• 2007,  Batič,  ROSSI,  SLOVENIA

    2007 Angel Grand Cuvée, Batič

    Dice Osvaldo Soriano che ci sono tre generi di calciatori: quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna: e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente: quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio: «Questi sono i profeti. I poeti del gioco». Ho sempre pensato che questa frase presa a prestito…

  • 2012,  BIANCHI,  KRAS,  Marko Fon,  SLOVENIA

    2012 Vitovska, Marko Fon

    La Vitovska di Marko Fon è figlia del sole, del vento e del Carso sloveno. Vino roccioso a cui Marko dedica cura e amore. Forse perché giocato su elementi violenti, si esprime con forza pur partendo da toni sommessi per arrivare poi ad un aspetto piuttosto variegato. Il colore è giallo oro luminoso, sembra quasi essere dotato di una luce propria. Il naso sulle prime si muove con note sorprendentemente ferruginose che mi spiazzano; lentamente si apre verso erbe officinali con aromi di macchia mediterranea, timo selvatico, mirto, elicriso. Al palato esprime tutta la sua verticalità, è subito salino, iodato per poi allungarsi su sensazioni di radice di liquirizia, una…

  • 2003,  BIANCHI,  DOLCI,  Josko Rencel,  KRAS,  SLOVENIA

    2003 Malvasia Passita Zlate Solzice, Josko Rencel

    Quando sono andato a trovare Josko Rencel 3 anni fa, mentre lo vedevo armeggiare in cantina tra vecchie barrique e recipienti di ogni forma e dimensione, ho avuto l’impressione di essere entrato nell’opificio di un alchimista. Ovvero qualcuno capace di realizzare, per caso, per azzardo o per volontà, qualcosa in più della semplice trasformazione di uva in vino. In questo modo mi sono spiegato i risultati che ho trovato nelle sue bottiglie: alcuni discutibili, altri veramente molto buoni. Nella stragrande maggioranza dei casi vini ‘originali’. Come appunto questa malvasia passita annata 2003: Zlate Solzice (Lacrime d’oro). Uno dei vini passiti dolci che preferisco, capace come è di tenere insieme e…

  • 2014,  BIANCHI,  KRAS,  Marko Tavčar Vina Pietra,  SLOVENIA

    2014 Kras Gorjanka, Vina Pietra Marko Tavčar

    Di Marko Tavčar si parla troppo poco, ed è un peccato perché il dirimpettaio meno famoso dell’omonimo Fon, con il quale condivide la vigna di malvasia ultracentenaria nel comune di Gorjansko, ha stoffa e talento. Poche le bottiglie prodotte, meno di 150. La Gorjanka di Tavčar è un vino potente da far tremare le gambe: malvasia istriana nell’espressione più iconica, capace di invecchiare per anni senza perdere smalto e intensità. Si tratta di un vino non adatto all’uso quotidiano, per il prezzo e per la complessità pazzesca sprigionata dal calice: un ventaglio di aromi che spaziano dal miele di tarassaco ai profumi sfacciati della macchia mediterranea, talmente definiti che si…

  • 2011,  KRAS,  MACERATI,  SLOVENIA,  Čotar

    2011 Kras Vitovska, Čotar

    Appena aperto fa veramente poco per farsi apprezzare con il suo color cuoio lesso e arancia appassita. È l’annata calda, ho pensato. E infatti è tutto un girare attorno al concetto di calore: i colori, gli odori. Però è bello come questo vino abbia avuto la capacità di trasfigurarsi. Di abbandonare la sua veste tradizionale per diventare qualcos’altro, a metà tra il distillato e il vino da meditazione. Esercita su di me una sorta di magnetismo: sta sul tavolo per una decina di giorni e ogni tanto ne bevo un goccetto per vedere che effetto fa, anche solo per constatare se è ancora vivo. E niente: è una fonte inesauribile…

  • 2015,  Guerila,  METODO CLASSICO,  SLOVENIA

    2015 Vipavska Castra Brut Natur, Guerila

    Dalla valle del Vipacco (Vipavska Dolina) in Slovenia, uno spumante da agricoltura biodinamica certificata. Perlage bello fitto, profumi originali, marcati ma non troppo carichi, di una certa finezza. Immediatamente in evidenza acque marine, di ostriche se volete, e dolcezze di frutti verdi freschi, mela su tutti. Dopo un po’ diventa leggermente resinoso, da pineta bordo mare, e il frutto si fa più maturo. Ingresso in bocca salatissimo e vinoso, poi salatissimo e salatissimo. Sorso estremamente scorrevole, forse troppo, insomma non un peso massimo, persiste abbastanza con eco della frutta di cui sopra e un mielino millefiori appena accennato. Se non gli si chiedono performance da sportiva offre una guida confortevolissima…