• 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  CLOS SAINT-DENIS,  Domaine Michel Magnien,  FRANCIA,  ROSSI

    2010 Clos Saint-Denis, Domaine Michel Magnien

    Ho assaggiato il Clos Saint-Denis 2010 di Frederic Magnien (figlio di Michel Magnien da cui il Domaine prende il nome) al culmine di una degustazione di molte bottiglie dedicate a Morey-Saint-Denis. Un culmine di discorsi, di osservazioni, riflessioni, chiacchiere sul vino, il pinot nero e la Borgogna. Poi è arrivato questo mezzo calice e ha avuto l’effetto di un buco nero capace di inghiottire tutti i discorsi, le riflessioni e le osservazioni fatte fino a quel momento e di proporsi come una singolarità dello spazio-tempo di fronte alla quale si può solo ammutolire. Raramente ho avuto la percezione di essere inghiottito io da un vino ma questo è stato l’effetto.…

  • 2011,  AOC,  BOURGOGNE,  CHARMES-CHAMBERTIN,  Dugat-Py,  FRANCIA

    2011 Charmes-Chambertin Gran Cru, Dugat-Py

    Le due difficoltà alla cieca quando incontri un vino di Dugat-Py stanno sostanzialmente nel fatto che: A) se ne bevono ormai pochissimi; B) dà a mio avviso, in fascia giovanile, il meglio di sé in annate minori. Anche in questo caso taaaack un 2011 assassino che chiama assolutamente Borgogna con una dinamica assolutamente spiazzante, certo non da 2011. Più tensione, più articolazione in tutto; ha una spezia che tende a fregarti per intensità (vorrei vedere i legni che usa oggi per scrupolo), ma ha pure una integrità di frutto che esce fuori dal bicchiere cristallina; proprio grazie al fatto di essere annata minore si disperde quella sua struttura estrattiva importante,…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  BOURGOGNE ALIGOTÉ,  Coche-Dury,  FRANCIA

    2015 Bourgogne Aligoté, Coche-Dury

    Riguardo Coche-Dury potremmo dilungarci o essere sintetici ed in ogni caso non sbaglieremmo approccio alla descrizione. Infatti, se da un lato sembrano troppe le cose da dire sui vini, vere e proprie icone liquide della Côte de Beaune, dall’altro non è difficile ritrovarsi ad essere stringati nel riferire in merito ad un’azienda commercialmente fra le più esclusive della regione, circondata da un rigoroso riserbo. All’interno di una gamma composta da etichette stratosferiche, il Bourgogne Aligoté ricopre il ruolo dell’ apripista. Si tratta di una referenza da considerare come pret-a-porter, pensando ai pezzi pregiati della collezione aziendale, anche se non è difficile vederla collocata dal mercato ad un livello di costo…

  • 2007,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Confuron-Cotetidot,  FRANCIA,  ROSSI,  VOSNE ROMANÉE

    2007 Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots, Domaine Confuron-Cotetidot

    E così ci preparammo a riassaporare il frutto, probabilmente scuro, e le fini trame speziate e succose dei Suchots: “Uh! Oh! Ecco il fru…, ecco le spe… ma no, aspe’, ‘ndo’ stanno? Fu, quindi, così che, al presentarsi del peperone, ospite invero inatteso ma molto elegante, ci accorgemmo di avere di fronte il più bordolese dei Borgogna gustati di recente, “… un po’ come i Cos d’Estournel sono i Bordeaux più borgognoni…“, e quest’ultimo è un rimbaudismo che devo a Lei che con me divide tavole e cantine, più che ad Arturo il Poeta Maledetto. Poi, appesa la pirazina nel guardaroba, resta a suo agio nell’abito di taglio vosnier e…

  • AOC,  BOURGOGNE,  CRÉMANT DE BOURGOGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant de Bourgogne Blanc de Blancs, Joseph Lafarge

    Nella magmatica giungla dei crémant francesi non è difficile imbattersi in qualche bella bevuta (anche a costo contenuto), ma è rarissimo rimanere folgorati. Si iscrive alla prima categoria il Crémant de Bourgogne di Lafarge, probabilmente la bottiglia con l’etichetta più difficile da mettere a fuoco della galassia vino insieme a Collestefano. Notazioni grafiche a parte, siamo nel villaggio di Lugny, in pieno Mâconnais, dove la cantina, di proprietà familiare da quasi tre secoli, pianta ovviamente chardonnay (in Grand Bois di Lugny), pinot noir e anche gamay. Bellino il naso di argilla, buccia di limone e nocciola, coerente con un ingresso in bocca energico che perde finezza e verticalità nel centro…

