• 2017,  AOC,  Armand Rousseau,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  GEVREY-CHAMBERTIN,  ROSSI

    2017 Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Cazetiers, Armand Rousseau

    I vini di Armand Rousseau hanno da sempre rappresentato la quintessenza del pinot noir in Borgogna; forse è per tale motivo che il blasone di questo Domaine ha subito un’impennata pazzesca negli ultimi anni: vini introvabili nonostante i prezzi da capogiro.L’annata 2017 ha regalato vini godibili sin da subito e, se anche così non fosse stato, sono fermamente convinta che a nessuno sarebbe passato per la mente di rifiutare un calice di Rousseau per via della giovane età! Siamo d’accordo, un vino è sempre apprezzato per equilibrio,armonia e morbidezza conferiti da qualche anno sulle spalle ma soltanto in gioventù possiamo goderci energia e freschezza che rendono la beva instancabile.Al naso…

  • 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  CLOS DE VOUGEOT,  FRANCIA,  Jean-Jacques Confuron,  ROSSI

    2010 Clos Vougeot Grand Cru Jean-Jacques Confuron

    La data di nascita della Maison Jean-Jacques Confuron è attestata intorno al 1926 quando un certo Jean Confuron, erede di alcuni vigneti (principalmente a Vosne Romanée), sposò Anne-Marie Bouchard, anche lei erede di vigneti nella zona di Nuits-Saint-Georges e Premeaux, circa 5 chilometri più a sud. La coppia diede alla luce due figli, Christian e Jean-Jacques, che, con il passare del tempo, entrarono progressivamente nell’azienda di famiglia, lavorando gomito a gomito fino al 1980, quando decisero di separarsi prendendo ciascuno metà dei vigneti di famiglia. La parte rimasta nelle mani di Jean-Jacques, ampliata da alcuni terreni portati in dote dalla moglie Andrée Noëllat (della omonima famiglia il quale Domaine fu…

  • 2008,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Chantal Lescure,  FRANCIA,  ROSSI,  VOLNAY

    2008 Volnay, Domaine Chantal Lescure

    Per i patiti delle annate, la 2008 in Borgogna non rientra tra quelle mitologiche. Pioggia, vento e convento non avrebbero reso, dicono, un gran servizio al pinot nero. Io, che patito non sono, di norma mi affido più alla cantina che al millesimo. Anche sbagliando.Tra le cantine di Borgogna che mi posso permettere Chantal Lescure è di provato affidamento. I prezzi delle bottiglie consentono di bere bene senza perdere troppo sangue. Tuttavia, e qui vengo al punto, il millesimo di questo village, che pure si lascia bere, non sembra tra le loro prove meglio riuscite. Colpa della pioggia?Colore granato, color di nostalgia. Al naso fragoline di bosco, arance rosse, spezie…

  • 2013,  AOC,  BOURGOGNE,  Bruno Clavelier,  FRANCIA,  GEVREY-CHAMBERTIN,  ROSSI

    2013 Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Corbeaux, Domaine Bruno Clavelier

    Sulle prime è severo, quasi spento, ma dopo una decina di minuti si apre sulle classiche note di fragole selvatiche, lampone e spezie orientali, sottese da toni più scuri di bacche di sambuco, di te nero e radice di liquirizia. Al palato è tessuto magnificamente, compatto e croccante, sapido e pepato, quasi piccante; è potente non nel significato comunemente usato di peso estrattivo, quanto nella capacità di liberare energia durante il passaggio nel cavo orale. È proprio lì, nel passaggio in bocca, che si distingue: incede deciso, ma con grazia, ha portamento regale, infiltra e riempie di sapore. Domaine Bruno Clavelier21700 Vosne-RomanéeTél. 33 (3) 80 61 10 81domaine-clavelier@orange.fr

  • 2018,  AOC,  Domaine Joseph Voillot,  FRANCIA,  POMMARD,  ROSSI

    2018 Pommard Vieilles Vignes, Domaine Joseph Voillot

    È terso e luminoso il Pommard Vieilles Vignes di Voillot. È una brezza di bacche rosse fresche e fiori bagnati, come viole, rose rosse e iris, sottesa da una base speziata di pepe nero e cardamomo. Al sorso è fragrante e disseta grazie al frutto succoso che ricorda una spremuta di mirtilli e fragole di bosco. Incede con grazia, vibrante ed energico, morbido ma reattivo e in deglutizione lascia una scia di aromi che richiama quanto già avvertito al naso e al palato, arricchito da una lieve nota di terra bagnata.

