• 2010,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Emidio Pepe,  Trebbiano d’Abruzzo

    2010 Trebbiano d’Abruzzo, Emidio Pepe

    Aspettative alte per una di quelle annate che sulla carta non dovrebbero mai tradire, o quasi. Non solo nel Centro Italia, non solo quando riferite ai bianchi della Costa Adriatica. E invece. Il tratto è inconfondibile, piacevolmente sulfureo quando non addirittura marino, affiancato da quella possenza di frutto che tratteggia il Trebbiano di Pepe. E poi note (leggere) di idrocarburi, di fieno, di erbe officinali. C’è da perdersi. È però in bocca che paga qualcosa in termini di presa, di tessitura, di profondità. Sorprende non solo per una leggerezza forse inaspettata ma anche per una certa esilità, come fosse vino che sta vivendo una particolare fase di evoluzione verso “altro”.…

  • 2019,  Crocizia,  Emilia,  EMILIA ROMAGNA,  IGT,  RIFERMENTATI

    2019 Rosso Frizzante S’cètt, Crocizia

    Dei vini di Crocizia amo (anche) quella leggerezza di tratto che li rende così riconoscibili. Vini sempre di grande carattere, capaci di essere incisivi e al tempo stesso di volare alto, senza particolare peso. Vale anche per questo non Gutturnio, barbera e croatina dal parmense, a fare da base per un frizzante tanto gustoso quanto leggiadro. C’è frutto e c’è allungo, c’è freschezza non senza quel tocco più maturo che dona profondità alla beva. Mediamente irresistibile.

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Scarzello

    2011 Barolo Sarmassa, Scarzello

    Appena aperto è partita la discussione, più sull’annata che sul produttore (una discreta certezza) e sulla costante sorpresa di fronte ad alcuni 2011 che oggi si rivelano in stato di grazia. Magari pagano qualcosa in termini di austerità, magari non saranno vini così longevi ma che spettacolo di golosità, di beva e non ultimo di generosità. Un Barolo da tavola nella migliore accezione del termine, saporito e piacevolmente avvolgente senza eccedere in calore. Tanta bocca e pedalare, a me è piacuto tantissimo.

  • 2016,  IGT,  ROSSI,  Tenuta di Carleone,  TOSCANA,  TOSCANA

    2016 UNO, Tenuta di Carleone

    Il 2016 di Carleone è uno di quei vini che rappresentano un po’ una pietra miliare, almeno per la denominazione a cui appartengono: c’è un prima e c’è un dopo, quando si parla dei Sangiovese di Radda. È un vino fantastico in annata di grazia, straordinario sotto ogni punto di vista. È splendidamente tratteggiato, tutto sembra essere, assaggio dopo assaggio e anche a distanza di mesi, sempre al suo posto; al tempo stesso è rosso grintoso, scattante, che invita alla beva e che a ogni sorso rivela un ulteriore aspetto della sua finezza. Sorprende soprattutto in termini di eleganza, e questa è forse la vera notizia. Ci sono tutti quei…

  • 2016,  Chianti Classico,  Dievole,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Gran Selezione Vigna di Sessina, Dievole

    Una cosa che riguarda la denominazione: a distanza di qualche anno continuo infatti a fare una certa fatica a trovare una coerenza tra i tanti Gran Selezione, sulla carta massima espressione qualitativa tra i Chianti Classico. C’è chi lavora sulla struttura, e quindi anche sulla longevità, e chi invece lavora sulla finezza, cercando di far emergere eventuali peculiarità territoriali prima ancora che stilistiche (vini che vengono tra l’altro presentati come migliori di tutti gli altri, riserve e non, cosa che alla prova del bicchiere si rivela vera fino a un certo punto). Vini come questo sembrano decisamente appartenere alla seconda categoria, rosso che stupisce per dettaglio e per raffinatezza, che…