  • 2017,  Alain Gras,  AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ROMAIN

    2017 Saint-Romain rouge, Domaine Alain Gras

    Se Saint-Romain non è il primo pensiero borgognone degli enostrippati più esclusivi (e spesso reazionari), è invece sicuramente uno dei primi per chi cerca ancora gran belle bevute in Côte d’Or, senza investire il PIL bielorusso su una boccia. Le particolarità microclimatiche e di terreno qui sono numerose e generalmente si traducono in vini molto freschi ed eleganti con una nota minerale piuttosto insistita e una bocca fine e vibrante. Almeno è così per i vini di Alain Gras e per il suo pinot noir village, da uve diraspate, sosta di 12 mesi nelle botti di rovere, solo in piccolissima parte nuove. Ciliegia, frutti di bosco, incenso e grafite al…

  • 2018,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CHABLIS,  FRANCIA

    2018 Chablis Le Vendangeur Masqué, De Moor

    La morbidezza, parliamone. E’ una questione un po’ scivolosa, un vino è morbido, cioè ha una vaga sensazione di dolcezza, per svariati motivi: alcol, o residuo zuccherino. Oppure è così di suo. Questo forse è del terzo tipo, è morbido, garbato, suadente. Però essendo un gran vino è anche ben altro. Per esempio è anche sassoso, nel senso di minerale, ma sempre in maniera garbata. La bevuta è del tipo attraente e irresistibile, essendo sfaccettato, multiforme, passa dal morbido al citrino con stile, balla leggero e lascia stupefatti. Mi accorgo che ho saltato la descrizione aromatica: butirroso, come di pasticceria, e frutta a polpa bianca ben matura con due gocce…

  • 2016,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Philippe Bouzereau,  FRANCIA,  MEURSAULT

    2016 Meursault Monopole Vieux Clos, Domaine Philippe Bouzereau – Chateau de Citeaux

    Sostenibilità, un termine tanto utilizzato e amato oggi. In realtà sono davvero poche le vere ‘produzioni sostenibili’. Non basta il rispetto verso natura e ambiente, serve anche quello verso gli esseri umani, tutti, perché ‘sostenibile’ deve essere anche sinonimo di qualità e salute. Philippe Bouzereau è arrivato a capo della storica azienda di famiglia nel 2006, dopo anni spesi in studio ed esperienze ‘all around the world’, una storia che conosco. Ho assaggiato più volte i vini di Chateau de Citeaux, vini che non lasciano le emozioni ai soli Cru o Monopole, ma ne regalano già nei pinot noir o chardonnay Village. Ognuno con la sua identità, che lascia trasparire…

  • 2017,  BIANCHI,  BOURGOGNE ALIGOTÉ,  Domaine Derey,  FRANCIA

    2017 Bourgogne Aligoté, Domaine Derey

    A pochissimi chilometri da Dijon, sulla route des rands crus, precisamente a Couchey, troviamo questo Domaine che si espande per circa venti ettari con appezzamenti che vanno da Fixin a Marsannay fino Gevrey – Chambertin, regalando, proprio grazie alla variabile del territorio, vini di carattere, stile e specialmente grande territorialità. La bottiglia in questione porta la bianca veste dell’ Aligoté, la celebre seconda uva di Borgogna dopo lo Chardonnay, uva che spesso sento discriminare in maniera importante tanto da essere considerata davvero poco, e vado reputando questa discriminazione un errore assai grossolano. Di colore giallo paglierino, con piccole sfumature verdastre. Al naso si presenta da subito molto fresco e presenta…

  • 2015,  Antoine Jobard,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  PULIGNY-MONTRACHET

    2015 Puligny-Montrachet Le Trézin, Antoine Jobard

    Vino che ho consumato probabilmente giovane, considerando il potenziale di invecchiamento di cui è capace.Se dovessi definire struttura e complessità gusto-olfattiva nel senso più puro del termine, Le Trézin potrebbe essere un campione da proporre come modello.Sicuramente non un vino semplice. Mi piacerebbe definirlo misterioso, ma rischierei di scadere nelle leziosità della degustazione.Colpisce per la sfumatura di fumo di torba – lontana ma precisa – che alterna, rincorrendoli, forti richiami iodati, quasi marini. Dotato di un nervo sottile e forte che si sovrappone a una trama fine e precisa, questo chardonnay dall’acidità definita ma non grossolana si esprime con classicità, su note di frutta a polpa bianca, con un twist…