Una parcella a Puligny e una a Meursault.
60% di raspi, 3 giorni di macerazione semi-carbonica e affinamento in acciaio.
Credo che pochissimi produttori al giorno d’oggi sposino questa formula per produrre un vino
che di Bourgogne “generico” ha solo il nome.
A memoria esiste solo un altro grande bianchista, che è anche un rossista con i contro attributi,
ma il Bourgogne di Coche-Dury è tutt’ altro che un peso piuma, e di legno ne ha eccome.
Qui siamo di fronte a un rosolio, che del calore materico della 2015 non ha nulla; scivola via aereo e impalpabile, quasi asciutto e chirurgico, graffiando con una lieve frizione che profuma di fiori rossi e buccia d’arancio amaro. E chissene se in etichetta è scritto solo Bourgogne: ancora con questi stereotipi?!
Basta chiudere gli occhi e non pensare che costa 60 euro + iva dal distributore.
A memoria è uno dei 2015 con più carattere che abbia assaggiato.
Ente Arnaud
, , Francia
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VAUDAGNA [18/'4/21] - 9/10
9/10
