessità da grandissimo Carema, chapeau. Sorso intenso, morbido, slanciato, la freschezza che s’avverte richiama l’agrume, dunque grande coerenza con quanto riscontrato al naso. Il vino è presto dominato da una lunga scia sapida, tipica del territorio, intervallata qua e là da lampi acidi e da un tannino coeso ma ancora ben presente. Godibilissimo sin da ora, ma a mio avviso ha davvero un lungo cammino davanti a sé. L’ho abbinato ad un piatto di polenta concia con fontina rigorosamente d’alpeggio, un buon modo per celebrare una terra di confine tra due regioni che conosco bene e amo immensamente.

Foto di Danila Atzeni

Ferrando Azienda Vitivinicola sas
Via Torino, 599A
10015 Ivrea Torino
Tel.: +39 0125 633550
Fax: +39 0125 633550
info@ferrandovini.it
http://www.ferrandovini.it

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