  • 2015,  AOC,  Arnaud Ente,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  ROSSI

    2015 Bourgogne Rouge, Arnaud Ente

    Una parcella a Puligny e una a Meursault.60% di raspi, 3 giorni di macerazione semi-carbonica e affinamento in acciaio.Credo che pochissimi produttori al giorno d’oggi sposino questa formula per produrre un vinoche di Bourgogne “generico” ha solo il nome. A memoria esiste solo un altro grande bianchista, che è anche un rossista con i contro attributi,ma il Bourgogne di Coche-Dury è tutt’ altro che un peso piuma, e di legno ne ha eccome.Qui siamo di fronte a un rosolio, che del calore materico della 2015 non ha nulla; scivola via aereo e impalpabile, quasi asciutto e chirurgico, graffiando con una lieve frizione che profuma di fiori rossi e buccia d’arancio…

  • 2018,  Antoine Lienhardt,  AOC,  BOURGOGNE,  Coteaux Bourguignons,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 Gamay du Pierrot Gamayoptère, Antoine Lienhardt

    Rimane la sensazione di bere Gamay 2018 che pagano qualcosa in termini di espressività del sapore rispetto ai 2017. Però che bel bere! Bottiglia che certo ci ha messo un buon 24 ore per aprirsi del tutto e lasciarsi alle spalle una certa riduzione. Un Gamay un po’ fuori zona – non Beaujolais ma piena Côte de Nuits, tra Beaune e Nuits-Saint-Georges- di sicuro spessore, scuro nel frutto ma fragrante nella struttura. Ribes e ciliegia con un richiamo alle radici, alla terra, che si ritrova anche alla fine del palato, a impreziosire di profondità un sorso dal piglio deciso, strutturato, piacevolissimo. Anche da aspettare qualche anno.

  • 2006,  AOC,  Bonnes Mares,  BOURGOGNE,  CHAMBOLLE-MUSIGNY,  Domaine Comte de Vogue,  FRANCIA,  ROSSI

    2006 Chambolle-Musigny Bonne Mares, Comte de Vogue

    Mi prendo la responsabilità di recensire il mio primo Borgogna, con un domaine che trasmette una classicità che risale al 1450. Francois Millet è da decenni al timone di una produzione in cui ho sempre trovato poco di “chambollesque” e tanta, troppa confezione. Ho sempre apprezzato i suoi grandi vini (grandi in tutte le dimensioni dello spazio), sia da botte che in bottiglia, ma nessuno mi ha mai emozionato e il Bonnes Mares è sempre stato per me, stranamente, uno dei suoi vini più fini, nonostante il carattere delle sue terre rosse da cui nasce.Parte ovattato, balsamico, ma poco mobile, un pochino greve e ritroso, nebbioleggia al naso. La bocca…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CHABLIS PREMIER CRU,  Domaine Guy Robin et Fils,  FRANCIA

    2015 Chablis Montée de Tonnerre VV, Domaine Guy Robin et Fils

    Se Montèe de Tonnerre non è uno dei sette Grand Cru dello Chablis poco ci manca. Tra i Premier Cru è la vigna alla quale sono più affezionato, non mi ha mai deluso.Parte con una sventagliata di agrumi spremuti sulla pietra focaia. Tipicità da Chablis che si ammorbidisce rivelando sentori di ricotta infornata al limone, di burro salato, di zucchero a velo. Mano a mano che il vino si riscalda nel calice i profumi si ricompongono, si aggregano. Lo zucchero comincia a filare, il burro si lega alla farina e, non so come dirvelo, ma il fatto è che a un certo punto nella mia testa stavo annusando quei dolcetti…

  • 2016,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Leflaive,  FRANCIA,  PULIGNY-MONTRACHET

    2016 Puligny-Montrachet 1er cru Les Combettes, Domaine Leflaive

    Spesso dietro un grande vino c’è una grande donna. È stato questo il caso del Domaine Leflaive che ha visto, nel 1990, Anne-Claude Leflaive prendere per mano le fortunate sorti aziendali. La ricerca della qualità dei vini ma, soprattutto, della materia prima contraddistinguono da subito la nuova gestione; già dal ’97 infatti è la biodinamica a scandire i tempi e i modi di lavorazione della vigna.Purtroppo non è sempre agevole trovare le bottiglie del Domaine e se si dovesse avere la fortuna, molto spesso i prezzi sono proibitivi. Ma quando si apre una bottiglia di Leflaive la bevuta si trasforma in cerimonia.La prima gioia è per gli occhi: lo chardonnay…