• Castello di Verduno,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Verduno Pelaverga

    2018 Verduno Pelaverga Piccolo Basadone, Castello di Verduno

    C’è aria rarefatta di spezie, pianta di pomodoro, drupe selvatiche verdi e ruggine. Dopo pochi minuti nel bicchiere il frutto trasfigura in fragole di bosco acerbe e bacche rosse tipo corniolo. Ma è rarefatto, appunto: un soffio, uno svolazzo. Al palato, come aveva predetto l’olfatto, è sottile, diluito, aspretto, verdino. Semplice. Capisco che oggi possa incontrare il gusto di molti appassionati, ma per me è troppo, troppo poco.

  • 2007,  Antinori,  Franciacorta,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO

    2007 Franciacorta Riserva Contessa Maggi, Marchese Antinori – Tenuta Montenisa

    Giallo paglierino con riflessi verdognoli; perlage fine e persistente. All’olfatto un tenue soffio di pesca bianca e uva spina è seguito da un vago tono di aspirina effervescente. Al palato è sottile, quasi evanescente e ribadisce in deglutizione quanto accennato all’olfatto con un lieve guizzo amarognolo. Chardonnay, pinot nero, pinot bianco, 60 mesi sui lieviti.

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Dosnon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    S.A. Champagne Alliae Grand Cuvée, Dosnon

    Giallo con sfumature oro caldo. Al naso è seducente con note di scorza di agrumi brulée, pera e albicocca disidratata, caprifoglio e tabacco biondo, seguite da un sentore affumicato e minerale di lastra di ardesia spaccata. Al sorso è avvolgente, infiltrante, coriaceo, tenace, dinamico e reattivo e in deglutizione riecheggia le affinità olfattive con ancora frutta essiccata, scorza di arancia e toni minerali di pietra spaccata. Davvero un portento, che si esalta ancora di più in un bicchiere ampio, sferico, tipo ballon. Degorgement: 08/19, 60 mesi sui lieviti, 50% pinot nero, 50% chardonnay, vinificato in barriques.

  • 2019,  Cesanese di Olevano Romano,  Damiano Ciolli,  DOC,  LAZIO,  ROSSI

    2019 Olevano Romano Cesanese Superiore Silene, Damiano Ciolli

    Il profumo del Silene 2019 è un fascio di erbe di campo e di bacche rosse selvatiche. Dopo qualche minuto nel bicchiere c’è un accenno di pepe bianco e una tenue allusione al ferro. Al palato è lieve, dissetante e saporito (servitelo a 12-13 °C), aiutato da una acidità vivace e succosa. In deglutizione i richiami speziati si fanno più accesi rendendo la beva molto appagante. Vino da frasca se ce n’è, allegro compagno della tavola senza per questo rinunciare a identità e distinzione. Composto per lo più da cesanese di Affile con un saldo di cesanese comune. Fermentato in acciaio e affinato in cemento. Aiuto Damiano Ciolli su alcuni…

  • 2017,  Cesanese di Olevano Romano,  Damiano Ciolli,  DOC,  LAZIO,  ROSSI

    2017 Cesanese di Olevano Romano Cirsium, Damiano Ciolli

    Il Cirsium proviene da una vigna messa a dimora negli anni ’50 del secolo scorso dal nonno di Damiano Ciolli. Allevata ad alberello in parete, a mia conoscenza costituisce un unicum nel panorama viticolo di Olevano. È un vino che ho sempre amato molto anche nelle versioni più ricche del primo decennio; le ultime annate puntano maggiormente verso l’acidità e la succosità, senza per questo perdere in profondità. Il 2017 non fa eccezione, sfoggia un naso complesso di bacche selvatiche rosse e nere, erbe di campo fresche, ardesia e polvere da sparo. Al palato è setoso, articolato e ottimamente tessuto; ritornano aromi di spezie, bacche nere e un tono lievemente…

  • 2017,  Barbaresco,  DOCG,  PIEMONTE,  Rivetto,  ROSSI

    2017 Barbaresco Marcarini, Rivetto

    Di viola, di erbe fresche, di cornioli sotto spirito, di cuoio bagnato: così allude nel bicchiere il Barbaresco Marcarini 2017 di Enrico Rivetto. Il naso invitante è sostenuto da un palato ricco, generoso, pieno di sapore; pur essendo denso, quasi muscolare, incede con grazia, senza affaticare il sorso e lascia una sensazione generale di misura e compostezza.

  • 2013,  AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  Georges Nöellat,  NUITS-SAINT-GEORGES,  ROSSI

    2013 Nuits-Saint-Georges 1er Cru Aux Cras, Georges Noëllat

    Maxime Cheurlin possiede una piccola parcella nella parte del cru dove più facilmente affiora la crosta calcarea. In questa area i vini sono maggiormente caratterizzati da toni minerali e Aux Cras 2013 non li nasconde. Ai primi sorsi sa di roccia spaccata, terra bagnata, goudron, gomma bruciata; poi gradualmente si fa largo la parte fruttata con richiami di mora e bacche rosse cui fanno da contraltare toni lievemente erbacei che rimandano alla menta, al graspo e al rabarbaro. In bocca è ancora tenace, ma decisamente più sciolto rispetto a due anni fa; il tessuto è più rilassato e il succo salta fuori con una buccia matura, coriacea ma saporita. Schiocca,…

  • 2018,  BIANCHI,  Carlo Loewen,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken

    2018 Laurentiuslay Alte Reben Trocken Riesling, Carl Loewen

    Le vigne più che centenarie si aggrappano a piccole terrazze sostenute da muri a secco, in uno degli appezzamenti più vocati della Mosella, su suoli di ardesia del devoniano. Esempio paradigmatico di vino cristallino, irradia lampi di luce abbagliante, come fosse una pulsar; i profumi sono aria dissetante di conifera alpina, di buccia di pesca e albicocca, pesca bianca e mentuccia, sostenuta dal basso continuo delle classiche note minerali di pietra focaia e idrocarburi. È una folgore di acidità che trafigge il palato e irradia sensazioni di polpa di pesca bianca ancora lievemente acerba, attivando una salivazione debordante che se non fai attenzione ti esce dalle orecchie. Non riesci a…

  • 1991,  AOC,  BORDEAUX,  Château Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1991 Margaux, Château Margaux

    Liquido superbo, di eleganza ultraterrena. Incede senza toccare suolo con rimandi di fiori macerati, earl grey, mirtilli e bacche rosse selvatiche, liquirizia e grafite. Al sorso è un fruscio di sete, fragrante, agrumato e vibrante; c’è un soffio di menta selvatica in deglutizione che lo rende irresistibile, aggiungendo freschezza e bevibilità . Ciò che seduce è l’equilibrio assoluto pur nel continuo movimento degli stimoli. Margaux 1991 è un vino quintessenziale; è l’essenza della riva sinistra. Ancora di più in una annata così complicata.

  • 1989,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1989 Pauillac, Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande

    Comtesse de Lalande 1989 è una bellezza. Una brezza di incenso, pelle bagnata, bacche rosse sotto spirito, pomodori essiccati e infine cuoio e  scatola di sigari. Ha un tatto irresistibile: seducente, serico, rinfrescato da una corrente balsamica che ricorda la nepitella. Qui c’è grazia, misura, equilibrio. Qui c’è cervello, cuore e metodo. Un vademecum della riva sinistra.