  • 2014,  La Marca di San Michele,  MARCHE,  METODO CLASSICO,  VSQ

    2014 Spumante Metodo Classico Col Fondo Numero Uno, La Marca di San Michele

    La primissima volta che l’ho assaggiato ero in cantina e mi era sembrato fin troppo crudo, come avesse bisogno di un po’ di tempo per tirare fuori tutta quella raffinata complessità che caratterizza i vini e in particolare i Verdicchio della Marca. Non potevo sapere se fosse vero o meno, certo è che il primo metodo classico prodotto da Alessandro Bonci da subito sembrava avere stoffa, forza, tenacia, tutte peculiarità che nel tempo trovano spesso un fedele alleato. A distanza di qualche anno quella prima intuizione mi è sembrata particolarmente vera: stappato oggi si dimostra spumante tanto goloso quanto articolato, immediatamente riconoscibile nel dna – il varietale non si nasconde…

  • 2006,  BIANCHI,  Carso(Kras),  DOC,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  Zidarich

    2006 Carso Vitovska Collection, Zidarich

    La premessa necessaria è che nel 2006 tutto era molto diverso. Era diverso il Carso, luogo già ricchissimo di energie dove tanti vignaioli oggi molto affermati stavano trovando la loro strada (anche grazie al continuo dialogo con i loro colleghi del Collio, e viceversa). Era diversa la spinta propulsiva che portava a macerare di più o di meno la vitovska (e la ribolla gialla), pratica che in quel particolare periodo storico stava vivendo un momento di grandi sperimentazioni. Necessaria perché la primissima Collection di Benjamin, il vino più importante del produttore più rappresentativo di tutta la denominazione, è vino tanto buono quanto per certi versi anacronistico, che sembra arrivare direttamente…

  • 2015,  Brunello di Montalcino,  Caparzo,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2015 Brunello di Montalcino La Casa, Caparzo

    Circa 5 ettari a Montosoli, a nord di Montalcino, a metà della strada che porta a Buonconvento per uno dei vigneti che appartengono alla storia della denominazione. Prima annata prodotta 1977, il nome deriva dal fatto che in passato questo era uno dei poderi dove abitavano alcuni contadini alle dipendenze dei proprietari di Palazzo Montosoli, a poche centinaia di metri. Lucente e invitante. Naso di grande puntualità prima ancora che di grande stoffa. Tutti i riferimenti olfattivi sono lì, sembra di poterli toccare con mano: fiori rossi scaldati dal sole, lamponi e ciliegie, cannella e tabacco con un sottofondo che ricorda gli agrumi. È teso, caratterizzato da un tannino di…

  • 2016,  Caparzo,  DOC,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  TOSCANA

    2016 Rosso di Montalcino La Caduta, Caparzo

    Circa 7,5 ettari a sud di Montalcino, vigneto caratterizzato da arenarie e sabbie. Naso di strepitosa impronta classica, un tappeto floreale da cui emergono viola e frutti di bosco non senza rimandi di fieno. Saporitissimo, caratterizzato da un’acidità di squillante lunghezza e da una trama tannica che appare perfettamente integrata alla tessitura del vino. Solo sul finale emerge una scodata di calore a frenarne l’allungo.

  • 2014,  BIANCHI,  Cascina Bandiera,  PIEMONTE,  VINO

    2014 Sansebastiano, Cascina Bandiera

    I vini di Cascina Bandiera li ho un po’ rincorsi. Prima ne avevo scritto su Intravino interrogandomi su chi fosse il produttore per poi inseguirli con il passare del tempo in questa o in quell’enoteca, in questo o in quel ristorante. Infine, finalmente, una bella serata con in produttori all’Osteria 12 Rondini di Foligno, in Umbria. Un’occasione pressoché perfetta per assaggiare gran parte della produzione, bianchi e rossi a partire da timorasso, chardonnay e pinot nero. Pochi i dubbi: il mio preferito è il Sansebastiano, il bianco di casa, quello che – ok, fa ridere – viene tirato in più esemplari: più di 2.000, meno di 3.000. Tra quelle assaggiate…